Usa, Newsweek ceduto per un dollaro

Una copertina di Neewsweek

Una copertina di Neewsweek

É costata un dollaro l’acquisizione del settimanale Newsweek da parte del magnate americano Sidney Harman. Il celebre rotocalco, tra i più letti e popolari negli Stati Uniti, passa così di mano dopo 49 anni di appartenenza al Washington Post.

Il nuovo editore, il 91enne Harman, ha ottenuto il successo fondando la società di attrezzature audio “Harman International Industries”. In realtà dietro la cifra simbolica di un dollaro, si nascondono i circa 30 milioni di dollari di perdite accumulati dalla rivista nel 2009 e che Harman ha deciso di accollarsi acquisendola. La crisi finanziaria del magazine era acclarata da tempo da quando, cioè, un’emorragia degli investimenti pubblicitari cominciata tre anni or sono, l’aveva messo in ginocchio.

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Rai, conti in rosso. Masi si difende: “Non ho commesso errori”

cavallo raiIn Rai non tornano i conti. Secondo alcune voci che circolano a Viale Mazzini il bilancio a fine anno farà registrare tra i 50 e i 70 milioni di euro di perdite. Una cifra che euro più euro meno corrisponde ai mancati introiti del contratto con Sky rescisso a fine luglio. Per il 2010, anno di manifestazioni sportive molto costose come i Mondiali di calcio, si prevedere addirittura un rosso di 150 milioni di euro. Problemi principali per mamma Rai sono la pubblicità che è ferma e l’assenza di una strategia sui nuovi media.

Per questi numeri allarmanti il direttore generale della televisione di Stato, Mauro Masi, è finito sotto accusa. Pronta la replica del diretto interessato: “Io mi sento forte. Non ho commesso errori” ha spiegato Masi, che parla di un rapporto positivo con il presidente Paolo Garimberti e con il Cda, e che ha “assicurato una serena maggioranza a tutte le delibere che ho presentato”.

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Crisi in Gran Bretagna, L’observer a rischio chiusura

Editoria in crisi, anche in Gran Bretagna, con grandi e piccoli giornali in perdita quando non a rischio di sopravvivenza. Ultima cattiva notizia in ordine di tempo, la possibile chiusura del quotidiano The Observer, fratello del più quotato The Guardian.

Il Guardian Media Group, che pubblica entrambe fogli d’informazione, sta programmando un piano di riduzione dei costi gestionali che potrebbe portare alla sparizione dell’Observer, almeno nella forma di newspaper. Il giornale potrebbe infatti essere trasformato in un settimanale d’opinione e approfondimento.

Il cambio di pelle di The Observer, fondato nel lontano 1791 e acquistato da Gmg nel 1993, contribuirebbe al risanamento dei conti della compagnia, che nel primo trimestre del 2009 ha registrato perdite per 36,8 milioni di sterline, da sommarsi alle perdite (pre-tasse) per 90 milioni messe a bilancio nel 2008.

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La crisi presenta il conto, fatturati in grande calo per tutti i più importanti gruppi editoriali

Si è chiuso il primo semestre dell’anno orribilis dell’editoria italiana. Conti in rosso e perdite si sono registrati in tutti i grandi gruppi editoriali.

Rcs mediagroup archivia la prima metà dell’anno con una perdita netta di 65 milioni di euro contro l’utile di 36,5 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso a causa della “pesante fase recessiva” che continua a comprimere il settore.

Non va tanto meglio al gruppo editoriale “24 Ore” che chiude il primo semestre con una perdita di 9,2 milioni di euro, un risultato in netto peggioramento rispetto all’utile di 21,6 milioni dei primi sei mesi dell’anno scorso.

Leggermente meglio, ma fino ad un certo punto, la situazione del gruppo “Mondadori” che chiude i primi sei mesi del 2009, con un utile di 7,3 milioni, dopo aver registrato una perdita (-1,8 milioni) nel primo trimestre dell’anno. Il dato è comunque in forte calo rispetto all’utile di 36,7 milioni del primo semestre 2008.

Da Rcs fanno sapere che il gruppo ha già avviato un’incisiva serie di misure di contenimento dei costi anche se si rileva che nonostante i benefici del piano saranno superiori a quelli pianificati “la scarsa visibilità sulla dinamiche della raccolta pubblicitaria e l’indeterminatezza congiunturale di breve periodo fanno ipotizzare che nel 2009 il gruppo registri risultati significativamente negativi”.

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Crisi editoria, continua crollo NY Times: nel primo trimestre persi 74,5 milioni di dollari

Peggiorano le perdite di The New York Times nel primo trimestre dell’anno, sulla scia di un calo del 27% delle entrate pubblicitarie. Da gennaio a marzo il gruppo editoriale americano proprietario fra gli altri del New York Times, del Boston Globe e dell’International Herald Tribune ha perso 74,5 milioni di dollari, pari a 52 cent per azione, rispetto a un rosso di 335.000 dollari nello stesso periodo dello scorso anno.

