Rai, conti in rosso. Masi si difende: “Non ho commesso errori”

cavallo raiIn Rai non tornano i conti. Secondo alcune voci che circolano a Viale Mazzini il bilancio a fine anno farà registrare tra i 50 e i 70 milioni di euro di perdite. Una cifra che euro più euro meno corrisponde ai mancati introiti del contratto con Sky rescisso a fine luglio. Per il 2010, anno di manifestazioni sportive molto costose come i Mondiali di calcio, si prevedere addirittura un rosso di 150 milioni di euro. Problemi principali per mamma Rai sono la pubblicità che è ferma e l’assenza di una strategia sui nuovi media.

Per questi numeri allarmanti il direttore generale della televisione di Stato, Mauro Masi, è finito sotto accusa. Pronta la replica del diretto interessato: “Io mi sento forte. Non ho commesso errori” ha spiegato Masi, che parla di un rapporto positivo con il presidente Paolo Garimberti e con il Cda, e che ha “assicurato una serena maggioranza a tutte le delibere che ho presentato”.

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Rai, il Cda rinvia il rinnovo del contratto di Bruno Vespa

Ancora problemi con i contratti in casa Rai. Dopo le polemiche per il mancato rinnovo dell’accordo con Marco Travaglio come collaboratore di Annozero, scoppia il caso per quello di Bruno Vespa. Il consiglio d’amministrazione della televisione pubblica, infatti, ha deciso all’unanimità di rinviare il rinnovo del contratto del conduttore di “Porta a porta”.

La motivazione, a quanto si apprende, è economica: secondo l’accordo attuale, firmato nel 2005 per tre anni, con un’opzione fino al 2010, Bruno Vespa percepisce un minimo garantito di 1 milione 187 mila euro all’anno come ideatore, autore e conduttore di Porta a porta. Cifra che, nel nuovo contratto, si diceva potesse salire a 1 milione 600 mila euro. Secondo il consigliere della maggioranza, Angelo Petroni, appoggiato da Nino Rizzo Nervo (Pd), il contratto sarebbe troppo oneroso e non coerente con la generale dell’azienda, che vede un rosso di di circa 600 milioni entro il 2012.

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Rai, l’audizione di Minzolini al Cda riporta il sereno a viale Mazzini

Si sgonfia il caso-Minzolini in casa Rai. Dopo l’audizione del direttore del Tg1 nel Consiglio di amministrazione della settimana scorsa, le acque a viale sembrano un po’ più calme. A favorire il ritorno della serenità ha contribuito proprio il colloquio davanti ai vertici dell’azienda, che, fanno sapere dalla Rai, si è svolto in un ‘”clima ” ed “”.

Davanti al Cda Minzolini ha ripetuto quanto aveva detto il giorno prima in di Vigilanza Rai. Il direttore del Tg1 ha ribadito sia il suo diritto di fare editoriali (“ma nessuno gli ha mai negato il diritto di farli, semplicemente bisogna mantenere l’equilibrio per evitare di incorrere in sanzioni dell’Agcom” sottolinea un consigliere di opposizione), sia il modo di intendere l’incarico che ricopre: “istituzionale” e mai di parte.

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Editoriale di Minzolini al Tg1: “Manifestazione assurda”. E il Cdr sfiducia il direttore

“Mai stati schierati, il Tg1 è di tutti”. Con queste dure parole il comitato di redazione del Tg1 ha preso le distanze dal suo direttore Augusto Minzolini che, sabato sera subito dopo la manifestazione di piazza del Popolo in difesa della libertà di , durante l’edizione delle 20 del Tg, aveva definito, “assurda” la protesta organizzata dal sindacato dei giornalisti.

Nel suo editoriale, Minzolini aveva definito l’informazione “teatro di uno scontro di potere” e bollato la manifestazione come simbolo della “volontà di insediare un regime mediatico”. Il giorno dopo le parole di Minzolini arriva la reazione del Cdr del Tg1 composto da Alessandro Gaeta, Claudio Pistola e Alessandra Mancuso. L’organizzazione sindacale ha chiesto ai vertici aziendali di essere convocato con urgenza “per esprimere le proprie preoccupazioni”.

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Caos Rai: Annozero, Report e Parla con me ancora nella bufera. La Vigilanza convoca Romani

La Rai nel caos. Non si placano le polemiche che da tempo circondano alcune trasmissioni della televisione pubblica. E l’immobilismo dei vertici di viale non aiuta di certo a sgonfiarle. Tre le patate bollenti che si rimpallano tra organo ed organo, da dirigente a dirigente.

La prima, ormai di lunga data, è la vicenda Annozero legata al contratto di Marco Travaglio e alla paventata istruttoria, minacciata dal ministro Scajola dopo la prima puntata della trasmissione. Il secondo caso scottante è la querelle su Report, legata al sostegno dell’azienda nelle eventuali cause in cui la Gabanelli e i giornalisti della sua squadra, potrebbero imbattersi. Infine, l’ultima polemica in ordine di tempo riguarda la trasmissione di Serena Dandini, “Parla con me”.

Su Annozero, la situazione è in stallo. Il contratto di Travaglio ancora non c’è e la vicenda, parola del viceministro allo con delega alle Comunicazioni, , “è tutt’altro che conclusa”. Intanto Romani è stato convocato per oggi dalla commissione di Vigilanza della televisione pubblica, per discutere in merito alla decisione del governo di aprire un’istruttoria su Michele Santoro e la prima puntata della sua trasmissione. La convocazione di Romani, decisa all’unanimità, avrà all’ordine del giorno, oltre alla questione Annozero, il rinnovo del contratto di servizio. Già ieri il viceministro aveva avuto un colloquio privato con Zavoli, al termine del quale ha ricordato diritti e doveri dell’esecutivo in ambito Rai: “Il governo non ha potere di censura ma ha piena facoltà di chiedere alla Rai cosa è successo” ha detto viceministro al termine dell’incontro. Di diverso avviso il presidente della commissione di Vigilanza , Zavoli, che si era detto perplesso a sull’istruttoria e aveva definito vergognosa la campagna contro il canone Rai.

