Rai, il Cda rinvia il rinnovo del contratto di Bruno Vespa

Ancora problemi con i contratti in casa Rai. Dopo le polemiche per il mancato rinnovo dell’accordo con Marco Travaglio come collaboratore di Annozero, scoppia il caso per quello di Bruno Vespa. Il consiglio d’amministrazione della televisione pubblica, infatti, ha deciso all’unanimità di rinviare il rinnovo del contratto del conduttore di “Porta a porta”.

La motivazione, a quanto si apprende, è economica: secondo l’accordo attuale, firmato nel 2005 per tre anni, con un’opzione fino al 2010, Bruno Vespa percepisce un minimo garantito di 1 milione 187 mila euro all’anno come ideatore, autore e conduttore di Porta a porta. Cifra che, nel nuovo contratto, si diceva potesse salire a 1 milione 600 mila euro. Secondo il consigliere della maggioranza, Angelo Petroni, appoggiato da Nino Rizzo Nervo (Pd), il contratto sarebbe troppo oneroso e non coerente con la situazione generale dell’azienda, che vede un rosso di bilancio di circa 600 milioni entro il 2012.

Leggi tutto »

Al via “parole e mafie”: tre mesi di convegni in tutto il Lazio

Parte oggi (ndr 22 settembre) da Latina il tour di “Parole e mafie. Informazione, silenzi e omertà”, il progetto realizzato dalla “Fondazione Libera Informazione” in collaborazione con la “Casa della Legalità” della Presidenza della Giunta Regionale del Lazio, che punta l’attenzione su informazione e mafie. Una serie di dibattiti, incontri e convegni tematici che proseguiranno per tre mesi nelle diverse province laziali, pensati come momenti di confronto con gli operatori locali dell’informazione, con il mondo dell’associazionismo e con tutti i cittadini sensibili alla minaccia rappresentata dalla criminalità organizzata.

Obiettivo degli incontri è far emergere tutte quelle notizie che faticano ad ottenere diritto di cittadinanza presso gli organi di informazione o ad uscire da un ambito prettamente locale. Oltre agli incontri con giornalisti della stampa nazionale sensibili ai problemi relativi alle infiltrazioni mafiose, Libera Informazione e la Casa della Legalità organizzeranno convegni tematici aperti al pubblico su alcune delle principali sfide poste dalle mafie nel Lazio.

Leggi tutto »

Inpgi, ai giornalisti ancora undici anni di pensione. E poi? Incontro casse ministero per trovare una soluzione

Ci sarebbe anche l’Inpgi, l’istituto previdenziale dei giornalisti, tra le casse privatizzate in difficoltà. Il futuro di alcuni enti è incerto e dopo le innovazioni normative varate con la Finanziaria 2007 che ha spostato – ma non per l’Inpgi1 – in avanti (da 15 a 30 anni) le proiezioni attuariali, la previdenza dei professionisti ha bisogno urgente di attuare una serie di riforme proprio per far fronte alla norma della manovra.

Proprio per trovare una soluzione a questi problemi ieri (giovedì 17 settembre) si è tenuto un incontro tra il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi e i presidenti dei principali enti previdenziali. Alla riunione, che si è tenuta presso la sede del ministero del Welfare mancava, però, l’Adepp, ovvero l’associazione degli enti privatizzati guidata da Maurizio de Tilla. L’incontro di ieri è venuto dopo una serie di riunioni preparatorie e è stato dedicato “all’esame dei profili formali e sostanziali di stabilità delle Casse di previdenza nel medio-lungo periodo”.

Leggi tutto »

Manifestazione per la libertà di stampa, l’Fnsi la rinvia al 3 ottobre

Rinviata. La manifestazione nazionale per la libertà d’informazione che si doveva tenere domani (19 settembre) a Roma, è slittata al prossimo 3 ottobre. La decisione, annunciata dalla Federazione nazionale della stampa, è dovuta ai tragici avvenimenti che sono costati la vita a sei soldati italiani in Afghanistan.

