Riforma ordine giornalisti, riprende l’iter alla Camera

Camera_DeputatiSembra finalmente raggiunto l’accordo per la riforma dell’ordinamento gionalistico. È prevista per oggi in commissione cultura alla camera, la ripresa dell’iter della proposta di legge che dovrà cambiare le regole del giornalismo e la figura del cronista in Italia. Stavolta sembra possa arrivare la tanto attesa fumata bianca, dal momento che c’è l’accordo bipartisan di tutti i deputati.

La nuova proposta conterrà modifiche sostanziali per l’accesso alla professione, per cui diventerà obbligatoria la laurea; richiederà una maggiore attenzione alla deontologia e – punto più delicato – prevederà l’istituzione di un giuri’ “per la correttezza dell’informazione”. Novità anche per quanto riguarda l’: il provvedimento conterrà un nuovo meccanismo elettorale per la nomina del Consiglio Nazionale.

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A Marsiglia arriva la cartà fedeltà per risparmiare sui quotidiani

Una “carta fedeltà” per comprare quotidiani a prezzi scontati. ’ultima trovata arriva da Marsiglia e si chiama MaCartePresse (La mia carta stampa) e non è altro che una carta prepagata che permette di comprare fino ad 8 quotidiani nazionali con una riduzione che va dal 17% al 25% a seconda della testata giornalistica.

Sono 157 i punti vendita che a Marsiglia hanno aderito all’iniziativa, ed 8 le testate giornalistiche che hanno creduto in questa operazione commerciale per rivitalizzare le vendite dei giornali francesi. Fra questi: Le Figaro, Le Monde, ’International Herald Tribune, ’Humanité, France-Soir et ’Equipe e la Nouvelles Messageries de la Presse Parisienne” (NMPP ), promotrice dell’iniziativa.

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Crisi, il gruppo Spallanzani taglia 37 giornalisti sui 67 delle sue redazioni

Mentre dal mondo politico si sente sempre più spesso parlare di lenta “uscita dalla economica” giornali e televisioni continuano a chiudere e a tagliare. L’ultima azienda editoriale a pagare dazio alla , è il gruppo bolognese Spallanzani che controlla il quotidiano locale “L´Informazione-Il Domani” e il canale televisivo “Retesette-E’ Tv” emittente che trasmette a Bologna, Modena e Reggio Emilia. In totale il piano dell’azienda prevede 37 redattori in esubero sul totale di 67 che compongono le redazioni sia televisive che del quotidiano.

Un taglio del cinquanta per cento della forza lavoro, considerato necessario dai vertici aziendali per far fronte alla di che ha colpito il gruppo: 3 milioni e 600 mila euro di perdite nel 2008 dichiarate per Retesette e un milione e 200 mila per L´Informazione. Per protestare contro i tagli sia il comitato redazione della televisione che quello del quotidiano hanno proclamato sette giorni di sciopero.

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Crisi in Gran Bretagna, L’observer a rischio chiusura

Editoria in crisi, anche in Gran , con grandi e piccoli giornali in perdita quando non a rischio di sopravvivenza. Ultima cattiva notizia in ordine di tempo, la possibile chiusura del quotidiano The Observer, fratello del più quotato The Guardian.

Il Guardian Media Group, che pubblica entrambe fogli d’informazione, sta programmando un piano di riduzione dei costi gestionali che potrebbe portare alla sparizione dell’Observer, almeno nella forma di newspaper. Il giornale potrebbe infatti essere trasformato in un settimanale d’opinione e approfondimento.

Il cambio di pelle di The Observer, fondato nel lontano 1791 e da Gmg nel 1993, contribuirebbe al risanamento dei conti della compagnia, che nel primo trimestre del 2009 ha registrato perdite per 36,8 milioni di sterline, da sommarsi alle perdite (pre-tasse) per 90 milioni messe a nel 2008.

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Crisi, i Cdr di Dnews e il Messaggero sul piede di guerra

Comitati di sul piede di guerra al “Messaggero” e a “Dnews”. Il Cdr del quotidiano di Caltagirone e la società editrice del giornale si sono scontrati in un botta e risposta di comunicati al vetriolo dopo il primo dei quattro giorni di sciopero dei giornalisti, che ha impedito ai lettori di trovare il giornale in edicola sabato scorso. L’organo sindacale di Dnews, invece, ha rimandato al mittente il piano di ristrutturazione proposto dall’editore.

“Il del Messaggero si scusa con i lettori – hanno scritto in un comunicato i giornalisti del Crd del quotidiano romano – che ieri non hanno potuto trovare il giornale in edicola. Abbiamo deciso uno sciopero in risposta al grave comportamento della società editrice, che ha fatto finta di aprire una trattativa con i giornalisti, per poi ribadire, dopo quaranta giorni di incontri fra le parti, la stessa strage di , 48, e cioè un quarto dell’intera , indicata all’inizio degli incontri per il piano di . Una , lo ribadiamo ancora, che certo esiste nell’ come in tutto il paese, ma che al Messaggero, giornale strutturalmente sano, capace di produrre 277 milioni di utili dal 2000 ad oggi, è stata ingigantita. L’azienda sembra aver fretta di portare la procedura di al ministero del Lavoro, come se fosse certa di poter ottenere tutto quello che vuole”.

