Scritto Mercoledì 13 Gennaio 2010 da Andrea Tirone
Cipro è sotto shock per l’omicidio di Antis Hadjicostis, direttore generale del più importante gruppo editoriale dell’isola mediterranea, “Dias”. Un assassinio efferato e inaspettato avvenuto l’altro ieri sera (12 gennaio) a Nicosia.
Hadjicostis è stato ucciso a bruciapelo mentre stava scendendo dalla sua auto, proprio davanti alla sua abitazione. A ferirlo mortalmente due pallottole partite da un fucile a canne mozze, che lo hanno colpito al petto e alla schiena. Il tutto è ancora più incredibile se si pensa che l’agguato è avvenuto a poche centinaia di metri dalle ambasciate americana, russa e egiziana che si trovano nella zona e sono sorvegliate notte e giorno da guardie armate.
Secondo alcuni testimoni a sparare sarebbe stato un uomo col volto coperto da un casco da motociclista che, subito dopo aver sparato, è fuggito a bordo di una moto di grossa cilindrata guidata da un complice. Secondo la polizia il delitto è opera di professionisti e al momento le indagini sono rivolte verso due piste: una “finanziaria” e una “politica”.
La carta stampata è più affidabile di Internet. È questa la percezione che i manager di tutto il mondo hanno dell’informazione. La ricerca curata dal Financial Times si chiama “Be Europe 2009”, e mira a svelare le tendenze e le idee che il pubblico “alto” ha sul mondo dell’informazione nell’era digitale.
Lo studio presentato a Milano nella sede dell’Università Cattolica del sacro cuore, ha interpellato un campione di 465 mila top manager provenienti da 61mila aziende di 17 diversi paesi europei. Dall’indagine è emersa la tendenza dei dirigenti di assolvere al loro bisogno di news attraverso la carta stampata, considerata più affidabile della rete.
Internet, però, è in forte crescita e diventa ogni giorno più più popolare: i siti dei più importanti quotidiani fanno registrare il più alto incremento di utenti tra i media analizzati. Ogni giorno, 71.056 business-men nel mondo leggono almeno una copia cartacea di un giornale (+4% nell’ultimo anno), mentre la fruizione via web ha visto un incremento del 17% rispetto al 2008.
Si chiamano “Ren Tv” (logo nella foto) e “Piati Canali” e sono le ultime due televisioni indipendenti in Russia, quelle che, seppur moderatamente, provano ad opporsi allo strapotere putiniano e a dare voce all’opposizione. Anche per queste due emittenti di San Pietroburgo, però, sembra in agguato l’ombra inquietante del bavaglio.
La “purga”, per dirla come ai tempi di Stalin, è nascosta dietro al pretesto di una “riorganizzazione manageriale” per la prima e il taglio di 1300 dipendenti per la seconda. Mosse che a molti sono sembrate di facciata ma che celerebbero un vero e proprio cambio di rotta per i due canali. Le due televisioni a rischio “estinzione”, infatti, sono controllate dal “National Media Group”, di proprietà del magnate Iuri Kovalciuk, amico e sostenitore di Putin e proprietario della Banca Rossia di San Pietroburgo.
Ancora problemi con i contratti in casa Rai. Dopo le polemiche per il mancato rinnovo dell’accordo con Marco Travaglio come collaboratore di Annozero, scoppia il caso per quello di Bruno Vespa. Il consiglio d’amministrazione della televisione pubblica, infatti, ha deciso all’unanimità di rinviare il rinnovo del contratto del conduttore di “Porta a porta”.
La motivazione, a quanto si apprende, è economica: secondo l’accordo attuale, firmato nel 2005 per tre anni, con un’opzione fino al 2010, Bruno Vespa percepisce un minimo garantito di 1 milione 187 mila euro all’anno come ideatore, autore e conduttore di Porta a porta. Cifra che, nel nuovo contratto, si diceva potesse salire a 1 milione 600 mila euro. Secondo il consigliere della maggioranza, Angelo Petroni, appoggiato da Nino Rizzo Nervo (Pd), il contratto sarebbe troppo oneroso e non coerente con la situazione generale dell’azienda, che vede un rosso di bilancio di circa 600 milioni entro il 2012.
Ancora un successo di ascolti per Annozero. La seconda puntata della trasmissione di Santoro, con la contestatissima presenza della escort Patrizia D’Addario, ieri sera ha superato i sette milioni (7.338.000) di spettatori col 28,92% di share, vincendo il prime time. Su Raiuno le due puntate di Don Matteo hanno fatto 21,87% di media con 5.773.000 e le due di Doctor House su Canale 5 con il 15,93% e 4.840.000.
Già prima della messa in onda, la seconda puntata di Annozero era stata preceduta da innumerevoli polemiche legate alla partecipazione in studio della escort barese Patrizia D’Addario, principale protagonista dell’inchiesta che vede coinvolto il premier Silvio Berlusconi. Presenza che aveva provocato la mancata partecipazione dei rappresentanti del Pdl. In forte dubbio fino all’ultimo, alla fine la D’Addario ha parlato ai microfoni di Annozero.
Scritto Mercoledì 30 Settembre 2009 da Andrea Tirone
La Rai nel caos. Non si placano le polemiche che da tempo circondano alcune trasmissioni della televisione pubblica. E l’immobilismo dei vertici di viale Mazzini non aiuta di certo a sgonfiarle. Tre le patate bollenti che si rimpallano tra organo ed organo, da dirigente a dirigente.
