Fnsi, i free lance ottengono una rappresentanza nel sindacato

FnsiSi chiamerà Commissione lavoro autonomo e sarà l’organo della Federazione nazionale della stampa che rappresenterà gli interessi sindacali dei giornalisti . “Da oggi i giornalisti freelance hanno la loro rappresentanza sindacale permanente all’interno della Fnsi – si legge nel comunicato diffuso dal sindacato -. Il Consiglio nazionale, su proposta della Giunta esecutiva, ha infatti approvato la costituzione della commissione.”

“La nuova Commissione – continua la nota – sarà articolata a livello regionale, e verrà eletta direttamente dai colleghi freelance. La Commissione opererà in stretto collegamento con la Giunta esecutiva e la Segreteria nazionale della Fnsi per tutte le attività di tutela degli interessi professionali, contrattuali, previdenziali e assistenziali dei autonomi”.

È stata confermata, inoltre, l’Assemblea nazionale dei freelance, alla quale la Giunta esecutiva ha conferito nuovi compiti, oltre a varare l’istituzione di Assemblee regionali dei giornalisti autonomi. Il organo, conclude la nota “risponde alle richieste giunte dai colleghi freelance di tutta Italia, che hanno chiesto – nel corso di numerose riunioni organizzate dalla Fnsi e dalle Associazioni regionali a livello nazionale e locale – una rappresentanza sindacale nella forma di una struttura permanente all’interno della Federazione.”

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Nasce il coordinamento dei giornalisti con contratti irregolari

giornaliGiornalisti che lavorano come giornalisti ma che hanno contratti che nulla hanno a che fare col loro impiego. Sono tanti in Italia i cronisti che si trovano a fare i conti con contratti anomali. Per difendere i loro diritti è nato il “Coordinamento dei giornalisti con contratti irregolari”.

L’organismo è nato nelle regioni di Lazio ed Umbria, ma analoghe organizzazioni sono già attive in altre dieci regioni italiane (Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli, Emilia Romagna, Abruzzo, Sicilia, Sardegna, Toscana, Campania). Il coordinamento si rivolge a tutti quei giornalisti che, pur essendo iscritti all’ordine e pur svolgendo la professione in maniera regolare e continuata all’interno delle redazioni e nelle grandi, medie e piccole aziende editoriali, hanno dovuto sottoscrivere contratti anomali, irregolari o con partita iva.

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Casagit, l’Alternativa Fnsi vuole chiarezza sui conti

Bisogna fare chiarezza sui conti della Casagit. La richiesta perentoria arriva dalla componente Fnsi l’Alternativa, che vuole vederci chiaro e chiede un rapporto sulla situazione della Cassa sanitaria dei giornalisti italiani.

A tre mesi dall’insediamento del nuovo Consiglio di amministrazione, infatti, ancora non si hanno numeri precisi. “A fronte del imposto ai colleghi e alle famiglie con un esoso e iniquo contributo straordinario – si legge in un comunicato della componente – non possono infatti bastare le generiche rassicurazioni del presidente Daniele Cerrato, che nella newsletter della Casagit parla di “primi importanti frutti”, di “pareggio in bilancio per il 2009” e di “forte deficit nel 2010”.

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Crisi editoria, anche Tuttosport e La padania in difficoltà

Altri due quotidiani nazionali si aggiungono alla lista delle realtà editoriali messe in ginocchio dalla crisi. Gli ultimi a dover fare i conti con piani di ristrutturazione e casse sono il giornale sportivo torinese “Tuttosport” e quello legato alla Lega Nord, “La padania”.

A Torino, il comitato di redazione del ha giudicato “assolutamente irricevibile e anche offensivo” il proposto dall’editore che prevede 19 esuberi su un corpo redazionale di 53 elementi compresa la figura del Direttore. “La linea scelta dal Gruppo – è precisato in un comunicato pubblicato ieri sul sportivo – metterebbe fortemente a repentaglio il posto di lavoro di tutti i redattori di Tuttosport e non solo dei 19 in esubero, in quanto sarebbe foriera di un depauperamento del prodotto che verrebbe stravolto nei contenuti. La linea stessa non è certamente motivata da un solo bilancio chiuso con un passivo di 540mila euro, riferito all’anno 2008, a fronte di otto bilanci, invece, in attivo che al nostro editore hanno fruttato quasi 18 milioni di euro”. La redazione del , inoltre, ha affidato al Cdr un pacchetto di 10 giorni di sciopero e ha ritirato a tempo indeterminato le firme dal giornale.

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Perquisizione Repubblica Torino, CdR: “Fatto grave”

Il Comitato di redazione del quotidiano La Repubblica giudica grave l’episodio avvenuto mercoledì, da quando “un giornalista della redazione di Torino di Repubblica, Diego Longhin, non può svolgere il proprio lavoro di informare i lettori”.

«Cinque della polizia giudiziaria della procura di Torino, su mandato del procuratore capo Gian Carlo Caselli – riferisce il Cdr in un comunicato – sono arrivati nelle sede della redazione sequestrandogli computer d’ufficio, telefoni cellulari (anche quello personale) , bloc notes e poi si sono recati nella sua abitazione sequestrandogli anche il pc personale oltre altri documenti personali. Il motivo? Non aver rivelato la fonte (accuratamente verificata e giudicata attendibile) su un’inchiesta della procura su uno scandalo che riguarda i vigili urbani di Torino”.

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Crisi, due giorni di sciopero all’Ansa contro i tagli

La redazione dell’Ansa è in agitazione. Da ieri i giornalisti dell’agenzia di stampa più importante dello stivale sono in sciopero. I due giorni di sciopero proclamati dal Cdr sono iniziati dalle ore 7 di ieri (6 agosto) e termainerano solo alle ore 7 domani, sabato 8 agosto.

L’organismo sindacale dell’Ansa spiega in un comunicato le ragioni della . “Il Cdr dell’Ansa respinge l’ipotesi avanzata dall’azienda di ricorrere a una riorganizzazione in presenza di , in base alla legge 416, come prospettato dall’ad, Giuseppe Cerbone, nell’incontro con il sindacato”.

Si tratterebbe – continua la nota – di un nuovo e pesante taglio all’organico redazionale già messo a dura prova dal precedente piano di prepensionamenti seppure volontari e incentivati. Un ulteriore ricorso a tagli al personale giornalistico non aiuterà a fronteggiare la dell’editoria in atto e metterebbe a serio rischio il ruolo, il pluralismo e la qualità dell’informazione dell’agenzia”.

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