Rai. Bufera sul calo degli ascolti al Tg1. Tutti contro Minzolini

Il discusso direttore del Tg1 Minzolini

Il discusso direttore del Tg1 Minzolini

Il Tg1 continua a far parlare di sé. Al centro delle polemiche c’è sempre il direttore della testata Augusto Minzolini, le sue scelte editoriali e il calo di ascolti del suo telegiornale. Dopo le accuse di respirare un “clima da rappresaglia” al Tg1, lanciate da Maria Luisa Busi e Tiziana Ferrario, dopo i sit-in in Piazza Mazzini da parte degli utenti, inviperiti per le “epurazioni” di giornalisti oppositori e per come sono state trattate alcune notizie come la presunta “assoluzione” dell’avvocato Mills, quella di ieri è stata un’altra giornata ricca di tensioni e accuse.

La mattinata si è aperta con un articolo di Repubblica in cui il consigliere di amministrazione Nino Rizzo Nervo ha anticipato i dati di ascolto del Tg1, che presenterà settimana prossima al Cda e che evidenzierebbero una perdita di circa un milione di telespettatori. Il pezzo riporta i dati degli ultimi 5 anni di Tg1 mettendo a confronto le diverse gestioni e la concorrenza col Tg5. In entrambi i casi i numeri sarebbero implacabili con Minzolini che avrebbe perso nettamente i confronti con i suoi predecessori e avrebbe visto ridursi di molto il vantaggio sul Tg5.

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UsigRai contro Paragone: “In Rai non tutti hanno padrini politici”

paragone“Non tutti i giornalisti che lavorano in Rai hanno padrini politici”. Con questa secca risposta Carlo Verna, segretario Usigrai, ha voluto replicare al vicedirettore di Raidue Gianluigi Paragone che, in un’intervista a Tv Sorrisi e Canzoni, aveva affermato che “per entrare in Rai hai bisogno di padrini” e che lui stesso “è stato voluto a viale Mazzini dal Pdl e dalla Lega”.

Nell’intervista al settimanale diretto da Alfonso Signorini, Paragone non aveva usato mezze parole, dichiarandosi apertamente “in quota centro destra, affermando che “la cosa non lo imbarazza e che non sente di doversi giustificare”. Il vicedirettore di Raidue, che dal 15 gennaio presenterà una nuova trasmissione dal titolo “L’ultima parola” non ha avuto parole dolci per il suo collega di rete Michele Santoro dicendo che rispetto a lui, “io non mi gigioneggio” e che il loro linguaggio “è completamente diverso, ci separa una generazione”. Parole dolci, invece, per Daria Bignardi, di cui Paragone a preso il posto nel palinsesto: “solo i diamanti sono per sempre – ha detto – ma la Bignardi sa che il suo programma (L’era glaciale) non è stato né sospeso, né cancellato, solo rimandato”.

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Nasce il coordinamento dei giornalisti con contratti irregolari

giornaliGiornalisti che lavorano come giornalisti ma che hanno contratti che nulla hanno a che fare col loro impiego. Sono tanti in Italia i cronisti che si trovano a fare i conti con contratti anomali. Per difendere i loro diritti è nato il “Coordinamento dei giornalisti con contratti irregolari”.

L’organismo è nato nelle regioni di Lazio ed Umbria, ma analoghe organizzazioni sono già attive in altre dieci regioni italiane (Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli, Emilia Romagna, Abruzzo, Sicilia, Sardegna, Toscana, Campania). Il coordinamento si rivolge a tutti quei giornalisti che, pur essendo iscritti all’ordine e pur svolgendo la professione in maniera regolare e continuata all’interno delle redazioni e nelle grandi, medie e piccole aziende editoriali, hanno dovuto sottoscrivere contratti anomali, irregolari o con partita iva.

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Nomine Rai, Orfeo direttore del Tg2, Liofredi alla rete. Ancora attesa per il Tg3

A viale Mazzini, si stanno accelerando le procedure per dare un nuovo assetto ai vertici della Rai. Il problema delle nomine era stato rimandato a causa della scadenza delle elezioni europee dello scorso giugno ma Sergio Zavoli, presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, e il capo dello Stato Giorgio Napolitano sono tornati a sollecitare nei giorni scorsi la conclusione dell’iter per il nuovo assetto del servizio pubblico.

Ieri il Consiglio di amministrazione ha provveduto a nominare Mario Orfeo nuovo direttore del Tg2 come proposto da Mauro Masi, direttore generale dell’azienda. Direttore del quotidiano ”Il Mattino” dal 2002, 43 anni, un passato professionale a ”Repubblica”, la candidatura di Orfeo ha ricevuto il voto unanime del Cda.

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RaiSport, Eugenio De Paoli nuovo direttore

Il Consiglio di amministrazione della Rai, su proposte del dg Mauro Masi, ha approvato all’unanimita’ l’intendimento di nomina di Eugenio De Paoli a direttore della testata Rai Sport e Rai Sport Piu’. Il Cda e il dg, si legge in una nota, hanno voluto esprimere un grande apprezzamento per la professionalita’ e l’impegno profusi da Massimo De Luca nella guida della Direzione di Rai Sport e Rai Sport Piu’ e auspicano che il rapporto del giornalista con l’Azienda possa continuare con la conduzione di rubriche sportive.

La scelta di De Paoli alla direzione di RaiSport è stata commentata positivamente dall’UsigRai il sindacato interno all’azienda di Viale Mazzini: “La scelta di Eugenio De Paoli alla direzione di Raisport dimostra che quando le cose si fanno bene è anche più facile decidere”- si legge in un comunicato – non è un caso che la sua sia stata l’unica nomina fatta oggi dal consiglio di amministrazione della Rai”.

