Rai, il canone aumenta ancora: 109 euro

RaiCattive notizie per gli abbonati Rai. Il canone aumenta ancora e quest’anno il bollettino che arriverà nelle case degli italiani sarà di 109 euro. Il alle comunicazioni, Paolo Romani ha, infatti, firmato il decreto che fissa la determinazione del canone annuo della Rai e, come già successo in passato, è stato riconosciuto il tasso di inflazione programmato. Da 107,5 euro l’abbonamento alla Rai passa dunque a 109 euro.

L’ di 1,5 euro non è piaciuto al Consiglio nazionale degli utenti (Cnu), organismo dell’. In una nota l’organizzazione definisce come “assolutamente da evitare l’ del canone soprattutto a fine 2009, anno che ha visto il passaggio al digitale diverse aree, tra cui Roma, con notevoli difficoltà per i cittadini”.

“Abbiamo più volte espresso la nostra contrarietà all’ del canone – continua la nota – Sarebbe, infatti, utile che i cittadini conoscessero con esattezza quali attività il canone va a finanziare e quali invece sono realizzate con la pubblicità. Una manovra inopportuna anche considerato il fatto che è stato ridimensionato il Qualitel”.

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Cielo, slitta l’avvio del canale di Sky sul digitale terrestre. Manca l’ok del Ministero

sky-cieloAvrebbe dovuto iniziare le sue trasmissioni oggi, primo dicembre 2009. “Cielo”, canale free di Sky sul digitale terrestre ha invece dovuto rimandare la sua inaugurazione. A causare lo slittamento la mancanza dell’autorizzazione a trasmettere sul digitale terrestre da parte del ministero delle Comunicazioni.

L’inatteso stop ha destato la sorpresa del direttore di Cielo, Gary Devey convinto di che l’autorizzazione sarebbe arrivata “in breve tempo, anche considerando il fatto che l’Agcom ci ha inviato l’autorizzazione a trasmettere: questo perché siamo in regola dal punto di vista legale”.

Il ministero delle Comunicazioni, in una nota del vice ministro Paolo Romani, rispedisce al mittente le accuse di voler impedire il lancio di della tv generalista di Sky. Secondo Romani, il comunicato andato in onda sui canali satellitari di Sky, in cui si dice che “Cielo non può trasmettere perché privo dall’autorizzazione da parte del ministero”, è “un’affermazione palesemente non veritiera”, in quanto l’autorizzazione per il satellitare sarebbe già in mano all’emittente. Romani ha confermato invece che Cielo, per poter atterrare anche sul digitale terrestre, dovrà aspettare l’autorizzazione che il ministero dichiara sarà rilasciata nei previsti 60 giorni conteggiati a partire dal 2 novembre giorno di presentazione della richiesta.

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Annozero, oltre 7 milioni di spettatori per la D’addario. Ancora polemiche roventi

Ancora un successo di ascolti per Annozero. La seconda puntata della trasmissione di Santoro, con la contestatissima presenza della Patrizia D’Addario, ieri sera ha superato i sette milioni (7.338.000) di spettatori col 28,92% di , vincendo il prime time. Su Raiuno le due puntate di Don Matteo hanno fatto 21,87% di media con 5.773.000 e le due di Doctor House su Canale 5 con il 15,93% e 4.840.000.

Già prima della messa in onda, la seconda puntata di Annozero era stata preceduta da innumerevoli polemiche legate alla partecipazione in studio della barese Patrizia D’Addario, principale protagonista dell’inchiesta che vede coinvolto il premier Silvio Berlusconi. Presenza che aveva provocato la mancata partecipazione dei rappresentanti del Pdl. In forte dubbio fino all’ultimo, alla fine la D’Addario ha parlato ai microfoni di Annozero.

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Caos Rai: Annozero, Report e Parla con me ancora nella bufera. La Vigilanza convoca Romani

La Rai nel caos. Non si placano le che da tempo circondano alcune trasmissioni della televisione pubblica. E l’immobilismo dei vertici di viale Mazzini non aiuta di certo a sgonfiarle. Tre le patate bollenti che si rimpallano tra organo ed organo, da dirigente a dirigente.

La prima, ormai di lunga data, è la vicenda Annozero legata al contratto di Marco Travaglio e alla paventata istruttoria, minacciata dal ministro Scajola dopo la prima puntata della trasmissione. Il secondo caso scottante è la querelle su , legata al sostegno dell’azienda nelle eventuali cause in cui la Gabanelli e i giornalisti della sua squadra, potrebbero imbattersi. Infine, l’ultima in ordine di tempo riguarda la trasmissione di Serena Dandini, “Parla con me”.

