Biennale di Venezia, l’accredito stampa costa 60 euro

I leoni d'oro, simbolo della mostra del cinema di Venezia

I leoni d'oro, simbolo della mostra del cinema di Venezia

Alla mostra del cinema di Venezia l’accredito stampa costa caro. Per lavorare è necessario pagare un obolo di 60 euro. La novità di quest’anno è stata notata da Pierluigi Roesler Franz, consigliere nazionale dell’Ordine, che l’ha resa pubblica. Una novità non certo gradita per la categoria giornalistica che oltre a dover pagare per svolgere il proprio lavoro, deve pure sottostare ad una serie di complicate e burocratiche procedure.

Questa la “lezione” che la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia impartisce ai giornalisti. La mostra cinematografica, organizzata dalla “Fondazione La Biennale” che tra le altre cose, sottolinea l’ordine nazionale dei giornalisti sul suo sito, è un organismo non profit che si avvale di rilevanti contributi pubblici.

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Addio ai fondi per i giornali politici, di cooperative e di idee. Il governo li cancella.

soldi 2Addio ai contributi “diretti” all’editoria per i giornali di idee, di cooperative e di partito. La cancellazione di questi fondi, vitali per centinaia di testate, è stata sancita ieri dalla Commissione bilancio della Camera, che ha approvato il maxi emendamento del Governo alla legge finanziaria.

Il testo, contenente la cancellazione dei contributi, dovrà ora essere approvato in aula ma è quasi certo che sulla manovra finanziaria sarà posta la questione di fiducia che “blinderà” il testo senza possibilità di migliorarlo. Il provvedimento mette a repentaglio la vita di un centinaio di giornali dei più diversi orientamenti politici e culturali, testate storiche come l’Avvenire, il Secolo d’Italia, L’Unità e Il Manifesto, ma anche quotidiani più giovani come Europa e La Padania, nonché decine di piccole tv, cooperative e espressioni del terzo settore.

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Informazione, i manager preferiscono il giornale. Ma Internet è in crescita

managerLa carta stampata è più affidabile di Internet. È questa la percezione che i manager di tutto il mondo hanno dell’informazione. La ricerca curata dal Financial Times si chiama “Be Europe 2009”, e mira a svelare le tendenze e le idee che il pubblico “alto” ha sul mondo dell’informazione nell’era digitale.

Lo studio presentato a Milano nella sede dell’Università Cattolica del sacro cuore, ha interpellato un campione di 465 mila top manager provenienti da 61mila aziende di 17 diversi paesi europei. Dall’indagine è emersa la tendenza dei dirigenti di assolvere al loro bisogno di news attraverso la carta stampata, considerata più affidabile della rete.

Internet, però, è in forte crescita e diventa ogni giorno più più popolare: i siti dei più importanti quotidiani fanno registrare il più alto incremento di utenti tra i media analizzati. Ogni giorno, 71.056 business-men nel mondo leggono almeno una copia cartacea di un giornale (+4% nell’ultimo anno), mentre la fruizione via web ha visto un incremento del 17% rispetto al 2008.

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Ddl intercettazioni verso l’approvazione. L’opposizione della Fnsi

Il Ddl Alfano sulle intercettazioni è pronto a riprendere il suo cammino verso l’approvazione definitiva. O almeno è quello che auspica il suo promotore, il ministro della Giustizia Angelino Alfano.

La speranza, espressa dal ministro a Venezia a margine del congresso del notariato, non è però condivisa dalla Federazione nazionale della stampa: “Ieri come oggi abbiamo il fortissimo sospetto che chi innalza la nobile bandiera della riservatezza – ha detto il presidente Roberto Natale nel corso della presentazione a Milano del libro di Alberto Spampinato “C’erano bei cani molto seri” – e oggi succede a proposito del Ddl sulle intercettazioni che nelle prossime settimane purtroppo riprenderà il suo cammino al Senato, abbiamo il fortissimo sospetto che lo faccia non per proteggere i diritti della sfera personale ma per evitare che cronisti scrupolosi possano indagare su vicende di assoluto rilievo pubblico, di assoluta rilevanza generale”.

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D’Alema querela “Il Giornale” dopo aver partecipato alla manifestazione sulla libertà di stampa

Sconcerto e solidarietà ai giornalisti del Giornale. Sono questi i concetti espressi dal sindacato unitario dei giornalisti e dall’Ordine nazionale in relazione alla querela sporta dall’onorevole Massimo D’Alema contro il quotidiano diretto da Vittorio Feltri.

Il contrasto alle “querele intimidatorie” non conosce colore politico e così, dopo aver censurato quelle del premier contro “La Repubblica”, le due associazioni più importanti della categoria esprimono tutto il loro dissenso contro l’ultima presentata dal dirigente del Partito democratico contro “Il Giornale”. La denuncia per diffamazione a mezzo stampa è stata presentata per un articolo apparso sul quotidiano della famiglia Berlusconi lo scorso giugno, intitolato “Tutte le escort del clan D’Alema”. Il pezzo in questione riguardava la vicenda della malasanità in Puglia e il presunto giro di prostitute di alto borgo che gravitava intorno al gruppo dirigente del Pd pugliese, su cui sta indagando la procura di Bari.

