Radio locali in protesta contro i tagli ai fondi

uno speaker radiofonico

uno speaker radiofonico

Un messaggio diffuso in contemporanea contro i tagli ai fondi per l’editoria. È la protesta di 200 radio locali italiane andata in onda oggi (18 marzo) alle 12.30 con cui si è cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica contro la decisione contenuta nel decreto Milleproroghe e approvato dai due rami del Parlamento, con il quale sono stati soppressi i contributi all’emittenza locale e ridotti del 50% quelli destinati ai giornali editi e diffusi all’estero ed ai giornali dei consumatori.

”Si tratta di un provvedimento che mette a repentaglio la sopravvivenza di centinaia di testate dell’emittenza locale ed alcune decine di piccoli quotidiani – si legge in una nota dell’Agenzia di stampa Area che si è fatta promotrice dell’iniziativa – Altrettanto grave, e senza precedenti, la decisione di intervenire retroattivamente, sui bilanci aziendali dell’anno passato”.

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Protesta dei fotogiornalisti, ministro Maroni senza foto

Fotoreporter in azione

Fotoreporter in azione

Il dell’Interno Roberto Maroni visita l’Assolombarda a Milano e nessuno fotografa l’evento. Deve essere sembrato strano al , sempre attorniato dai flash dei fotografi, non essere stato immortalato in un appuntamento ufficiale.

La strana protesta è stata organizzata dai fotogiornalisti italiani che lamentano i compensi sempre più bassi attribuiti alle loro fotografie dal mondo dell’editoria. Secondo gli organizzatori della protesta, in Italia sono un centinaio i fotoreporter di professione, soprattutto free-lance, che vendono scatti ai giornali: in gran parte lavorano a Roma e Milano.

“I giornali locali pagano le foto anche un euro più Iva - spiegano i fotoreporter – il quotidiano nazionale che paga meglio riconosce 38 euro a scatto: con questi prezzi, ovviamente solo per il pubblicato, lavoriamo sotto costo”. Per questo chiedono, anche attraverso una lettera diffusa ai mezzi di informazione, che sulla questione intervenga l’Ordine dei giornalisti e la Federazione nazionale della stampa italiana.

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Par Condicio, Barbareschi va in onda sul web

Logo del Barbareschi Sciok

Logo del Barbareschi Sciok

Contro il regolamento restrittivo sulla arrivano le prime iniziative di “disubbidienza”. Dopo la manifestazione di via telulada dei presentatori Rai, colpiti dal provvedimento di sospensione dei talk show politici nel periodo di campagna elettorale, arriva la protesta di Luca Barbareschi.

L’attore, presentatore nonché vicepresidente della Commissione Trasporti e Comunicazione in parlamento, ha annunciato che stasera la settima puntata del suo programma “Barbareschi Sciok” andrà in onda in diretta sul web, sul sito di La7 (www.la7.tv).

“Ho deciso di dar forma così alla mia protesta contro il regolamento restrittivo sulla – ha detto il presentatore – e la conseguente decisione della Rai e delle altre televisioni di annullare i talk show, dall’Infedele a Porta a Porta, da Annozero alla trasmissione di Paragone”.

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Rai, sit in dei conduttori contro lo stop ai talk show

Santoro e Vespa sul palco

Santoro e Vespa sul palco

I conduttori in protesta davanti ai cancelli degli studi di via Teulada. C’erano anche Bruno Vespa, e Giovanni Floris tra i manifestanti che ieri sera hanno protestato contro il provvedimento del Cda di viale Mazzini che ha deciso di sospendere i talk show politici fino alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo. Diverse centinaia i presenti, tra cui diversi leader politici, tra cui il leader del Pd, Bersani.

A troneggiare sulla piazza un megaschermo con su scritto “riaccendiamo tutto”. I tre conduttori sono saliti sul palco insieme, nonostante tra Vespa e Santoro non scorra proprio buon sangue. “Non voglio essere un avatar della tv. Noi dobbiamo rispettare le regole ma anche i politici presentino le liste secondo le regole” ha detto ironico , che spiega: “Questa sera c’è un pezzo di opinione pubblica che paga il canone e chiede i suoi diritti”.

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Fnsi, i free lance ottengono una rappresentanza nel sindacato

FnsiSi chiamerà Commissione lavoro autonomo e sarà l’organo della Federazione nazionale della stampa che rappresenterà gli interessi sindacali dei giornalisti free lance. “Da oggi i giornalisti freelance hanno la loro rappresentanza sindacale permanente all’interno della Fnsi – si legge nel comunicato diffuso dal sindacato -. Il Consiglio nazionale, su proposta della Giunta esecutiva, ha infatti approvato la costituzione della commissione.”

“La nuova Commissione – continua la nota – sarà articolata a livello regionale, e verrà eletta direttamente dai colleghi freelance. La Commissione opererà in stretto collegamento con la Giunta esecutiva e la Segreteria nazionale della Fnsi per tutte le attività di tutela degli interessi professionali, contrattuali, previdenziali e assistenziali dei lavoratori autonomi”.

