Inchiesta Trani, Santoro ascoltato in procura. Minzolini indagato

Santoro in procura a Trani

Santoro in procura a Trani

Michele Santoro, potrebbe costituirsi parte civile nel procedimento in corso di svolgimento a Trani sulle presunte pressioni esercitate dal premier Silvio Berlusconi sull’Agcom per far chiudere “. Lo ha confermato lo stesso Santoro al termine del suo interrogatorio di ieri mattina: “Considero la possibilità di valutare la mia posizione di persona offesa”, ha ammesso il giornalista uscendo dalla procura pugliese.

Un interrogatorio durato circa due ore, sul quale il presentatore ha voluto mantenere il massimo riserbo. Conversando con i cronisti, Santoro si è limitato a dire che “ci sono pressioni che vanno avanti dall’editto bulgaro: basta leggere i giornali e le dichiarazioni del presidente del Consiglio per comprendere quale sia stata la pressione politica esercitata perché non andasse in onda”.

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Talk show Rai, la Vigilanza non torna indietro

Il cavallo simbolo della Rai

Il cavallo simbolo della Rai

La commissione di Vigilanza Rai non “batte il colpo” che il presidente della tv di Stato, Paolo , si aspettava e non riaccende i talk show politici. Dopo il no del Consiglio di amministrazione, arriva così la seconda fumata nera per le trasmissioni di approfondimento politico di Viale Mazzini.

I talk show resteranno fino alle prossime elezioni. A nulla sono servite le parole di , che aveva definito il regolamento varato dall’organo parlamentare, “illegittimo, formulato in modo sbagliato e con profili di incompatibilità con la legge del 2000”. La patata bollente era tornata nelle mani della Vigilanza dopo che il Cda dell’azienda, il giorno prima, aveva mantenuto “per prudenza” la sospensione delle trasmissioni in attesa del pronunciamento della Commissione.

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Sky vuole anche il digitale terrestre

Sede di Sky

Sede di Sky

Sky potrebbe sbarcare sul digitale terrestre. Secondo indiscrezioni diffuse da MF – Milano Finanza, infatti, la Commissione europea si appresterebbe a dare a Sky il via libera per operare nel 2010 sulla piattaforma terrestre, che si aggiungerebbe a quella satellitare, su cui la tv di Murdoch è nata ed opera.

La notizia ha già messo in allarme i piani alti di Palazzo Chigi, la e Mediaset, che sono pronti ad alzare le barricate. La conferma, indiretta, di una scelta così clamorosa giunge dal fatto che nei giorni scorsi gli uffici del commissario alla Concorrenza, Joaquin Almunia, hanno comunicato formalmente alle autorità italiane l’avvenuta notifica da parte di News Corp, società che controlla Sky, “di una formale richiesta di revisione degli impegni” assunti nel 2002 dal colosso guidato da Rupert Murdoch al momento in cui gli fu permesso di operare come monopolista sulla piattaforma satellitare.

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Rai, sit in dei conduttori contro lo stop ai talk show

Santoro e Vespa sul palco

Santoro e Vespa sul palco

I conduttori Rai in protesta davanti ai cancelli degli studi di via Teulada. C’erano anche , Michele Santoro e Giovanni Floris tra i manifestanti che ieri sera hanno protestato contro il provvedimento del Cda di viale Mazzini che ha deciso di sospendere i politici fino alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo. Diverse centinaia i presenti, tra cui diversi leader politici, tra cui il leader del Pd, Bersani.

A troneggiare sulla piazza un megaschermo con su scritto “riaccendiamo tutto”. I tre conduttori sono saliti sul palco insieme, nonostante tra Vespa e Santoro non scorra proprio buon sangue. “Non voglio essere un avatar della tv. Noi dobbiamo rispettare le regole ma anche i politici presentino le liste secondo le regole” ha detto ironico Michele Santoro, che spiega: “Questa sera c’è un pezzo di opinione pubblica che paga il e chiede i suoi diritti”.

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La rete insorge contro l’”assoluzione” di Mills del Tg1

Il direttore del Tg1 Minzolini

Il direttore del Tg1

Il popolo della rete si mobilita contro Augusto e il Tg1. Sono già più di 15 mila le persone che in poche ore hanno sottoscritto l’appello indirizzato al presidente dell’Ordine dei giornalisti, Lorenzo Del Boca e a quello della , Paolo , per segnalare “una grave violazione della deontologia professionale” e per sollecitare provvedimenti.

Il riferimento è all’edizione delle 13.30 del 26 febbraio scorso del telegiornale diretto da , in cui si è data la notizia della assoluzione dell’avvocato Mills da parte della corte di Cassazione. Notizia falsa, perché Mills non è stato assolto dall’accusa di corruzione ma il suo reato è caduto in prescrizione.

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Par Condicio, regolamento Rai esteso a reti private

agcomIl discusso regolamento sulla Par condicio, approvato dalla Commissione di vigilanza Rai lo scorso 9 febbraio, varrà anche per le televisioni private. Lo ha stabilito la Commissione servizi e prodotti dell’Agcom che ha approvato a maggioranza il “regolamento in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relativo alle campagne per le elezioni regionali, provinciali e comunali previste per i giorni 28 e 29 marzo 2010”.

