Ordine giornalisti Sicilia, la nuova sede nella villa di Riina

L’Ordine dei giornalisti della Sicilia ha una nuova sede: è la villa dove trascorse gli ultimi tempi della sua latitanza il capo dei capi della mafia, il boss Totò Riina. Ad inaugurarla, ieri mattina a Palermo, era presente il ministro dell’Interno, Roberto Maroni.

“La sottrazione dei beni alla mafia – ha detto il ministro durante il taglio del nastro – ha un duplice valore: simbolico, perché dà ai cittadini il segnale che lo Stato va fino in fondo e concreto perché sottrae risorse economiche ai clan che hanno bisogno di denaro per governare l’Antistato”.

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Polemica sull’accesso alla professione. Del Boca risponde all’Fnsi

lorenzo_del_bocaSovrabbondanza di giornalisti e accesso “universitario” alla professione. Infiamma la polemica tra sindacato e ordine. Qualche giorno fa l’Fnsi aveva lanciato l’accusa dalla Sicilia, durante il primo convegno dei free lance dell’isola. Troppi giornalisti ad intasare un settore già saturo che portano allo sfruttamento dei lavoratori presi per il collo da una concorrenza sfrenata.

A finire nell’occhio del ciclone, ancora una volta, erano stati i meccanismi di accesso alla profesione, in particolare la via universitaria e quelle delle scuole di giornalismo gestite dall’Ordine nazionale.

La risposta dell’Odg è arrivata puntuale, attraverso le parole del suo presidente, Lorenzo Del Boca. “Non bastano infondate
accuse all’Odg per scaricarsi la coscienza – ha scritto Del Boca in un comunicato apparso sul sito dell’Ordine – “Eliminare il percorso universitario significa, invece, contraddire il dibattito che la categoria ha sviluppato negli ultimi venti anni. Una scuola che preceda l’ingresso nella professione e una solida preparazione scientifica sono stati considerati la condizione indispensabile per poter praticare il mondo dell’informazione, in costante e, qualche volta, caotica evoluzione, dominato da questioni anche lessicalmente complicate”.

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Ufficio stampa Sicilia: Pm chiede 7 milioni di risarcimento

LOGOREGIONESICILIASette milioni e trecento mila euro. È quanto richiesto dal pubblico ministero Gianluca Albo a titolo di risarcimento a Salvatore Cuffaro, ex presidente della regione Sicilia, Raffaele Lombardo, attuale governatore dell’isola e Francesco Castaldi, ex capo dell’ufficio legislativo e legale della regione. La richiesta di condanna, trasmessa dal pm ai giudici della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti, riguarda l’assunzione, con nomina fiduciaria, di ben venti giornalisti nell’ufficio stampa della presidenza della Regione.

L’accusa è quella di aver violato la legge 150 del 2000 che regolamenta il lavoro degli uffici stampa. La legge in questione, infatti, per l’assunzione degli uffici stampa delle pubbliche amministrazioni, prevede l’utilizzo di personale interno o l’affidamento di incarichi a esperti ma a tempo determinato. Per il Pm le nomine dei giornalisti sarebbero, invece, “illegittime e ingiustificate” e il loro mantenimento in servizio “sine titulo”.

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Free lance, l’allarme arriva dalla Sicilia

FnsiI giornalisti free lance siciliani dicono basta. Denunciano una situazione insostenibile e chiedono con forza all’Ordine nazionale di rivedere le regole di accesso alla professione. Il grido di allarme dei giornalisti autonomi arriva dalla prima assemblea regionale di free-lance, co.co.co, collaboratori, precari e indipendenti della Sicilia orientale, organizzata dalla Federazione nazionale della stampa e dall’Associazione siciliana della stampa.

All’assemblea, che si è tenuta a Palermo, hanno partecipato i vice-segretari nazionali della Fnsi, Daniela Stigliano e Luigi Ronsisvalle, e il segretario regionale dell’Assostampa, Alberto Cicero. Secondo i dati forniti dalla gestione separata dell’Inpgi, l’istituto di previdenza dei giornalisti, in Sicilia i giornalisti che svolgono la professione in modo autonomo sono 1.256; di questi 474 hanno un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa.

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Nasce Radio 100 passi, per proseguire l’opera di Peppino Impastato

radio100passiIl 5 gennaio 2010 Peppino Impastato avrebbe compiuto 62 anni. Proprio nel giorno di questa ricorrenza hanno avuto inizio, a Cinisi, le trasmissioni di Radio 100 passi. Una webradio ideata dalla “Casa memoria Peppino Impastato”, per non dimenticare la figura e il messaggio lasciato dal militante di democrazia proletaria, ucciso dalla mafia su ordine del boss Tano Badalamenti il 9 maggio del 1978.

Peppino Impastato attraverso Radio Out, da lui fondata nel ’76, aveva rotto il muro dell’omertà attaccando la mafia e facendo nomi e cognomi, dando un segnale forte di come la malavita potesse essere sconfitta. Radio 100 passi, rispolverando il titolo del film di Marco Tullio Giordana, vuole riprendere questo percorso, continuando l’azione di Peppino che così, in un certo senso, continua a vivere proprio come dice lo slogan dei suoi sostenitori: “Peppino è vivo e lotta insieme a noi”.

