Rai, Liofredi querela Italia Oggi

Il direttore di Raidue Liofredi

Il direttore di Raidue Liofredi

Il direttore di Raidue, Massimo Liofredi contro Italia Oggi. Il dirigente Rai ha annunciato di aver querelato il giornalista del quotidiano economico, Andrea Montorsi e il direttore responsabile Pierluigi Magnaschi, per un articolo dal titolo “Liofredi, giorni contati a Raidue”, in cui si sostiene che il direttore generale della seconda rete, a pochi mesi dalla nomina sarebbe già al capolinea.

Secondo il quotidiano, la motivazione dell’allontanamento di Liofredi sarebbe stata giustificata con la sua inadeguatezza a ricoprire questo ruolo e con una gestione tutta tesa all’inseguimento dell’Odience, che avrebbe involgarito l’intera rete. Da qui la decisione dell’interessato di sporgere denuncia. “Le volgarità contenute nell’articolo – si legge in una nota – non meritano di essere commentate, ma meritano senz’altro di essere discusse in un’aula di Tribunale”.

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D’Alema querela “Il Giornale” dopo aver partecipato alla manifestazione sulla libertà di stampa

Sconcerto e solidarietà ai giornalisti del Giornale. Sono questi i concetti espressi dal sindacato unitario dei giornalisti e dall’Ordine nazionale in relazione alla querela sporta dall’onorevole Massimo D’Alema contro il quotidiano diretto da Vittorio Feltri.

Il contrasto alle “querele intimidatorie” non conosce colore politico e così, dopo aver censurato quelle del premier contro “La Repubblica”, le due associazioni più importanti della categoria esprimono tutto il loro dissenso contro l’ultima presentata dal dirigente del Partito democratico contro “Il Giornale”. La denuncia per diffamazione a mezzo stampa è stata presentata per un articolo apparso sul quotidiano della famiglia Berlusconi lo scorso giugno, intitolato “Tutte le escort del clan D’Alema”. Il pezzo in questione riguardava la vicenda della malasanità in Puglia e il presunto giro di prostitute di alto borgo che gravitava intorno al gruppo dirigente del Pd pugliese, su cui sta indagando la procura di Bari.

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Mediaset querela Repubblica per articolo su accuse dalla Svizzera contro la tv di Berlusconi

Ancora scintille fra il Gruppo Espresso e le società di proprietà del Presidente del Consiglio: Mediaset, come si apprende da una nota del gruppo di Cologno, ha dato mandato ai propri legali di sporgere querela per diffamazione nei confronti del giornalista di Repubblica, Emilio Randacio e del direttore Ezio Mauro per l’articolo apparso sul quotidiano dal titolo: “Mediaset, nuove accuse in Svizzera”.

“I giudici elvetici avevano sequestrato nel 2005 150 milioni, di franchi su conti riconducibili al gruppo Mediaset o a loro dipendenti. Frutto, si sospetta, di operazioni illecite per creare fondi neri”, questo il passaggio che ha suscitato la reazione di Mediaset, che lo ritiene lesivo e non suffragato da alcun documento.

“O Travaglio niente”. Santoro show alla presentazione di Annozero. E da del bugiardo a Liofredi

Fuochi d’artificio alla conferenza stampa di presentazione della nuova stagione di Annozero. È un Michele Santoro agguerrito e senza freni quello che si presenta davanti a colleghi e vertici Rai. Il giornalista è un fiume in piena, ne ha per tutti e non usa mezze parole.

Annozero partirà dopodomani, giovedì 24 settembre, con o senza Marco Travaglio, ancora non è dato sapere con certezza. A oggi, nonostante la richiesta di Santoro avanzata a luglio, il giornalista non è ancora stato contrattualizzato. Le troupe sono state completate solo pochi giorni fa. I contributi video sono in forse. Tutto questo succede in un programma che “l’anno scorso ha fatto il 18 per cento di ascolti e che è costato pochissimo, si è ripagato interamente con le entrate pubblicitarie”.

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Gianfranco Fini querela Feltri per le allusioni al dossier a luci rosse su An

Gianfranco Fini come Silvio Berlusconi. Il presidente della Camera, seguendo l’esempio del premier, sceglie la via giudiziaria per rispondere a Vittorio Feltri che, sul Giornale, annuncia un dossier “a luci rosse” del 2000 sul suo conto.

