Fnsi, oggi la manifestazione anti-bavaglio

Il logo Fnsi, organizzatrice della manifestazione

Il logo Fnsi, organizzatrice della manifestazione

Ci siamo. Oggi è il giorno della grande mobilitazione della stampa contro il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche. Dalle 17 alle 21 giornalisti e persone della società civile manifesteranno il loro dissenso contro quella che definiscono una legge che metterà definitivamente il bavaglio all’informazione.

Il fulcro della protesta sarà a Roma, a piazza Navona, ma il no al Ddl andrà in scena in altre undici piazze in tutto il Paese e anche all’estero. Quelli che sono stati già ribattezzati i “presidi per la libertà di stampa” saranno a Milano, Torino, Padova, Bari, Palermo, Parma. Ma anche in provincia di Foggia, a Lucera, e di Ravenna, a Conselice. E, all’estero, ci saranno sit-in a Londra, davanti alla sede della Bbc, e Parigi, sulla scalinata dell’Operà Bastille.

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Ddl intercettazioni, il 1 luglio manifestazione della Fnsi

Lo slogan della manifestazione del 1 luglio

Lo slogan della manifestazione del 1 luglio

Denunciare a gran voce “tagli e bavagli”.È questo lo scopo della nuova grande manifestazione di piazza indetta dalla Federazione nazionale della stampa, insieme ad altre organizzazioni, per il primo luglio a piazza Navona, a Roma. Dopo la giornata del silenzio della stampa, indetta per il 9 luglio si moltiplicano di giorno in giorno le iniziative contro il ddl Alfano sulle intercettazioni.

L’adunata di piazza Navona, che avverrà in contemporanea anche in altre località d’Italia, sarà “una grande mobilitazione”, dicono dal sindacato, e sarà “un’iniziativa nel segno della Costituzione, per dar voce ai soggetti e ai temi che verrebbero oscurati se passasse un provvedimento che colpisce al tempo stesso il lavoro dei giornalisti e il diritto dei cittadini di conoscere le vicende del Paese”. Al centro delle manifestazioni del primo luglio, oltre al provvedimento sulle intercettazioni anche gli interventi del governo “per punire la cultura italiana con la restrizione dei fondi per musica, cinema, teatro, danza; il rischio di sparizione di giornali ed emittenti colpiti dalla drastica e indiscriminata riduzione del finanziamento pubblico; il concreto pericolo che drammatiche vicende come quelle di Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi possano in futuro rimanere a lungo ignote all’opinione pubblica e la perdurante difficoltà del mondo del lavoro ad ottenere l’attenzione dei media e a veder rappresentati gli effetti della crisi”.

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Ddl intercettazioni, il 28 protesta dei giornalisti a piazza Navona

Un'intercettazione telefonica

Un'intercettazione telefonica

Dopo le parole arrivano i fatti. L’appello rivolto pochi giorni fa dall’Unione cronisti italiani alla Fnsi per una mobilitazione imponente della categoria contro il ddl Alfano sulle intercettazioni, non è caduto inascoltato: il prossimo 28 Aprile la federazione dei giornalisti ha indetto una manifestazione in piazza Navona a Roma.

L’accelerazione all’iniziativa di protesta arriva dopo che la maggioranza di governo ha imposto una velocizzazione all’iter del disegno di legge introducendo due emendamenti molto restrittivi contro la pubblicazione di intercettazioni. Gli emendamenti, peraltro, introducono un nuovo reato, quello di registrazione abusiva, pensato sul caso di Patrizia D’Addario e prevedono una pena fino a quattro anni di carcere per i giornalisti, in caso di registrazione non dichiarata. Per la Fnsi, un vero e proprio tentativo di mettere il bavaglio all’informazione. Secondo il presidente Natale, “se dovesse diventare legge sarà la mannaia che colpisce ogni fuori onda televisivo”. Per le organizzazioni di categoria l’eventuale nuova legge non va in direzione di un maggiore rispetto della privacy, ma mira a fare in modo che i detentori del potere “non siano disturbati dall’informazione”.

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