Rai, il Cda ha deciso: Santoro a settembre ci sarà

Il giornalista Rai, Michele Santoro

Il giornalista Rai, Michele Santoro

Michele Santoro sarà regolarmente in video il 23 settembre prossimo. Lo ha deciso il Consiglio di amministrazione della Rai riunitosi ieri. La decisione del Cda mette fine ad un lungo periodo di incertezze e polemiche sul futuro in Rai del cinduttore di Annozero. La decisione su Santoro è stata votata all’unanimità dai membri del consiglio all’interno di una riunione dell’organo durata oltre cinque ore e in cui è stato approvato anche il piano fiction e i palinsesti autunnali.

Il Consiglio ha confermato anche i programmi di Serena Dandini e quello di Fabio Fazio. A sorpresa è stato concesso uno spazio su RaiTre ad un nuovo programma della “epurata dal Tg1”, Maria Luisa Busi.

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Rai, il Cda rinvia il rinnovo del contratto di Bruno Vespa

Ancora problemi con i contratti in casa Rai. Dopo le polemiche per il mancato rinnovo dell’accordo con Marco Travaglio come collaboratore di Annozero, scoppia il caso per quello di Bruno Vespa. Il consiglio d’amministrazione della televisione pubblica, infatti, ha deciso all’unanimità di rinviare il rinnovo del contratto del conduttore di “Porta a porta”.

La motivazione, a quanto si apprende, è economica: secondo l’accordo attuale, firmato nel 2005 per tre anni, con un’opzione fino al 2010, Bruno Vespa percepisce un minimo garantito di 1 milione 187 mila euro all’anno come ideatore, autore e conduttore di Porta a porta. Cifra che, nel nuovo contratto, si diceva potesse salire a 1 milione 600 mila euro. Secondo il consigliere della maggioranza, Angelo Petroni, appoggiato da Nino Rizzo Nervo (Pd), il contratto sarebbe troppo oneroso e non coerente con la situazione generale dell’azienda, che vede un rosso di bilancio di circa 600 milioni entro il 2012.

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Caos Rai: Annozero, Report e Parla con me ancora nella bufera. La Vigilanza convoca Romani

La Rai nel caos. Non si placano le polemiche che da tempo circondano alcune trasmissioni della televisione pubblica. E l’immobilismo dei vertici di viale Mazzini non aiuta di certo a sgonfiarle. Tre le patate bollenti che si rimpallano tra organo ed organo, da dirigente a dirigente.

La prima, ormai di lunga data, è la vicenda Annozero legata al contratto di Marco Travaglio e alla paventata istruttoria, minacciata dal ministro Scajola dopo la prima puntata della trasmissione. Il secondo caso scottante è la querelle su Report, legata al sostegno dell’azienda nelle eventuali cause in cui la Gabanelli e i giornalisti della sua squadra, potrebbero imbattersi. Infine, l’ultima polemica in ordine di tempo riguarda la trasmissione di Serena Dandini, “Parla con me”.

Su Annozero, la situazione è in stallo. Il contratto di Travaglio ancora non c’è e la vicenda, parola del viceministro allo Sviluppo con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, “è tutt’altro che conclusa”. Intanto Romani è stato convocato per oggi dalla commissione di Vigilanza della televisione pubblica, per discutere in merito alla decisione del governo di aprire un’istruttoria su Michele Santoro e la prima puntata della sua trasmissione. La convocazione di Romani, decisa all’unanimità, avrà all’ordine del giorno, oltre alla questione Annozero, il rinnovo del contratto di servizio. Già ieri il viceministro aveva avuto un colloquio privato con Zavoli, al termine del quale ha ricordato diritti e doveri dell’esecutivo in ambito Rai: “Il governo non ha potere di censura ma ha piena facoltà di chiedere alla Rai cosa è successo” ha detto viceministro al termine dell’incontro. Di diverso avviso il presidente della commissione di Vigilanza , Zavoli, che si era detto perplesso a sull’istruttoria e aveva definito vergognosa la campagna stampa contro il canone Rai.

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Rai, Masi al Cda: scelta mia il rinvio di Ballarò. E propone modifiche al contratto di Travaglio

Ha fatto “mea culpa” il direttore generale della Rai, Mauro Masi, durante la riunione del Cda di Viale Mazzini, dove ieri si è discusso dello slittamento forzato di “Ballarò” per dare spazio a uno speciale di “Porta a Porta” sulla consegna delle prime case ai terremotati, andato in onda martedì sera in prima serata con ospite Silvio Berlusconi.

“Mi assumo per intero la responsabilità di aver anticipato in prima serata la puntata di “Porta a porta” e di aver rinviato Ballarò” ha dichiarato il numero uno dell’azienda, che tuttavia ha difeso la propria scelta, sostenendo che un evento come quello meritasse la prima serata.

Il presidente della Rai, Paolo Garimberti, ha ribadito la propria posizione critica verso l’accaduto. La consegna delle case ai terremotati era in calendario da mesi, ha sottolineato Garimberti, e dunque occorreva tempo per organizzare una puntata di approfondimento. Secondo il presidente sarebbe stato meglio lasciare tutto invariato.

