L’Ucsi, unione cattolica stampa italiana, festeggia il mezzo secolo di vita

ucsi_logoNozze d’oro per l’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi). L’associazione che riunisce fin dal 1959 i giornalisti cattolici italiani festeggia oggi, 4 dicembre, i suoi primi cinquant’anni. Per celebrare l’evento, nella sala Aldo Moro della camera dei deputati si terrà stamattina un convegno dal titolo “Giornalismo cattolico nel tempo e nella professione”.

La relazione introduttiva sarà tenuta dal senatore Alberto Monticone, mentre il cardinale Roberto Tucci, vice presidente dell’Ucsi dal 1961 al 1982, ricorderà momenti di storia dell’Unione fin dalla sua nascita.

All’incontro, coordinato dal presidente dell’Ucsi, Andrea Melodia, parteciperanno il vice presidente della camera dei Deputati, l’onorevole Rosy Bindi, il presidente della commissione parlamentare di vigilanza Rai, Sergio Zavoli e il professor Adriano Fabris, docente di etica della comunicazione e di filosofia morale all’università di Pisa che illustrerà, in particolare, il significato del “Manifesto per un’etica dell’informazione” già sottoscritto da numerose associazioni e professionisti della comunicazione.

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Giornata dell’informazione, Napolitano: “pluralismo indice di democrazia”

“Già più di tre anni fa, in occasioni analoghe a quella odierna, espressi il mio profondo convincimento circa il carattere discriminante che l’esistenza di una stampa e di una informazione pluralistiche e libere assume per distinguere la democrazia dal dispotismo”. È un vero e proprio monito in favore del pluralismo dell’informazione quello rivolto dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante il suo intervento alla terza “giornata dell’informazione” celebrata al Quirinale.

Alla cerimonia erano presenti i circa 160 cronisti vincitori, nel 2009, dei 22 premi giornalistici che hanno ottenuto l’adesione della Presidenza della Repubblica. A loro il presidente si è rivolto così: “Voi siete il grande specchio della ricchezza di talenti e percorsi su cui si fonda prestigio giornalismo italiano. Ed è nella qualità dell’impegno e del lavoro di ogni giornalista, nella professionalità, nel rigore, nell’equilibrio e nel tranquillo coraggio di chi si dedica a questo quotidiano lavoro il maggior presidio della libertà, del ruolo della stampa e dell’informazione”.

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Caso Minzolini, mercoledì 14 ottobre l’audizione in Commissione di vigilanza

Augusto Minzolini sarà ascolto mercoledì 14 ottobre dalla Commisione di parlamentare per l’indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. La conferma è arrivata ieri in un comunicato dell’organo parlamentare in cui si annuncia che la Commissione “si riunirà, sotto la presidenza del senatore Sergio Zavoli, mercoledi’ 14 ottobre alle ore 14,00″.

“All’ordine del giorno -prosegue la nota – come stabilito dall’Ufficio di presidenza nella seduta di mercoledì 7 ottobre, l’audizione del direttore del Tg1 e del Tg2, con eventuale proseguimento alle ore 21,00″.

Nella seduta successiva, giovedi’ 15 ottobre alle ore 9,30, sempre secondo il calendario approvato dall’Ufficio di presidenza, si svolgeranno le audizioni dei direttori del Tg3 e del GR con eventuale proseguimento alle ore 18,00. Seguiranno le audizioni degli altri direttori di Testata, dei conduttori dei programmi di approfondimento, dei direttori di Rete e delle trasmissioni di servizio.

Editoriale di Minzolini al Tg1: “Manifestazione assurda”. E il Cdr sfiducia il direttore

“Mai stati schierati, il Tg1 è di tutti”. Con queste dure parole il comitato di redazione del Tg1 ha preso le distanze dal suo direttore Augusto Minzolini che, sabato sera subito dopo la manifestazione di piazza del Popolo in difesa della libertà di stampa, durante l’edizione delle 20 del Tg, aveva definito, “assurda” la protesta organizzata dal sindacato dei giornalisti.

Nel suo editoriale, Minzolini aveva definito l’informazione “teatro di uno scontro di potere” e bollato la manifestazione come simbolo della “volontà di insediare un regime mediatico”. Il giorno dopo le parole di Minzolini arriva la reazione del Cdr del Tg1 composto da Alessandro Gaeta, Claudio Pistola e Alessandra Mancuso. L’organizzazione sindacale ha chiesto ai vertici aziendali di essere convocato con urgenza “per esprimere le proprie preoccupazioni”.

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Nomine Rai, Orfeo direttore del Tg2, Liofredi alla rete. Ancora attesa per il Tg3

A viale Mazzini, si stanno accelerando le procedure per dare un nuovo assetto ai vertici della Rai. Il problema delle nomine era stato rimandato a causa della scadenza delle elezioni europee dello scorso giugno ma Sergio Zavoli, presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, e il capo dello Stato Giorgio Napolitano sono tornati a sollecitare nei giorni scorsi la conclusione dell’iter per il nuovo assetto del servizio pubblico.

