Trecentomila per la libertà di stampa a piazza del Popolo. Cronaca di una giornata intensa

Trecentomila persone secondo gli organizzatori, circa sessantamila secondo la questura. Sono questi i numeri della manifestazione in difesa della libertà di stampa che si è svolta a Roma in piazza del Popolo. Una grande folla, a prescindere dalla solita guerra di cifre, colorata e variegata che ha riempito ogni centimetro quadrato della piazza ma anche delle vie limitrofe. Gente di ogni età ed estrazione sociale, giunta da tutta Italia con ogni mezzo per esprimere il proprio dissenso contro le restrizioni imposte dalla politica all’informazione.

In mezzo alla folla tanti i cartelli, gli striscioni e le magliette con gli slogan più diversi e fantasiosi, tantissimi i palloncini e le bandiere a colorare la piazza e ad indicare le appartenenze, da quelle dei partiti dell’opposizione a quelle dei sindacati che hanno aderito alla protesta.

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Libertà di stampa. Tutto pronto per la manifestazione. Appuntamento a piazza del Popolo alle 15.30

Ormai ci siamo. E’ tutto pronto per la manifestazione in favore della libertà di stampa organizzata dal sindacato unico dei giornalisti, l’Fnsi. Appuntamento per domani ore 15.30 a Piazza del Popolo, a Roma. Finalmente sapremo se sarà una farsa, come ha dichiarato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, oppure una grande manifestazione di popolo. Sono attesi trecento pullman da tutta Italia, che convergeranno fin dalle prime ore del giorno sulla capitale. Alla vigilia il presidente della Fnsi, Roberto Natale, ha ricordato le ragioni della protesta: “Avvertiamo un’aria pesante per l’informazione: dal ddl sulle intercettazioni, all’operazione contro Avvenire che ha portato alle dimissioni di Dino Boffo, all’appello del premier agli imprenditori perché non investano in pubblicità sui giornali catastrofisti”.

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Giornalismo, a Ferrara al via il festival di Internazionale nel segno di “Anna Politkovskaia”

Si è aperta a Ferrara la terza edizione del Festival dei giornalisti di Internazionale che per tre giorni ospiterà 43 incontri, dibattiti, proiezioni e spettacoli che vedranno alternarsi quasi 100 ospiti provenienti da quattro Continenti in rappresentanza di 18 Paesi e 32 testate giornalistiche, in un libero confronto con il pubblico e “gli addetti ai lavori” insieme a grandi nomi del giornalismo e della cultura. La prima edizione del Festival, nel 2007, fece registrare 17mila presenze; la seconda, lo scorso anno, quasi il doppio: 32mila. Quest’anno gli organizzatori puntano a superare la soglia delle 50mila persone.

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Al via il Festival del giornalismo d’inchiesta. La prima edizione a Marsala dall’8

Il giornalismo d’inchiesta non è morto; è in difficoltà come tutto il mondo dell’informazione ma è ancora il cuore pulsante dell’attività giornalistica. E’ quello che cerceranno di dimostrare i tanti cronisti, fotoreporter e scrittori ospiti e protagonisti alla prima edizione del Festival del giornalismo d’inchiesta, che si terrà a Marsala dall’8 al 10 maggio.

L’inaugurazione del festival sarà affidata a Roberto Saviano, attraverso un video registrato per l’occasione a cui seguirà il conferimento della cittadinanza onoraria a Giuseppe Gualtieri, il questore che ha arrestato Provenzano.

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Festival del giornalismo, oggi si chiude. Ieri attenzione per Rosaria Capacchione, Vittorio Zucconi e i Vanguard Journaliust

capacchioneUltime battute per il Festival internazionale di giornalismo di Perugia. Oggi giornata finale per incontri e dibattiti: si chiudono i battenti e si da appuntamento all’anno prossimo. Bilancio fortemente positivo, quello della quinta edizione della chermesse. Un successo sotto tutti i punti di vista: per le numerosissime penne d’autore che vi hanno partecipato, per la qualità dei dibattiti e per la grande partecipazione del pubblico e degli aspiranti del mestiere.

pubblico festival5Prima di dare l’arrivederci all’anno prossimo, si chiuderà, in questa prima domenica di aprile, con un reportage di Anne Nivat su Bagdad, dove il tempo medio di vita di un occidentale senza protezione è di 12 minuti; con la consegna del premio giornalistico “Una storia da raccontare”, organizzato dal Festival in collaborazione con l’Associazione Ilaria Alpi, e dedicato quest’anno a Giancarlo Siani, per poi chiudere in bellezza con una serata che vedrà protagonista il giornalista del TG5, Toni Capuozzo.

