Germania, provverdimento rafforza libertà di stampa

Il parlamento tedesco

Il parlamento tedesco

Italia e Germania hanno idee diverse in materia di libertà di stampa. Mentre nel nostro Paese si continua a parlare di inasprimento delle sanzioni per i giornalisti che pubblicano intercettazioni telefoniche ad indagini in corso, in Germania si approva una legge che proteggerà maggiormente i cronisti, rafforzando, così, la libertà di stampa nel paese.

Il disegno di legge, approvato oggi dal consiglio dei Ministri tedesco, stabilisce, infatti, che i reporter non saranno più perseguibili in caso di concorso nella pubblicazione di materiale riservato ottenuto da terzi. Ad essere perseguita legalmente sarà solo la la fonte del giornalista, cioè la persona che passa le informazioni ai media.

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Fondi editoria, problema risolto. Tremonti fa retromarcia

tremontiTutto risolto. I fondi per l’editoria saranno ripristinati entro gennaio attraverso un nuovo decreto. La rassicurazione arriva direttamente dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, contattato telefonicamente dal presidente della Camera Gianfranco Fini, mentre riceveva nel suo studio di Montecitorio alcuni dei direttori delle testate a rischio chiusura in caso di taglio dei finanziamenti.

Il taglio delle sovvenzioni era stato sancito, venerdì scorso, con l’approvazione in Commissione bilancio, del maxi-emendamento del Governo alla finanziaria. Ieri la retromarcia di Tremonti. Il titolare del Tesoro nell’annunciare il provvedimento ad hoc, che sarà inserito nel decreto “mille proroghe” o in quello sullo sviluppo, ha convenuto con Fini e con i direttori sulla necessità di salvaguardare le testate politiche, con una loro rilevante storia e presenza anche culturale, le quali hanno tutt’ora mercato, fatto che le distingue dalle pubblicazioni la cui loro sola ragione di vita è quella di incassare le sovvenzioni pubbliche.

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L’ordine del Veneto radia dall’albo la direttrice di Canale 68

Lidia Povolo, pubblicista, direttore responsabile dell’emittente televisiva vicentina Canale 68, è stata radiata dall’Albo professionale al termine di una lunga istruttoria del Consiglio dell’Ordine del Veneto. Sulla base dei numerosi elementi raccolti, il Consiglio ha ritenuto che il comportamento tenuto dalla Povolo non sia compatibile con la permanenza nell’Ordine dei giornalisti.

La pubblicista è stata ritenuta responsabile di una serie di comportamenti deontologicamente non corretti, elencati in sette capi d’inputazione. La delibera di radiazione – composta di oltre 60 pagine – ha contestato alla Povolo, tra l’altro, di aver consentito per anni ad un non giornalista di gestire la redazione giornalistica della televisione sostituendosi di fatto a lei nel ruolo di direttore e, comunque, ricoprendo un ruolo equivalente a quello di un capo redattore; di aver utilizzato stabilmente personale non iscritto all’Ordine dei giornalisti; di aver instaurato, o comunque consentito che si instaurasse un clima di minacce, intimidazioni e maltrattamenti nei confronti dei giornalisti; di aver messo in atto una commistione tra pubblicità e informazione. Il tutto in violazione dei doveri imposti dall’articolo 2 della legge professionale e delle carte deontologiche della professione giornalistica.

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