QN sbarca sull’iPhone, ma i giornalisti protestano

I quotidiani del gruppo QN

I del gruppo QN

I giornali del gruppo Poligrafici Editoriale annunciano il loro sbarco sugli e il comitato di redazione entra in stato di agitazione. L’annuncio era stato dato in pompa magna l’altro giorno dai direttori dei giornali del gruppo, Pierluigi Visci e Xavier Jacobelli. Nell’editoriale di presentazione veniva annunciato in modo entusiastico l’avvenuta alleanza tra l’informazione su carta e il mondo del web per il Quotidano Nazionale, Quotidiano sportivo, Il resto del Carlino, La Nazione e , che finalmente diventava un’applicazione scaricabile gratuitamente nell’App Store di Apple.

Una novità che permetterà ai lettori di QN di accedere, in tempo reale e da qualsiasi luogo, all’offerta di contenuti prodotta dai giornali. I due direttori sbandieravano aggiornamenti in tempo reale su cronaca, politica, esteri, sport, spettacolo, gossip, tecnologia, una sezione multimediale e l’informazione locale delle quaranta città coperte. E poi le previsioni meteo, la programmazione del cinema, l’oroscopo del giorno e numerosi strumenti di interazione con i lettori, come i sondaggi, la possibilità di inviare contributi e la possibilità di condivisione.

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Manifesto, la riunione di redazione si fa in piazza

Montecitorio luogo della protesta

Montecitorio luogo della protesta

È stata una molto particolare quella che hanno svolto ieri i giornalisti del manifesto. All’aperto, davanti al Parlamento. I giornalisti del quotidiano comunista si sono dati appuntamento alle 11 a piazza Montecitorio per protestare contro i tagli per l’editoria previsti nella finanziaria.

Alla sui generis hanno partecipato anche diversi politici, tra i quali Fausto Bertinotti, Ignazio Marino, Giovanna Melandri, Luigi De Magistris nonché Fulvio Fammoni della Cgil, Roberto Natale, presidente della Fnsi e Corradino Mineo, direttore di Rainews.

“Berlusconi con questi tagli vuole togliersi dai piedi una serie di giornali di destra e di sinistra – ha detto il direttore de Il Manifesto, Norma Rangeri -. La stampa è l’ultima spina nel fianco del regime mediatico berlusconiano e il premier inizia a eliminarla cominciando dai piccoli, ma noi venderemo cara la pelle. Se si andrà avanti con il voto alla Finanziaria siamo pronti a salire su un tetto, questa è solo la prima tappa”, ha concluso sibillina la Rangeri.

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Freelance e precari, due manifestazioni a Napoli e Venezia

Giornalisti al lavoro

Giornalisti al lavoro

Andrà in scena oggi a Venezia e la giornata degli “S-pennati”, ovvero dei giornalisti freelance e precari. Due manifestazioni che si svolgeranno in per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione insostenibile di tanti giornalisti chiamati a svolgere il delicato ruolo di informare senza tuttavia essere riconosciuti dal punto di vista lavorativo e retributivo.

La prima protesta andrà in scena a Venezia, organizzata da “Re:fusi”, l’associazione dei freelance veneti nata lo scorso anno, insieme all’Assostampa veneta. Alla parteciperanno anche delegazioni provenienti da altre regioni e alcuni dirigenti nazionali della Fnsi. La mobilitazione, si legge nella nota di presentazione, segue il D-Day del 4 maggio 2009, ovvero la giornata della dignità professionale. “Ora si arriva al giorno degli S-pennati, – continua la nota – sì perché i giornalisti che non sono dipendenti è così che si sentono per la stragrande maggioranza: reperibilità 24 su 24, strumenti e spese (auto compresa) a proprio carico, niente ferie, niente malattia, niente maternità, articoli pagati 5 euro lordi, servizi a 10 euro lordi, foto a 7 euro lordi. E la situazione diventa ancor più tragica se il calcolo del compenso viene fatto su base oraria: allora ci si accorge che se si va a pareggio è quasi un miracolo”.

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Protesta dei fotografi all’inaugurazione dello stadio del tennis

La protesta dei fotografi al foro italico

La dei fotografi al foro italico

Macchine fotografiche in fila poggiate sulla terra rossa del nuovo stadio del tennis del Foro italico. È la nuova clamorosa messa in scena dai fotografi durante l’inaugurazione del nuovo campo centrale di tennis. Non è la prima volta che i fotoreporter inscenano azioni plateali per denunciare le loro difficili condizioni di lavoro. Qualche tempo fa era toccato al ministro dell’Interno, Roberto Maroni, rimanere senza scatti nel corso di una sua uscita pubblica.

Questa volta, però, la è stata molto più sensazionale. La cerimonia di inaugurazione del nuovo stadio era in programma alle 12.30 alla presenza di autorità politiche e sportive. Con Lea Pericoli, nei panni della madrina, erano presenti il numero uno dello sport italiano, il presidente del Coni Gianni Petrucci, il sottosegretario Gianni Letta, Rocco Crimi, il presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti, il presidente della Fit Angelo Binaghi e Nicola Pietrangeli. A rappresentare il mondo del tennis erano presenti i due campioni più amati: Rafael Nadal e Roger Federer.

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Nuovi venti di censura da Venezuela e Estonia

Una pagina del blog satirico venezuelano

Una pagina del blog satirico venezuelano

Tutto il mondo è paese. Dall’Europa dell’est al Sudamerica sono in tanti a dover fare i conti con governi autoritari che impongo la censura. Succede così che in Venezuela il presidente Chavez si è dovuto affrettare a smentire le voci di imminenti provvedimenti per limitare internet, dopo che un blog satirico, curato da tre giovani venezuelani, aveva suscitato le ire del presidente colonnello e le conseguenti minacce di restrizioni.