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Trecentomila per la libertà di stampa a piazza del Popolo. Cronaca di una giornata intensa

Trecentomila persone secondo gli organizzatori, circa sessantamila secondo la questura. Sono questi i numeri della manifestazione in difesa della libertà di stampa che si è svolta a Roma in piazza del Popolo. Una grande folla, a prescindere dalla solita guerra di cifre, colorata e variegata che ha riempito ogni centimetro quadrato della piazza ma anche delle vie limitrofe. Gente di ogni età ed estrazione sociale, giunta da tutta Italia con ogni mezzo per esprimere il proprio dissenso contro le restrizioni imposte dalla politica all’informazione.

In mezzo alla folla tanti i cartelli, gli striscioni e le magliette con gli slogan più diversi e fantasiosi, tantissimi i palloncini e le bandiere a colorare la piazza e ad indicare le appartenenze, da quelle dei partiti dell’opposizione a quelle dei sindacati che hanno aderito alla protesta.

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A Modica primo festival del giornalismo siciliano

Si terrà a Modica dal 10 al 12 settembre prossimi il primo festival del giornalismo siciliano promosso dall’associazione “Il Clandestino”. Nella cittadina del ragusano (nella foto) si potrà partecipare, nell’arco dei tre giorni della manifestazione, a conferenze, presentazioni di libri, forum, laboratori, mostre, concerti, artisti di strada e stand informativi.

“L’evento – spiegano i promotori – nasce dalla consapevolezza che lo stato dell’informazione in Italia, ma in particolare in Sicilia e in provincia di Ragusa, non è dei migliori. L’iniziativa vuole essere veicolo di sensibilizzazione ad una attenta salvaguardia della libertà d’informazione e mira ad essere luogo di confronto tra varie esperienze. Confronto tra quei giornalisti siciliani che non piegano la schiena ai diktat di potenti editori o alle indegne minacce della criminalità organizzata”.

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Palermo, chiuso l’ufficio stampa del comune

Casse vuote al comune di Palermo. A pagarne le conseguenze è l’ufficio stampa: chiuso per mancanza di fondi. Così 13 giornalisti assunti attraverso un regolare concorso pubblico hanno perso il posto di lavoro.

La notizia è di questi giorni, ma la situazione al municipio del capoluogo siciliano era degenerata già da tempo: da gennaio scorso, a quanto sembra, a Palazzo delle Aquile, di giornalisti non vi era più traccia. A dire il vero fin dalla sua nascita, la struttura dell’ufficio stampa palermitano ha avuto una vita molto travagliata. Il Comune di Palermo, dalla amministrazione Orlando in poi, può contare su un Ufficio Stampa che da oltre dieci anni informa, ogni giorno, giornalisti e cittadini palermitani, su tutte le iniziative del Municipio.

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Caso Maniaci, il giornalista assolto definitivamente dall’accusa di esercizio abusivo della professione

Adesso mi aspetto altri attacchi da parte dei miei detrattori”. Sono queste le prime parole di Pino Maniaci dopo la pronuncia della sentenza che lo ha assolto dall’accusa di esercizio abusivo della professione giornalistica.

Si conclude così definitivamente la controversa vicenda che ha visto come protagonista il direttore e conduttore dell’emittente televisiva privata di Partinico, Telejato. Maniaci era stato accusato di esercizio abusivo della professione per non essere iscritto all’Ordine dei giornalisti. Subito era scattata la solidarietà di colleghi e associazioni di categoria, incredule di fronte a una simile accusa nei confronti di un cronista che, pur senza tesserino, ha sempre dato lustro alla categoria con inchieste scomode sulla mafia, tanto da dover vivere sotto scorta.

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Esce “StrumentiRes”, rivista economica on-line sul mezzogiorno

E’ in rete il primo numero di StrumentiRes, rivista online della Fondazione RES, l’Istituto di Ricerca su Economia e Società in Sicilia promosso da Unicredit Group-Banco di Sicilia e dalla Fondazione Banco di Sicilia e presieduto da Carlo Trigilia.

StrumentiRes, spiega una nota, “nasce in un momento in cui i temi dello sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno non trovano più attenzione nei grandi media nazionali e nell’agenda politica.
StrumentiRes intende riaccendere – per la sua parte – le luci su questi temi importanti per tutto il Paese, ma nella convinzione che per farlo occorra cambiare i riflettori. Infatti, il nodo cruciale dello sviluppo economico e sociale è oggi meno costituito da fattori di natura economica e dalla carenza di aiuti e sostegni da parte del Governo centrale. Occorre invece superare il rivendicazionismo meridionalista e sicilianista tradizionale e investire nella formazione di una società civile più forte e consapevole, capace di stimolare una classe politica piu’ responsabile e orientata verso la tutela di interessi collettivi”. Non ci sono aiuti che funzionano senza consapevolezza e responsabilità. Anzi, essi possono produrre effetti perversi che riproducono arretratezza economica e disagio sociale”.

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