Il provvedimento, come da prassi, era ampiamente previsto, e metterà a rischio i talk show politici delle reti private così come sta avvenendo per quelli di mamma Rai, che non potranno, in prima serata, invitare politici in studio a meno che non siano rappresentate tutte le forze politiche, così come avviene nelle tribune politiche.

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“Domande del ca…”, Di Pietro prima sbotta poi si scusa con giornalista del Tg1

di pietroUn di rose e tulipani bianchi con un biglietto scritto di proprio pugno, alla giornalista del Tg1 che gli aveva chiesto di spiegare le che lo ritraevano ad una cena con l’ex funzionario del Sismi, Bruno Contrada. Così Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei valori, si è scusato per l’incidente diplomatico avvenuto ieri mattina nella di Montecitorio.

“Il Tg1 fa del ca… Non ce l’ho con lei ma con il suo amico Minzolini. Fuori ci sono i lavoratori dell’Alcoa che rischiano di perdere il posto e mi fate queste ?”. Questa la frase incriminata, rivolta dal leader dell’Idv alla giornalista Rai, Ida Peritore, che gli aveva chiesto del “” fotografico difuso da Libero e dal Corriere della Sera.

Davanti alle telecamere Di Pietro aveva risposto con ironia: “Parliamo di cose serie – aveva scherzato l’ex Pm di mani pulite – . Prima facevo parte della , poi sono passato al controspionaggio russo e sono diventato il capo dei comunisti. Sono il più grande: James Tonino Bond”. Poi a telecamere spente lo : “Ma come, ci sono i problemi del lavoro e mi fate queste del ca…?”.

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Rai, il canone aumenta ancora: 109 euro

RaiCattive notizie per gli abbonati Rai. Il canone aumenta ancora e quest’anno il bollettino che arriverà nelle case degli italiani sarà di 109 euro. Il viceministro alle comunicazioni, Paolo Romani ha, infatti, firmato il decreto che fissa la determinazione del canone annuo della Rai e, come già successo in passato, è stato riconosciuto il tasso di inflazione programmato. Da 107,5 euro l’abbonamento alla Rai passa dunque a 109 euro.

L’aumento di 1,5 euro non è piaciuto al Consiglio nazionale degli utenti (Cnu), organismo dell’. In una nota l’organizzazione definisce come “assolutamente da evitare l’aumento del canone soprattutto a fine 2009, anno che ha visto il passaggio al digitale diverse aree, tra cui Roma, con notevoli difficoltà per i cittadini”.

“Abbiamo più volte espresso la nostra contrarietà all’aumento del canone – continua la nota – Sarebbe, infatti, utile che i cittadini conoscessero con esattezza quali attività il canone va a finanziare e quali invece sono realizzate con la pubblicità. Una manovra inopportuna anche considerato il fatto che è stato ridimensionato il Qualitel”.

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Antonio Di Bella alla direzione di Rai 3

Antonio Di BellaIl consiglio di amministrazione della Rai ha nominato , già a capo del Tg3, nuovo direttore di Rai 3.

Di Bella è stato nominato con otto voti a favore e un’astensione e, direttore del Tg3 per otto anni, prende il posto di Paolo Ruffini, direttore di rete dal 2002.

Di Bella ha dichiarato che “è un grande onore poter continuare il lavoro di Ruffini e del gruppo dirigente di RaiTre. Il mio impegno è consolidare i risultati raggiunti per qualità e ascolti, garantire e sviluppare l’identità della rete”.

Dal canto suo l’estromesso Paolo Ruffini ha fatto sapere che “c’è davvero poco da commentare. Ci sono cose che si commentano da sole. Per me parla il lavoro svolto ogni giorno dalla rete. Un lavoro che è stato ed è sotto gli occhi di tutti e che ha onorato il ruolo del servizio pubblico”.

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Rai, conti in rosso. Masi si difende: “Non ho commesso errori”

cavallo raiIn Rai non tornano i conti. Secondo alcune voci che circolano a Viale Mazzini il bilancio a fine anno farà registrare tra i 50 e i 70 milioni di euro di perdite. Una cifra che euro più euro meno corrisponde ai mancati introiti del contratto con rescisso a fine luglio. Per il 2010, anno di manifestazioni sportive molto costose come i Mondiali di calcio, si prevedere addirittura un rosso di 150 milioni di euro. Problemi principali per mamma Rai sono la pubblicità che è ferma e l’assenza di una strategia sui nuovi media.

Per questi numeri allarmanti il direttore generale della televisione di Stato, Mauro Masi, è finito sotto accusa. Pronta la replica del diretto interessato: “Io mi sento forte. Non ho commesso errori” ha spiegato Masi, che parla di un rapporto positivo con il presidente Paolo Garimberti e con il Cda, e che ha “assicurato una serena maggioranza a tutte le delibere che ho presentato”.

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