Internet, i grandi della rete uniti per l’uguaglianza degli utenti

I grandi nomi del web uniti per la neutralità della rete. L’insolita alleanza è dovuta alla prossima riunione della Commissione federale delle comunicazioni degli Stati Uniti, che avrà all’ordine del giorno la riscrittura delle regole di Internet. Così Google, Skype, Twitter, YouTube, Facebook, Mozilla, Linkedin (per citare solo i più conosciuti) hanno deciso di firmare una lettera, inviata al presidente della Commissione, Julius Genachowski, per ribadire la propria posizione. La richiesta è che non venga messo in pericolo il principio che fino a oggi ha garantito eguaglianza a tutti gli utenti del web, ovvero l’impossibilità, per i provider, di stabilire chi deve navigare più veloce e chi più lento, magari in base a quanto è costosa la sua connessione.

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Al media-world summit, Murdoch e Ap contro aggregatori di notizie

L’editoria d’informazione si schiera contro gli internauti libertini, i giornalisti web e gli aggregatori di notizie online, nel Media-World Summit di Pechino. Gli strali più duri sono quelli di Associated Press e di Rupert Murdoch, che rilanciano la sfida ai nuovi media e ribadiscono la necessità di introdurre modelli a pagamento per l’accesso alle notizie.

Uno scontro frontale con i motori di ricerca e i siti che spesso riprendono (gratuitamente) stralci dei contenuti dei grandi marchi dell’informazione.

“Noi creatori di contenuti siano stati troppo lenti a reagire allo sfruttamento gratuito delle notizie di terze parti senza permesso: servizi web come Wikipedia, YouTube o Facebook sono diventati destinazioni favorite dai clienti per le notizie di ultim’ora, lasciando da parte i siti di notizie tradizionali – ha dichiarato Tom Curley, Ceo di AP, che ha puntato il dito anche contro motori di ricerca e blogger – Non tollereremo più la disconnessione fra coloro che si dedicano a raccogliere notizie di pubblico interesse e coloro che ne traggono profitto senza sostenere l’attività”.

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Iraq, libero il giornalista che tirò una scarpa a Bush

Muntazer al-Zaidi, il giornalista iracheno che il14 dicembre scorso aveva lanciato una scarpa contro George W. Bush nel corso di una conferenza stampa, è libero. Il reporter è stato scarcerato dopo aver scontato nove dei dodici mesi cui era stato condannato “per aggressione a un capo di stato in visita”.

La sua liberazione è stata accolta tra i festeggiamenti del popolo iracheno per il quale al-Zaidi è un vero e proprio eroe. Le immagini di quel lancio, ormai famosissime, hanno fatto il giro del mondo grazie soprattutto a YouTube, e su Facebook ci sono centinaia di gruppi dedicati a Zaidi. A Tikrit, città natale del defunto ex presidente Saddam Hussein, gli era stata anche anche dedicata una grande statua, a forma di scarpa, che però è stata rimossa tre giorni dopo la sua inaugurazione. Per quel gesto il giornalista era stato condannato inizialmente a tre anni di reclusione, poi ridotti ad uno in appello.

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Masi risponde a Santoro: “Nessuna censura su spot di Annozero”. E video spopolano su Youtube

Nessuna censura sugli spot di Annozero. Solo normali approfondimenti in vista del dibattito che, nel prossimo Cda della Rai del 16 settembre, toccherà tutte le questioni relative alla trasmissione di Michele Santoro: gli spot e anche la questione dei contratti.

Questa la risposta del direttore generale Masi alle polemiche scatenate dalla mancata trasmissione delle promozioni a pochi giorni dalla prima puntata delle trasmissione. Michele Santoro, conduttore e ideatore del programma, dopo aver lanciato un appello ai telespettatori per diffondere loro stessi le pubblicità, ha scritto una nuova lettera ai vertici di viale Mazzini, chiedendo spiegazioni sul perché gli spot “giacciano” da più di una settimana presso “gli uffici competenti” con la conseguenza che Raidue non ha ancora dato notizia della ripresa del programma.

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Annozero, appello di Santoro agli spettatori: “diffondete gli spot”

La Rai non fa pubblicità ad Annozero? Santoro ha deciso di farsela da solo. L’ultima idea del popolare conduttore di Raidue è quella di promuovere la sua trasmissione attraverso la rete e il passaparola degli spettatori.

In polemica con i vertici aziendali, che secondo lui starebbero evitando deliberatamente di promuovere il suo programma a pochi giorni dalla prima puntata, sul sito di Annozero spunta un appello: “Cari amici, sono Michele Santoro e ho bisogno del vostro aiuto. Mancano pochi giorni alla partenza e la televisione continua a non informare il pubblico sulla data d’inizio di Annozero. Perciò vi chiedo di inviare a tutti i vostri amici e contatti su internet gli spot che abbiamo preparato a questo scopo e che non vengono trasmessi”. E gli spot, diffusi su facebook e youtube, si sono diffusi subito a macchia d’olio. Insomma il braccio di ferro tra Santoro e mamma Rai continua.

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Iran, la censura mette il bavaglio all’informazione

E’ un silenzio assoluto o quasi quello che arriva dall’Iran sulle proteste che continuano a divampare nel Paese dopo le elezioni presidenziali che hanno riconfermato Mahomud Ahmadinejad alla presidenza. Le notizie diffuse dai media sono sempre più rare e arrivano solo dai canali ufficiali di Teheran.

Niente più filmati su YouTube a testimoniare cosa sta accadendo in piazza, sospeso da giorni il servizio di messaggi sms, interrotto il normale servizio di chiamate con i cellulari e anche da Twitter i messaggi istantanei arrivano a rilento. Perfino i bloggers, che finora avevano continuato a riportare testimonianze su scontri e manifestazioni, sembrano essere finiti tra le maglie della censura. Alla fine, il regime di Ahmadinejad sembra essere riuscito nel suo scopo di ridurre tutti al silenzio.

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