La perdita, secondo quanto precisano i media americani, è stata molto peggiore rispetto alle stime degli analisti che si attendevano un rosso di 4 cent ad azione. Quanto alle vendite, diminuite del 19%, hanno fatto incassare 609 milioni di dollari al quotidiano della grande mela, circa 22 milioni in meno rispetto alle previsioni.

Fieg, presentato il rapporto sulla stampa: si aggrava la crisi del settore

fieg logoNel periodo 2007-2008 il mercato dell’editoria giornalistica ha registrato una fase di ripiegamento in tutte le sue componenti e sul piano pubblicitario è in atto una forte diminuzione degli investimenti. La fase recessiva è prevista in attenuazione soltanto nel 2010. E’ questo il quadro delineato dalla Federazione italiana editori giornali nel rapporto sulla stampa in Italia, presentato oggi durante l’assemblea pubblica dell’organizzazione sindacale degli editori, che si è tenuta nella sede romana di via Piemonte.

Nel consueto studio annuale, stato curato dall’Ufficio studi della Federazione, la Fieg indica anche le misure indispensabili per la ripresa: bisogna agire con decisione, sull’esempio della Francia, e mettere in campo una serie di misure come il credito agevolato per accelerare il meccanismo produttivo; ripristinare il credito d’imposta su carta e investimenti per stimolare innovazioni di processo e prodotto; stimolare la crescita della domanda di prodotti editoriali attraverso la promozione della lettura in scuole e famiglie.

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Rai, il Cda approva il bilancio 2008: perdite ridotte

cavallo raiIl consiglio di amministrazione della Rai ha approvato il progetto di bilancio per l’esercizio 2008.

“L’esercizio 2008 del Gruppo Rai chiude con una perdita pari a 7,1 milioni di euro, in linea con il consuntivo dell’esercizio precedente che peraltro non risentiva dell’impatto rilevante degli oneri correlati ai grandi eventi sportivi di Servizio Pubblico (Europei di Calcio e Olimpiadi) per circa 180 milioni di euro”. A sottolinearlo è una nota dell’azienda, che rileva anche come nel complesso i risultati siano “in netto miglioramento rispetto al budget iniziale“.

In linea generale – spiega la nota dell’azienda – il risultato del Gruppo per l’esercizio 2008 risente della pesante flessione degli introiti pubblicitari - verificatasi a partire dall’ultimo trimestre dell’anno – in conseguenza della crisi finanziaria internazionale. Gli introiti da canone hanno viceversa registrato un incremento per l’effetto dell’aumento del canone unitario. In termini complessivi la dinamica dei costi esterni – al netto dei citati eventi sportivi – ha registrato un rilevante decremento rispetto all’esercizio precedente: circa 70 milioni di euro in meno.

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Crisi editoria, anche il “Daily Mail” taglia

dailymailLa crisi dell’editoria sbarca anche nel Regno Unito. La “Daily Mail & General Trust”, società editrice del “Daily Mail”, il tabloid più diffuso oltre manica dopo il “Sun”, ha annunciato che effettuerà nuovi tagli alla forza lavoro e ai costi, visto che le previsioni dei risultati dell’intero anno, in linea con le attese, dovrebbero sancire la netta flessione dei ricavi pubblicitari.

La società editoriale inglese ha sottolineato che nella prima metà dell’anno i dati di bilancio mostreranno una significativa riduzione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, anche a causa della cessione dell’Evening Standard e del piano di riduzione dei costi. Il gruppo ha anche precisato che i licenziamenti complessivi si attesteranno a 1.000 unità, circa il doppio di quanto previsto in precedenza.

Rcs Mediagroup, ricavi in calo nel 2008

rcsCalano i ricavi di RCS Mediagroup, la società che edita tra gli altri il Corriere della Sera. Il Cda del gruppo ha analizzato e approvato i risultati di bilancio al 31 dicembre 2008, constatando la perdita in tutti le voci di ricavo.

I ricavi netti consolidati di Gruppo si attestano a 2.673,9 milioni, rispetto ai 2.728,2 milioni al 31 dicembre 2007 con una perdita del 1,9%. I ricavi pubblicitari di Gruppo si riducono da 963,2 a 942,1 milioni (-2,1%). La flessione complessiva è di 109,4 milioni, comprensivi di quasi 40 milioni di tagli di costi e di oneri non ricorrenti di ristrutturazione per 23,3 milioni. Il risultato operativo è pari a 137,4 milioni (259,8 milioni nell’esercizio 2007).

L’indebitamento finanziario netto, che si attesta a 1.146,8 milioni, registra un incremento di 180,6 milioni rispetto al 31 dicembre 2007, dovuto principalmente a investimenti per circa 260 milioni in acquisizioni e investimenti tecnici.