La rete insorge contro l’”assoluzione” di Mills del Tg1

Il direttore del Tg1 Minzolini

Il direttore del Tg1 Minzolini

Il popolo della rete si mobilita contro Augusto Minzolini e il Tg1. Sono già più di 15 mila le persone che in poche ore hanno sottoscritto l’ indirizzato al dell’Ordine dei giornalisti, Lorenzo Del Boca e a quello della Rai, Paolo Garimberti, per segnalare “una grave della deontologia professionale” e per sollecitare provvedimenti.

Il riferimento è all’edizione delle 13.30 del 26 febbraio scorso del telegiornale diretto da Minzolini, in cui si è data la notizia della assoluzione dell’avvocato Mills da parte della corte di Cassazione. Notizia falsa, perché Mills non è stato assolto dall’accusa di corruzione ma il suo reato è caduto in prescrizione.

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Giornalisti inutili: ricerca università americana sviluppa programma che genera tg e reportage sportivi senza la mano dell’uomo

north western universityI giornalisti? Sono sempre meno indispensabili per fare informazione. Un gruppo di studenti e di docenti della NorthWestern University, infatti, ha messo a punto un telegiornale totalmente automatico, senza necessità del lavoro umano.

Il progetto sperimentale, chiamato “News @ seven”, prevede un sistema che cerca automaticamente le informazioni online, associandole a immagini o video trovati in , e realizza un servizio televisivo che viene presentato da avatar. E come se non bastasse gli potranno scegliere il presentatore del telegiornale fra vari i avatar proposti, o ritagliarsi un notiziario personalizzato segnalando solo i temi che li interessano.

Seguendo lo stesso principio usato per il notiziario, alla NorthWestern hanno messo appunto anche un sistema che è in grado di fare la cronaca di una partita di baseball (per ora): il programma riesce a raccogliere i risultati, le descrizioni delle principali azioni dell’incontro, i vari dati statistici, inventa un titolo e allega una foto.

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Google apre alle news a pagamento… ma solo in America

google-newsGli editori italiani bocciano l’iniziativa di Google di far pagare, almeno in parte, le dei giornali lette attraverso il motore di ricerca di Mountain View. O meglio li lascia indifferenti.

La novità, infatti, non li riguarda, avendo valore solo negli USA e non trovando, dunque, applicazione oltreoceano dove gli internauti potranno continuare a leggere gratuitamente le tramite Google.

A confermarlo in un’intervista rilasciata a “MF -Milano” finanza, è il presidente della Federazione italiana editori giornali (Fieg), Carlo Malinconico. “Da un lato l’annuncio americano è una cosa positiva – ha spiegato Malinconico – perché in un certo modo viene riconosciuto il fatto che il contenuto editoriale costa, ha un lavoro e investimenti alle spalle; dall’altra parte siamo ancora lontani da quello che gli editori desiderano che è esattamente la compartecipazione agli utili pubblicitari”.

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Internet, i grandi della rete uniti per l’uguaglianza degli utenti

I grandi nomi del web uniti per la neutralità della rete. L’insolita alleanza è dovuta alla prossima riunione della Commissione federale delle comunicazioni degli Stati Uniti, che avrà all’ordine del giorno la riscrittura delle regole di Internet. Così Google, Skype, Twitter, YouTube, Facebook, Mozilla, Linkedin (per citare solo i più conosciuti) hanno deciso di firmare una lettera, inviata al presidente della Commissione, Julius Genachowski, per ribadire la propria posizione. La richiesta è che non venga messo in pericolo il principio che fino a oggi ha garantito eguaglianza a tutti gli utenti del web, ovvero l’impossibilità, per i provider, di stabilire chi deve navigare più veloce e chi più lento, magari in base a quanto è costosa la sua connessione.

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Caso Mesiano, non si placano le polemiche

Non si sgonfiano le polemiche intorno al “caso Mesiano”. Il servizio mandato in onda da “Mattino 5” continua a provocare reazioni. Non sono bastate le scuse del di Videonews, testata a cui fa capo la trasmissione di Canale 5, per chiudere il caso.

Claudio Brachino, in diretta, ha chiesto scusa al giudice Mesiano “se alcuni termini usati nel servizio lo hanno offeso”, ma allo stesso tempo si è scagliato contro le critiche, ritenute strumentali, di gran parte della stampa, Repubblica in testa. Il ha voluto anche difendere la giornalista autrice del servizio, Annalisa Spinoso, divenuta “oggetto di pressioni e di insulti”.

Brachino si è assunto “la responsabilità giornalistica del pezzo” ed ha invocato la solidarietà del sindacato. Sostegno che non è tardato ad arrivare: “Nemmeno la critica più radicale alla fattura del pezzo – ha dichiarato il presidente dell’Fnsi, Roberto Natale – può legittimare insulti e minacce: né alla collega che ha firmato il pezzo, né al di Videonews, Claudio Brachino”. “È chiarissimo – continua Natale – il limite che separa il dissenso sulle scelte professionali dei giornalisti dalla violenza, verbale e non solo. Questo limite nessuno deve permettersi di varcarlo”.

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Rai, l’audizione di Minzolini al Cda riporta il sereno a viale Mazzini

Si sgonfia il caso-Minzolini in casa Rai. Dopo l’audizione del direttore del Tg1 nel Consiglio di amministrazione della settimana scorsa, le acque a viale Mazzini sembrano un po’ più calme. A favorire il ritorno della serenità ha contribuito proprio il colloquio davanti ai vertici dell’azienda, che, fanno sapere dalla Rai, si è svolto in un ‘”clima disteso” ed “educato”.

