Caos Rai: Annozero, Report e Parla con me ancora nella bufera. La Vigilanza convoca Romani

La Rai nel caos. Non si placano le polemiche che da tempo circondano alcune trasmissioni della televisione pubblica. E l’immobilismo dei vertici di viale Mazzini non aiuta di certo a sgonfiarle. Tre le patate bollenti che si rimpallano tra organo ed organo, da a .

La prima, ormai di lunga data, è la vicenda Annozero legata al di Marco Travaglio e alla paventata istruttoria, minacciata dal ministro Scajola dopo la prima puntata della trasmissione. Il secondo caso scottante è la querelle su Report, legata al sostegno dell’azienda nelle eventuali in cui la Gabanelli e i giornalisti della sua squadra, potrebbero imbattersi. Infine, l’ultima polemica in ordine di tempo riguarda la trasmissione di Serena Dandini, “Parla con me”.

Su Annozero, la situazione è in . Il di Travaglio ancora non c’è e la vicenda, parola del viceministro allo Sviluppo con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, “è tutt’altro che conclusa”. Intanto Romani è stato convocato per oggi dalla della televisione pubblica, per discutere in merito alla decisione del governo di aprire un’istruttoria su Michele Santoro e la prima puntata della sua trasmissione. La convocazione di Romani, decisa all’unanimità, avrà all’ordine del giorno, oltre alla questione Annozero, il rinnovo del di servizio. Già ieri il viceministro aveva avuto un colloquio privato con Zavoli, al termine del quale ha ricordato diritti e doveri dell’esecutivo in ambito Rai: “Il governo non ha potere di censura ma ha piena facoltà di chiedere alla Rai cosa è successo” ha detto viceministro al termine dell’incontro. Di diverso avviso il presidente della , Zavoli, che si era detto perplesso a sull’istruttoria e aveva definito vergognosa la campagna stampa contro il canone Rai.

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Torna Annozero, Travaglio ci sarà. Ma non si placano le polemiche

Alla fine ci sarà. Dopo le polemiche, le accuse e le smentite che hanno accompagnato la vigilia della nuova edizione di Annozero, Marco Travaglio stasera (ndr giovedì 24 settembre alle ore 21) sarà regolarmente al suo posto al fianco di Michele Santoro. A sancire ufficialmente la sua presenza, il comunicato di presentazione diffuso dall’ufficio stampa della che conferma Travaglio come ediorialista, così come voluto a ogni costo da Santoro, e non come ospite, come avrebbe voluto la dirigenza di viale Mazzini.

Titolo della prima “I farabutti”. Argomento, neanche a dirlo, la : “C’è un pericolo per la libertà di espressione in Italia? Ci sono – si legge nel comunicato – domande proibite? Ci sono giornalisti indesiderati e trasmissioni all’indice?”. Ospiti di serata, il segretario del Pd , il deputato del Pdl Italo Bocchino, il direttore di “Libero” Maurizio Belpietro, il direttore de L’Unità Concita De Gregorio, e il giornalista Enrico Mentana.

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Il Romanista torna in edicola dopo cinque mesi

Il Romanista, il primo quotidiano al mondo dedicato a una sola squadra di calcio, che aveva sospeso le pubblicazioni il 1° marzo scorso (salvo poche diffuse per mantenere in vita la testata), torna nelle edicole della venerdì 25 settembre.

Il ritorno del Romanista avviene grazie all’accordo raggiunto da Riccardo Luna, presidente del consiglio di amministrazione, con tutti i creditori del giornale che hanno accettato di vincolare una parte dei loro crediti al risultato della causa intentata dal giornale per incassare i contributi statali 2007-2008.

Sempre diretto da Stefano Pacifici, Il Romanista riparte con nove giornalisti (in precedenza erano 13) e 12 pagine invece di 16. Con un tema caldo da affrontare: il possibile passaggio di proprietà della squadra.

Chiusura de “Il Romanista”: il video appello su You Tube

Pubblichiamo di seguito il video messo in onda da “Il romanista tv” su You Tube in cui si annuncia la del quotidiano e si fa appello ai tifosi:

Chiusura de “Il Romanista”, si mobilita il popolo giallorosso

il romanista 2La notizia della prossima chiusura del quotidiano “Il Romanista” si è diffusa molto rapidamente nella Capitale scatenando una vera e propria per salvare il giornale da parte dei tifosi giallorossi.

Oggi pomeriggio (27 febbraio), mentre alla Regione Lazio verrà firmato l’accordo per la dei dipendenti del giornale, Giacomo Losi, ex terzino della Roma e capitano della squadra giallorossa negli anni ’50 e ‘60, che ora fa parte della redazione del quotidiano, costituirà da un notaio l’Associazione “Amici del Romanista”, che supporterà tutte le iniziative per far tornare rapidamente in edicola la testata. “Dobbiamo affiancarlo noi Il Romanista – è stato l’appello di Losi in una lettera aperta ai tifosi – Facciamo un’associazione dove chiunque di noi, se lo desidera, può dare il suo contributo. Chi ci vuole stare, dia il suo perché questa voce giallorossa non si spenga. Io, amici, non ci posso pensare, non ci penso neanche un attimo. Voglio e devo scendere in campo. Io per primo, ci sto”. All’ex terzino soprannominato “Core de Roma” si sono uniti in tanti: politici, attori, ex giocatori, e tanti, tantissimi tifosi comuni che si sono detti pronti a fare qualsiasi cosa per far tornare presto in edicola il quotidiano.

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Crisi editoria, chiude “Il Romanista”

romanistaQuella che è appena iniziata potrebbe essere l’ultima settimana di vita de ”, l’unico quotidiano al mondo dedicato esclusivamente ad una e alla sua tifoseria.

Nato il 10 settembre 2004 il giornale puntava a superare il traguardo economico dei tre anni per poter usufruire così del ai ”contributi dell’editoria”, ovvero il rimborso annuale di circa il 50 per cento dei costi sostenuti. ”In questo modo – si legge nell’editoriale di oggi de “” – i conti sarebbero tornati in equilibrio”.

Ma il 23 dicembre 2005, con l’approvazione della Legge finanziaria, passa la norma che elimina a partire dal 1 gennaio 2006 la possibilità di concorrere ai contributi ”per le società a responsabilità limitata controllate da cooperative”, alzando inoltre da tre a cinque anni il termine dopo il quale si ha di accedere ai contributi per tutte quelle società editrici costituite dopo il 31 dicembre 2004. Ma, sostengono al giornale, il 29 dicembre 2005, e quindi prima del fatidico 1 gennaio 2006, la testata si sarebbe ”trasformata” in cooperativa, rientrando dunque all’interno dei parametri previsti per accedere ai contributi.

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