Turchia, giornalista condannato a 166 anni di carcere

Il giornalista curdo Vedat Kursun

Il giornalista curdo Vedat Kursun

Condannato a 166 anni e sei mesi di carcere. La straordinaria pena è stata inflitta a Vedat Kursun, giornalista ed editore del quotidiano curdo Azadiya Welat.

L’accusa che gli viene rivolta è di aver fatto apologia e propaganda all’organizzazione terroristica del Pkk. L’Azadiya Welat, che tradotto significa “l’indipendenza del madre patria”, è l’unico quotidiano curdo presente in Turchia. La quinta sezione della corte d’assise ha calcolato la pena sommando i 103 articoli in cui, secondo il tribunale, si sarebbe parlato in toni troppo entusiasti e positivi del Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan, che dal 1984 lotta per la creazione di uno stato indipendente.

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Libertà di stampa, Italia retrocessa a paese parzialmente libero

L’Italia è retrocessa nella categoria dei paesi “parzialmente liberi”, nell’annuale classifica sulla libertà di stampa stilata dall’organizzazione internazionale Freedom House. Tra le cause della retrocessione, relativa agli eventi dell’anno 2008, il rapporto cita il ritorno al governo di Silvio Berlusconi, un aumento di azioni legali contro i giornalisti e le minacce del crimine organizzato.

Il rapporto 2009, presentato ieri a Washington, vede l’Italia come unico paese europeo, insieme alla Turchia, a retrocedere dalla categoria dei “paesi liberi” a quella dei paesi dove la libertà è “parziale”.

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