Davanti al Cda Minzolini ha ripetuto quanto aveva detto il giorno prima in commissione di Vigilanza Rai. Il direttore del Tg1 ha ribadito sia il suo diritto di fare editoriali (“ma nessuno gli ha mai negato il diritto di farli, semplicemente bisogna mantenere l’equilibrio per evitare di incorrere in sanzioni dell’Agcom” sottolinea un consigliere di opposizione), sia il modo di intendere l’incarico che ricopre: “istituzionale” e mai di parte.

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Rai, il Cda convoca Minzolini e Mazza per l’editoriale sulla manifestazione dell’Fnsi

Continua a far discutere l’editoriale del direttore del Tg1, Augusto Minzolini, contro la manifestazione per la libertà di stampa di sabato scorso. Ieri in un acceso Consiglio di amministrazione Rai, i consiglieri ne hanno parlato a lungo, esprimendo posizioni opposte. Alla fine si è deciso di convocare la settimana prossima, sia Minzolini sia il direttore di Raiuno, Mauro Mazza.

L’, fanno sapere dal Cda, riguarderà anche la situazione degli ascolti, in calo, della rete. La notizia della convocazione di Minzolini in Cda si unisce a quella già diffusa di una sua prossima in commissione di Vigilanza. Quest’ultima, infatti, ha disposto un fitto calendario di incontri che prenderà il via proprio con il direttore del Tg1. Poi, a stretto giro di posta, toccherà ai direttori di , i direttori di rete e i conduttori di programmi che si occupano di informazione (Santoro, Vespa, Gabanelli, Floris, Iacona tra gli altri).

Sull’editoriale di sabato la polemica resta aperta. In Consiglio di amministrazione le posizioni sono state molto diverse: il presidente della Rai, Paolo Garimberti, avrebbe ribadito le sue perplessità, che lo avevano già spinto a definire l’intervento “irrituale” e a richiamare al buon senso e alla moderazione. Al contrario il direttore generale, Mauro Masi, avrebbe difeso Minzolini, ricordando però anche la lettera inviata a tutti i direttori dei tg per richiamarli al rispetto della completezza e del pluralismo dell’informazione. Divisi i consiglieri, con la maggioranza a difendere il direttore del Tg1 e l’opposizione a criticarlo, sollevando dubbi sull’intera gestione del telegiornale, ormai trasformato da notiziario istituzionale a filogovernativo.

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Sky fa causa a Mediaset: “concorrenza sleale e violazione norme Antitrust”

Sky Italia accusa le societa’ del gruppo Mediaset Rti e Publitalia di violazione delle regole e concorrenza sleale. News Corporation annuncia in una nota l’avvio di un’azione legale presso il tribunale di Milano. La tivu’ di Murdoch sostiene che con il rifiuto a Sky di acquistare pubblicita’ sulle principali emittenti commerciali italiane (Canale 5, Italia 1 e 4) sono stata violate le norme della concorrenza e le regole sulle comunicazioni in Italia.

Pronta la replica dell’azienda di Cologno Monzese: “Mediaset reputa sconcertante l’annuncio di Sky di voler ricorrere in giudizio per la presunta violazione delle regole sulla concorrenza”.

“Stupisce infatti – si legge in una nota – che un operatore che nel mercato della pay tv satellitare è monopolista assoluto avvii un’azione legale contro un’altra azienda tv per le norme

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Rai ancora nella bufera: prima puntata di Ballarò cancellata per far posto a Vespa in prima serata

E’ ancora bufera su Raitre e questa volta al delle polemiche c’é Ballarò, il programma di Giovanni Floris che doveva tornare martedì prossimo e che viene fatto slittare di alcuni giorni da una decisione della direzione generale della per far spazio ad una prima serata di Porta a Porta su Raiuno in occasione della riconsegna delle prime case ai terremotati di Onna.

Per Floris è un “atto immotivato”, per Vespa un “giusto riconoscimento” per l’impegno di Porta a Porta nella raccolta di fondi per i terremotati. Per la Fnsi invece il governo vuole un “megafono politico” mentre i consiglieri Nino Rizzo Nervo e parlano rispettivamente di “normalizzazione delle diversità” e di un modo per “compiacere Silvio Berlusconi”. Pier Luigi Bersani rimanda ogni discussione alla manifestazione di sabato prossimo a Roma sulla libertà di informazione e l’altro candidato alla segreteria del Pd, Ignazio Marino, parla di “palinsesti e corretti e riscritti fuori da Viale Mazzini”.

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Google studia come far pagare le news online

Rupert Murdoch ha un nuovo alleato nella sua battaglia per le news online a pagamento: Google. Il motore di ricerca americano, che proprio in questi giorni sta avendo non pochi problemi con gli di tutto il mondo, ha ideato un metodo di pagamento con cui far pagare l’ sulla rete.

A diffondere la notizia il Nieman Journalism Lab, il di ricerca sui media dell’Università di Harvard. Secondo il , il colosso di Mountain View avrebbe già sottoposto il progetto all’Associazione dei giornali americani (). La proposta di Google si baserebbe sul modello dei “micropagamenti” pensato appositamente per l’industria dell’. Il punto di riferimento in questo senso è il sistema analogo usato da Apple per la musica (iTunes) e le applicazioni dei cellulari (AppStore).

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