“Con profondo rispetto verso i caduti – si legge in un comunicato diffuso dalla Fnsi – nell’espressione di un’autentica, permanente volontà di pace quale condizione indispensabile di una informazione libera e plurale, capace di rappresentare degnamente i valori della convivenza civile, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, ha deciso, d’intesa con le altre organizzazioni aderenti (Cgil, Acli, Arci, Art. 21, Libertà e Giustizia e numerose associazioni sindacali, sociali e culturali), di rinviare ad altra data la manifestazione per la libertà di stampa programmata a Roma per sabato prossimo”.

Leggi tutto »

Due storie, due destini. Giornalista afghano liberato dopo due anni, uno salvadoregno ucciso dalla malavita

Sono due storie molto diverse ma anche molto simili quelle che hanno accomunato in questi giorni Sayed Pervez Kambaksh e Christian Poveda. Due giornalisti, in parti diverse del mondo, finiti nei guai solo per aver fatto il proprio lavoro. Due storie con finali, purtroppo, tragicamente opposti.

Sayed Pervez Kambaksh era stato condannato a morte per blasfemia da un tribunale islamico di Maza-i-Sharif il 22 gennaio del 2008. Ora, dopo due anni di prigionia, è tornato ad essere un uomo libero. A porre fine alla sua reclusione, la grazia concessa dal presidente afghano Karzai.

La sua vicenda aveva fatto scalpore all’epoca dei fatti, tanto che anche la diplomazia internazionale si era mobilitata per la sua liberazione. Kambaksh, 24enne giornalista afghano, si era “guadagnato” la condanna a morte per aver scaricato da un sito iraniano materiale informativo sui diritti delle donne e l’Islam. La sentenza aveva provocato l’intervento delle associazioni di giornalisti di tutto il mondo e di numerosi governi, in primo luogo quello Usa con il segretario di Stato Condoleeza Rice. Anche l’Unione Italiana Cronisti aveva richiamato l’attenzione sul suo caso assegnando a Kambash l’International Award Reporter of the Year e facendo pressioni sulle autorità del afghane, italiane ed europee per la scarcerazione. Come risultato della mobilitazione, alla fine del 2008 il processo di appello aveva modificato la condanna a morte in 20 anni di carcere, tra le proteste degli islamici più intransigenti.

Leggi tutto »

Google Book, la rivolta degli editori. La UE prova a mettere pace

Botta e risposta tra l’Unione europea e Google sul progetto di biblioteca digitale avanzato dall’azienda di Mountain View che ha scatenato le proteste degli editori europei e statunitensi. L’iniziativa, chiamata “Google book search”, permetterebbe la digitalizzazione e la vendita potenziale di tutte le opere rimaste “orfane” del loro autore o ormai fuori stampa, creando problemi con i diritti d’autore.

Sulla vicenda si sono espressi i commissari europei per le comunicazioni e il mercato unico, rispettivamente Viviane Reding e Charie McCreevy. “L’Unione deve adattare la sua normativa sui diritti d’autore, ancora “troppo frammentata”, alle esigenze dell’era digitale”. Questo il pronunciamento dei commissari, che tra ieri e oggi hanno svolto diversi incontri con le parti interessate per discutere il problema.

Leggi tutto »

Cgil, Italia a grave rischio per la libertà d’informazione

“Se Freedom House stilasse oggi il rapporto l’Italia sarebbe certamente classificata come paese a grave rischio per la libertà di informazione per l’impressionante escalation verificatasi che si somma ai problemi già esistenti”. Ad affermarlo il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni.

“L’uso delle risorse pubblicitarie – sottolinea Fammoni – le norme sulle intercettazioni, i tagli dall`editoria al sistema culturale e dello spettacolo, i meccanismi di nomina della Rai, le pressioni sugli operatori dell’informazione sono meccanismi che identificano un progetto non accettabile contrario al dettato dell’articolo 21 della Costituzione”.

A questo stato di cose, aggiunge il segretario della Cgil, “è bene reagire con la determinazione adeguata. Una grande manifestazione nazionale è necessaria e urgente. Occorre, però, dare anche continuità e prospettive a questa mobilitazione”.