Rai, conti in rosso. Masi si difende: “Non ho commesso errori”

cavallo raiIn Rai non tornano i conti. Secondo alcune voci che circolano a Viale Mazzini il bilancio a fine anno farà registrare tra i 50 e i 70 milioni di euro di perdite. Una cifra che euro più euro meno corrisponde ai mancati introiti del contratto con Sky rescisso a fine luglio. Per il 2010, anno di manifestazioni sportive molto costose come i Mondiali di calcio, si prevedere addirittura un rosso di 150 milioni di euro. Problemi principali per mamma Rai sono la pubblicità che è ferma e l’assenza di una strategia sui nuovi media.

Per questi numeri allarmanti il direttore generale della televisione di Stato, Mauro Masi, è finito sotto accusa. Pronta la replica del diretto interessato: “Io mi sento forte. Non ho commesso errori” ha spiegato Masi, che parla di un rapporto positivo con il presidente Paolo Garimberti e con il Cda, e che ha “assicurato una serena maggioranza a tutte le delibere che ho presentato”.

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Rai ancora nella bufera: prima puntata di Ballarò cancellata per far posto a Vespa in prima serata

E’ ancora bufera su Raitre e questa volta al centro delle polemiche c’é Ballarò, il programma di Giovanni Floris che doveva tornare martedì prossimo e che viene fatto slittare di alcuni giorni da una decisione della direzione generale della Rai per far spazio ad una prima serata di Porta a Porta su Raiuno in occasione della riconsegna delle prime case ai terremotati di Onna.

Per Floris è un “atto immotivato”, per Vespa un “giusto riconoscimento” per l’impegno di Porta a Porta nella raccolta di fondi per i terremotati. Per la Fnsi invece il governo vuole un “megafono politico” mentre i consiglieri Rai Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten parlano rispettivamente di “normalizzazione delle diversità” e di un modo per “compiacere Silvio Berlusconi”. Pier Luigi Bersani rimanda ogni discussione alla manifestazione di sabato prossimo a Roma sulla libertà di informazione e l’altro candidato alla segreteria del Pd, Ignazio Marino, parla di “palinsesti e corretti e riscritti fuori da Viale Mazzini”.

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Annozero, appello di Santoro agli spettatori: “diffondete gli spot”

La Rai non fa pubblicità ad Annozero? Santoro ha deciso di farsela da solo. L’ultima idea del popolare conduttore di Raidue è quella di promuovere la sua trasmissione attraverso la rete e il passaparola degli spettatori.

In polemica con i vertici aziendali, che secondo lui starebbero evitando deliberatamente di promuovere il suo programma a pochi giorni dalla prima puntata, sul sito di Annozero spunta un appello: “Cari amici, sono Michele Santoro e ho bisogno del vostro aiuto. Mancano pochi giorni alla partenza e la televisione continua a non informare il pubblico sulla data d’inizio di Annozero. Perciò vi chiedo di inviare a tutti i vostri amici e contatti su internet gli spot che abbiamo preparato a questo scopo e che non vengono trasmessi”. E gli spot, diffusi su facebook e youtube, si sono diffusi subito a macchia d’olio. Insomma il braccio di ferro tra Santoro e mamma Rai continua.

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Report a rischio chiusura. La Rai non gli rinnoverebbe la copertura legale

Ancora guai per Milena Gabanelli e la sua trasmissione Report. Secondo diverse fonti la Rai, attraverso il suo direttore generale Masi, avrebbe annunciato di non garantire più ai giornalisti della fortunata trasmissione di RaiTre, condotta da Milena Gabanelli, la necessaria copertura legale. Il che tradotto in parole semplici, significherebbe che il Report rischia di non tornare in tv. Senza la copertura legale gli inviati della trasmissione dovrebbero provvedere di tasca propria alle spese legali cui, da bravi reporter, vanno continuamente incontro.

La Rai, invece di risolvere la questione della direzione di Raitre ancora vacante, o anche quella di Annozero, programma minacciato di doppia conduzione “equa” (Santoro affiancato da un collega di destra) in nome della par condicio, avrebbe deciso di dedicare la sua attenzione alla trasmissione della Gabanelli, che già lo scorso hanno gli aveva dato non pochi grattacapi con i palazzi del potere. Così ha deciso di affrontare salomonicamente la questione, mettendo la popolare trasmissione nelle condizioni di chiudere.

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Direzione RaiTre. I dirigenti difendono Paolo Ruffini

Dopo giorni di polemica politica, dentro e fuori la Rai sul rinnovo del vertice di Raitre, i dirigenti della rete, escono allo scoperto e in una lettera spiegano che “trovano doveroso esprimere tutto il loro stupore ed il loro sconcerto per il persistere di notizie relative alla sostituzione del direttore della rete, Paolo Ruffini”.

