Manifesto, la riunione di redazione si fa in piazza

Montecitorio luogo della protesta

Montecitorio luogo della protesta

È stata una riunione di redazione molto particolare quella che hanno svolto ieri i giornalisti del manifesto. All’aperto, davanti al Parlamento. I giornalisti del quotidiano comunista si sono dati appuntamento alle 11 a piazza Montecitorio per protestare contro i tagli per l’editoria previsti nella finanziaria.

Alla riunione di redazione sui generis hanno partecipato anche diversi politici, tra i quali Fausto Bertinotti, Ignazio Marino, Giovanna Melandri, Luigi De Magistris nonché Fulvio Fammoni della Cgil, Roberto Natale, presidente della Fnsi e Corradino Mineo, direttore di Rainews.

“Berlusconi con questi tagli vuole togliersi dai piedi una serie di giornali di destra e di sinistra – ha detto il direttore de Il Manifesto, Norma Rangeri -. La stampa è l’ultima spina nel fianco del regime mediatico berlusconiano e il premier inizia a eliminarla cominciando dai piccoli, ma noi venderemo cara la pelle. Se si andrà avanti con il voto alla Finanziaria siamo pronti a salire su un tetto, questa è solo la prima tappa”, ha concluso sibillina la Rangeri.

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Editoriale di Minzolini al Tg1: “Manifestazione assurda”. E il Cdr sfiducia il direttore

“Mai stati schierati, il Tg1 è di tutti”. Con queste dure parole il comitato di redazione del Tg1 ha preso le distanze dal suo direttore Augusto Minzolini che, sabato sera subito dopo la manifestazione di piazza del Popolo in difesa della libertà di stampa, durante l’edizione delle 20 del Tg, aveva definito, “assurda” la protesta organizzata dal sindacato dei giornalisti.

Nel suo editoriale, Minzolini aveva definito l’informazione “teatro di uno scontro di potere” e bollato la manifestazione come simbolo della “volontà di insediare un regime mediatico”. Il giorno dopo le parole di Minzolini arriva la reazione del Cdr del Tg1 composto da Alessandro Gaeta, Claudio Pistola e Alessandra Mancuso. L’organizzazione sindacale ha chiesto ai vertici aziendali di essere convocato con urgenza “per esprimere le proprie preoccupazioni”.

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La gente di piazza del Popolo. Slogan, magliette e tanti colori alla manifestazione contro il guinzaglio alla stampa

“Siamo tutti farabutti” e “Adesso denuncia anche me”. Sono solo alcuni degli slogan che campeggiano sulle magliette dei manifestanti che gremiscono piazza del Popolo per manifestare contro il “bavaglio” all’informazione. Appunto, il bavaglio. Tantissimi manifestanti hanno qualcosa davanti alla bocca per segnalare l’impossibilità di parlare. C’è chi ha messo un cerotto, chi una cerniera a lampo, chi ancora ha indossato bandane e fasce di ogni tipo a tappare la bocca.

È una folla coloratissima e molto fantasiosa quella che manifesta sotto il sole di Roma. Tanti i cartelli, con scritte e vignette che riconducono al tema della libertà di stampa. Molti simpatici, altri irripetibili. C’è chi va in giro con un guinzaglio rigido cui ha legato un giornale e chi si è travestito da pinocchio. C’è persino un omone mascherato da Obelix che gira per la piazza trascinando un carretto in cui un pupazzo con le sembianze di Berlusconi tiene un cartello con su scritto: “Ho risposto alle 10 domande…le ho sbagliate tutte”.

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Trecentomila per la libertà di stampa a piazza del Popolo. Cronaca di una giornata intensa

Trecentomila persone secondo gli organizzatori, circa sessantamila secondo la questura. Sono questi i numeri della manifestazione in difesa della libertà di stampa che si è svolta a Roma in piazza del Popolo. Una grande folla, a prescindere dalla solita guerra di cifre, colorata e variegata che ha riempito ogni centimetro quadrato della piazza ma anche delle vie limitrofe. Gente di ogni età ed estrazione sociale, giunta da tutta Italia con ogni mezzo per esprimere il proprio dissenso contro le restrizioni imposte dalla politica all’informazione.

In mezzo alla folla tanti i cartelli, gli striscioni e le magliette con gli slogan più diversi e fantasiosi, tantissimi i palloncini e le bandiere a colorare la piazza e ad indicare le appartenenze, da quelle dei partiti dell’opposizione a quelle dei sindacati che hanno aderito alla protesta.