Ieri il Consiglio di amministrazione ha provveduto a nominare Mario Orfeo nuovo direttore del Tg2 come proposto da Mauro Masi, direttore generale dell’azienda. Direttore del quotidiano ”Il Mattino” dal 2002, 43 anni, un passato professionale a ”Repubblica”, la candidatura di Orfeo ha ricevuto il voto unanime del Cda.

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Eugenio De Paoli, la scheda del nuovo direttore di RaiSport

Nato a Tripoli (Libia) il 24 settembre 1953, laureato in giurisprudenza, Eugenio De Paoli, nominato nuovo direttore di Raisport, nel 1979 collabora con i servizi sportivi del Gr1, sotto la direzione di Sergio Zavoli. Nel 1983 passa alla Fininvest sotto la direzione di Arrigo Levi, per il quale cura, come responsabile della Segreteria di Redazione, vari programmi tra cui “Punto Sette”, “Punto Sette – una vita” ed il settimanale politico economico e di informazione “TV-TV”.

Successivamente viene chiamato a curare i programmi di Giuliano Ferrara “Radio Londra” e “Il gatto”. Partecipa, sempre sulle reti Fininvest, alla nascita del primo telegiornale diretto da Emilio Fede. Viene assunto in Rai con contratto a tempo indeterminato a partire dal 1991, nella redazione sportiva del Gr1, diretta da Livio Zanetti.

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Tg3, rimosso il vaticanista per un servizio sul Papa

“Domani il Papa va in vacanza e ci saranno anche due gatti…che gli strapperanno un sorriso, almeno quanto i proverbiali quattro gatti, forse un po’ di più, che hanno ancora il coraggio e la pazienza di ascoltare le sue parole”. Per queste parole andate in onda in un suo servizio sulle vacanze del Papa in Valle D’aosta, Roberto Balducci, vaticanista del Tg3, è stato rimosso dal suo incarico.

Il pezzo, trasmesso domenica durante il telegiornale serale di Raitre, aveva innescato un vespaio di polemiche. Il vicepresidente della Vigilanza Rai, Giorgio Merlo (Pd), aveva accusato la testata, “deriva anticlericale, singolare e volgare”. Da San Pietro, padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, aveva chiesto più rispetto per il Santo Padre.

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Rai, i vertici in audizione alla Commissione di vigilanza. Garimberti: “Le nomine si fanno in Cda”

Le nomine si fanno in Cda, non a Palazzo Grazioli. E’ la rassicurazione fatta dal presidente della Rai, Paolo Garimberti, durante l’audizione dei vertici della Rai tenutasi ieri in commissione di Vigilanza. La dichiarazione del presidente di Viale Mazzini è arrivata su sollecitazione del capogruppo del Pd, Fabrizio Morri, che chiedeva ai vertici dell’azienda di smentire le indiscrezioni secondo cui di nomine si sia parlato nella residenza privata del presidente del Consiglio.

“Non ho smentito, perchè non smentisco l’ovvio - ha spiegato Garimberti – ma come ho già detto in Consiglio, finchè sarò seduto sulla sedia di presidente le nomine si fanno in Consiglio. E intendo mantenere questo impegno”.

Il neo presidente, in carica da poco più di un mese, in avvio di audizione aveva definito la Rai “Una nave macchinosa” ma anche “un corpo sano”. “E’ un’azienda solida - ha continuato – anche se deve fare i conti con la piaga forte dell’evasione del canone che sottrae intorno ai 450 milioni di euro l’anno”.

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Addio a Ilda Bartoloni. La giornalista voce delle donne

E’ morta questa mattina a Roma, Ilda Bartoloni giornalista del tg3 e ideatrice nonché conduttrice di “Tg3 Punto Donna”, il settimanale dell’informazione dal punto di vista delle donne.

Ilda era malata da tempo, raccontano dalla sua redazione Rai, ma nonostante il male ha lavorato fino all’ultimo, preparando anche la puntata in onda domani, alle 12.25 su Raitre, dedicata al cinema impegnato al femminile.

Scrittrice e giornalista, la Bartoloni ha cominciato la sua carriera accanto a Sergio Zavoli, nel 1968, per “Nascita di una dittatura”. In Rai lavorava dal 1975, prima al Gr2, poi al Tg2 , quindi al Tg3, dove dirigeva e conduceva Tg3 Punto Donna.

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Rai, Garimberti a Zavoli: “Nel cda di domani niente nomine”

Il presidente della Rai, Paolo Garimberti, avrebbe scritto una lettera al presidente della Commissione di Vigilanza, Sergio Zavoli, per assicurare che il Consiglio di amministrazione di Viale Mazzini convocato per domani non decidera le nomine di direttori di rete e dei tg nè tantomeno quelle dei vicedirettori generali.

A quanto si apprende nella lettera, Garimberti, il quale avrebbe dato la propria disponibilità a un’audizione in Vigilanza prima delle nomine, indicherebbe l’orientamento del Cda a procedere alle stesse nella riunione del 29 aprile. Nell’Ufficio di presidenza svoltosi questa mattina prima della riunione plenaria, intanto, l’Udc ha chiesto l’Audizione di direttore generale e presidente proprio in vista delle nomine.