“Questa ipotesi – a loro avviso – non solo non è legata ad una scadenza del mandato ma è priva di qualsiasi motivazione editoriale o professionale e avrebbe effetti fortemente negativi sull’immagine e la credibilità del servizio pubblico mettendo di fatto in discussione la continuità di una linea editoriale vincente in termini di qualità, ascolti, immagine, innovazione e rispetto delle compatibilità economiche”.

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Di Pietro contro la Rai: “è una costola di Mediaset”

“La Rai cambi nome perché non è più una televisione di Stato ma una costola di Mediaset governata da portaborse alla corte dei partiti”. E’ tranchant il giudizio di Antonio Di Pietro che, sul suo blog, afferma: “Dopo le nomine dei controllori della Commissione di Vigilanza, dopo la spartizione del CdA, dopo l`occupazione delle dirigenze, rinnovate a prescindere dalla meritocrazia e dall`operato degli uscenti, stiamo assistendo all`ultimo scandaloso show sul ritardo nelle nomine di Tg3 e Raitre”.

“Il temporeggiamento – afferma il leader dell’Idv – è dovuto all`attesa del congresso del Pd perché, se vincesse uno piuttosto che l`altro, la scelta dei portaborse per ricoprire le due poltrone vacanti sarebbe differente. Il Pdl, che si indigna per questo contrattempo, ha piazzato già da tempo i propri chihuahua praticamente in tutte le altre posizioni!”.

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Nomine Rai, Orfeo direttore del Tg2, Liofredi alla rete. Ancora attesa per il Tg3

A viale Mazzini, si stanno accelerando le procedure per dare un nuovo assetto ai vertici della Rai. Il problema delle nomine era stato rimandato a causa della scadenza delle elezioni europee dello scorso giugno ma Sergio Zavoli, presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, e il capo dello Stato Giorgio Napolitano sono tornati a sollecitare nei giorni scorsi la conclusione dell’iter per il nuovo assetto del servizio pubblico.

Ieri il Consiglio di amministrazione ha provveduto a nominare Mario Orfeo nuovo direttore del Tg2 come proposto da Mauro Masi, direttore generale dell’azienda. Direttore del quotidiano ”Il Mattino” dal 2002, 43 anni, un passato professionale a ”Repubblica”, la candidatura di Orfeo ha ricevuto il voto unanime del Cda.

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Report, l’inchiesta sul digitale scatena nuove polemiche. E Mannoni si dimette dall’Agcom

Ancora bufera su Milena Gabanelli e la sua trasmissione “Report”. A poco più di un mese dalle polemiche scatenate dalla puntata sulla “social card”, che avevano fatto infuriare il ministro Tremonti, la trasmissione in onda su Raitre questa volta si è occupata di frequenze televisive all’alba del passaggio al digitale. Secondo l’inchiesta condotta da Bernardo Iovene, Rai e Mediaset continueranno a dominare il panorama televisivo italiano, nonostante il passaggio alla nuova tecnologia sarebbe dovuta servire ad ampliare il mercato grazie alla moltiplicazione dei canali.

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Addio a Ilda Bartoloni. La giornalista voce delle donne

E’ morta questa mattina a Roma, Ilda Bartoloni giornalista del tg3 e ideatrice nonché conduttrice di “Tg3 Punto Donna”, il settimanale dell’informazione dal punto di vista delle donne.

Ilda era malata da tempo, raccontano dalla sua redazione Rai, ma nonostante il male ha lavorato fino all’ultimo, preparando anche la puntata in onda domani, alle 12.25 su Raitre, dedicata al cinema impegnato al femminile.

Scrittrice e giornalista, la Bartoloni ha cominciato la sua carriera accanto a Sergio Zavoli, nel 1968, per “Nascita di una dittatura”. In Rai lavorava dal 1975, prima al Gr2, poi al Tg2 , quindi al Tg3, dove dirigeva e conduceva Tg3 Punto Donna.

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I direttori dei telegiornali Rai decisi in un vertice a palazzo Grazioli. Zavoli: non accetterò prevaricazioni

Probabile nuovo direttore del Tg1Le direzioni dei telegiornali Rai? Si decidono a casa del premier. In un vertice di oltre due ore a Palazzo Grazioli si sarebbero, infatti, assegnate le caselle più importanti dell’informazione Rai. Al Tg1, a quanto si apprende, andrebbe Clemente Mimun e al Tg2 Mario Orfeo o Augusto Minzolini, a Bianca Berlinguer sarebbe toccata la direzione del Tg3.

Dal vertice sarebbero usciti anche i nomi dei direttori di rete: Mauro Mazza a Raiuno, Susanna Petruni a Raidue (con Ida Colucci vice), Antonio Di Bella a Raitre in ballottaggio con Paolo Ruffini che corre per la riconferma. Piero Vigorelli andrebbe a dirigere le testate giornalistiche regionali e Carlo Rossella Rai Fiction.

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