Nel frattempo dall’altra parte del mondo, in Estonia, i sei principali quotidiani nazionali uscivano nelle edicole con una pagina completamente bianca per protesta contro un progetto di legge che vorrebbe imporre ai giornalisti di rivelare le loro fonti di informazione quando richiesto dall’autorità giudiziaria.

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Radio locali in protesta contro i tagli ai fondi

uno speaker radiofonico

uno speaker radiofonico

Un messaggio diffuso in contemporanea contro i tagli ai fondi per l’editoria. È la di 200 radio locali italiane andata in onda oggi (18 marzo) alle 12.30 con cui si è cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica contro la decisione contenuta nel decreto Milleproroghe e approvato dai due rami del Parlamento, con il quale sono stati soppressi i contributi all’emittenza locale e ridotti del 50% quelli destinati ai giornali editi e diffusi all’estero ed ai giornali dei consumatori.

”Si tratta di un provvedimento che mette a repentaglio la sopravvivenza di centinaia di testate dell’emittenza locale ed alcune decine di piccoli quotidiani – si legge in una nota dell’Agenzia di stampa Area che si è fatta promotrice dell’iniziativa – Altrettanto grave, e senza precedenti, la decisione di intervenire retroattivamente, sui bilanci aziendali dell’anno passato”.

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Protesta dei fotogiornalisti, ministro Maroni senza foto

Fotoreporter in azione

in azione

Il ministro dell’Interno Roberto visita l’Assolombarda a Milano e nessuno fotografa l’evento. Deve essere sembrato strano al ministro, sempre attorniato dai flash dei fotografi, non essere stato immortalato in un appuntamento ufficiale.

La strana è stata organizzata dai fotogiornalisti italiani che lamentano i compensi sempre più bassi attribuiti alle loro fotografie dal mondo dell’. Secondo gli organizzatori della , in Italia sono un centinaio i di professione, soprattutto free-lance, che vendono scatti ai giornali: in gran parte lavorano a Roma e Milano.

“I giornali locali pagano le foto anche un euro più Iva - spiegano i – il quotidiano nazionale che paga meglio riconosce 38 euro a scatto: con questi prezzi, ovviamente solo per il pubblicato, lavoriamo sotto costo”. Per questo chiedono, anche attraverso una lettera diffusa ai mezzi di informazione, che sulla questione intervenga l’Ordine dei giornalisti e la Federazione nazionale della stampa italiana.

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Par Condicio, Barbareschi va in onda sul web

Logo del Barbareschi Sciok

Logo del Barbareschi Sciok

Contro il regolamento restrittivo sulla Par Condicio arrivano le prime iniziative di “disubbidienza”. Dopo la manifestazione di via telulada dei presentatori , colpiti dal provvedimento di sospensione dei politici nel periodo di campagna elettorale, arriva la protesta di Luca Barbareschi.

L’attore, presentatore nonché vicepresidente della Commissione Trasporti e Comunicazione in parlamento, ha annunciato che stasera la settima puntata del suo programma “Barbareschi Sciok” andrà in onda in diretta sul web, sul sito di La7 (www.la7.tv).

“Ho deciso di dar forma così alla mia protesta contro il regolamento restrittivo sulla par condicio – ha detto il presentatore – e la conseguente decisione della e delle altre televisioni di annullare i , dall’Infedele a Porta a Porta, da Annozero alla trasmissione di Paragone”.

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Rai, sit in dei conduttori contro lo stop ai talk show

Santoro e Vespa sul palco

Santoro e Vespa sul palco

I Rai in davanti ai cancelli degli studi di via Teulada. C’erano anche , Michele Santoro e Giovanni Floris tra i manifestanti che ieri sera hanno protestato contro il provvedimento del Cda di viale Mazzini che ha deciso di sospendere i politici fino alle elezioni regionali del 28 e 29 marzo. Diverse centinaia i presenti, tra cui diversi leader politici, tra cui il leader del Pd, Bersani.

A troneggiare sulla piazza un megaschermo con su scritto “riaccendiamo tutto”. I tre sono saliti sul palco insieme, nonostante tra Vespa e Santoro non scorra proprio buon sangue. “Non voglio essere un avatar della tv. Noi dobbiamo rispettare le regole ma anche i politici presentino le liste secondo le regole” ha detto ironico Michele Santoro, che spiega: “Questa sera c’è un pezzo di opinione pubblica che paga il canone e chiede i suoi diritti”.

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Fnsi, i free lance ottengono una rappresentanza nel sindacato

FnsiSi chiamerà autonomo e sarà l’organo della Federazione nazionale della stampa che rappresenterà gli interessi sindacali dei . “Da oggi i giornalisti freelance hanno la loro permanente all’interno della – si legge nel comunicato diffuso dal sindacato -. Il , su proposta della Giunta esecutiva, ha infatti approvato la costituzione della .”

“La nuova – continua la nota – sarà articolata a livello regionale, e verrà eletta direttamente dai colleghi freelance. La opererà in stretto collegamento con la Giunta esecutiva e la Segreteria nazionale della per tutte le attività di degli interessi professionali, contrattuali, previdenziali e assistenziali dei autonomi”.

È stata confermata, inoltre, l’ dei freelance, alla quale la Giunta esecutiva ha conferito nuovi compiti, oltre a varare l’istituzione di Assemblee regionali dei giornalisti autonomi. Il nuovo organo, conclude la nota “risponde alle richieste giunte dai colleghi freelance di tutta Italia, che hanno chiesto – nel corso di numerose riunioni organizzate dalla e dalle Associazioni regionali a livello nazionale e locale – una nella forma di una struttura permanente all’interno della Federazione.”

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