Sky vuole anche il digitale terrestre

Sede di Sky

Sede di Sky

Sky potrebbe sbarcare sul digitale terrestre. Secondo indiscrezioni diffuse da MF – Milano Finanza, infatti, la Commissione europea si appresterebbe a dare a Sky il via libera per operare nel 2010 sulla terrestre, che si aggiungerebbe a quella satellitare, su cui la tv di Murdoch è nata ed opera.

La notizia ha già messo in allarme i piani alti di Palazzo Chigi, la Rai e Mediaset, che sono pronti ad alzare le barricate. La conferma, indiretta, di una scelta così clamorosa giunge dal fatto che nei giorni scorsi gli uffici del commissario alla Concorrenza, Joaquin Almunia, hanno comunicato formalmente alle autorità italiane l’avvenuta notifica da parte di , società che controlla Sky, “di una formale di revisione degli impegni” assunti nel 2002 dal colosso guidato da Rupert Murdoch al momento in cui gli fu permesso di operare come monopolista sulla satellitare.

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Crisi, nuovi media in controtenza: ricavi in aumento del 13%

newmediaI nuovi media vanno in controtendenza e, mentre i media tradizionali soffrono la , fanno segnare una crescita di ricavi del 13%. A sancire il successo dei media digitali è l’Osservatorio su new tv & media della School of management del Politecnico di Milano. Lo studio, coordinato dal professor Andrea Rangone, si è basato sull’analisi di 550 canali relativi a tutte le principali televisive digitali e su oltre 50 casi di studio realizzati mediante interviste dirette alle più significative imprese operanti nei diversi stadi di questa filiera, compresi i media fruiti tramite il telefono cellulare. I risultati, presentati nel capoluogo lombardo, ribadiscono la flessione generale del mercato dei media nel 2009, che fa registrare una contrazione compresa tra l’8 e il 10%, passando da 18,5 miliardi di euro nel 2008 a meno di 17 miliardi di euro nel 2009. Il dato però non è univoco, perché se da una parte calano fortemente gli introiti dei media tradizionali quelli generati dai new media fanno registrare un incremento di quasi 600 milioni di euro.

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Cielo, slitta l’avvio del canale di Sky sul digitale terrestre. Manca l’ok del Ministero

sky-cieloAvrebbe dovuto iniziare le sue trasmissioni oggi, primo dicembre 2009. “Cielo”, canale free di Sky sul digitale terrestre ha invece dovuto rimandare la sua inaugurazione. A causare lo slittamento la mancanza dell’autorizzazione a trasmettere sul digitale terrestre da parte del ministero delle Comunicazioni.

L’inatteso stop ha destato la sorpresa del direttore di Cielo, Gary Devey convinto di che l’autorizzazione sarebbe arrivata “in breve tempo, anche considerando il fatto che l’Agcom ci ha inviato l’autorizzazione a trasmettere: questo perché siamo in regola dal punto di vista ”.

Il ministero delle Comunicazioni, in una nota del vice ministro Paolo Romani, rispedisce al mittente le accuse di voler impedire il lancio di della tv generalista di Sky. Secondo Romani, il comunicato andato in onda sui canali satellitari di Sky, in cui si dice che “Cielo non può trasmettere perché privo dall’autorizzazione da parte del ministero”, è “un’affermazione palesemente non veritiera”, in quanto l’autorizzazione per il satellitare sarebbe già in mano all’emittente. Romani ha confermato invece che Cielo, per poter atterrare anche sul digitale terrestre, dovrà aspettare l’autorizzazione che il ministero dichiara sarà rilasciata nei previsti 60 giorni conteggiati a partire dal 2 novembre giorno di presentazione della richiesta.

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Murdoch minaccia di oscurare le notizie dei suoi giornali da Google. Ma la strada per le news on-line a pagamento è in salita

rupertmurdoch“Ladri di notizie”. Con quest’ultima pesante accusa a Google, Rupert Murdoch continua la sua battaglia contro i motori di ricerca ed in favore di un’informazione on-line a pagamento. Nelle intenzioni del magnate australiano c’è il blocco degli articoli pubblicati sulle edizioni online dei suoi giornali che non compariranno più fra i risultati di Google news e simili. In sostanza, il proprietario di News Corp vorrebbe l’oscuramento delle news prodotte dalle sue testate, dagli aggregatori di notizie.

L’ultima frecciata contro Google, scagliata in un’intervista a Australia, non rappresenta certo una novità, dal momento che già altre volte in passato Murdoch e i suoi manager avevano attaccato il gigante californiano accusandolo di “cleptomania” e di “parassitismo” per il fatto di fare soldi attraverso contenuti altrui senza riconoscere alcuna percentuale a chi invece produce le notizie a caro prezzo.

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Battaglia Mediaset-Sky sugli spot. Pari il primo round

skypremium
Tutti contenti… a metà. Il tribunale civile di Milano è riuscito nella difficile impresa di accontentare sia Sky che Mediaset nel braccio di ferro sugli spot televisivi, non accontentando in realtà nessuno dei due. La diatriba tra le due piattaforme televisive riguardava il rifiuto di trasmettere gli spot promozionali di Sky da parte dell’azienda della famiglia Berlusconi. Rifiuto contro il quale l’azienda di aveva sporto ricorso.

