Augusto Minzolini a tutto campo ad “Unomattina”. Il direttore del Tg1 intervistato durante trasmissione mattutina di Rai Uno, parla di tutto: dalla politica, alle scelte adottate per la sua testata, per arrivare ad Enrico Mentana, suo nuovo concorrente alla guida del telegiornale di La7. Nel corso della sua prima intervista su Raiuno da quando dirige il Tg1, il discusso “direttorissimo”, come lo ha ribattezzato Silvio Berlusconi, esprime parole di apprezzamento per il premier.
Interrogato da Pierluigi Diaco sull’impatto portato dalla discesa in campo del Cavaliere sulla politica italiana, ha detto: “Berlusconi ha rivoluzionato la politica italiana”, introducendo in Italia “una politica più moderna”. Cosa che invece non è riuscita alla sinistra a cui, secondo Minzolini, sarebbe “mancato il coraggio”. In particolare, continua il direttore “l’esperienza del governo D’Alema a un certo punto si bloccò. E si bloccò perché la base, la tribù, come la definiva D’Alema, non lo seguiva. La sinistra italiana deve fare un processo profondo. La caduta del muro non fu vissuta come doveva essere. È stata intrapresa una scorciatoia”.Berlusconi invece, spega Minzolini, è riuscito a trasformare “una democrazia parlamentare dove i governi duravano in media un anno e mezzo” in una più moderna in cui i governi “durano di più”.
Non è certo un periodo fortunato per Augusto Minzolini, criticatissimo direttore del Tg1. I suoi editoriali, le sue epurazioni/ringiovanimenti, le sue vicende giudiziarie, gli hanno procurato spesso disapprovazione e biasimo. A sancire tutto questo arriva anche l’aggiudicazione del “TeleRatto della critica 2010”. Il premio, organizzato dal famoso blog “davidemaggio.it”, premia ogni anno il peggio della televisione di casa nostra, parodiando i “TeleGatti”, le note statuette assegnate al meglio del piccolo schermo. Una vittoria di cui “il direttorissimo”, come Silvio Berlusconi ama chiamare Minzolini, non andrà certo fiero. A peggiorare la situazione il fatto che ad assegnare il temuto “sorcio catodico” sia stata una giuria di qualità formata da 28 prestigiose firme del giornalismo italiano e, dunque, colleghi di Minzolini. Tra le motivazioni, la giuria scrive che: “il Tg1 ha perso il suo carattere istituzionale, telegiornale principe, ecumenico, rivolto a tutti gli italiani. Non perché Minzolini non possa fare i suoi editoriali, ci mancherebbe. Ma se sono schierati o peggio, militanti, si può pensare che tutto il resto dell’informazione di quel telegiornale sia orientata allo stesso modo. La premessa è confermata dal fatto che la tendenza generale della qualità delle notizie e dei servizi si è abbassata. Molta cronaca locale e spicciola, incidenti, guai domestici e molto costume leggero, abitudini frivole, turismo locale, luoghi comuni”. In conclusione: “Per essere riuscito a trasformare completamente il Tg1, da sempre voce dell’ufficialità, schierato ma neutro, anodino e governativo, attento a bilanciare le sue notizie con cura certosina, assegniamo ad Augusto Minzolini il TeleRatto della Critica 2010”. L’appuntamento con la premiazione è per giovedì 6 maggio 2010 alle 14.30 quando, in diretta tv all’interno del programma di Raiuno “Festa Italiana”, saranno svelati, in contemporanea a davidemaggio.it, i vincitori di tutti gli tutti gli altri oscar al peggio della nostra televisione. È la prima volta che la manifestazione, nata in rete e che spegne quest’anno quattro candeline, debutta in tv.
Il Tg1 continua a far parlare di sé. Al centro delle polemiche c’è sempre il direttore della testata Augusto Minzolini, le sue scelte editoriali e il calo di ascolti del suo telegiornale. Dopo le accuse di respirare un “clima da rappresaglia” al Tg1, lanciate da Maria Luisa Busi e Tiziana Ferrario, dopo i sit-in in Piazza Mazzini da parte degli utenti, inviperiti per le “epurazioni” di giornalisti oppositori e per come sono state trattate alcune notizie come la presunta “assoluzione” dell’avvocato Mills, quella di ieri è stata un’altra giornata ricca di tensioni e accuse.
