Afghanistan, liberato Stephen Farrell il giornalista britannico rapito dai Taliban

È salvo Stephen Farrell, il giornalista irlandese del quotidiano ‘The New York Times’ rapito sabato scorso dai Talebani nella provincia settentrionale afghana di Kunduz, mentre tentava di raggiungere il sito del controverso bombardamento aereo della Nato che il giorno prima aveva provocato decine di morti, in gran parte civili.

Farrell è stato liberato con un blitz da unità scelte americane inquadrate nell’Isaf, la Forza Internazionale di Assistenza per la Sicurezza sotto comando atlantico.

Nella stessa operazione purtroppo hanno perso la vita quattro persone: un soldato britannico e tre civili afghani. Lo ha riferito la Bbc. Uno dei tre afghani rimasti uccisi è il giornalista che accompagnava Farrell: Sultan Munadi. Tra le vittime anche una donna, che era forse complice dei carcerieri. L’epilogo della vicenda dopo soli quattro giorni, durante i quali era stato osservato un rigoroso ‘black-out’ informativo, è stato annunciato da una portavoce della redazione del giornale Usa, Diane McNulty, e ha poi trovato conferma da parte del governatore provinciale di Kunduz, Mohammad Omar.
Sembra fossero per la maggior parte americani le ‘teste di cuoio’ impegnate nella liberazione di Farrell, che ha visto l’intervento di elicotteri e alla quale avrebbero partecipato anche truppe regolari afghane.

Crisi editoria, anche Tuttosport e La padania in difficoltà

Altri due quotidiani nazionali si aggiungono alla lista delle realtà editoriali messe in ginocchio dalla crisi. Gli ultimi a dover fare i conti con piani di ristrutturazione e casse integrazioni sono il giornale sportivo torinese “Tuttosport” e quello legato alla Lega Nord, “La padania”.

A Torino, il comitato di redazione del quotidiano ha giudicato “assolutamente irricevibile e anche offensivo” il piano di ristrutturazione proposto dall’editore che prevede 19 esuberi su un corpo redazionale di 53 elementi compresa la figura del Direttore. “La linea scelta dal Gruppo – è precisato in un comunicato pubblicato ieri sul quotidiano sportivo – metterebbe fortemente a repentaglio il posto di lavoro di tutti i redattori di Tuttosport e non solo dei 19 in esubero, in quanto sarebbe foriera di un depauperamento del prodotto che verrebbe stravolto nei contenuti. La linea stessa non è certamente motivata da un solo bilancio chiuso con un passivo di 540mila euro, riferito all’anno 2008, a fronte di otto bilanci, invece, in attivo che al nostro editore hanno fruttato quasi 18 milioni di euro”. La redazione del quotidiano, inoltre, ha affidato al Cdr un pacchetto di 10 giorni di sciopero e ha ritirato a tempo indeterminato le firme dal giornale.

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Perquisizione Repubblica Torino, CdR: “Fatto grave”

Il Comitato di redazione del quotidiano La Repubblica giudica grave l’episodio avvenuto mercoledì, da quando “un giornalista della redazione di Torino di Repubblica, Diego Longhin, non può svolgere il proprio lavoro di informare i lettori”.

«Cinque agenti della polizia giudiziaria della procura di Torino, su mandato del procuratore capo Gian Carlo Caselli – riferisce il Cdr in un comunicato – sono arrivati nelle sede della redazione sequestrandogli computer d’ufficio, telefoni cellulari (anche quello personale) , bloc notes e poi si sono recati nella sua abitazione sequestrandogli anche il pc personale oltre altri documenti personali. Il motivo? Non aver rivelato la fonte (accuratamente verificata e giudicata attendibile) su un’inchiesta della procura su uno scandalo che riguarda i vigili urbani di Torino”.

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Il Giornale attacca Boffo, direttore di Avvenire. Berlusconi si dissocia

Il Giornale attacca il “grande moralizzatore, alias il direttore del quotidiano Avvenire”, il dottor Dino Boffo, per una torbida vicenda a sfondo sessuale, chiusa con patteggiamento cinque anni fa. Ed è subito polemica. Nell’articolo pubblicato oggi in prima pagina sul quotidiano della famiglia Berlusconi, dal titolo “Il supermoralista condannato per molestie, il direttore Feltri sostiene che “Visti i precedenti Boffo non può permettersi di condannare i comportamenti del premier verso cui “recentemente, in più d’una occasione, si è sentito in obbligo di esprimere giudizi severi”.

Lui si difende: “È killeraggio giornalistico allo stato puro”, è “una vicenda inverosimile, capziosa, assurda. Siamo, pesa dirlo, alla barbarie”.

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Crisi, ad di Epolis fa appello ai giornalisti per tornare a lavoro

“Chiedo con fiducia alla nostra redazione di continuare anch’essa nel consueto spirito di disponibilità e collaborazione fino a qui dimostrato e di tornare a lavorare il 28 agosto, in maniera da permettere alla nostra azienda di continuare il suo cammino”. Con queste parole Sara Cipollini, amministratore delegato della società editrice E Polis spa, ha invitato i giornalisti della redazione del quotidiano free press E Polis ad adoperarsi affinché il giornale possa riprendere le pubblicazioni lunedì prossimo, dopo un’interruzione di 4 settimane.

