La crisi presenta il conto, fatturati in grande calo per tutti i più importanti gruppi editoriali

Si è chiuso il primo semestre dell’anno orribilis dell’editoria italiana. Conti in rosso e perdite si sono registrati in tutti i grandi gruppi editoriali.

Rcs mediagroup archivia la prima metà dell’anno con una perdita netta di 65 milioni di euro contro l’utile di 36,5 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso a causa della “pesante fase recessiva” che continua a comprimere il settore.

Non va tanto meglio al gruppo editoriale “24 Ore” che chiude il primo semestre con una perdita di 9,2 milioni di euro, un risultato in netto peggioramento rispetto all’utile di 21,6 milioni dei primi sei mesi dell’anno scorso.

Leggermente meglio, ma fino ad un certo punto, la situazione del gruppo “Mondadori” che chiude i primi sei mesi del 2009, con un utile di 7,3 milioni, dopo aver registrato una perdita (-1,8 milioni) nel primo trimestre dell’anno. Il dato è comunque in forte calo rispetto all’utile di 36,7 milioni del primo semestre 2008.

Da Rcs fanno sapere che il gruppo ha già avviato un’incisiva serie di misure di contenimento dei costi anche se si rileva che nonostante i benefici del piano saranno superiori a quelli pianificati “la scarsa visibilità sulla dinamiche della raccolta pubblicitaria e l’indeterminatezza congiunturale di breve periodo fanno ipotizzare che nel 2009 il gruppo registri risultati significativamente negativi”.

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Crisi, il Financial Times perde il 40% dei profitti. In Italia situazione difficile per Messagero, Liberazione e Metro

Può sembrare un paradosso ma purtoppo è realtà. Il Financial Times, uno dei quotidiani economici più prestigiosi al mondo è in difficoltà finanziarie. La Ft pubblishing, la sezione giornali e riviste del Financial Times group, ha dichiarato un calo dei profitti del 40% nel primo semestre del 2009 per il giornale inglese. Dai 30 milioni di sterline del giugno 2008 si è passati ai 14 milioni messi a bilancio lo scorso mese. Anche le vendite dei formati cartacei hanno subito una contrazione, fruttando 176 milioni di sterline, rispetto ai 188 milioni di un anno fa.

Le difficoltà sono, come sempre in questa crisi, dovute principalmente all’emorragia pubblicitaria: “L’effetto del declino degli utili pubblicitari è stato in parte mitigato dalla crescita della vendita dei nostri contenuti” ha detto Majore Scandino, capo esecutivo di Pearson, la società che controlla FT Group.

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