Compensi record per Feltri e Belpietro al Giornale e Libero. L’accusa dell’Fnsi e le risposte dei due direttori

Quindici milioni cash di “buonentrata” e uno stipendio di 3 milioni annui per far tornare Vittorio Feltri a dirigere “Il Giornale” e 5 milioni annui a Belpietro per . Sarebbero queste le cifre astronomiche che i due giornalisti percepirebbero per ricoprire le loro nuove cariche, secondo alcune indiscrezioni.

Contro questi numeri ha alzato la voce la Federazione della stampa, il sindacato dei giornalisti. “Se confermate – ha dichiarato l’Fnsi in un comunicato – sono cifre esorbitanti, incredibili, illogiche. La Federazione non è solita prendere in considerazione indiscrezioni, boatos e congetture, soprattutto in occasione dei cosiddetti “giri di valzer” dei direttori. Ma questi numeri sono – senza nulla togliere al valore professionale dei due – una scelta cinica e indecorosa. Sono cifre surreali nel momento in cui, in Italia, le imprese editoriali stanno aprendo decine di stati di crisi”.

La dura critica del sindacato prosegue ricordando i piani di e i prepensionamenti che hanno colpito anche le due testate interessate. “Per restare ai due illustri direttori e alle loro case editrici, ricordiamo che solo l’anno scorso “Il Giornale” ha chiesto e ottenuto una interna, con accesso ai prepensionamenti e attingendo alle casse dell’Inpgi. Se tutto ciò risponde al vero e l’azienda ora può fare un milionario, deve essere prima chiamata a ritornare alla situazione occupazionale precedente, a reintegrare nel lavoro e nello stipendio i prepensionati, a restituire all’Inpgi i costi dei pensionamenti anticipati. Al Ministero del Lavoro il compito di fare le verifiche e diradare le nubi”.

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Privacy, il garante ai giornalisti: massima attenzione alle informazione prese da Facebook

”E’ necessario che i giornalisti verifichino sempre con attenzione le informazioni personali e le immagini che si possono trovare su Facebook e gli altri social network”. Questo il contenuto di una lettera inviata dal Garante per la Protezione dei dati perdonali al Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e alla Fieg e contenuta nella newsletter dell’Authority.

”Internet costituisce oggi, infatti, per i giornalisti una ricca fonte di dati – si legge nella missiva -. Tuttavia la facile accessibilità agli stessi non può consentire un uso indiscriminato, senza adeguate verifiche sulla loro esattezza e completezza, oltre che sulla loro pertinenza sui fatti narrati. La scrupolosa verifica delle informazioni è tanto più necessaria se si considera il fatto che gli utenti dei social network non sono ancora pienamente consapevoli del fatto che i dati personali da loro inseriti su Facebook e su altri siti sono facilmente raggiungibili attraverso i motori di ricerca”.

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Tg1, ancora polemiche: calano gli ascolti. Richiesta indagine Commissione di vigilanza

Ancora guai al Tg1. Dopo le polemiche sul presunto “oscuramento” dell’inchiesta di Bari su festini ed escort nelle ville del premier Silvio Berlusconi, ora arriva un netto calo di ascolti che ha permesso il sorpasso del “rivale” Tg5.

Le due vicende sono l’una la conseguenza dell’altra? La pensano così al Partito democratico: “Come era facilmente prevedibile, alla gravità politica e alla plateale violazione del pluralismo, il Tg1 di Minzolini aggiunge la bocciatura degli utenti” – ha dichiarato Vincenzo Vita, senatore democratico e membro della commissione di Vigilanza Rai. “Sono diversi giorni infatti – aggiunge – che il principale concorrente, il Tg5, supera in ascolti il telegiornale della rete ammiraglia del servizio pubblico. Senza nulla togliere alle qualità del telegiornale di Canale 5, è però un giudizio che non può essere rimosso e la dice lunga sulla situazione in cui versa il Tg1”.

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Crisi, in gran Bretagna il Trinity Mirror chiude 9 settimanali. E dal Wall Street juornal arrivano nuove proposte anticrisi

La crisi dell’editoria sbarca oltremanica. A dover affrontare conti in rosso e tagli al personale ora tocca anche ai grossi gruppi editoriali britannici come il “Trinity Mirror” proprietario, tra gli altri, del “Daily Mirror”. I vertici dell’azienda hanno annunciato la necessità di chiudere ben nove dei suoi settimanali locali nelle Midlands.

Tra le testate interessate il “Loughborough Trader Xtra”, il “Lichfield Post”, il “Tamworth Times”, il “Burton Trader”, l’ “Ashby Trader & Echo”, il “Coalville Echo” ed il “Walsall Observer newspaper”. Il ridimensionamento, provocato dalla drastica riduzione degli introiti pubblicitari, segue la chiusura di altre 27 testate edite dalla Trinity, avvenute nel corso dello scorso anno. La manovra, volta a ridurre i costi, prevede anche la chiusura degli uffici che l’azienda possiede a Burton, Trent e Walsall.

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Iran, annullata la giornata di protesta dei giornalisti contro la censura

Doveva essere il giorno della grande protesta dei giornalisti iraniani contro la censura imposta dal regime di Mahomud Ahmadionejad. Invece la giornata di ieri è trascorsa con le ormai solite limitazioni alla libertà di stampa. Il giornale “Sedaie Edalat” (La Voce della Giustizia) così come “Etemad Melli” ( del Popolo) non sono potuti uscire. Secondo fonti della radio iraniana Radio Farda, anche il giornale “Hayate Nou” (Nuova Vita) non è andato in vendita.

