Reggio Calabria, data alle fiamme l’auto del giornalista Monteleone

monteleoneAncora un caso di intimidazioni di stampo mafioso a danni di giornalisti. Questa volta la brutta esperienza è toccata ad Antonino Monteleone, trentenne giornalista free lance calabrese che collabora con numerosi organi di stampa. Tra le sue collaborazioni più importanti “Il Fatto Quotidiano” ed “Il Punto”, mentre per quanto riguarda la televisive, “Report” di Milena Gabanelli. Sulla rete, Monteleone cura dal 2006 un blog molto seguito.

La minaccia al cronista è arrivata con un atto tipico della malavita organizzata: l’incendio dell’auto. Il fattaccio è avvenuto a Reggio Calabria venerdì sera (5 febbraio) per mano di persone di cui non si conosce ancora l’identità.

La vettura, una Fiat Idea, che è stata prima cosparsa con liquido infiammabile, e poi data alle fiamme, è stata completamente distrutta. Monteleone ha denunciato immediatamente l’intimidazione alla Polizia.

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Polemica sull’accesso alla professione. Del Boca risponde all’Fnsi

lorenzo_del_bocaSovrabbondanza di giornalisti e accesso “universitario” alla professione. Infiamma la polemica tra sindacato e ordine. Qualche giorno fa l’Fnsi aveva lanciato l’accusa dalla Sicilia, durante il primo convegno dei free lance dell’isola. Troppi giornalisti ad intasare un settore già saturo che portano allo sfruttamento dei lavoratori presi per il collo da una concorrenza sfrenata.

A finire nell’occhio del ciclone, ancora una volta, erano stati i meccanismi di accesso alla profesione, in particolare la via universitaria e quelle delle scuole di giornalismo gestite dall’Ordine nazionale.

La risposta dell’Odg è arrivata puntuale, attraverso le parole del suo presidente, Lorenzo Del Boca. “Non bastano infondate
accuse all’Odg per scaricarsi la coscienza – ha scritto Del Boca in un comunicato apparso sul sito dell’Ordine – “Eliminare il percorso universitario significa, invece, contraddire il dibattito che la categoria ha sviluppato negli ultimi venti anni. Una scuola che preceda l’ingresso nella professione e una solida preparazione scientifica sono stati considerati la condizione indispensabile per poter praticare il mondo dell’informazione, in costante e, qualche volta, caotica evoluzione, dominato da questioni anche lessicalmente complicate”.

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Fnsi ascoltata in commissione cultura sul dl internet e tv

siddi e nataleContrari ad ogni provvedimento “che appesantisca il già gravissimo squilibrio di risorse pubblicitarie tra tv e carta stampata”. E’ la posizione ribadita dai vertici della Fnsi, ascoltati dalle Commissioni Cultura e Trasporti della Camera, in merito allo schema di decreto legislativo su tv e internet approvato dal governo a dicembre.

Secondo la Fnsi, lo scenario prospettato dal segretario del sindacato dei giornalisti Franco Siddi e dal presidente Roberto Natale, si avvererà con grosse probabilità se il testo governativo sarà approvato: la nuova legge renderebbe più flessibili i limiti sulle interruzioni e modificherebbe la normativa sulle autopromozioni nelle tv commerciali nazionali.

Perciò la Fnsi ha chiesto che venga chiamata in audizione anche la Fieg, ad esprimere il punto di vista del comparto più penalizzato dell’informazione italiana.

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Aeranti-corallo: si blocca il rinnovo del contratto di radio e tv locali

AERANTI-CORALLOBattuta d’arresto nella trattativa tra Fnsi e Aeranti Corallo per il rinnovo del contratto dei giornalisti delle emittenti locali radiotelevisive. Il contratto denominato appunto Aeranti corallo, dal nome dell’organizzazione imprenditoriale che rappresenta gran parte delle radio e televisioni locali, è scaduto da due anni e da tempo è in attesa di un accordo sul rinnovo.

Il rallentamento delle negoziazioni è stato denunciato dal sindacato dei giornalisti, l’Fnsi, che in un comunicato sottolinea come “la crisi economica che investe tutti i settori, compreso quello editoriale, non giustifica in alcun modo l’arretramento di Aeranti Corallo” e la decisione “di rimandare nella sostanza il rinnovo del contratto per i giornalisti scaduto da due anni”.

Il timore dell’Fnsi è quello di ripetere l’odissea vissuta per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico, firmato pochi mesi fa dopo oltre quattro anni di trattative infruttuose. Per questo il sindacato ha convocato d’urgenza per oggi a Roma la commissione contrattuale. “L’esperienza positiva fatta nove anni fa con il primo contratto specifico per l’emittenza locale – si legge ancora nel comunicato – non può assolutamente restare permanentemente ancorata ad una condizione di emersione. Questa fase è finita ed è tempo di tirare le somme e capire la reale consistenza imprenditoriale delle aziende contraenti, che non possono sottrarsi alle loro responsabilità; salvo non rinuncino a volere essere considerate imprese ad ogni fine di legge, compresi i benefici pubblici.

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Editoriale di Minzolini al Tg1: “Manifestazione assurda”. E il Cdr sfiducia il direttore

“Mai stati schierati, il Tg1 è di tutti”. Con queste dure parole il comitato di redazione del Tg1 ha preso le distanze dal suo direttore Augusto Minzolini che, sabato sera subito dopo la manifestazione di piazza del Popolo in difesa della libertà di stampa, durante l’edizione delle 20 del Tg, aveva definito, “assurda” la protesta organizzata dal sindacato dei giornalisti.