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Crisi, in gran Bretagna il Trinity Mirror chiude 9 settimanali. E dal Wall Street juornal arrivano nuove proposte anticrisi

La crisi dell’editoria sbarca oltremanica. A dover affrontare conti in rosso e al personale ora tocca anche ai grossi gruppi editoriali britannici come il “Trinity Mirror” proprietario, tra gli altri, del “Daily Mirror”. I vertici dell’azienda hanno annunciato la necessità di chiudere ben nove dei suoi settimanali locali nelle Midlands.

Tra le testate interessate il “Loughborough Trader Xtra”, il “Lichfield Post”, il “Tamworth Times”, il “Burton Trader”, l’ “Ashby Trader & Echo”, il “Coalville Echo” ed il “Walsall Observer newspaper”. Il ridimensionamento, provocato dalla drastica riduzione degli introiti pubblicitari, segue la chiusura di altre 27 testate edite dalla Trinity, avvenute nel corso dello scorso anno. La manovra, volta a ridurre i costi, prevede anche la chiusura degli uffici che l’azienda possiede a Burton, Trent e Walsall.

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Crisi mondiale editoria, 1400 tagli al gruppo editoriale Gannett e scioperi in Grecia

La crisi del editoriale non conosce confini. Ogni giorno arrivano notizie di scioperi, chiusure di mezzi di comunicazione e stati di crisi dalle parti più disparate del mondo. Le ultime notizie, in ordine di tempo, arrivano dalla Grecia e dagli Stati Uniti.

Nella penisola ellenica i cronisti hanno incrociato le braccia per la seconda volta nelle ultime settimane, per protestare contro la chiusura del gruppo che stampava il conservatore “Eleftheros Typos” e per invitare governo, partiti politici e imprenditori ad “assumersi le proprie responsabilità”. Lo sciopero di tre ore è avvenuto ieri su invito dall’Associazione dei ateniesi (Eshea) ed è culminato con una dimostrazione davanti al parlamento. L’astensione dal lavoro fa seguito, ad una settimana di distanza, ad un altro sciopero di 24 ore che ha coinvolto tutti i media nazionali, dopo che i proprietari della testata avevano annunciato l’improvvisa messa in liquidazione del gruppo cui faceva capo il , un supplemento settimanale e una radio, giustificandola con difficoltà economiche. In tutto oltre 450 le persone perderanno il posto di lavoro.

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Fieg, presentato il rapporto sulla stampa: si aggrava la crisi del settore

fieg logoNel periodo 2007-2008 il mercato dell’editoria giornalistica ha registrato una fase di ripiegamento in tutte le sue componenti e sul piano pubblicitario è in atto una forte degli investimenti. La fase recessiva è prevista in attenuazione soltanto nel 2010. E’ questo il quadro delineato dalla Federazione italiana editori giornali nel rapporto sulla stampa in Italia, presentato oggi durante l’assemblea pubblica dell’organizzazione sindacale degli editori, che si è tenuta nella sede romana di via Piemonte.

Nel consueto annuale, stato curato dall’Ufficio studi della Federazione, la Fieg indica anche le misure indispensabili per la ripresa: bisogna agire con decisione, sull’esempio della Francia, e mettere in campo una serie di misure come il credito agevolato per accelerare il meccanismo produttivo; ripristinare il credito d’imposta su carta e investimenti per stimolare innovazioni di processo e prodotto; stimolare la crescita della domanda di prodotti editoriali attraverso la promozione della lettura in scuole e famiglie.

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Seattle, “Il Post Intelligencer” primo quotidiano a dare addio alla carta per Internet

post intelligencerAlle 22 di lunedì sera, ora della costa del Pacifico, nella turbolenta storia dei media americani è stata scritta una nuova pagina. A Seattle sono state messe in azione per l’ultima volta le rotative del Post-Intelligencer, un quotidiano della Hearst, il gruppo fondato dal magnate dei media che ispirò Quarto Potere a Orson Welles. Dopo 146 anni di storia il “P-I”, come lo chiama la gente del posto, è diventato il primo grande giornale americano ad abbandonare la carta e passare interamente al web.

Nelle edicole di Seattle i lettori hanno trovato una corposa edizione commemorativa che sa di necrologio, con la testata del quotidiano accompagnata dalle date 1863-2009, come si fa con i defunti. L’ultimo numero del giornale ripercorre un secolo e mezzo di eventi cittadini e mondiali, dall’atmosfera pionieristica della Seattle del XIX secolo, alla copertura data dal quotidiano alla vicenda della concittadina Amanda Knox, sotto processo a Perugia per l’omicidio di Meredith Kercher.

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