La protesta è stata annullata dagli stessi giornalisti locali che, per bocca della presidentessa del sindacato di categoria, Badr Sadat Mofidi, hanno detto di non scendere in piazza in segno di solidarietà con i colleghi incarcerati dal regime e per denunciare la presenza costante della polizia nelle redazioni e nelle tipografie.

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Libertà di stampa in Italia, in una mozione la preoccupazione della Federazione Europea dei Giornalisti

La Federazione Europea dei Giornalisti (EFJ) lancia l’allarme sulla libertà di stampa in Italia. Durante il meeting annuale dell’associazione, che si è appena concluso nella città bulgara di Varna, è stata approvata all’unanimità una mozione in cui si “esprime preoccupazione per i continui attacchi del governo italiano all’autonomia dei giornalisti”.

L’EFJ, che è la più grande organizzazione giornalistica in Europa rappresentando circa 280mila giornalisti in 30 Paesi, nella mozione ribadisce la pericolosità del conflitto d’interessi sull’indipendenza del giornalismo e afferma il suo sostegno al sindacato italiano nella lotta contro la concentrazione di potere politico e mediatico in atto.

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Crisi editoria, passa in Senato l’emendamento “salva giornali”

E’ passato praticamente all’unanimità, in Senato, l’emendamento “salva giornali“, teso a ripristinare per il periodo 2009-2010 i fondi per l’editoria sulla base di 70 milioni l’anno.

L’emendamento è stato sottoscritto, oltre che dai senatori del Pd e Vita anche dai senatori Butti del Pdl e Mura della Lega e prevede anche l’opportunità per le testate di stipulare convenzioni più favorevoli per le spedizioni degli abbonamenti.

“L’esito favorevole del voto ha sanato finalmente la gravissima ferita inferta dai tagli del decreto Tremonti - ha dichiarato il senatore del Pd Vincenzo Vita, vicepresidente della commissione Cultura – e lo stesso articolato approvato nell’ambito del ddl sullo sviluppo aveva in precedenza avuto un iter parlamentare faticosissimo. Dobbiamo dare atto al vasto movimento di editori, giornalisti e lavoratori dell’informazione di aver ottenuto un risultato di un’unità d’intenti tra le forze politiche. Siamo contenti per le decine di testate che così eviteranno la chiusura o il ridimensionamento”.

Auguri Montanelli, oggi il grande giornalista toscano avrebbe compiuto 100 anni

Una foto di Indro Montanelli in maniche di camicia mentre sfoglia un quotidiano e, in primo piano, la fedele macchina da scrivere Olivetti Lettera 22. Con questa immagine il grande giornalista compare sul francobollo da 60 centesimi che le Poste Italiane hanno emesso oggi, mercoledi’ 22 aprile, con un annullo speciale, nel giorno esatto del centenario della sua nascita.

Indro Montanelli era nato a Fucecchio il 22 aprile 1909 ed oggi avrebbe festeggiato il centesimo compleanno. Purtoppo, però, il grandissmio giornalista, scrittore e storico italiano è morto a Milano nel 2001, non potendo festeggiare questo importante traguardo.

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Fnsi, nuovo incontro con i vertici di Sky Italia

La Federazione Nazionale della Stampa con le Associazioni di Stampa Lombarda e Romana e i Cdr delle quattro testate aziendali hanno ripreso oggi, a Milano, il confronto con i rappresentanti di Sky Italia sui temi relativi agli organici redazionali, all’applicazione del contratto nazionale di lavoro giornalistico e al futuro della redazione romana di Sky sport.

Il , si legge in una nota dell’Fnsi, ha insistito sulla necessità irrinunciabile di concordare e delimitare l’area, il numero e i tempi dei contratti a termine, determinando elementi di prospettiva e di certezza lavorativa per i giornalisti non assunti a tempo indeterminato e per i collaboratori, definendo frattanto le singole posizioni frattanto maturate.

In quest’ottica è stata chiesta all’azienda – che ha già provveduto a fornire in parte i dati richiesti nei precedenti incontri – la presentazione di piani industriali ed editoriali che individuino con chiarezza gli organici redazionali, con preciso riferimento alle mansioni e alle qualifiche dei giornalisti e al loro impiego, e ne traccino le linee di sviluppo produttivo e strutturale.

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I direttori dei telegiornali Rai decisi in un vertice a palazzo Grazioli. Zavoli: non accetterò prevaricazioni

Probabile nuovo direttore del Tg1Le direzioni dei telegiornali Rai? Si decidono a casa del premier. In un vertice di oltre due ore a Palazzo Grazioli si sarebbero, infatti, assegnate le caselle più importanti dell’informazione Rai. Al Tg1, a quanto si apprende, andrebbe Clemente Mimun e al Tg2 Mario o Augusto Minzolini, a Bianca Berlinguer sarebbe toccata la direzione del Tg3.

Dal vertice sarebbero usciti anche i nomi dei direttori di rete: Mauro Mazza a Raiuno, Susanna Petruni a Raidue (con Ida Colucci vice), Antonio Di Bella a Raitre in ballottaggio con Paolo Ruffini che corre per la riconferma. Piero Vigorelli andrebbe a dirigere le testate giornalistiche regionali e Carlo Rossella Rai Fiction.

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