Rai, sit in dei conduttori contro lo stop ai talk show

Santoro e Vespa sul palco

Santoro e Vespa sul palco

I conduttori in protesta davanti ai cancelli degli studi di via Teulada. C’erano anche Bruno Vespa, Michele Santoro e Giovanni Floris tra i manifestanti che ieri sera hanno protestato contro il provvedimento del Cda di viale Mazzini che ha deciso di sospendere i talk show politici fino alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo. Diverse centinaia i presenti, tra cui diversi leader politici, tra cui il leader del Pd, Bersani.

A troneggiare sulla piazza un megaschermo con su scritto “riaccendiamo tutto”. I tre conduttori sono saliti sul palco insieme, nonostante tra Vespa e Santoro non scorra proprio buon sangue. “Non voglio essere un avatar della tv. Noi dobbiamo rispettare le regole ma anche i politici presentino le liste secondo le regole” ha detto ironico Michele Santoro, che spiega: “Questa sera c’è un pezzo di opinione pubblica che paga il canone e chiede i suoi diritti”.

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Nomine Rai, Orfeo direttore del Tg2, Liofredi alla rete. Ancora attesa per il Tg3

A viale Mazzini, si stanno accelerando le procedure per dare un nuovo assetto ai vertici della Rai. Il problema delle nomine era stato rimandato a causa della scadenza delle elezioni europee dello scorso giugno ma Sergio Zavoli, presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, e il capo dello Stato Giorgio Napolitano sono tornati a sollecitare nei giorni scorsi la conclusione dell’iter per il nuovo assetto del servizio pubblico.

Ieri il Consiglio di amministrazione ha provveduto a nominare Mario Orfeo nuovo direttore del Tg2 come proposto da Mauro Masi, dell’azienda. Direttore del quotidiano ”Il Mattino” dal 2002, 43 anni, un passato professionale a ”Repubblica”, la candidatura di Orfeo ha ricevuto il voto unanime del Cda.

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Casagit, concluse le elezioni per il rinnovo dell’assemblea nazionale. Tutti gli eletti

Si sono concluse alle 18 le votazioni per l’elezione dei delegati all’assemblea nazionale della Casagit, la Cassa autonoma di assistenza integrativa dei giornalisti italiani, per il quadriennio 2009-2013. Hanno votato 6.093 elettori ovvero il 25,44% degli aventi diritto.

Di seguito tutti gli eletti che costiuiranno la nuova assemblea nazionale della Cassa

Antonio Carino e Giannetto Sabbatini Rossetti, eletti ad Ancona in rappresentanza delle Marche. Ad Aosta è stato eletto Gaetano Assanti, a Bari Gianfranco Summo e Vito Zita, a Bologna Sabrina Camonchia, Claudio Cumani, Andrea Ropa e Paola Emilia Rubbi, a Bolzano Luciano Azzolini, Otwin Nothdurfter e Franz Volgger, in Sardegna Andrea Artizzu e Giovanni Perrotti a Campobasso Lucio Zampino, a Firenze Susanna Giusti, Michele Manzotti ed , a Genova Gianluigi Corti e Guido Filippi, a Milano sono stati eletti Domenico Affinito, Aldo Bolognini Cobianchi, Maurizio Calzolari, Paolo Chiarelli, Paolo Costa, Paola D’Amico, Maria Antonietta Filippini, Carlo Ercole Gariboldi, Gianfranco Giuliani, Cesare Angelo Giuzzi, Elena Golino, Andrea Leone, Renzo Magosso, Andrea Alfonso Maria Montanari, Costantino Muscau, Giovanni Negri, Edmondo Rho, Valentina Strada e Giovanna Tettamanzi, a Napoli Marisa La Penna, Umberto Nardacchione e Alfonso Pirozzi, a Palermo Giovanna Genovese, Mario Petrina, Giovanni Pietro Santi, a Perugia Anna Lia Sabelli Fioretti e Elvisio Vinti, a Pescara Sergio Cinquino e , a Potenza Grazia Maria Napoli, a Reggio Calabria Pier Paolo Cambareri e Luisa Lombardo, a Roma Mario Antolini, Manuela Cadringher, Corrado Chiominto, Laura Delli Colli, Francesco Di Mario, Giorgio Frasca Polara, Flavio Gasparini, Rossella Lama, Federica Lamberti Zanardi, Manuela Lucchini, Liliana Madeo, Luigi Massi, Luciano Onder, Giovanni Orlando, Giorgio Pacifici, Paolo Petrecca, Rossella Santilli, , Giampiero Spirito e Roberto Turno, a Torino Daniele Mauro Cerrato, Giorgio Lombardi e Carola Vai, a Trieste Pierpaolo Dobrilla e Gian Paolo Girelli, a Venezia Margherita Carniello, Gabriele Cescutti e Mauro Pertile.