La querela contro il direttore del quotidiano milanese, è annunciata da Giulia Bongiorno, avvocato del presidente Fini nonché presidente della commissione Giustizia della Camera. Poche secche parole, quelle dell’avvocato: “Dando seguito al mandato ricevuto dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, è stata presentata querela contro il direttore de Il Giornale, Vittorio Feltri, in relazione all’articolo “Il presidente Fini e la strategia del suicidio lento. Ultima chiamata per Fini: o cambia rotta o lascia il Pdl”.

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Querela di Berlusconi a Repubblica. Dure reazioni della stampa estera. E Ghedini querela anche loro

La stampa estera torna a occuparsi del nostro primo ministro, Silvio Berlusconi. Il motivo del nuovo interesse non poteva che essere la notizia dell’azione legale che gli avvocati di Silvio Berlusconi hanno intrapreso nei confronti del quotidiano “La Repubblica” per le famose 10 domande rimaste senza risposta. Azione che ha scatenato dure critiche dai maggiori giornali stranieri. Ampio spazio dedicato quasi da tutte le testate alla vicenda, ritenuta un vera e propria intimidazione alla libertà di stampa. Insomma il premier dopo gli scandali di festini consumate nelle sue residenze con le escort di alto borgo e il recente scontro fra Stato e Chiesa torna a far parlare di sè.

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Querela di Berlusconi a Repubblica. Le reazioni di Ordine e Fnsi

“Apprensione e allarme”. Sono questi i sentimenti generati dalla querela di Silvio Berlusconi contro Repubblica, secondo il vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti Enrico Paissan.

La vicenda ha scatenato le dure repiche delle organizzazioni della stampa. Il presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, Roberto Natale, parla di un “attacco frontale al ruolo stesso del giornalismo” e dice che è tempo di “una grande iniziativa comune”. Il punto di partenza potrebbe essere un appello dei tre giuristi Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky, pubblicato oggi da Repubblica.it. In poche ore, migliaia le firme raccolte contro il tentativo di “ridurre al silenzio la libera stampa” e “anestetizzare l’opinione pubblica”.

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Ecco le dieci domande di Repubblica a Berlusconi

Pubblichiamo di seguito le 10 domande di Repubblica al presidente del Consiglio che hanno portato alla querela nei confronti del quotidiano e alla richiesta di 1 milione di euro di riscarcimento danni. Le domande, a cui il premier non ha mai risposto sono pubblicate tutti i giorni sul quotidiano dal 14 maggio scorso, in una prima versione, e poi da 26 giugno nella versione definitiva, in seguito agli scandali che hanno coinvolto il premier sui suoi rapporti con l’allora minorenne Noemi Letizia e sui festini hot nelle sue ville.

Ecco le domande dello scandalo:

1. Quando, signor presidente, ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia? Quante volte ha avuto modo d’incontrarla e dove? Ha frequentato e frequenta altre minorenni?

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Berlusconi porta in tribunale Repubblica. Diffamatorie le “dieci domande” al premier

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intenta causa a Repubblica e chiede un risarcimento danni per un milione di euro al Gruppo L’Espresso, oltre a una somma da stabilire “a titolo di riparazione”. Per i legali del premier, infatti, sono “diffamatorie” le ormai famose “10 domande” formulate dal quotidiano il 26 giugno scorso.

La citazione in giudizio – riferisce Repubblica – firmata il 24 agosto, riguarda anche un articolo del 6 agosto dal titolo “Berlusconi ormai ricattabile”. Invitati a comparire al Tribunale di Roma sono Giampiero Martinotti, autore del pezzo contestato, il direttore responsabile di Repubblica, Ezio Mauro, e il gruppo L’Espresso.

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Le foto dello scandalo, gli scatti delle feste a villa Certosa uscite sul sito del “Pais”

Alla fine le foto incriminate sono uscite. A rompere gli indugi è stato “Il Pais”, quotidiano spagnolo, che ha pubblicato sul suo sito internet le immagini dei festini del premier Silvio Berlusconi con modelle e showgirl, nella sua residenza in Sardegna, villa Certosa.

In tutto cinque foto che mostrano donne seminude che girano nei giardini della villa del premier e anche un uomo totalmente svestito in un momento di intimità, probabilmente l’ex premier ceco Mirek Topolánek. Foto che in poche ore hanno fatto il giro del mondo tanto che il sito del “Pais” ha fatto registrare un vero e proprio boom di contatti: pubblicate poco dopo le 23 di giovedì scorso, alle 17 di venerdi le immagini e tutti i contenuti connessi con gli scatti inediti erano stati visti da oltre 4,5 milioni di persone.

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