Nel suo editoriale, Minzolini aveva definito l’informazione “teatro di uno scontro di potere” e bollato la manifestazione come simbolo della “volontà di insediare un regime mediatico”. Il giorno dopo le parole di Minzolini arriva la reazione del Cdr del Tg1 composto da Alessandro Gaeta, Claudio Pistola e Alessandra Mancuso. L’organizzazione sindacale ha chiesto ai vertici aziendali di essere convocato con urgenza “per esprimere le proprie preoccupazioni”.

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Trecentomila per la libertà di stampa a piazza del Popolo. Cronaca di una giornata intensa

Trecentomila persone secondo gli organizzatori, circa sessantamila secondo la questura. Sono questi i numeri della manifestazione in difesa della libertà di stampa che si è svolta a Roma in piazza del Popolo. Una grande folla, a prescindere dalla solita guerra di cifre, colorata e variegata che ha riempito ogni centimetro quadrato della piazza ma anche delle vie limitrofe. Gente di ogni età ed estrazione sociale, giunta da tutta Italia con ogni mezzo per esprimere il proprio dissenso contro le restrizioni imposte dalla politica all’informazione.

In mezzo alla folla tanti i cartelli, gli striscioni e le magliette con gli slogan più diversi e fantasiosi, tantissimi i palloncini e le bandiere a colorare la piazza e ad indicare le appartenenze, da quelle dei partiti dell’opposizione a quelle dei sindacati che hanno aderito alla protesta.

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Fnsi, Siddi: “Stiamo organizzando una grande manifestazione per la libertà di stampa”

La Federazione nazionale della stampa lavorerà nei prossimi giorni per mettere a punto tempi e luoghi della manifestazione “per mettere in rilievo il ruolo del giornalismo nella società democratica, in difesa della libera circolazione delle notizie e della libertà di informare”.Lo dice il segretario della Fnsi Franco Siddi, spiegando che l’intenzione del sindacato dei giornalisti è quella di coinvolgere i sindacati e le associazioni culturali nell’iniziativa.

Domani ci sarà nella sede Fnsi una prima riunione dedicata al tema, mentre mercoledì si riunirà la segreteria Fnsi al completo per decidere tempi e luogo dell’iniziativa.

Querela di Berlusconi a Repubblica. Le reazioni di Ordine e Fnsi

“Apprensione e allarme”. Sono questi i sentimenti generati dalla querela di Silvio Berlusconi contro Repubblica, secondo il vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti Enrico Paissan.

La vicenda ha scatenato le dure repiche delle organizzazioni della stampa. Il presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, Roberto Natale, parla di un “attacco frontale al ruolo stesso del giornalismo” e dice che è tempo di “una grande iniziativa comune”. Il punto di partenza potrebbe essere un appello dei tre giuristi Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky, pubblicato oggi da Repubblica.it. In poche ore, migliaia le firme raccolte contro il tentativo di “ridurre al silenzio la libera stampa” e “anestetizzare l’opinione pubblica”.

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Compensi record per Feltri e Belpietro al Giornale e Libero. L’accusa dell’Fnsi e le risposte dei due direttori

Quindici milioni cash di “buonentrata” e uno stipendio di 3 milioni annui per far tornare Vittorio Feltri a dirigere “Il Giornale” e 5 milioni annui a Belpietro per Libero. Sarebbero queste le cifre astronomiche che i due giornalisti percepirebbero per ricoprire le loro nuove cariche, secondo alcune indiscrezioni.

Contro questi numeri ha alzato la voce la Federazione nazionale della stampa, il sindacato dei giornalisti. “Se confermate – ha dichiarato l’Fnsi in un comunicato – sono cifre esorbitanti, incredibili, illogiche. La Federazione non è solita prendere in considerazione indiscrezioni, boatos e congetture, soprattutto in occasione dei cosiddetti “giri di valzer” dei direttori. Ma questi numeri sono – senza nulla togliere al valore professionale dei due colleghi – una scelta cinica e indecorosa. Sono cifre surreali nel momento in cui, in Italia, le imprese editoriali stanno aprendo decine di stati di crisi”.

La dura critica del sindacato prosegue ricordando i piani di ristrutturazione e i prepensionamenti che hanno colpito anche le due testate interessate. “Per restare ai due illustri direttori e alle loro case editrici, ricordiamo che solo l’anno scorso “Il Giornale” ha chiesto e ottenuto una ristrutturazione interna, con accesso ai prepensionamenti e attingendo alle casse dell’Inpgi. Se tutto ciò risponde al vero e l’azienda ora può fare un contratto milionario, deve essere prima chiamata a ritornare alla situazione occupazionale precedente, a reintegrare nel lavoro e nello stipendio i colleghi prepensionati, a restituire all’Inpgi i costi dei pensionamenti anticipati. Al Ministero del Lavoro il compito di fare le verifiche e diradare le nubi”.

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Espulsione delegazione italiana da Ifj, i giornalisti italiani firmano l’appello “Non in mio nome”

Un appello duro e molto critico nei confronti della Federazione internazionale dei giornalisti, firmato da 1500 tra cronisti e lettori. “Non in mio nome”, così la categoria ha risposto alla decisione dell’Ifj di espellere la delegazione israeliana per una questione di irregolarità nel pagamento delle quote di partecipazione.

La lettera-appello è stata inviata ai vertici della Federazione nazionale della stampa italiana, Roberto Natale e Franco Siddi. Nel documento i firmatari richiedono alcuni chiarimenti al sindacato. In primo luogo si chiede se il voto del rappresentante italiano, Paolo Serventi Longhi, fosse stato concordato con la segreteria e/o con la giunta della Fnsi; in secondo luogo se, dopo la polemica vicenda delle quote anche la Fnsi è d’accordo, con Serventi Longhi, che l’unica soluzione fosse quella burocratica, invece che avviare finalmente un chiarimento politico al vertice della Fig.

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