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Referendum sul contratto dei giornalisti: hanno votato solo in 3mila

L’atteso referendum sul nuovo contratto collettivo dei giornalisti si è tenuto. Il risultato è stato un flop: hanno votato in pochissimi, tra il disinteresse generale per il quesito su un contratto effettettivamente già in atto e che pochi avranno l’onore di poter firmare.

I seggi si sono chiusi in tutta Italia alle 19 del 30 maggio. La consultazione referendaria chiamava i giornalisti a esprimersi sull’intesa contrattuale siglata dalla Federazione Nazionale della Stampa e dalla Federazione degli editori il 24 marzo scorso. Il referendum ha solo valore consultivo e non ha quorum, quindi il risultato (si o no al contratto), sarà comunque valido qualunque sia il numero dei votanti.

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Crisi editoria, passa in Senato l’emendamento “salva giornali”

E’ passato praticamente all’unanimità, in Senato, l’emendamento “salva giornali“, teso a ripristinare per il periodo 2009-2010 i fondi per l’editoria sulla base di 70 milioni l’anno.

L’emendamento è stato sottoscritto, oltre che dai senatori del Pd Lusi e Vita anche dai senatori Butti del Pdl e Mura della Lega e prevede anche l’opportunità per le testate di stipulare convenzioni più favorevoli per le spedizioni degli abbonamenti.

“L’esito favorevole del voto ha sanato finalmente la gravissima ferita inferta dai tagli del decreto Tremonti - ha dichiarato il del Pd Vincenzo Vita, vicepresidente della commissione Cultura – e lo stesso articolato approvato nell’ambito del ddl sullo sviluppo aveva in precedenza avuto un iter parlamentare faticosissimo. Dobbiamo dare atto al vasto movimento di editori, giornalisti e lavoratori dell’informazione di aver ottenuto un risultato di un’unità d’intenti tra le forze politiche. Siamo contenti per le decine di testate che così eviteranno la chiusura o il ridimensionamento”.

Crisi editoria, situazione critica a “Il Mattino” di Napoli. L’editore Caltagirone: “Il governo intervenga”

La crisi non guarda in faccia nessuno. Ad essere assillato da piani di riorganizzazione e tagli al personale, ora si è aggiunto anche “Il Mattino”, quotidiano napoletano edito da Caltagirone. La settimana scorsa il direttore del giornale, Mario Orfeo è stato sfiduciato dal cdr di redazione che aveva bocciato il piano di riorganizzazione del quotidiano.

Il piano prevederebbe l’uscita di 37 giornalisti, la chiusura della redazione romana e il ridimensionamento dello storico quotidiano. “E’ inaccettabile che una storica come il Mattino diventi la copia napoletana del Messaggero” è stato il commento del comitato di redazione della napoletana al voto di sfiducia ad Orfeo.

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Contratto giornalisti, referendum confermativo entro il 15 giugno

FNSIIl Consiglio nazionale della Federazione nazionale della stampa ha dato mandato “alla giunta esecutiva di redigere il regolamento per il referendum” che chiamerà tutti i giornalisti a esprimersi sull’ipotesi di siglata la scorsa settimana con la Federazione italiana editori giornali. Il regolamento dovrà essere “redatto entro aprile” e il referendum “dovrà essere celebrato quanto prima, e comunque non oltre il 15 giugno“.

“Pur non costituendo un obbligo statutario di valore giuridico – spiega il documento approvato ieri dal Consiglio con 38 voti a favore, tre contrari e due astenuti – il referendum sull’ipotesi di contratto rappresenta un impegno politico vincolante per l’insieme del gruppo dirigente federale, che dovrà valutarne gli esiti”.

Il referendum, spiega ancora la Fnsi, “dovrà svolgersi con voto in urne distinte per tipologia di votanti, con modalità omogenee in tutta Italia, con apertura delle urne per almeno 12 ore nell’arco di 36, con scrutinio centralizzato. Stanti le caratteristiche del referendum, lo spoglio delle schede verrà effettuato a prescindere dalla percentuale dei votanti, essendo questa una delle variabili su cui il gruppo dirigente dovrà esprimere la valutazione politica finale”.

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Rai, Paolo Garimberti è ufficialmente il nuovo presidente

garimberti4Ora è ufficiale: Paolo Garimberti è il nuovo presidente della Rai. Pochi minuti fa la della Rai ha dato il via libera unanime alla sua nomina a presidente della radio tv pubblica.

Trentasette voti su 37 presenti hanno decretato all’unanimità la nomina. Questo il verdetto della commissione presieduta da Sergio Zavoli. Assenti, come già annunciato, i due rappresentanti dell’Italia dei Valori, ma anche Luciano Sardelli, rappresentante Mpa.

Nel pomeriggio anche il Consiglio di amministrazione aveva nominato all’unanimità Paolo Garimberti come nuovo presidente. La decisione era stata presa nella svolta sotto la presidenza del consigliere anziano Guglielmo Rositani e dopo l’indicazione del nome venuta ieri dall’azionista Ministero dell’Economia.

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