La prima, ormai di lunga data, è la vicenda Annozero legata al contratto di Marco Travaglio e alla paventata istruttoria, minacciata dal ministro Scajola dopo la prima puntata della trasmissione. Il secondo caso scottante è la querelle su Report, legata al sostegno dell’azienda nelle eventuali cause in cui la Gabanelli e i giornalisti della sua squadra, potrebbero imbattersi. Infine, l’ultima polemica in ordine di tempo riguarda la trasmissione di Serena Dandini, “Parla con me”.
Su Annozero, la situazione è in stallo. Il contratto di Travaglio ancora non c’è e la vicenda, parola del viceministro allo Sviluppo con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, “è tutt’altro che conclusa”. Intanto Romani è stato convocato per oggi dalla commissione di Vigilanza della televisione pubblica, per discutere in merito alla decisione del governo di aprire un’istruttoria su Michele Santoro e la prima puntata della sua trasmissione. La convocazione di Romani, decisa all’unanimità, avrà all’ordine del giorno, oltre alla questione Annozero, il rinnovo del contratto di servizio. Già ieri il viceministro aveva avuto un colloquio privato con Zavoli, al termine del quale ha ricordato diritti e doveri dell’esecutivo in ambito Rai: “Il governo non ha potere di censura ma ha piena facoltà di chiedere alla Rai cosa è successo” ha detto viceministro al termine dell’incontro. Di diverso avviso il presidente della commissione di Vigilanza , Zavoli, che si era detto perplesso a sull’istruttoria e aveva definito vergognosa la campagna stampa contro il canone Rai.
Scritto Venerdì 25 Settembre 2009 da Andrea Tirone
Redazioni in agitazione in molte parti d’Italia. Ad alzare la voce anche alcune realtà storiche del panorama dell’informazione, come quelle di Rainews24 e quelle del Piccolo e del Messagero Veneto.
In casa Rai, il Cdr di Rainews24 proclama lo stato di agitazione e chiede chiarezza ai vertici dell’azienda sulle voci di tagli di mezzi e risorse all’unica televisione all-news pubblica italiana. “Dal 1999 – scrive il Cdr in una lettera alle alte sfere di viale Mazzini – Rainews24 ha garantito l’informazione di servizio pubblico in tutti i momenti cruciali italiani e internazionali: dagli attentati alle torri gemelle fino al terremoto in Abruzzo, passando per la copertura dei conflitti e per le grandi inchieste. Ora, dopo 10 anni, è arrivato il momento della chiarezza. E’ arrivato il momento delle risposte”.
Scritto Martedì 22 Settembre 2009 da Andrea Tirone
Fuochi d’artificio alla conferenza stampa di presentazione della nuova stagione di Annozero. È un Michele Santoro agguerrito e senza freni quello che si presenta davanti a colleghi e vertici Rai. Il giornalista è un fiume in piena, ne ha per tutti e non usa mezze parole.
Annozero partirà dopodomani, giovedì 24 settembre, con o senza Marco Travaglio, ancora non è dato sapere con certezza. A oggi, nonostante la richiesta di Santoro avanzata a luglio, il giornalista non è ancora stato contrattualizzato. Le troupe sono state completate solo pochi giorni fa. I contributi video sono in forse. Tutto questo succede in un programma che “l’anno scorso ha fatto il 18 per cento di ascolti e che è costato pochissimo, si è ripagato interamente con le entrate pubblicitarie”.
Scritto Giovedì 17 Settembre 2009 da Andrea Tirone
Mentre dal mondo politico si sente sempre più spesso parlare di lenta “uscita dalla crisi economica” giornali e televisioni continuano a chiudere e a tagliare. L’ultima azienda editoriale a pagare dazio alla crisi, è il gruppo bolognese Spallanzani che controlla il quotidiano locale “L´Informazione-Il Domani” e il canale televisivo “Retesette-E’ Tv” emittente che trasmette a Bologna, Modena e Reggio Emilia. In totale il piano dell’azienda prevede 37 redattori in esubero sul totale di 67 che compongono le redazioni sia televisive che del quotidiano.
Un taglio del cinquanta per cento della forza lavoro, considerato necessario dai vertici aziendali per far fronte alla crisi di bilancio che ha colpito il gruppo: 3 milioni e 600 mila euro di perdite nel 2008 dichiarate per Retesette e un milione e 200 mila per L´Informazione. Per protestare contro i tagli sia il comitato redazione della televisione che quello del quotidiano hanno proclamato sette giorni di sciopero.
Scritto Giovedì 17 Settembre 2009 da Andrea Tirone
Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò, ha esaminato il dossier relativo alla piattaforma TivùSat, decidendo all’unanimità di aprire un’istruttoria per verificare il rispetto, da parte della RAI, degli obblighi di servizio pubblico e del contratto di servizio e in particolare per accertare le modalità di distribuzione delle smart card (incluse quelle per gli italiani all’estero), i criteri per la distribuzione dei programmi televisivi privi di diritti per l’estero e la possibilità per tutti gli utenti di ricevere la programmazione di servizio pubblico gratuitamente su tutte le piattaforme distributive, anche in linea con quanto avviene in altri paesi europei.