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TivùSat, Agcom apre un’istruttoria sulla nuova piattaforma satellitare

Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò, ha esaminato il dossier relativo alla piattaforma TivùSat, decidendo all’unanimità di aprire un’istruttoria per verificare il rispetto, da parte della RAI, degli obblighi di servizio pubblico e del contratto di servizio e in particolare per accertare le modalità di distribuzione delle smart card (incluse quelle per gli italiani all’estero), i criteri per la distribuzione dei programmi televisivi privi di diritti per l’estero e la possibilità per tutti gli utenti di ricevere la programmazione di servizio pubblico gratuitamente su tutte le piattaforme distributive, anche in linea con quanto avviene in altri paesi europei.

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Rai, nuove nomine ma il quadro non è ancora completo

Sono ancora in alto mare alcune delle nomine necessarie a completare l’organigramma della Rai. La confusione in Viale Mazzini sembra regnare sovrana, e contribuisce ad alimentare polemiche esterne e scontri interni.

Cerca di fare un po’ di chiarezza il presidente del network pubblico, Paolo Garimberti, che ieri, nell’ultimo Cda estivo, si è astenuto dalla girandola di votazioni. “Le nomine, d’ora in poi, dovranno essere ampiamente condivise e assicurare il pluralismo – spiega Garimberti – quando dico ampiamente condivise voglio chiarire che intendo la sincera e convinta ricerca dell’unanimità come obiettivo di un metodo di lavoro che deve obbligatoriamente unirsi all’indispensabile requisito professionale”.

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RaiSport, Eugenio De Paoli nuovo direttore

Il Consiglio di amministrazione della Rai, su proposte del dg Mauro Masi, ha approvato all’unanimita’ l’intendimento di nomina di Eugenio De Paoli a direttore della testata Rai Sport e Rai Sport Piu’. Il Cda e il dg, si legge in una nota, hanno voluto esprimere un grande apprezzamento per la professionalita’ e l’impegno profusi da Massimo De Luca nella guida della Direzione di Rai Sport e Rai Sport Piu’ e auspicano che il rapporto del giornalista con l’Azienda possa continuare con la conduzione di rubriche sportive.

La scelta di De Paoli alla direzione di RaiSport è stata commentata positivamente dall’UsigRai il sindacato interno all’azienda di Viale Mazzini: “La scelta di Eugenio De Paoli alla direzione di Raisport dimostra che quando le cose si fanno bene è anche più facile decidere”- si legge in un comunicato – non è un caso che la sua sia stata l’unica nomina fatta oggi dal consiglio di amministrazione della Rai”.

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Libertà di stampa in Italia, in una mozione la preoccupazione della Federazione Europea dei Giornalisti

La Federazione Europea dei Giornalisti (EFJ) lancia l’allarme sulla libertà di stampa in Italia. Durante il meeting annuale dell’associazione, che si è appena concluso nella città bulgara di Varna, è stata approvata all’unanimità una mozione in cui si “esprime preoccupazione per i continui attacchi del governo italiano all’autonomia dei giornalisti”.

L’EFJ, che è la più grande organizzazione giornalistica in Europa rappresentando circa 280mila giornalisti in 30 Paesi, nella mozione ribadisce la pericolosità del conflitto d’interessi sull’indipendenza del giornalismo e afferma il suo sostegno al sindacato italiano nella lotta contro la concentrazione di potere politico e mediatico in atto.

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Crisi editoria, passa in Senato l’emendamento “salva giornali”

E’ passato praticamente all’unanimità, in Senato, l’emendamento “salva giornali“, teso a ripristinare per il periodo 2009-2010 i fondi per l’editoria sulla base di 70 milioni l’anno.

L’emendamento è stato sottoscritto, oltre che dai senatori del Pd Lusi e Vita anche dai senatori Butti del Pdl e Mura della Lega e prevede anche l’opportunità per le testate di stipulare convenzioni più favorevoli per le spedizioni degli abbonamenti.

“L’esito favorevole del voto ha sanato finalmente la gravissima ferita inferta dai tagli del decreto Tremonti - ha dichiarato il senatore del Pd Vincenzo Vita, vicepresidente della commissione Cultura – e lo stesso articolato approvato nell’ambito del ddl sullo sviluppo aveva in precedenza avuto un iter parlamentare faticosissimo. Dobbiamo dare atto al vasto movimento di editori, giornalisti e lavoratori dell’informazione di aver ottenuto un risultato di un’unità d’intenti tra le forze politiche. Siamo contenti per le decine di testate che così eviteranno la chiusura o il ridimensionamento”.

Rai, i vertici in audizione alla Commissione di vigilanza. Garimberti: “Le nomine si fanno in Cda”

Le nomine si fanno in Cda, non a Palazzo Grazioli. E’ la rassicurazione fatta dal presidente della Rai, Paolo Garimberti, durante l’audizione dei vertici della Rai tenutasi ieri in commissione di Vigilanza. La dichiarazione del presidente di Viale Mazzini è arrivata su sollecitazione del capogruppo del Pd, Fabrizio Morri, che chiedeva ai vertici dell’azienda di smentire le indiscrezioni secondo cui di nomine si sia parlato nella residenza privata del presidente del Consiglio.

“Non ho smentito, perchè non smentisco l’ovvio - ha spiegato Garimberti – ma come ho già detto in Consiglio, finchè sarò seduto sulla sedia di presidente le nomine si fanno in Consiglio. E intendo mantenere questo impegno”.

Il neo presidente, in carica da poco più di un mese, in avvio di audizione aveva definito la Rai “Una nave macchinosa” ma anche “un corpo sano”. “E’ un’azienda solida - ha continuato – anche se deve fare i conti con la piaga forte dell’evasione del canone che sottrae intorno ai 450 milioni di euro l’anno”.

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