Crisi Usa, Obama pronto a misure salva giornali. Ma gli americani non si fidano più dei media

Barack Obama è pronto a correre in soccorso all’editoria americana in crisi. Proprio mentre una stabilisce che l’80 per cento degli statunitensi è scettico sulla credibilità dell’, il presidente USA tende la mano ai media.

Intervistato nello studio ovale dalla “Pittsburgh Post-Gazette” e dal “Toledo Blade”, Obama si è detto “pronto a studiare” proposte di legge in Congresso che aprano la strada al salvataggio dei giornali, a patto che questi accettino di ristrutturarsi come entità no profit. Finora la aveva sempre escluso la possibilità di aiuti federali per i media in crisi. Ora la prima apertura, dettata dalla convinzione che il buon giornalismo sia “assolutamente fondamentale per la salute della democrazia”.

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Crisi editoria, passa in Senato l’emendamento “salva giornali”

E’ passato praticamente all’unanimità, in , l’ “salva giornali“, teso a ripristinare per il periodo 2009-2010 i fondi per l’ sulla base di 70 milioni l’anno.

L’ è stato sottoscritto, oltre che dai senatori del Lusi e Vita anche dai senatori Butti del Pdl e della Lega e prevede anche l’opportunità per le testate di stipulare convenzioni più favorevoli per le degli abbonamenti.

“L’ favorevole del voto ha sanato finalmente la gravissima ferita inferta dai del decreto Tremonti - ha dichiarato il senatore del Vincenzo Vita, vicepresidente della commissione Cultura – e lo stesso articolato approvato nell’ambito del ddl sullo sviluppo aveva in precedenza avuto un iter parlamentare faticosissimo. Dobbiamo dare atto al vasto movimento di editori, giornalisti e lavoratori dell’informazione di aver ottenuto un risultato di un’unità d’intenti tra le forze politiche. Siamo contenti per le decine di testate che così eviteranno la o il ridimensionamento”.