Rai: parte Annozero, a rischio la Dandini

Serena Dandini conduttrice di Parla con me

Serena Dandini conduttrice di Parla con me

Partito “Annozero” iniziano i problemi per “Parla con me”. Proprio nel giorno della prima puntata della trasmissione di Michele Santoro, intitolata “Scacco al premier” e dedicata ai “ribaltonisti”, Fini e al suo gruppo “Futuro e Libertà”, è saltato per il contratto per la trasmissione di Serena Dandini. Almeno per il momento.

Il Cda della Rai di giovedì, che avrebbe dovuto dare l’ok al programma di Raitre, non ha raggiunto il numero legale perché i consiglieri del centrodestra non hanno partecipato alla riunione. La decisione dei consiglieri di maggioranza, che sa molto di boicottaggio, ha causato l’annullamento della seduta e il rinvio della decisione. Il prossimo consiglio è previsto proprio per il 28 settembre, giorno in cui è in programma la prima puntata della trasmissione.

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Masi e la circolare dello scandalo: “Programmi o conformi a schede o stop”

Il dg Rai, Mauro Masi

Il dg Rai, Mauro Masi

Alla Rai le polemiche non finiscono mai. L’ultimo motivo di scandalo, in ordine di tempo, è dovuto ad una circolare inviata dal direttore generale Mauro Masi ai direttori di rete. Nella comunicazione si afferma che i programmi Rai dovranno essere conformi alle “schede di proposta” e coerenti con i palinsesti approvati con tutti gli elementi di informazione necessari, altrimenti potrebbero essere sospesi d’ufficio.

Nei quattro punti della circolare Masi constata come “si registra con sempre maggiore frequenza il mancato inserimento nelle schede proposta programmi degli elementi costitutivi e, in particolar modo, si registra l’incompletezza relativa alla sinossi ed alle connesse informazioni editoriali sul programma da realizzare e/o da acquistare”. Per questo, per “consentire alla direzione generale e alle vicedirezioni generali competenti l’approvazione delle schede proposta del programma avendo piena conoscenza di tutti gli elementi editoriali, si invitano le direzioni a predisporre le schede in questione complete dei dati e delle informazioni necessarie con l’obiettivo di evitare che l’incompletezza o l’assenza di informazioni richieste possa comportare la mancata approvazione delle medesime. È inutile sottolineare che le schede devono essere puntualmente e integralmente coerenti con i palinsesti approvati (peraltro all’unanimità) dal Consiglio di amministrazione”.

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Concorso Rai, qualche speranza per i residenti nel Lazio. Interviene l’Assotampa romana

Il logo dell'Associazione stampa romana

Il logo dell'Associazione stampa romana

C’è ancora qualche speranza per i giornalisti professionisti del Lazio, che sperano di essere ammessi a partecipare al concorso bandito dalla Rai per l’assunzione nelle testate regionali. L’Associazione stampa romana, investita dalle proteste dei reporter laziali, ha denunciato la discriminazione attuata da parte dell’azienda nei confronti di questi cronisti.

Il bando, aperto il primo settembre dalla televisione di Stato e che scadrà il 30 dello stesso mese, prevede tra le credenziali per parteciparvi l’iscrizione all’albo dei professionisti, un’età inferiore ai 36 anni e, per l’appunto, la residenza in una delle regioni in cui si svolge il concorso. Peccato che il concorso sia valido in 20 regioni (comprese le province autonome di Trento e Bolzano) tranne che nel Lazio.

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Concorso Rai, arriva il bando per giornalisti professionisti. Esclusi i laziali.

Il logo della Rai

Il logo della Rai

Porte aperte alla Rai per nuovi giovani e volenterosi giornalisti professionisti. La televisione di Stato, infatti, ha appena diffuso un bando di concorso, che scadrà il 30 settembre prossimo, per selezionare giornalisti professionisti minori di 36 anni, di lingua italiana da utilizzare, per future esigenze, con contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, in qualità di redattore ordinario, nelle redazioni giornalistiche regionali.

Nonostante la crisi, i conti in rosso e lo spettro di esuberi, ricollocazioni e mobilità interna, mamma Rai assume ancora personale giornalistico nelle sedi delle testate regionali. Ma non in tutte. Figli di un Dio minore sono i giornalisti residenti del Lazio, unica regione che non farà il concorso e che quindi non ammetterà giornalisti alla selezione. Il motivo è la “non recettività” della sede laziale.

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Annozero, nessun accordo tra Masi e Santoro

Michele Santoro e Mauro Masi

Michele Santoro e Mauro Masi

L’atteso incontro tra Michele Santoro e il dg della Rai Mauro Masi, sui contenuti della nuova trasmissione guidata dal giornalista, si è concluso con un nulla di fatto. Dopo quattro ore di riunione nella sede di Viale Mazzini, entrambe le parti sarebbero rimaste ferme sulle rispettive posizioni, e così il futuro del conduttore di “Annozero” in azienda resta incerto: il giornalista andrà si in onda il 23 settembre in prima serata su Raidue, ma non è ancora chiaro quale programma sarà chiamato a condurre.

Santoro preme per il “vecchio” Annozero, da lui considerato un pilastro dell’informazione e del palinsesto, mentre mamma Rai pensa a un nuovo format. “La stima per la persona e per il professionista è fuori discussione”, ha precisato il dg Masi dal palco di CortinaIncontra. “Ma è un caso molto specifico e peculiare, il suo rapporto con l’azienda è determinato da una doppia sentenza del giudice del lavoro che fissa anche gli orari per andare in onda. La sentenza dice che Santoro deve fare un programma, non quale programma”.

