Editoria, ecco il nuovo regolamento sulle provvidenze

Una pila di giornali

Una pila di giornali

Regole più precise e maggior rigore nell’assegnazione dei contributi pubblici all’editoria. Sono le linee guida del nuovo regolamento, messo a punto dal Dipartimento per l’editoria della Presidenza del Consiglio guidato da Elisa Grande, che riordinerà i criteri di assegnazione dei fondi.

Il testo del nuovo regolamento, anticipato dall’agenzia di stampa Asca, sarà messo all’ordine del giorno per l’approvazione definitiva in una delle prossime riunioni del Consiglio dei ministri. Il nuova disciplina nella concessione dei contributi, basata sulla legislazione esistente, vincola l’assegnazione dei fondi alle effettive vendite di giornali e periodici, e non sarà più basata suo criterio della semplice “diffusione”. La vecchia norma prevedeva che potessero richiedere i contributi le testate che diffondevano almeno il 25% della loro tiratura complessiva per quelli nazionali e il 40% per quelli locali. Ora si è sostituita il concetto di diffusione con quello di vendita, specificando che per copie distribuite “si intendono quelle poste in vendita in edicola o presso punti vendita non esclusivi, entrambi tramite contratti con società di distribuzione esterne” e quelle distribuite in abbonamento a pagamento. Non potranno, inoltre, essere inserite nel calcolo le copie vendute in blocco a un prezzo inferiore a quello indicato sulla testata.

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Nuovi venti di censura da Venezuela e Estonia

Una pagina del blog satirico venezuelano

Una pagina del blog satirico venezuelano

Tutto il mondo è paese. Dall’Europa dell’est al Sudamerica sono in tanti a dover fare i conti con governi autoritari che impongo la censura. Succede così che in Venezuela il presidente Chavez si è dovuto affrettare a smentire le voci di imminenti provvedimenti per limitare internet, dopo che un blog satirico, curato da tre giovani venezuelani, aveva suscitato le ire del presidente colonnello e le conseguenti minacce di restrizioni.

Nel frattempo dall’altra parte del mondo, in Estonia, i sei principali quotidiani nazionali uscivano nelle edicole con una pagina completamente bianca per protesta contro un progetto di legge che vorrebbe imporre ai giornalisti di rivelare le loro fonti di informazione quando richiesto dall’autorità giudiziaria.

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Fnsi, un anno di crisi dell’editoria

FNSIDuemilanove anno durissimo per l’editoria. Ad oggi una trentina di società editoriali hanno fatto ricorso alle leggi sugli ammortizzatori sociali per esodi strutturali, ossia definitivi. Almeno 600 i giornalisti in esubero che hanno rischiato il posto di lavoro tra prepensionamenti, contratti di solidarietà e cassa integrazione. Secondo il segretario della FNSI, Franco Siddi, entro il 2010 il numero di giornalisti che lascerà le aziende arriverà a sfiorare quota 700.

E’ quanto riportato dal sindacato dei giornalisti, in un riepilogo riassuntivo di tutte le crisi aziendali affrontate nel corso dell’anno. Tante le situazioni di difficoltà, che hanno richiesto trattative complesse tra aziende e sindacato.

La lunga lista si apre il 21 gennaio 2009, con il piano di riorganizzazione dell’Agenzia Italia che prevedeva 19 esodi gestiti con pensionamenti di vecchiaia, di anzianità e prepensionamenti. Non estranei alle difficoltà economiche, i grandi quotidiani nazionali. A settembre, nella redazione de “Il Messaggero” risultano 48 eccedenze che, in seguito alla trattativa dell’FNSI, si riducono a 38. Il 20 luglio è il Cdr de “La Stampa” a raggiungere l’accordo in Fieg sul piano di crisi: 34 giornalisti lasceranno il quotidiano torinese, ma una ventina se ne andranno attraverso esodi incentivati. Il 9 settembre arriva il più consistente tra i piani di riorganizzazione: si tratta de “La Repubblica”. L’accordo sottoscritto al Ministero del Lavoro prevede esodi per 84 giornalisti nell’arco di 12 mesi. Il piano prevedeva 102 eccedenze da gestire in 24 mesi.

