Rai, conti in rosso. Masi si difende: “Non ho commesso errori”

cavallo raiIn Rai non tornano i conti. Secondo alcune voci che circolano a Viale Mazzini il bilancio a fine anno farà registrare tra i 50 e i 70 milioni di euro di perdite. Una cifra che euro più euro meno corrisponde ai mancati introiti del contratto con Sky rescisso a fine luglio. Per il 2010, anno di manifestazioni sportive molto costose come i Mondiali di calcio, si prevedere addirittura un rosso di 150 milioni di euro. Problemi principali per mamma Rai sono la pubblicità che è ferma e l’assenza di una strategia sui nuovi media.

Per questi numeri allarmanti il direttore generale della televisione di Stato, Mauro Masi, è finito sotto accusa. Pronta la replica del diretto interessato: “Io mi sento forte. Non ho commesso errori” ha spiegato Masi, che parla di un rapporto positivo con il presidente Paolo Garimberti e con il Cda, e che ha “assicurato una serena maggioranza a tutte le delibere che ho presentato”.

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Rai, il Cda convoca Minzolini e Mazza per l’editoriale sulla manifestazione dell’Fnsi

Continua a far discutere l’editoriale del direttore del Tg1, Augusto Minzolini, contro la manifestazione per la libertà di stampa di sabato scorso. Ieri in un acceso Consiglio di amministrazione Rai, i consiglieri ne hanno parlato a lungo, esprimendo posizioni opposte. Alla fine si è deciso di convocare la settimana prossima, sia Minzolini sia il direttore di Raiuno, Mauro Mazza.

L’audizione, fanno sapere dal Cda, riguarderà anche la situazione degli ascolti, in calo, della rete. La notizia della convocazione di Minzolini in Cda si unisce a quella già diffusa di una sua prossima audizione in commissione di Vigilanza. Quest’ultima, infatti, ha disposto un fitto calendario di incontri che prenderà il via proprio con il direttore del Tg1. Poi, a stretto giro di posta, toccherà ai direttori di testata, i direttori di rete e i conduttori di programmi che si occupano di informazione (Santoro, Vespa, Gabanelli, Floris, Iacona tra gli altri).

Sull’editoriale di sabato la polemica resta aperta. In Consiglio di amministrazione le posizioni sono state molto diverse: il presidente della Rai, Paolo Garimberti, avrebbe ribadito le sue perplessità, che lo avevano già spinto a definire l’intervento “irrituale” e a richiamare al buon senso e alla moderazione. Al contrario il direttore generale, Mauro Masi, avrebbe difeso Minzolini, ricordando però anche la lettera inviata a tutti i direttori dei tg per richiamarli al rispetto della completezza e del pluralismo dell’informazione. Divisi i consiglieri, con la maggioranza a difendere il direttore del Tg1 e l’opposizione a criticarlo, sollevando dubbi sull’intera gestione del telegiornale, ormai trasformato da notiziario istituzionale a filogovernativo.

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Editoriale di Minzolini al Tg1: “Manifestazione assurda”. E il Cdr sfiducia il direttore

“Mai stati schierati, il Tg1 è di tutti”. Con queste dure parole il comitato di redazione del Tg1 ha preso le distanze dal suo direttore Augusto Minzolini che, sabato sera subito dopo la manifestazione di piazza del Popolo in difesa della libertà di stampa, durante l’edizione delle 20 del Tg, aveva definito, “assurda” la protesta organizzata dal sindacato dei giornalisti.

Nel suo editoriale, Minzolini aveva definito l’informazione “teatro di uno scontro di potere” e bollato la manifestazione come simbolo della “volontà di insediare un regime mediatico”. Il giorno dopo le parole di Minzolini arriva la reazione del Cdr del Tg1 composto da Alessandro Gaeta, Claudio Pistola e Alessandra Mancuso. L’organizzazione sindacale ha chiesto ai vertici aziendali di essere convocato con urgenza “per esprimere le proprie preoccupazioni”.

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Rai, Masi al Cda: scelta mia il rinvio di Ballarò. E propone modifiche al contratto di Travaglio

Ha fatto “mea culpa” il direttore generale della Rai, Mauro Masi, durante la riunione del Cda di Viale Mazzini, dove ieri si è discusso dello slittamento forzato di “Ballarò” per dare spazio a uno speciale di “Porta a Porta” sulla consegna delle prime case ai terremotati, andato in onda martedì sera in prima serata con ospite Silvio Berlusconi.

“Mi assumo per intero la responsabilità di aver anticipato in prima serata la puntata di “Porta a porta” e di aver rinviato Ballarò” ha dichiarato il numero uno dell’azienda, che tuttavia ha difeso la propria scelta, sostenendo che un evento come quello meritasse la prima serata.

