Odg, la ricerca sui freelance inviato alle procure

Il logo dell'ordine dei giornalisti

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L’Ordine dei giornalisti non si ferma all’indagine sui compensi ai giornalisti freelance. I “dati della vergogna”, contenuti nel dossier “Smascheriamo gli editori”, sono stati trasmessi a tutte le Procure generali della Repubblica perché valutino se nelle situazioni emerse siano configurabili ipotesi di reato.

La decisione è stata presa dal comitato esecutivo dell’Ordine, dopo che il 18 maggio aveva presentato l’inchiesta in un incontro a cui aveva partecipato il ministro Giorgia Meloni e diversi parlamentari. Gli onorevoli, già durante il convegno avevano annunciato una proposta di legge finalizzata a condizionare l’erogazione delle provvidenze concesse dallo Stato agli editori al rispetto del lavoro dei giornalisti. Da parte sua il ministro Meloni aveva confermato il pieno appoggio del governo a questa azione di moralizzazione avviata dall’Ordine dei giornalisti.

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Riforma ordine giornalisti, riprende l’iter alla Camera

Camera_DeputatiSembra finalmente raggiunto l’accordo per la riforma dell’ordinamento gionalistico. È prevista per oggi in commissione cultura alla camera, la ripresa dell’iter della proposta di legge che dovrà cambiare le regole del giornalismo e la figura del cronista in Italia. Stavolta sembra possa arrivare la tanto attesa fumata bianca, dal momento che c’è l’accordo bipartisan di tutti i deputati.

La nuova proposta conterrà modifiche sostanziali per l’accesso alla professione, per cui diventerà obbligatoria la laurea; richiederà una maggiore attenzione alla deontologia e – punto più delicato – prevederà l’istituzione di un giuri’ “per la correttezza dell’informazione”. Novità anche per quanto riguarda l’Ordine dei giornalisti: il provvedimento conterrà un nuovo meccanismo elettorale per la nomina del Consiglio Nazionale.

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Riforma Ordine dei giornalisti. Avviata la discussione in Commissione cultura

Logo-Ordine-dei-GiornalistiPrimo passo verso la riforma dell’Ordine dei giornalisti. La commissione Cultura della Camera ha avviato la discussione della proposta di legge presentata da un gruppo di parlamentari, tutti per lo più giornalisti, che prevede la modifica, in alcuni suoi punti, della legge istitutiva dell’Ordine. La proposta di legge era stata presentata lo scorso 22 aprile dai deputati Pisicchio, Zampa, Mazzuca, Pionati, Merlo, Giulietti, Rao, Salvini, Lehner e Testoni.

“Sono molto soddisfatto di questi primi risultati”, ha affermato il relatore Giancarlo Mazzuca (Pdl), giornalista e promotore della proposta di legge. “Ho avuto l’appoggio di tutti i partiti, in quanto anche la Lega si è dichiarata favorevole all’iniziativa. Credo, quindi, che, a questo punto, l’iter possa essere molto veloce. Mi auguro che si possa arrivare all’approvazione della Camera nel giro di tre mesi e a quella del Senato nell’arco di sei mesi”.

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Par condicio, il Pdl propone modifica alla legge sull’informazione in campagna elettorale

Ignazio AbrignaniPar condicio addio. La norma che regola l’informazione politica durante i periodi elettorali sembra destinata a finire in soffitta. Il Pdl ha presentato una proposta di legge firmata da Ignazio Abrignani (nella foto), che prevede una riforma radicale della attuale par condicio.

Spazi in radio e in tv divisi in base al “peso” del partito e quindi alla rappresentanza parlamentare ottenuta alle ultime elezioni, salvo un diritto di tribuna per le minoranze pari al 10% (soglia considerata ‘trattabile fino al 20%); spot a pagamento sulle tv nazionali per tutte le forze politiche; possibilità per i singoli politici di partecipare alle trasmissioni di intrattenimento. Queste le novità fondamentali della proposta di legge 2805 depositata il 14 ottobre scorso a Montecitorio e formalizzata ieri in un fascicolo.

Il nuovo testo di legge prevede un solo articolo e riprende una proposta già studiata dai tecnici di Forza Italia e An nel 2005. Ora la proposta passerà all’esame delle commissioni e se approvata, potrebbe essere applicata già alle regionali di marzo. I tempi tuttavia restano strettissimi, tanto che la possibilità di farcela prima delle elezioni amministrative è in forte in dubbio.

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