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Rai, Ruffini vince anche il secondo ruond contro l’azienda

Il direttore di Raitre, Ruffini

Il direttore di Raitre, Ruffini

Paolo Ruffini resta alla direzione di Raitre. Il tribunale del lavoro di Roma ha, infatti, rigettato il reclamo presentato dall’azienda di viale Mazzini contro la decisione di reintegrare il giornalista alla direzione della terza rete.

Era stato lo stesso tribunale del lavoro, nel maggio scorso, a sancire il ritorno del giornalista al vertice della rete, da cui il Cda dell’azienda lo aveva allontanato nel novembre del 2009 destinandolo ad altro incarico. Al posto di Ruffini era stato nominato Antonio Di Bella che però, a seguito della prima sentenza aveva lasciato l’incarico di direttore di RaiTre rimanendo a disposizione del direttore generale Rai.

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Al via la XVI edizione del premio Ilaria Alpi

La giornalista Ilaria Alpi e  Miran Hrovatin

La giornalista Ilaria Alpi e Miran Hrovatin

Parte oggi la manifestazione dedicata alla sedicesima edizione del premio giornalistico televisivo in memoria di Ilaria Alpi. La kermesse si svolgerà a Riccione e proseguirà fino a sabato prossimo quando culminerà con la premiazione dei video vincitori nelle otto categorie in cui è suddiviso il premio.

Nell’arco della settimana, oltre a essere presentati i video finalisti, sono previste molte iniziative. Ci saranno tavole rotonde in cui si parlerà della cosiddetta “legge bavaglio” e del rapporto tra giustizia, informazione e politica. Si analizzeranno i misteri e le verità sull’assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, uccisi a Mogadiscio nel ’94 mentre documentavano la guerra civile Somala. Si ribadirà l’appello a magistratura e politica ad andare fino in fondo e svelare mandanti ed esecutori. E poi le guerre, le catastrofi ambientali, le storie di criminalità e malaffare, di migranti e sfruttamento raccontate dai migliori giornalisti italiani e internazionali.

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Rai, al via l’operazione trasparenza: ecco gli stipendi dei giornalisti

Il giornalista Rai, Bruno Vespa

Il giornalista Rai, Bruno Vespa

Detto fatto. L’operazione trasparenza sui compensi di dirigenti, giornalisti e conduttori Rai, appena approvata dalla commissione di Vigilanza, è già cosa fatta. A rendere note cifre e numeri, prima ancora che questi compaiano nei titoli di coda di trasmissioni e telegiornali, ci ha pensato “L’Espresso”. Il settimanale, grazie a fonti bene informate ai piani alti di viale Mazzini, ha ottenuto buona parte degli stipendi dei divi Rai e li ha pubblicati.

Tra i giornalisti, il più pagato è Bruno Vespa con 1,2 milioni di euro l’anno, grazie ad un contratto da “esterno” e non da dipendente. In fondo alla lista dei giornalisti “paperoni” c’è invece Milena Gabanelli che guadagna dai 150 ai 180 mila euro l’anno, come ammesso da lei stessa. I numeri, ovviamente, vanno divisi per il numero di puntate condotte, contengono in alcuni casi le cosiddette indennità di funzione che si sommano al fisso, e sono legati al ritorno pubblicitario garantito da questo o quel nome.

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Santoro attacca la Rai: “mi hanno fatto mobbing”

Il conduttore di Annozero, Michele Santoro

Il conduttore di Annozero, Michele Santoro

È un Michele Santoro senza freni quello che ieri ha tenuto la conferenza stampa conclusiva della stagione di “Annozero”. Parla di tutto il giornalista più discusso in forza a mamma Rai, dalla prossima annata della sua trasmissione al suo rapporto con l’azienda ancora in dubbio.

E non esita a lanciare qualche “bordata” di quelle che fanno rumore. “Ho lavorato per un anno in condizioni assurde – tuona Santoro -. Per le 13 puntate del programma non c’era il contratto di Travaglio, con Vauro a rischio di andarsene una settimana sì e una no… Potete definire questo come volete, si può chiamare anche mobbing”. Un’accusa chiara e diretta ai vertici aziendali, rappresentati alla conferenza da Massimo Liofredi, direttore di Raidue. Il giornalista non dimostra alcun timore verso il suo direttore e continua, denunciando che “Annozero”, una trasmissione che “quest’anno ha registrato ascolti record”, va in onda “solo perché è scoppiato lo scandalo di Trani. Se non fosse esplosa l’inchiesta, saremmo stati messi fuorigioco da un provvedimento dell’Authority”.

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Rai, Liofredi querela Italia Oggi

Il direttore di Raidue Liofredi

Il direttore di Raidue Liofredi

Il direttore di Raidue, Massimo Liofredi contro Italia Oggi. Il dirigente Rai ha annunciato di aver querelato il giornalista del quotidiano economico, Andrea Montorsi e il direttore responsabile Pierluigi Magnaschi, per un articolo dal titolo “Liofredi, giorni contati a Raidue”, in cui si sostiene che il direttore generale della seconda rete, a pochi mesi dalla nomina sarebbe già al capolinea.

Secondo il quotidiano, la motivazione dell’allontanamento di Liofredi sarebbe stata giustificata con la sua inadeguatezza a ricoprire questo ruolo e con una gestione tutta tesa all’inseguimento dell’Odience, che avrebbe involgarito l’intera rete. Da qui la decisione dell’interessato di sporgere denuncia. “Le volgarità contenute nell’articolo – si legge in una nota – non meritano di essere commentate, ma meritano senz’altro di essere discusse in un’aula di Tribunale”.

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