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Michele Santoro minacciato di morte

Una lettera contenente un proiettile di fucile, una sua foto e la scritta “morirai”. E’ la minaccia di morte ricevuta da Michele Santoro, giornalista Rai e conduttore della trasmissione, Annozero. Ad diffondere la notizia è stato lo stesso Santoro.

La lettera, ha spiegato Sandro Ruotolo, collaboratore di Santoro, è arrivata l’altro ieri all’ufficio posta Rai che l’ha data al commissariato Rai che a sua volta l’ha trasferita alla Digos. Sulla vicenda la procura di Roma ha aperto un fascicolo.

A Santoro è arrivata la solidarietà della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e dell’Usigrai che hanno inviato al giornalista un comunicato. “La pallottola spedita a Michele Santoro è un segno ulteriore del pessimo clima che grava sull’informazione – hanno scritto le due associazioni di categoria – e del degrado del confronto pubblico. La risposta che Santoro ha dato è l’unica degna di un giornalista: Non posso che continuare a fare il mio lavoro nonostante ogni intimidazione”.

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Regione Molise contro Tgr locale, a colpi di querela

Informazione e politica. Due poteri che dovrebbero controbilanciarsi in nome del controllo reciproco e dell’equilibrio. Due poteri che, invece, sono sempre più ai ferri corri. L’ultima puntata di questa battaglia arriva dal Molise. Alcuni giornalisti del telegiornale regionale della Rai, tra cui il caporedattore Filippo Massari (reo di aver inserito nella rassegna stampa il quotidiano Nuovo Molise) e la collega Enrica Cefaratti (per l’enfasi profusa nella lettura di un titolo) sono stati “minacciati” di una querela per risarcimenti milionari, dalla regione Molise per aver leso l’onore dell’ente. L’annuncio dell’azione giudiziaria è arrivato anch’esso a mezzo stampa. Una vicenda surreale e per certi versi inquietante.

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Nomine Rai, il 28 maggio manifestazione in difesa del pluralismo e del servizio pubblico

Una giornata in difesa dell’autonomia dell’informazione in Italia e nel servizio pubblico. L’hanno organizzata il sindacato dei giornalisti, l’FNSI, e l’USIGRAI per il 28 maggio prossimo. Anche la Cgil ha comuincato la sua adesione alla manifestazione.

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana e l’Usigrai spiegano in un comunicato le motivazioni di questa scelta: “Il conflitto di interessi del Presidente del Consiglio - si legge nel documento congiunto – rende più grave di sempre la tradizionale e pesante subordinazione della Rai ai voleri della politica. Il primo pacchetto di nomine, varato l’altro giorno, porta il segno offensivo di una decisione maturata fuori da viale Mazzini, con l’aggiunta del consueto scarso rispetto per le professionalità interne e con moltiplicazioni degli incarichi incompatibili con un’organizzazione razionale.”

“E’ rimasto inascoltato – continua la nota – l’appello del Presidente della Vigilanza, che evidentemente per alcuni va apprezzato ed elogiato solo finché le sue parole non toccano gli interessi concreti di qualche parte politica. Queste prime decisioni degli amministratori Rai contribuiscono a rendere ancora più scuro il quadro dell’autonomia dell’informazione in Italia, già esposto ai rischi di una limitazione del diritto di cronaca con il ddl Alfano o alle reazioni minacciose nelle quali incorre il giornalismo che ancora si ostini a fare domande. Anche per questo gli organismi internazionali continuano a guardare con preoccupazione all’anomalia italiana”.

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Fnsi, Siddi: ” il nuovo contratto è pienamente in vigore”

Il nuovo contratto è pienamente in vigore”. La precisazione è arrivata ieri da Franco Siddi, segretario della Fnsi, che ha partecipato ad una assemblea nella sede Rai di Tornino. “Il fatto che molte imprese Fieg non abbiano corrisposto gli aumenti nelle buste paga di aprile – ha spiegato – è dovuto a ragioni tecnico organizzative e al necessario rispetto istituzionale in considerazione del fatto che si è in attesa di perfezionare, in sede di Governo, il protocollo allegato relativo agli interventi di protezione sociale per il settore”.

“Peraltro – ha aggiunto – l’incontro del Governo con Fnsi e Fieg, originariamente in agenda per oggi, e rinviato a causa della riunione del consiglio dei ministri, si terrà martedì 5 maggio alle 11 a Palazzo Chigi. Ma in discussione non c’è il contratto nelle sue parti normative e retributive“.

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Presidenza Rai, piovono consensi su Garimberti

garimberti2E’ un coro di consensi quello che ha accompagnato l’accordo tra maggioranza e opposizione sul nome di Paolo Garimberti alla presidenza Rai. Tra i primi a parlare il presidente della Camera, Gianfranco Fini che, ieri sera, è intervenuto al Tg1 quando ancora non si aveva la certezza dell’intesa. “Mi auguro che non sia un’ipotesi ma una notizia – ha commentato Fini – e sarebbe una bella notizia perché la persona indicata ha tutte le garanzie di professionalità”.

Positivo anche il giudizio del presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri che però ha voluto lanciare una frecciatina ai detrattori della sua legge: “E’ molto divertente per me, ma anche motivo di soddisfazione, vedere che la legge Gasparri non solo non è stata modificata, ma è stata giudicata conforme alla Costituzione in una recentissima sentenza della Corte Costituzionale e viene applicata a beneficio di un ottimo giornalista di Repubblica. Un quotidiano che non ha perso occasione per criticare la legge ed in una sorta di contrappasso, invece, vede un suo autorevole rappresentante essere valorizzato grazie a queste norme. A Garimberti sinceri auguri di buon lavoro”.

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