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Informazione, i manager preferiscono il giornale. Ma Internet è in crescita

managerLa carta stampata è più affidabile di Internet. È questa la percezione che i manager di tutto il mondo hanno dell’informazione. La ricerca curata dal Financial Times si chiama “Be Europe 2009”, e mira a svelare le tendenze e le idee che il pubblico “alto” ha sul mondo dell’informazione nell’era digitale.

Lo studio presentato a Milano nella sede dell’Università Cattolica del sacro cuore, ha interpellato un campione di 465 mila top manager provenienti da 61mila aziende di 17 diversi paesi europei. Dall’indagine è emersa la tendenza dei dirigenti di assolvere al loro bisogno di news attraverso la carta stampata, considerata più affidabile della rete.

Internet, però, è in forte crescita e diventa ogni giorno più più popolare: i siti dei più importanti quotidiani fanno registrare il più alto incremento di utenti tra i media analizzati. Ogni giorno, 71.056 business-men nel mondo leggono almeno una copia cartacea di un giornale (+4% nell’ultimo anno), mentre la fruizione via web ha visto un incremento del 17% rispetto al 2008.

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Quotidiani, boom di vendite per il Giornale. In calo il Sole 24 Ore

“Corriere della Sera” leader in quanto a diffusione e boom di vendite de “Il Giornale” che cresce del 22%. Sono questi i verdetti più importanti sanciti dalla Fieg sulla diffusione dei quotidiani italiani per il mese di Settembre. La testata di proprietà della famiglia Berlusconi, già distintasi nel mese di agosto, a settembre è passata dalle 179.909 copie dello stesso mese del 2008 alle 220.117 di quest’anno. A favorire l’incremento del quotidiano diretto da Vittorio Feltri la querelle che ha visto coinvolti lo stesso direttore e l’ormai ex guida di Avvenire Dino Boffo. Il Corriere della Sera riconferma il primato nella diffusione, con 532.842 copie vendute a settembre, nonostante la flessione del 9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, legata alla decisione di Rcs di annullare la distribuzione promozionale della testata. La percentuale relativa alle vendite in edicola per il quotidiano di via Solferino è tuttavia positiva: +1%. In crescita anche Avvenire, che ha visto una diffusione di 99.769 copie, rispetto alle 96.856 del 2008. Miglioramento anche per “La Repubblica” che ha registrato un aumento dello 0,1%; +6% se si considera solo la vendita in edicola. Il quotidiano diretto da Ezio Mauro, si mantiene in scia al Corriere della Sera, passando dalle 516.825 copie del settembre 2008 alle 517.309 copie del settembre 2009. Segno meno, invece, per “Il Sole 24 Ore”, che passa dalle 326.786 copie del 2008 a 265.582 del 2009. Sulla variazione, negativa per il 18,7%, ha pesato la politica di contenimento costi attuata a partire da aprile, che prevede l’annullamento delle operazioni promozionali, e il fatto che nella diffusione di settembre 2008 si registra l’incremento derivato dalla cronaca relativa al fallimento di Lehman Brothers.

A Marsiglia arriva la cartà fedeltà per risparmiare sui quotidiani

Una “carta fedeltà” per comprare quotidiani a prezzi scontati. L’ultima trovata arriva da Marsiglia e si chiama MaCartePresse (La mia carta stampa) e non è altro che una carta prepagata che permette di comprare fino ad 8 quotidiani nazionali con una riduzione che va dal 17% al 25% a seconda della testata giornalistica.

Sono 157 i punti vendita che a Marsiglia hanno aderito all’iniziativa, ed 8 le testate giornalistiche che hanno creduto in questa operazione commerciale per rivitalizzare le vendite dei giornali francesi. Fra questi: Le Figaro, Le Monde, l’International Herald Tribune, l’Humanité, France-Soir et l’Equipe e la Nouvelles Messageries de la Presse Parisienne” (NMPP ), promotrice dell’iniziativa.

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Crisi, altre tre redazioni in agitazione

Redazioni in agitazione in molte parti d’Italia. Ad alzare la voce anche alcune realtà storiche del panorama dell’informazione, come quelle di Rainews24 e quelle del Piccolo e del Messagero Veneto.