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Rsf, Italia al 49simo posto nella classifica per la libertà di stampa

L’Italia perde ancora posizioni nella classifica della libertà di stampa. Secondo la graduatoria del 2009 stilata da “Reporters sans frontieres”, il Belpaese scende dal 44simo post del 2008 al 49simo di quest’anno. Una vera e propria caduta libera visto che nel 2007 l’Italia era in 35sima posizione.

Le motivazioni di questa diminuzione di libertà nella nostra informazione, secondo Rsf, sono da ricercarsi nelle “pressioni del Cavaliere sui media, e le crescenti ingerenze”, ma anche nelle “violenze di mafia contro i giornalisti che rivelano le attività di quest’ultima e un disegno di legge che ridurrebbe drasticamente la possibilità per i media di pubblicare i testi di intercettazioni telefoniche”.

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La Cassazione va incontro ai giornalisti: due sentenze favorevoli

Cassazione “amica” dei giornalisti. Negli ultimi giorni i giudici della corte suprema hanno emesso due sentenze che favoriscono i cronisti e che li aiuteranno nello svolgimento del loro lavoro. Le sentenze in oggetto sono la numero 39706 e la 40408. La prima sancisce il diritto di chiunque ad accedere ai provvedimenti e alle procedure in corso nella pubblica amministrazione, sbriciolando in un colpo solo uno dei principi più discussi della nostra democrazia, il segreto d’ufficio sugli atti amministrativi. La seconda, invece, riconosce il diritto dei giornalisti alla “libera interpretazione dei fatti” nel riportare una notizia, anche quando questa comporti “una certa dose di provocazione”.

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“Mattino 5″ pedina il giudice Mesiano. Scoppia il caso

Un servizio di “Mattino 5” su Raimondo Mesiano, il giudice del processo Fininvest-Cir, e si scatena il caso. Lo scoop andato in onda su Canale 5 è un video di pochi minuti sulla vita privata del magistrato che, non più tardi di due settimane fa, ha condannato il gruppo Fininvest a risarcire alla Cir di Carlo De Benedetti 750 milioni di euro, per l’annullamento del lodo Mondadori risolto nel 1990 a favore del biscione in cambio di mazzette versate ad alcuni giudici romani.

Le immagini, che riprendono di nascosto il giudice nella sua vita privata durante una passeggiata domenicale, e il testo del servizio, che dipinge Mesiano come un tipo strano e stravagante per il fatto di indossare indumenti con combinazioni di colori inconsuete, hanno dato il via alla bufera. Durissime le critiche dell’Associazione nazionale magistrati che ha definito “una vergogna” far seguire il magistrato dalle telecamere mentre si fa radere dal barbiere o fuma una sigaretta seduto su una panchina di un giardino pubblico. Per il segretario dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Cascini si tratta di “un’intollerabile intromissione nella privacy di una persona”.

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Si assegna il premio Corso Bovio alle migliori tesi di laurea sul giornalismo

Si terrà giovedì 15 ottobre alle ore 15.00, a Positano, in occasione del Consiglio nazionale che si svolge presso l’Hotel Le Agavi, la cerimonia di premiazione del Concorso giornalistico internazionale “Corso Bovio” promosso e organizzato dall’Ordine nazionale dei giornalisti, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

La cerimonia è prevista a conclusione del dibattito sul tema “Libertà di stampa, informazione e formazione dei giornalisti” che avrà luogo alle ore 10.00 con la partecipazione dei Presidenti Marcello Pera e Luciano Violante.

La consegna dei premi ai vincitori (sei premi del valore di 5.000,00 euro ciascuno più un premio di 5.000,00 euro per la sezione internazionale “Anna Politkovskaya”) si svolgerà alla presenza del Consiglio nazionale, della giuria del premio e di rappresentanti delle istituzioni e della società politica e civile.

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A Marsiglia arriva la cartà fedeltà per risparmiare sui quotidiani

Una “carta fedeltà” per comprare quotidiani a prezzi scontati. L’ultima trovata arriva da Marsiglia e si chiama MaCartePresse (La mia carta stampa) e non è altro che una carta prepagata che permette di comprare fino ad 8 quotidiani nazionali con una riduzione che va dal 17% al 25% a seconda della testata giornalistica.

Sono 157 i punti vendita che a Marsiglia hanno aderito all’iniziativa, ed 8 le testate giornalistiche che hanno creduto in questa operazione commerciale per rivitalizzare le vendite dei giornali francesi. Fra questi: Le Figaro, Le Monde, l’International Herald Tribune, l’Humanité, France-Soir et l’Equipe e la Nouvelles Messageries de la Presse Parisienne” (NMPP ), promotrice dell’iniziativa.

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