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Crisi, altre tre redazioni in agitazione

Redazioni in agitazione in molte parti d’Italia. Ad alzare la voce anche alcune realtà storiche del panorama dell’informazione, come quelle di e quelle del Piccolo e del .

In casa Rai, il Cdr di proclama lo stato di agitazione e chiede chiarezza ai vertici dell’azienda sulle voci di di mezzi e risorse all’unica televisione all-news pubblica italiana. “Dal 1999 – scrive il Cdr in una lettera alle alte sfere di viale Mazzini – ha garantito l’informazione di pubblico in tutti i momenti cruciali italiani e internazionali: dagli attentati alle torri gemelle fino al terremoto in Abruzzo, passando per la copertura dei conflitti e per le grandi inchieste. Ora, dopo 10 anni, è arrivato il momento della chiarezza. E’ arrivato il momento delle risposte”.

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Torna Annozero, Travaglio ci sarà. Ma non si placano le polemiche

Alla fine ci sarà. Dopo le polemiche, le accuse e le smentite che hanno accompagnato la vigilia della nuova di Annozero, Marco Travaglio stasera (ndr giovedì 24 settembre alle ore 21) sarà regolarmente al suo posto al fianco di Michele Santoro. A sancire ufficialmente la sua presenza, il comunicato di presentazione diffuso dall’ufficio stampa della Rai che conferma Travaglio come ediorialista, così come voluto a ogni costo da Santoro, e non come ospite, come avrebbe voluto la dirigenza di viale Mazzini.

Titolo della prima puntata “I farabutti”. Argomento, neanche a dirlo, la libertà di stampa: “C’è un pericolo per la libertà di espressione in Italia? Ci sono – si legge nel comunicato – domande proibite? Ci sono giornalisti indesiderati e trasmissioni all’indice?”. Ospiti di serata, il segretario del Dario Franceschini, il deputato del Pdl Italo Bocchino, il direttore di “Libero” Maurizio Belpietro, il direttore de L’Unità Concita De Gregorio, e il giornalista Enrico Mentana.

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Rai ancora nella bufera: prima puntata di Ballarò cancellata per far posto a Vespa in prima serata

E’ ancora bufera su Raitre e questa volta al centro delle polemiche c’é Ballarò, il programma di Giovanni Floris che doveva tornare martedì prossimo e che viene fatto slittare di alcuni giorni da una decisione della direzione generale della Rai per far spazio ad una prima serata di Porta a Porta su Raiuno in occasione della riconsegna delle prime case ai terremotati di Onna.

Per Floris è un “atto immotivato”, per Vespa un “giusto riconoscimento” per l’impegno di Porta a Porta nella raccolta di fondi per i terremotati. Per la Fnsi invece il governo vuole un “megafono politico” mentre i consiglieri Rai Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten parlano rispettivamente di “normalizzazione delle diversità” e di un modo per “compiacere Silvio Berlusconi”. Pier Luigi Bersani rimanda ogni discussione alla manifestazione di sabato prossimo a Roma sulla libertà di e l’altro candidato alla segreteria del Pd, Ignazio Marino, parla di “palinsesti e corretti e riscritti fuori da Viale Mazzini”.

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Masi risponde a Santoro: “Nessuna censura su spot di Annozero”. E video spopolano su Youtube

Nessuna censura sugli spot di Annozero. Solo normali approfondimenti in vista del dibattito che, nel prossimo Cda della Rai del 16 settembre, toccherà tutte le questioni relative alla trasmissione di Michele Santoro: gli spot e anche la questione dei contratti.

Questa la risposta del direttore generale Masi alle polemiche scatenate dalla mancata trasmissione delle promozioni a pochi giorni dalla prima puntata delle trasmissione. Michele Santoro, conduttore e ideatore del programma, dopo aver lanciato un appello ai telespettatori per diffondere loro stessi le pubblicità, ha scritto una nuova ai vertici di viale Mazzini, chiedendo spiegazioni sul perché gli spot “giacciano” da più di una settimana presso “gli uffici competenti” con la conseguenza che Raidue non ha ancora dato notizia della ripresa del programma.

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Di Pietro contro la Rai: “è una costola di Mediaset”

“La Rai cambi nome perché non è più una televisione di Stato ma una costola di Mediaset governata da portaborse alla corte dei partiti”. E’ tranchant il giudizio di Antonio Di Pietro che, sul suo blog, afferma: “Dopo le nomine dei controllori della Commissione di Vigilanza, dopo la spartizione del CdA, dopo l`occupazione delle dirigenze, rinnovate a prescindere dalla meritocrazia e dall`operato degli uscenti, stiamo assistendo all`ultimo scandaloso show sul ritardo nelle nomine di e Raitre”.

“Il temporeggiamento – afferma il leader dell’Idv – è dovuto all`attesa del congresso del Pd perché, se vincesse uno piuttosto che l`altro, la scelta dei portaborse per ricoprire le due poltrone vacanti sarebbe differente. Il Pdl, che si indigna per questo contrattempo, ha piazzato già da tempo i propri chihuahua praticamente in tutte le altre posizioni!”.

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