La mattinata si è aperta con un articolo di Repubblica in cui il consigliere di amministrazione Nino Rizzo Nervo ha anticipato i dati di ascolto del Tg1, che presenterà settimana prossima al Cda e che evidenzierebbero una perdita di circa un milione di telespettatori. Il pezzo riporta i dati degli ultimi 5 anni di Tg1 mettendo a confronto le diverse gestioni e la concorrenza col Tg5. In entrambi i casi i numeri sarebbero implacabili con Minzolini che avrebbe perso nettamente i confronti con i suoi predecessori e avrebbe visto ridursi di molto il vantaggio sul Tg5.
La Rai sanziona Maria Luisa Busi per l’intervista rilasciata a Repubblica. Anzi no la ammonisce. Nemmeno, la richiama ad una “maggiore attenzione al rispetto delle regole aziendali”. È polemica intorno al contenuto della lettera inviata da viale Mazzini alla conduttrice del Tg1. Quello che è certo è che le dichiarazioni rilasciate al quotidiano diretto da Ezio Mauro giovedì scorso non sono andate giù ai vertici Rai. Per questo motivo il direttore del personale, Luciano Flussi, ha inviato il richiamo formale alla bionda giornalista.
Alla Busi sarebbero imputate le critiche contro il piano di rinnovamento avviato da Minzolini al Tg1, definito una vera e propria “rappresaglia” più che un “ricambio generazionale”, come lo stesso direttore aveva definito la sostituzione di un caporedattore e di alcuni volti storici della testata. L’azienda contesterebbe alla reporter anche i dati sugli spettatori, definiti “sempre meno” per il calo di ascolti. La notizia della lettera di richiamo, arrivata dopo quella già consegnata alla Busi dal suo direttore Minzolini, è stata diffusa dal “Giornale”, secondo il quale l’ufficio del personale avrebbe sanzionato la giornalista per non aver richiesto l’autorizzazione necessaria ai dipendenti Rai per rilasciare interviste.
Si sgonfia il caso-Minzolini in casa Rai. Dopo l’audizione del direttore del Tg1 nel Consiglio di amministrazione della settimana scorsa, le acque a viale Mazzini sembrano un po’ più calme. A favorire il ritorno della serenità ha contribuito proprio il colloquio davanti ai vertici dell’azienda, che, fanno sapere dalla Rai, si è svolto in un ‘”clima disteso” ed “educato”.
Davanti al Cda Minzolini ha ripetuto quanto aveva detto il giorno prima in commissione di Vigilanza Rai. Il direttore del Tg1 ha ribadito sia il suo diritto di fare editoriali (“ma nessuno gli ha mai negato il diritto di farli, semplicemente bisogna mantenere l’equilibrio per evitare di incorrere in sanzioni dell’Agcom” sottolinea un consigliere di opposizione), sia il modo di intendere l’incarico che ricopre: “istituzionale” e mai di parte.
Augusto Minzolini sarà ascolto mercoledì 14 ottobre dalla Commisione di parlamentare per l’indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. La conferma è arrivata ieri in un comunicato dell’organo parlamentare in cui si annuncia che la Commissione “si riunirà, sotto la presidenza del senatore Sergio Zavoli, mercoledi’ 14 ottobre alle ore 14,00″.
“All’ordine del giorno -prosegue la nota – come stabilito dall’Ufficio di presidenza nella seduta di mercoledì 7 ottobre, l’audizione del direttore del Tg1 e del Tg2, con eventuale proseguimento alle ore 21,00″.
Nella seduta successiva, giovedi’ 15 ottobre alle ore 9,30, sempre secondo il calendario approvato dall’Ufficio di presidenza, si svolgeranno le audizioni dei direttori del Tg3 e del GR con eventuale proseguimento alle ore 18,00. Seguiranno le audizioni degli altri direttori di Testata, dei conduttori dei programmi di approfondimento, dei direttori di Rete e delle trasmissioni di servizio.
Continua a far discutere l’editoriale del direttore del Tg1, Augusto Minzolini, contro la manifestazione per la libertà di stampa di sabato scorso. Ieri in un acceso Consiglio di amministrazione Rai, i consiglieri ne hanno parlato a lungo, esprimendo posizioni opposte. Alla fine si è deciso di convocare la settimana prossima, sia Minzolini sia il direttore di Raiuno, Mauro Mazza.