Su Annozero, la situazione è in . Il contratto di Travaglio ancora non c’è e la vicenda, parola del allo Sviluppo con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, “è tutt’altro che conclusa”. Intanto Romani è stato convocato per oggi dalla commissione di Vigilanza della televisione pubblica, per discutere in merito alla decisione del governo di aprire un’istruttoria su Michele Santoro e la prima puntata della sua trasmissione. La convocazione di Romani, decisa all’unanimità, avrà all’ordine del giorno, oltre alla questione Annozero, il rinnovo del contratto di servizio. Già ieri il aveva avuto un colloquio privato con Zavoli, al termine del quale ha ricordato diritti e doveri dell’esecutivo in ambito Rai: “Il governo non ha potere di censura ma ha piena facoltà di chiedere alla Rai cosa è successo” ha detto al termine dell’. Di diverso avviso il della commissione di Vigilanza , Zavoli, che si era detto perplesso a sull’istruttoria e aveva definito vergognosa la campagna stampa contro il canone Rai.

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Report, l’inchiesta sul digitale scatena nuove polemiche. E Mannoni si dimette dall’Agcom

Ancora bufera su e la sua trasmissione “Report”. A poco più di un mese dalle polemiche scatenate dalla puntata sulla “social card”, che avevano fatto infuriare il ministro Tremonti, la trasmissione in onda su Raitre questa volta si è occupata di frequenze televisive all’alba del passaggio al digitale. Secondo l’inchiesta condotta da Bernardo Iovene, Rai e Mediaset continueranno a dominare il panorama televisivo italiano, nonostante il passaggio alla nuova tecnologia sarebbe dovuta servire ad ampliare il mercato grazie alla moltiplicazione dei canali.

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Fnsi, incontro sul futuro delle emittenti locali: “A rischio un settore fondamente per il pluralismo”

“E’ a rischio un aspetto importante del debole pluralismo italiano. E’ a rischio un settore industriale che garantisce molte migliaia di posti di lavoro e che dà occupazione, con un contratto a tempo indeterminato, ad oltre duemila giornalisti in tutta Italia”. Lo sostiene in una nota la Federazione nazionale della stampa italiana che per domani, mercoledì 22 aprile, ha organizzato un incontro-dibattito sulla situazione delle televisioni e delle radio locali alla sala Capranichetta (piazza Montecitorio) a partire dalle ore 10.

Hanno assicurato la loro presenza: il alle Comunicazioni, Paolo Romani, il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, l’onorevole Paolo Gentiloni, il senatore Fabrizio Morri, il senatore Vincenzo Vita, il senatore Roberto Mura e il portavoce di Articolo 21 onorevole Giuseppe Giulietti. E’ stato invitato il alla Presidenza del Consiglio, . Saranno presenti per Aeranti-Corallo Marco Rossignoli e Luigi Bardelli e per la Fnsi il Segretario generale ed il Presidente, Franco Siddi e Roberto Natale.

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I direttori dei telegiornali Rai decisi in un vertice a palazzo Grazioli. Zavoli: non accetterò prevaricazioni

Probabile nuovo direttore del Tg1Le direzioni dei telegiornali Rai? Si decidono a casa del premier. In un vertice di oltre due ore a Palazzo Grazioli si sarebbero, infatti, assegnate le caselle più importanti dell’informazione Rai. Al Tg1, a quanto si apprende, andrebbe Clemente Mimun e al Tg2 o Augusto Minzolini, a Bianca Berlinguer sarebbe toccata la direzione del Tg3.

Dal vertice sarebbero usciti anche i nomi dei direttori di rete: Mauro Mazza a Raiuno, Susanna Petruni a Raidue (con Ida Colucci vice), Antonio Di Bella a Raitre in ballottaggio con Paolo Ruffini che corre per la riconferma. Piero Vigorelli andrebbe a dirigere le testate giornalistiche regionali e Carlo Rossella Rai Fiction.

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Rai, Bondi propone una rete senza spot e auditel

cavallo raiUna rete Rai senza spot e auditel. E’ la proposta fatta dal ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, in una lettera inviata a Repubblica.

“Sono deciso a chiedere ai nuovi vertici della Rai di svincolare una rete dal sistema di rilevazione dell’auditel e della pubblicità, come è stato deciso da Sarkozy in Francia – ha affermato Bondi – Ritengo che una che vive anche degli introiti del canone, debba fare degli sforzi per elevarsi a vero servizio pubblico. Una rete del genere – ha osservato il ministro – non potrebbe che avere tra i suoi contenuti precipui quelli della cultura e del patrimonio culturale che contraddistingue nel mondo l’Italia”.

Bondi ha concluso la lettera sostenendo che “una rete svincolata dall’auditel permetterebbe di sperimentare nuovi linguaggi e nuovi format e consentirebbe a maggior ragione la messa in onda di temi ignorati come quelli della cultura, che solo negli aridi palinsesti della tv italiana sono considerati meno proficui dell’intrattenimento, spesso inutilmente volgare”.

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