E ciò nonostante la dichiarata impossibilità dell’azienda fondata dall’imprenditore Nicola Grauso di pagare, al momento, gli stipendi dello scorso mese di luglio. Come scrive la stessa Cipollini, la “momentanea situazione di crisi finanziaria (…)” che sta attraverso l’azienda e “che si protrarrà fino alla ultimazione del piano di ristrutturazione in atto e relativo aumento di capitale (…), ci sta spingendo come azienda a fare il massimo sforzo per far sì che il nostro quotidiano esca regolarmente il 31 agosto prossimo”.

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Repubblica, la polizia perquisisce la sede di Torino

Una perquisizione è stata effettuata oggi nella redazione torinese del quotidiano “La Repubblica”. L’iniziativa è stata presa dalla procura di Torino ed è legata alla pubblicazione di un servizio, comparso oggi nell’edizione locale, che parla di un’indagine su vigili urbani sospettati di reati contro la pubblica amministrazione.

La polizia giudiziaria ha messo sotto sequestro il computer utilizzato da Diego Longhin, il giornalista che ha firmato i due articoli del servizio. Un gruppo di «civich», secondo quanto viene riportato dal quotidiano, è sospettato di aver ceduto a dei carrozzieri – in cambio di denaro – delle ricetrasmittenti in dotazione al corpo di polizia municipale: gli artigiani, intercettando le conversazioni tra i vigili, potevano così raggiungere per primi i luoghi degli incidenti stradali.

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Rainews24: il Cdr chiede certezze per il futuro

“Lo switch verso il digitale terrestre e’ una grande opportunita’ per Rainews24. E per la Rai. Finalmente l’all-news del servizio pubblico radiotelevisivo entra nelle case di tutti gli italiani. Ed e’ – su quella piattaforma – l’unico canale italiano di informazione 24 ore su 24 ore. E’ un’occasione che i giornalisti di Rainews24 non vogliono perdere. E’ una sfida che siamo certi di vincere”. Lo afferma in una nota il Comitato di Redazione di Rainews24, al termine dell’assemblea.

“Perche’ i giornalisti, i tecnici, gli assistenti, gli impiegati di Rainews24 hanno dimostrato in questi 10 anni di essere un elemento irrinunciabile del servizio pubblico: dalle dirette alle grandi inchieste come quella sul fosforo bianco di Falluja, alla copertura delle emergenze, ultima quella del terremoto in Abruzzo – prosegue il Cdr -. Ma per affrontare la sfida al meglio abbiamo bisogno di certezze sul nostro sviluppo”.

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Crisi, due giorni di sciopero all’Ansa contro i tagli

La redazione dell’Ansa è in agitazione. Da ieri i giornalisti dell’agenzia di stampa più importante dello stivale sono in sciopero. I due giorni di sciopero proclamati dal Cdr sono iniziati dalle ore 7 di ieri (6 agosto) e termainerano solo alle ore 7 domani, sabato 8 agosto.

L’organismo sindacale dell’Ansa spiega in un comunicato le ragioni della protesta. “Il Cdr dell’Ansa respinge l’ipotesi avanzata dall’azienda di ricorrere a una riorganizzazione in presenza di crisi, in base alla legge 416, come prospettato dall’ad, Giuseppe Cerbone, nell’incontro con il sindacato”.

Si tratterebbe – continua la nota – di un nuovo e pesante taglio all’organico redazionale già messo a dura prova dal precedente piano di prepensionamenti seppure volontari e incentivati. Un ulteriore ricorso a tagli al personale giornalistico non aiuterà a fronteggiare la crisi dell’editoria in atto e metterebbe a serio rischio il ruolo, il pluralismo e la qualità dell’informazione dell’agenzia”.

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Feltri torna a il Giornale. A Libero arriva Paragone.

Vittorio Feltri torna alla direzione de ”il Giornale” dal prossimo 24 agosto. Con lui, alla guida del quotidiano, arrivera’ Alessandro Sallusti con la qualifica di condirettore.

L’Editore, in un comunicato, ”augura buon lavoro al nuovo direttore e ringrazia con riconoscenza il direttore uscente Mario Giordano per l’ottimo lavoro svolto. In meno di due anni di direzione, Giordano ha realizzato una importante riforma grafica ed editoriale, riuscendo in una fase economica molto difficile a consolidare e addirittura allargare la diffusione del quotidiano”.

Al posto di Feltri a Libero andrà, Gianluigi Paragone, nominato direttore ad interim. Già direttore de La Padania e vicedirettore del quotidiano fondato da Feltri nove anni fa, è stato incaricato dal gruppo Angelucci, proprietario della testata, di guidare il quotidiano nazionale in questa fase di transizione.

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Giornalismo scientifico in difficoltà. Al convegno Wcsj le possibili soluzioni

Il mondo del giornalismo è in difficoltà. Ancora di più lo è un settore dell’informazione da sempre lasciato un po’ ai margini: il giornalismo scientifico. L’argomento è stato approfondito durante il Wcsj 2009, la conferenza mondiale dei giornalisti scientifici che si è tenuto a Westminster in Inghilterra.

Dal convegno è uscito un quadro solo apparentemente roseo. Secondo una ricerca condotta da “Nature” il 59,1% di giornalisti scientifici ha visto aumentare il carico di lavoro negli ultimi 5 anni e ben l’11,13% degli articoli pubblicati nel 2008 parlavano di scienza. Per concludere il quadro il 40% di italiani ha dichiarato di leggere di scienza e tecnologia una o più volte la settimana sui quotidiani.

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