L’audizione, fanno sapere dal Cda, riguarderà anche la situazione degli ascolti, in calo, della rete. La notizia della convocazione di Minzolini in Cda si unisce a quella già diffusa di una sua prossima audizione in commissione di Vigilanza. Quest’ultima, infatti, ha disposto un fitto calendario di incontri che prenderà il via proprio con il direttore del Tg1. Poi, a stretto giro di posta, toccherà ai direttori di testata, i direttori di rete e i conduttori di programmi che si occupano di informazione (Santoro, Vespa, Gabanelli, Floris, Iacona tra gli altri).
Sull’editoriale di sabato la polemica resta aperta. In Consiglio di amministrazione le posizioni sono state molto diverse: il presidente della Rai, Paolo Garimberti, avrebbe ribadito le sue perplessità, che lo avevano già spinto a definire l’intervento “irrituale” e a richiamare al buon senso e alla moderazione. Al contrario il direttore generale, Mauro Masi, avrebbe difeso Minzolini, ricordando però anche la lettera inviata a tutti i direttori dei tg per richiamarli al rispetto della completezza e del pluralismo dell’informazione. Divisi i consiglieri, con la maggioranza a difendere il direttore del Tg1 e l’opposizione a criticarlo, sollevando dubbi sull’intera gestione del telegiornale, ormai trasformato da notiziario istituzionale a filogovernativo.
“Mai stati schierati, il Tg1 è di tutti”. Con queste dure parole il comitato di redazione del Tg1 ha preso le distanze dal suo direttore Augusto Minzolini che, sabato sera subito dopo la manifestazione di piazza del Popolo in difesa della libertà di stampa, durante l’edizione delle 20 del Tg, aveva definito, “assurda” la protesta organizzata dal sindacato dei giornalisti.
Nel suo editoriale, Minzolini aveva definito l’informazione “teatro di uno scontro di potere” e bollato la manifestazione come simbolo della “volontà di insediare un regime mediatico”. Il giorno dopo le parole di Minzolini arriva la reazione del Cdr del Tg1 composto da Alessandro Gaeta, Claudio Pistola e Alessandra Mancuso. L’organizzazione sindacale ha chiesto ai vertici aziendali di essere convocato con urgenza “per esprimere le proprie preoccupazioni”.
Scritto Giovedì 24 Settembre 2009 da Andrea Tirone
Sono andate letteralmente a ruba le 100 mila copie in cui è stato stampato il primo numero del “Fatto Quotidiano”, il nuovo giornale diretto da Antonio Padellaro. In poche ore il quotidiano era esaurito in tutte le edicole, tanto che nel pomeriggio è stata diffusa, a Milano, una ristampa di 50 mila copie. Un successo forse inaspettato, ma che segue la valanga di abbonamenti, oltre 28 mila, sottoscritti dai lettori fin da quest’estate ancora prima di vedere il giornale.
In tilt, ieri mattina anche i telefoni della redazione, presi d’assalto da lettori che richiedevano la loro copia del giornale, tanto che in molti si sono presentati direttamente nella sede romana del Fatto, per cercare la copia che non avevano trovato in edicola. E oggi il secondo numero verrà stampato in 250 mila copie per cercare di soddisfare la richiesta.
È ancora scontro in seno al Cda Rai che ieri ha nominato i vicedirettori di Rai Uno e del Tg1. Questi i nomi degli eletti: per il Tg1, i giornalisti Andrea Giubilo, Claudio Fico, Gennaro Sangiuliano, Susanna Petruni e Fabrizio Ferragni. Per Rai Uno, Vilfredo Agnese (Vicario), Maria Pia Ammirati, Ludovico Di Meo, Giovanni Lomaglio, Gianluigi Paragone e Daniel Toaff. Come direttore del palinsensto è stato scelto Angelo Teodoli.
Le nomine sono avvenute in assenza dei due consiglieri di centro sinistra, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, che hanno disertato l’incontro in polemica con le scelte del Consiglio di Amministrazione. Anche il Presidente del Cda, Paolo Garimberti, si è astenuto sui nomi dei vice-direttori di Rai Uno e ha votato no alla nomina di Gianluigi Paragone, direttore pro-tempore di Libero, in quanto esterno.