A Marsiglia arriva la cartà fedeltà per risparmiare sui quotidiani

Una “carta fedeltà” per comprare quotidiani a prezzi scontati. L’ultima trovata arriva da Marsiglia e si chiama MaCartePresse (La mia carta stampa) e non è altro che una carta prepagata che permette di comprare fino ad 8 quotidiani nazionali con una riduzione che va dal 17% al 25% a seconda della testata giornalistica.

Sono 157 i punti vendita che a Marsiglia hanno aderito all’iniziativa, ed 8 le testate giornalistiche che hanno creduto in questa operazione commerciale per rivitalizzare le vendite dei giornali francesi. Fra questi: Le Figaro, Le Monde, l’International Herald Tribune, l’Humanité, France-Soir et l’Equipe e la Nouvelles Messageries de la Presse Parisienne” (NMPP ), promotrice dell’iniziativa.

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Due storie, due destini. Giornalista afghano liberato dopo due anni, uno salvadoregno ucciso dalla malavita

Sono due storie molto diverse ma anche molto simili quelle che hanno accomunato in questi giorni Sayed Pervez Kambaksh e Christian Poveda. Due giornalisti, in parti diverse del mondo, finiti nei guai solo per aver fatto il proprio lavoro. Due storie con finali, purtroppo, tragicamente opposti.

Sayed Pervez Kambaksh era stato condannato a morte per blasfemia da un tribunale islamico di Maza-i-Sharif il 22 gennaio del 2008. Ora, dopo due anni di prigionia, è tornato ad essere un uomo libero. A porre fine alla sua reclusione, la grazia concessa dal presidente afghano Karzai.

La sua vicenda aveva fatto scalpore all’epoca dei fatti, tanto che anche la diplomazia internazionale si era mobilitata per la sua liberazione. Kambaksh, 24enne giornalista afghano, si era “guadagnato” la condanna a morte per aver scaricato da un sito iraniano materiale informativo sui diritti delle donne e l’Islam. La sentenza aveva provocato l’intervento delle associazioni di giornalisti di tutto il mondo e di numerosi governi, in primo luogo quello Usa con il segretario di Stato Condoleeza Rice. Anche l’Unione Italiana Cronisti aveva richiamato l’attenzione sul suo caso assegnando a Kambash l’International Award Reporter of the Year e facendo pressioni sulle autorità del afghane, italiane ed europee per la scarcerazione. Come risultato della mobilitazione, alla fine del 2008 il processo di appello aveva modificato la condanna a morte in 20 anni di carcere, tra le proteste degli islamici più intransigenti.

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