Ebbene la sentenza emessa il 26 ottobre ha sancito che Publitalia ‘80, la concessionaria di pubblicità del biscione, non potrà proseguire nel “pregiudiziale rifiuto” ad accogliere le campagne pubblicitarie di Sky Italia “al solo fine di avvantaggiare l’offerta Mediaset Premium”, ma allo stesso tempo ha deliberato di non accogliere la richiesta di Sky di riattivare immediatamente i suoi spot sulle reti del concorrente.

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Rai, il Cda rinvia il rinnovo del contratto di Bruno Vespa

Ancora problemi con i in casa Rai. Dopo le polemiche per il mancato rinnovo dell’accordo con Marco Travaglio come collaboratore di Annozero, scoppia il caso per quello di Bruno Vespa. Il consiglio d’amministrazione della televisione pubblica, infatti, ha deciso all’unanimità di rinviare il rinnovo del contratto del conduttore di “Porta a porta”.

La motivazione, a quanto si apprende, è economica: secondo l’accordo attuale, firmato nel 2005 per tre anni, con un’opzione fino al 2010, Bruno Vespa percepisce un minimo garantito di 1 milione 187 mila euro all’anno come ideatore, autore e conduttore di Porta a porta. Cifra che, nel nuovo contratto, si diceva potesse salire a 1 milione 600 mila euro. Secondo il consigliere della , Angelo Petroni, appoggiato da Nino Rizzo Nervo (Pd), il contratto sarebbe troppo oneroso e non coerente con la situazione generale dell’azienda, che vede un rosso di bilancio di circa 600 milioni entro il 2012.

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Trecentomila per la libertà di stampa a piazza del Popolo. Cronaca di una giornata intensa

Trecentomila persone secondo gli organizzatori, circa sessantamila secondo la questura. Sono questi i numeri della manifestazione in difesa della libertà di stampa che si è svolta a Roma in piazza del Popolo. Una grande folla, a prescindere dalla solita guerra di cifre, colorata e variegata che ha riempito ogni centimetro quadrato della piazza ma anche delle vie limitrofe. Gente di ogni età ed estrazione sociale, giunta da tutta Italia con ogni mezzo per il proprio dissenso contro le restrizioni imposte dalla politica all’informazione.

In mezzo alla folla tanti i cartelli, gli striscioni e le magliette con gli slogan più diversi e fantasiosi, tantissimi i palloncini e le bandiere a colorare la piazza e ad indicare le appartenenze, da quelle dei partiti dell’opposizione a quelle dei sindacati che hanno aderito alla protesta.

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Crisi, altre tre redazioni in agitazione

Redazioni in agitazione in molte parti d’Italia. Ad alzare la voce anche alcune realtà storiche del panorama dell’informazione, come quelle di Rainews24 e quelle del Piccolo e del Messagero .

In casa Rai, il Cdr di Rainews24 proclama lo stato di agitazione e chiede chiarezza ai vertici dell’azienda sulle voci di tagli di mezzi e risorse all’unica televisione all-news pubblica italiana. “Dal 1999 – scrive il Cdr in una lettera alle alte sfere di viale Mazzini – Rainews24 ha garantito l’informazione di servizio pubblico in tutti i momenti cruciali italiani e internazionali: dagli attentati alle torri gemelle fino al terremoto in Abruzzo, passando per la copertura dei conflitti e per le grandi inchieste. Ora, dopo 10 anni, è arrivato il momento della chiarezza. E’ arrivato il momento delle risposte”.

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TivùSat, Agcom apre un’istruttoria sulla nuova piattaforma satellitare

Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò, ha esaminato il dossier relativo alla piattaforma TivùSat, decidendo all’unanimità di aprire un’istruttoria per il rispetto, da parte della RAI, degli obblighi di servizio pubblico e del contratto di servizio e in particolare per le modalità di distribuzione delle smart card (incluse quelle per gli italiani all’estero), i criteri per la distribuzione dei programmi televisivi privi di diritti per l’estero e la possibilità per tutti gli utenti di ricevere la programmazione di servizio pubblico gratuitamente su tutte le piattaforme distributive, anche in linea con quanto avviene in altri paesi europei.

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Sky fa causa a Mediaset: “concorrenza sleale e violazione norme Antitrust”

Sky Italia accusa le societa’ del gruppo Mediaset Rti e di violazione delle regole Antitrust e concorrenza sleale. News Corporation annuncia in una nota l’avvio di un’azione legale presso il tribunale di Milano. La tivu’ di Murdoch sostiene che con il rifiuto a Sky di acquistare pubblicita’ sulle principali emittenti commerciali italiane (Canale 5, Italia 1 e ) sono stata violate le norme della concorrenza e le regole sulle comunicazioni in Italia.

Pronta la replica dell’azienda di Cologno Monzese: “Mediaset reputa sconcertante l’annuncio di Sky di voler ricorrere in giudizio per la presunta violazione delle regole sulla concorrenza”.

“Stupisce infatti – si legge in una nota – che un operatore che nel mercato della pay tv satellitare è monopolista assoluto avvii un’azione legale contro un’altra azienda tv per le norme antitrust”

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