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Libertà di stampa. Tutto pronto per la manifestazione. Appuntamento a piazza del Popolo alle 15.30

Ormai ci siamo. E’ tutto pronto per la manifestazione in favore della libertà di stampa organizzata dal sindacato unico dei giornalisti, l’Fnsi. Appuntamento per domani ore 15.30 a Piazza del Popolo, a Roma. Finalmente sapremo se sarà una farsa, come ha dichiarato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, oppure una grande manifestazione di popolo. Sono attesi trecento pullman da tutta Italia, che convergeranno fin dalle prime ore del giorno sulla capitale. Alla vigilia il presidente della Fnsi, Roberto Natale, ha ricordato le ragioni della protesta: “Avvertiamo un’aria pesante per l’informazione: dal ddl sulle intercettazioni, all’operazione contro Avvenire che ha portato alle dimissioni di Dino Boffo, all’appello del premier agli imprenditori perché non investano in pubblicità sui giornali catastrofisti”.

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Gabanelli, Report ha ottenuto la tutela legale. “Ma navighiamo a vista”

“La tutela legale della Rai per Report? L`abbiamo rispuntata la scorsa settimana. Almeno per questa serie. Si naviga un po’ a vista, capisce?”. Con queste parole, Milena Gabanelli intervenendo a ‘24 Mattino’ su Radio 24 ha messo fine alla querelle legata alla volontà della Rai di non rinnovare la copertura legale a Report.

La Gabanelli nel corso dell’intervista ha parlato anche della manifestazione sulla libertà di stampa prevista domani (sabato 3 ottobre a Piazza del Popolo). Manifestazione alla quale la giornalista ha aderito: “Tutti i politici di tutti i Paesi – ha detto la Gabanelli – esercitano le loro pressioni sui giornalisti per indirizzare, condizionare, limitare. A vari livelli. Ma dipende dagli interlocutori che trovi. In Italia si trovano interlocutori particolarmente asserviti e questo fatto produce certi risultati.”

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Manifestazione per la libertà di stampa, l’Fnsi la rinvia al 3 ottobre

Rinviata. La manifestazione nazionale per la libertà d’informazione che si doveva tenere domani (19 settembre) a Roma, è slittata al prossimo 3 ottobre. La decisione, annunciata dalla Federazione nazionale della stampa, è dovuta ai tragici avvenimenti che sono costati la vita a sei soldati italiani in Afghanistan.

“Con profondo rispetto verso i caduti – si legge in un comunicato diffuso dalla Fnsi – nell’espressione di un’autentica, permanente volontà di pace quale condizione indispensabile di una informazione libera e plurale, capace di rappresentare degnamente i valori della convivenza civile, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, ha deciso, d’intesa con le altre organizzazioni aderenti (Cgil, Acli, Arci, Art. 21, Libertà e Giustizia e numerose associazioni sindacali, sociali e culturali), di rinviare ad altra data la manifestazione per la libertà di stampa programmata a Roma per sabato prossimo”.

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Manifestazione per la libertà di stampa. Appuntamento il 19 settembre a piazza del Popolo

“L’iniziativa per la libertà d’informazione, promossa dalla Federazione Nazionale della Stampa, si svolgerà sabato 19 settembre a Roma in Piazza del Popolo a partire dalle ore 16″. Con queste poche parole pubblicate sul sito internet della Federazione nazionale della stampa, è stata sancita data e luogo della grande mobilitazione annunciata da diversi giorni dalla fnsi.

Dalla federazione fanno sapere che le adesioni sono moltissime e si prevede una partecipazione “fiume” alla mobilitazione.

In attesa della manifestazione è stato aperto ance un Blog che la riguarda: documenti, interviste, dichiarazioni, tutto il dibattito prima dell’appuntamento saranno consultabili sul sito: http://fnsi-libera-informazione.blogspot.com.

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Berlusconi ancora all’attacco: “mancanza libertà di stampa barzelletta comunista”. Natale: Se ne accorgerà il 19″

“A noi pare che ci sia assai poco da ridere. Non ridono in Europa, dove fanno classifiche che mettono l’Italia in posizione medio bassa in quanto a libertà di informazione, e sempre meno si ride in Italia, dove si allunga a dismisura la lista dei giornali e dei soggetti sociali colpiti da questo assetto chiuso del sistema dell’informazione”. Sono parole durissime quelle con cui Roberto Natale, presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, ha risposto ai microfoni di Econews e ItaliaRadioWeb, alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi sulla mobilitazione dell’FNSI in difesa della libertà di informazione.

Il premier, intervistato ieri da “Mattino Cinque”, aveva definito le proteste di questi giorni contro le querele a Repubblica e l’Unita “una barzelletta di questa minoranza comunista e catto-comunista, che detiene la proprietà del 90% dei giornali”.

Secondo Natale, a smentire il premier sarà proprio la mobilitazione del 19 a Piazza del Popolo: “La manifestazione sta ricevendo adesioni da organizzazioni, gruppi spontanei che non hanno niente a che fare con le vecchie categorie che Berlusconi ancora usa. Ha parlato di una minoranza catto-comunista, vedrà che il 19 in piazza ci sarà in piazza una gran quantità di gente che di queste categorie vecchie non ha mai sentito parlare”.