È stata confermata, inoltre, l’Assemblea nazionale dei freelance, alla quale la Giunta esecutiva ha conferito nuovi compiti, oltre a varare l’istituzione di Assemblee regionali dei giornalisti lavoratori autonomi. Il nuovo organo, conclude la nota “risponde alle richieste giunte dai colleghi freelance di tutta Italia, che hanno chiesto – nel corso di numerose riunioni organizzate dalla Fnsi e dalle Associazioni regionali a livello nazionale e locale – una rappresentanza sindacale nella forma di una struttura permanente all’interno della Federazione.”

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Il Tg5 compie 18 anni. Ma i lavoratori scioperano

Tg5 logoAuguri Tg5! Il telegiornale di canale cinque, il secondo più visto in Italia dopo il Tg1, raggiunge la maggiore età. Domani 13 gennaio 2009 sono esattamente 18 anni che il notiziario della rete ammiraglia di Mediaset va in onda. Per festeggiare l’evento è prevista un’edizione straordinaria che, per la prima volta in esclusiva, andrà in diretta sul web all’indirizzo www.mediaset.it. Per chi vorrà festeggiare la ricorrenza l’appuntamento è alle ore 15 di domani, 13 gennaio.

Lo strano modo di brindare al è dovuto alla contemporanea inaugurazione della nuova area video del portale di Mediaset. Così, insieme ai festeggiamenti per il tg5, sul portale si alterneranno in diretta conduttori e ospiti d’eccezione che risponderanno alle domande degli spettatori e presenteranno in anteprima assoluta le tante novità del sito.

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Chiude il Corriere di Livorno, fallisce il tentativo dell’editore-calciatore Lucarelli

Sembra giunta al capolinea l’esperienza del calciatore del Livorno, Cristiano Lucarelli, come editore di un quotidiano. “Il Corriere di Livorno”, giornale da lui fondato il 9 settembre del 2007, ha annunciato la possibile chiusura dell’attività. La crisi dell’editoria non ha risparmiato nemmeno l’esperimento dell’editore-calciatore.

Ad annunciare la fine delle pubblicazioni è stato lo stesso Lucarelli, in un (il primo scritto da lui in due anni) comparso sulla prima pagina del quotidiano livornese. “Attualmente – scrive il giocatore – complice la crisi, le copie vendute al di sotto delle aspettative e lo scarso interesse (per paura di ritorsioni) di imprenditori contattati per affiancarmi in questa avventura, mi hanno fatto riflettere sull’eventualità di cessare le pubblicazioni del Corriere di Livorno entro la fine del 2009”.

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Editoriale di Minzolini al Tg1: “Manifestazione assurda”. E il Cdr sfiducia il direttore

“Mai stati schierati, il è di tutti”. Con queste dure parole il comitato di redazione del ha preso le distanze dal suo direttore Augusto Minzolini che, sabato sera subito dopo la manifestazione di piazza del Popolo in difesa della libertà di stampa, durante l’edizione delle 20 del Tg, aveva definito, “assurda” la protesta dal sindacato dei giornalisti.

Nel suo editoriale, Minzolini aveva definito l’informazione “teatro di uno scontro di potere” e bollato la manifestazione come simbolo della “volontà di insediare un regime ”. Il giorno dopo le parole di Minzolini arriva la reazione del Cdr del composto da Alessandro Gaeta, Claudio Pistola e Alessandra Mancuso. L’organizzazione sindacale ha chiesto ai vertici aziendali di essere convocato con urgenza “per esprimere le proprie preoccupazioni”.

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Trecentomila per la libertà di stampa a piazza del Popolo. Cronaca di una giornata intensa

secondo gli organizzatori, circa sessantamila secondo la questura. Sono questi i numeri della manifestazione in difesa della libertà di stampa che si è svolta a Roma in piazza del Popolo. Una grande folla, a prescindere dalla solita guerra di cifre, colorata e variegata che ha riempito ogni centimetro quadrato della piazza ma anche delle vie limitrofe. Gente di ogni età ed estrazione sociale, giunta da tutta Italia con ogni mezzo per esprimere il proprio dissenso contro le restrizioni imposte dalla politica all’informazione.

In mezzo alla folla tanti i cartelli, gli striscioni e le magliette con gli slogan più diversi e fantasiosi, tantissimi i palloncini e le bandiere a colorare la piazza e ad indicare le appartenenze, da quelle dei partiti dell’opposizione a quelle dei sindacati che hanno aderito alla protesta.

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Libertà di stampa. Tutto pronto per la manifestazione. Appuntamento a piazza del Popolo alle 15.30

Ormai ci siamo. E’ tutto pronto per la in favore della libertà di stampa organizzata dal sindacato unico dei giornalisti, l’Fnsi. Appuntamento per domani ore 15.30 a Piazza del Popolo, a Roma. Finalmente sapremo se sarà una farsa, come ha dichiarato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, oppure una grande di popolo. Sono attesi trecento pullman da tutta Italia, che convergeranno fin dalle prime ore del giorno sulla capitale. Alla vigilia il presidente della Fnsi, Roberto Natale, ha ricordato le ragioni della protesta: “Avvertiamo un’aria pesante per l’: dal ddl sulle intercettazioni, all’operazione contro Avvenire che ha portato alle di Dino Boffo, all’appello del premier agli imprenditori perché non investano in pubblicità sui giornali catastrofisti”.

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