TivùSat, Agcom apre un’istruttoria sulla nuova piattaforma satellitare

Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò, ha esaminato il dossier relativo alla piattaforma TivùSat, decidendo all’unanimità di aprire un’istruttoria per verificare il rispetto, da parte della RAI, degli obblighi di servizio pubblico e del contratto di servizio e in particolare per accertare le modalità di distribuzione delle smart card (incluse quelle per gli italiani all’estero), i criteri per la distribuzione dei programmi televisivi privi di diritti per l’estero e la possibilità per tutti gli utenti di ricevere la programmazione di servizio pubblico gratuitamente su tutte le piattaforme distributive, anche in linea con quanto avviene in altri paesi europei.

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Mettiamoci la faccia, l’Antitrust aderisce al progetto di customer satisfation lanciato da Brunetta

Tre smiles di colore verde, giallo e rosso per esprimere il proprio gradimento sul servizio erogato. Dal primo agosto anche l’Antitrust potrà verificare la soddisfazione dei consumatori, grazie al protocollo d’intesa firmato oggi dal presidente dell’autorità, Antonio Catricalà, e il Ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, sul progetto “Mettiamoci la faccia”.

L’accordo, firmato in un incontro a palazzo Vidoni, prevede la rilevazione della cosiddetta “customer satisfation” degli utenti che usufruiranno del call center attivato dall’Authority per la concorrenza che permette di segnalare casi di pubblicità ingannevole o di pratiche commerciali scorrette.

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Privacy, il garante ai giornalisti: massima attenzione alle informazione prese da Facebook

”E’ necessario che i giornalisti verifichino sempre con attenzione le informazioni personali e le immagini che si possono trovare su Facebook e gli altri social network”. Questo il contenuto di una lettera inviata dal Garante per la Protezione dei dati perdonali al Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e alla Fieg e contenuta nella newsletter dell’Authority.

”Internet costituisce oggi, infatti, per i giornalisti una ricca fonte di dati – si legge nella missiva -. Tuttavia la facile accessibilità agli stessi non può consentire un uso indiscriminato, senza adeguate verifiche sulla loro esattezza e completezza, oltre che sulla loro pertinenza sui fatti narrati. La scrupolosa verifica delle informazioni è tanto più necessaria se si considera il fatto che gli utenti dei social network non sono ancora pienamente consapevoli del fatto che i dati personali da loro inseriti su Facebook e su altri siti sono facilmente raggiungibili attraverso i motori di ricerca”.

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