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Goirnalisti, nasce l’osservatorio sui cronisti minacciati e le notizie oscurate

savianoRoberto Saviano, Lirio Abbate, Pino Maniaci, Rosaria Capacchione: giornalisti minacciati, costretti a vivere sotto scorta o uccisi, come Giancarlo Siani la cui storia è stata raccontata da Marco Risi nel film “Fortapasc”, perché hanno raccontato con rigore e coraggio le vicende di mafia, camorra e terrorismo. Per documentare questi casi e tutelare la libertà di informazione, su iniziativa della Federazione Nazionale della Stampa e dell’Ordine nazionale dei giornalisti, è nato un Osservatorio sui cronisti minacciati e le notizie oscurate, che sarà presentato domani 4 aprile a Perugia, nell’ambito del Festival internazionale del giornalismo.

Negli ultimi 40 anni nel nostro paese otto giornalisti sono stati uccisi in Sicilia e uno Campania e centinaia sono stati i cronisti fatti oggetto di ritorsione. “La mancata percezione della gravità del fenomeno è uno degli aspetti del problema”, dice Alberto Spampinato, giornalista dell’ANSA e consigliere Fnsi che ha lanciato l’idea dell’Osservatorio in un congresso della Federazione nazionale della stampa del 2007.

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Corriere di Caserta contro Saviano: a “Che tempo che fa” accuse faziose

saviano“C’è da restare inorriditi per la ricostruzione strumentale e faziosa dei fatti”. Così Pino De Martino, direttore editoriale dei quotidiani Corriere di Caserta e Cronache di Napoli commenta l’intervento dello scrittore Roberto Saviano alla trasmissione Che tempo che fa, andata in onda ieri sera su Raitre, condotta da Fabio Fazio.

Saviano ha mostrato più volte i titoli dei due giornali che avrebbero dato ampio spazio alle vicende del clan dei casalesi e ai suoi esponenti. “Non si capisce perché nel corso della trasmissione, tanto per citare uno dei tanti esempi di faziosità, – spiega il direttore De Martino – non si è detto che in una lettera di Francesco Schiavone, alias Sandokan, pubblicata da un giornale locale, il boss abbia invitato a non comprare il Corriere di Caserta, esortando anche a disdettare gli abbonamenti”. “Un passaggio chiaro – dice ancora De Martino – che è stato deliberatamente omesso per non far crollare il castello di sabbia costruito a sostegno del monologo”.

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Saviano accusato di plagio. Di Meo lo invita al confronto

roberto-savianoUn confronto a Napoli tra Roberto Saviano e alcune “voci dissonanti”, per capire se Gomorra “abbia o meno prodotto disinformazione sulla realtà campana e sulla comprensione del fenomeno criminale”. E’ la proposta lanciata da Simone Di Meo all’autore di Gomorra.

Di Meo è il giornalista free-lance napoletano che ha accusato Saviano di plagio chiedendogli un risarcimento danni di 500mila euro, ritenendo che alcune parti di Gomorra siano copiate da articoli da lui pubblicati sul quotidiano Cronache di Napoli, peraltro additato dallo scrittore – nel suo intervento dell’anno scorso al festival di Mantova – come una di quelle testate locali responsabili di una sorta di contiguità con il mondo malavitoso.

La causa intentata contro Saviano è stata trasferita dal tribunale civile di S. Maria Capua Vetere a quello di Napoli: il procedimento è alle primissime battute e non è ancora entrato nel vivo, la prossima udienza è in programma il 7 luglio.

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