In casa Rai, il Cdr di Rainews24 proclama lo stato di agitazione e chiede chiarezza ai vertici dell’azienda sulle voci di tagli di mezzi e risorse all’unica televisione all-news pubblica italiana. “Dal 1999 – scrive il Cdr in una lettera alle alte sfere di viale Mazzini – Rainews24 ha garantito l’informazione di servizio pubblico in tutti i momenti cruciali italiani e internazionali: dagli attentati alle torri gemelle fino al terremoto in Abruzzo, passando per la copertura dei conflitti e per le grandi inchieste. Ora, dopo 10 anni, è arrivato il momento della chiarezza. E’ arrivato il momento delle risposte”.

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Premio Tomassetti e Premio Manzi, due riconoscimenti per il giornalismo scientifico e la comunicazione educativa

Un premio per l’informazione scientifica e uno per la comunicazione educativa. Sono il premio Riccardo Tomassetti e il premio Alberto Manzi, dedicati due materie troppo spesso ai margini del giornalismo, ma che rivestono un ruolo molto importante nell’informazione.

Il premio Tomassetti, giunto alla seconda edizione, è riservato ai giornalisti under 35 che invieranno entro il 31 ottobre i propri articoli sul tema dell’Aids e dell’H.i.v. Lo scopo fondamentale del riconoscimento è tenere alta l’attenzione sulla gravità di questa malattia e sui comportamenti maggiormente a rischio di contagio soprattutto tra i giovani. L’H.i.v. è una malattia che ogni anno in Italia colpisce 4mila persone: sempre più spesso sono colpiti donne, eterosessuali, adolescenti e immigrati, poco consapevoli dei rischi del contagio.

La mancanza d’informazione e la percezione inadeguata del rischio ritardano il momento della diagnosi, compromettendo la piena riuscita della terapia antiretrovirale. Oggi dal 30 al 50% dei pazienti con nuove infezioni arriva al test in condizioni avanzate di malattia, rendendo più difficile rallentarne la progressione. Il premio è promosso dalle principali associazioni italiane attive nella lotta contro questa grave malattia ed è sostenuto dall’azienda farmaceutica Pfizer Italia.

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A L’Aquila una nuova casa dell’informazione

Costruire una nuova casa dell’informazione a L’Aquila per rafforzare il ruolo del giornalismo abruzzese dopo il terremoto dell’Aprile scorso e per evitare la “fuga” dei media dalla città. A rilanciare con forza il progetto è la presidente della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane.

“Avevo già discusso a luglio dell’idea – ha detto la Pezzopane in un colloquio con Daniela Viglione, presidente e amministratore delegato dell’AGI – in un incontro con il presidente della FNSI e con Articolo 21” ma ora, il progetto “va assolutamente rilanciato”.

E la presidente non si ferma alla Casa per l’informazione: “vanno potenziate le redazioni aquilane – ha continuato – per le quali si devono individuare nuovi spazi, dopo il sisma. Il terremoto non ha risparmiato neanche le sedi dei quotidiani e dei media locali, rendendo difficoltosa l’attività dei giornalisti. Tuttavia – ha osservato ancora la Pezzopane – l’informazione non si è fermata neanche un solo secondo, dopo il 6 aprile. Con grandi sacrifici e all’inizio con mezzi di fortuna i giornalisti aquilani, hanno continuato a raccontare la cronaca di quei giorni, svolgendo, come sempre, un indispensabile servizio, tempestivo e capillare.

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Google studia come far pagare le news online

Rupert Murdoch ha un nuovo alleato nella sua battaglia per le news online a pagamento: Google. Il motore di ricerca americano, che proprio in questi giorni sta avendo non pochi problemi con gli editori di tutto il mondo, ha ideato un metodo di pagamento con cui far pagare l’informazione sulla rete.

A diffondere la notizia il Nieman Journalism Lab, il centro di ricerca sui media dell’Università di Harvard. Secondo il centro, il colosso di Mountain View avrebbe già sottoposto il progetto all’Associazione dei giornali americani (Naa). La proposta di Google si baserebbe sul modello dei “micropagamenti” pensato appositamente per l’industria dell’informazione. Il punto di riferimento in questo senso è il sistema analogo usato da Apple per la musica (iTunes) e le applicazioni dei cellulari (AppStore).

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