Il presidente della Rai, Paolo Garimberti, ha ribadito la propria posizione critica verso l’accaduto. La consegna delle case ai terremotati era in calendario da mesi, ha sottolineato Garimberti, e dunque occorreva tempo per organizzare una puntata di approfondimento. Secondo il presidente sarebbe stato meglio lasciare tutto invariato.

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Rai nominati i vicedirettori di Raiuno e Tg1. I consiglieri del Pd se ne vanno

È ancora scontro in seno al Cda Rai che ieri ha nominato i vicedirettori di Rai Uno e del Tg1. Questi i nomi degli eletti: per il Tg1, i giornalisti Andrea Giubilo, Claudio Fico, Gennaro Sangiuliano, Susanna Petruni e Fabrizio Ferragni. Per Rai Uno, Vilfredo Agnese (Vicario), Maria Pia Ammirati, Ludovico Di Meo, Giovanni Lomaglio, Gianluigi Paragone e Daniel Toaff. Come direttore del palinsensto è stato scelto Angelo Teodoli.

Le nomine sono avvenute in assenza dei due consiglieri di centro sinistra, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, che hanno disertato l’incontro in polemica con le scelte del Consiglio di Amministrazione. Anche il Presidente del Cda, Paolo Garimberti, si è astenuto sui nomi dei vice-direttori di Rai Uno e ha votato no alla nomina di Gianluigi Paragone, direttore pro-tempore di Libero, in quanto esterno.

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Rai, nuove nomine ma il quadro non è ancora completo

Sono ancora in alto mare alcune delle nomine necessarie a completare l’organigramma della Rai. La confusione in Viale Mazzini sembra regnare sovrana, e contribuisce ad alimentare polemiche esterne e scontri interni.

Cerca di fare un po’ di chiarezza il presidente del network pubblico, Paolo Garimberti, che ieri, nell’ultimo Cda estivo, si è astenuto dalla girandola di votazioni. “Le nomine, d’ora in poi, dovranno essere ampiamente condivise e assicurare il pluralismo – spiega Garimberti – quando dico ampiamente condivise voglio chiarire che intendo la sincera e convinta ricerca dell’unanimità come obiettivo di un metodo di lavoro che deve obbligatoriamente unirsi all’indispensabile requisito professionale”.

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Rai, i primi commenti dei due nuovi direttori di Raidue e Tg2

“Farò una buona e seria televisione proseguendo nell’opera del mio predecessore”. Così il neo direttore di Raidue Massimo Liofredi, che prende – con sei voti a favore e tre contrari – il posto di Antonio Marano ora vicedirettore generale di Viale Mazzini alla guida della seconda rete pubblica.

Dopo le nomine dell’altro giorno arrivano le prime dichiarazioni dei due nuovi direttori della seconda rete di mamma Rai, Massimo Liofredi, alla rete e Mario Orfeo, al Tg2. “Ringrazio il direttore generale Mauro Masi che ha proposto il mio nome – dice ancora Liofredi – e anche il consiglio di amministrazione che mi ha votato consentendomi di ottenere questo incarico importante”.

“Il mio primo ringraziamento va al direttore generale Mauro Masi che ha proposto il mio nome, lo avevo conosciuto a Palazzo Chigi e la sua scelta è per me motivo di orgoglio”. Sono queste le prime emozionate parole del nuovo direttore del Tg2 Mario Orfeo.

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Nomine Rai, Orfeo direttore del Tg2, Liofredi alla rete. Ancora attesa per il Tg3

A viale Mazzini, si stanno accelerando le procedure per dare un nuovo assetto ai vertici della Rai. Il problema delle nomine era stato rimandato a causa della scadenza delle elezioni europee dello scorso giugno ma Sergio Zavoli, presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, e il capo dello Stato Giorgio Napolitano sono tornati a sollecitare nei giorni scorsi la conclusione dell’iter per il nuovo assetto del servizio pubblico.

Ieri il Consiglio di amministrazione ha provveduto a nominare Mario Orfeo nuovo direttore del Tg2 come proposto da Mauro Masi, direttore generale dell’azienda. Direttore del quotidiano ”Il Mattino” dal 2002, 43 anni, un passato professionale a ”Repubblica”, la candidatura di Orfeo ha ricevuto il voto unanime del Cda.

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Tg1, ancora polemiche: calano gli ascolti. Richiesta indagine Commissione di vigilanza

Ancora guai al Tg1. Dopo le polemiche sul presunto “oscuramento” dell’inchiesta di Bari su festini ed escort nelle ville del premier Silvio Berlusconi, ora arriva un netto calo di ascolti che ha permesso il sorpasso del “rivale” Tg5.

Le due vicende sono l’una la conseguenza dell’altra? La pensano così al Partito democratico: “Come era facilmente prevedibile, alla gravità politica e alla plateale violazione del pluralismo, il Tg1 di Minzolini aggiunge la bocciatura degli utenti” – ha dichiarato Vincenzo Vita, senatore democratico e membro della commissione di Vigilanza Rai. “Sono diversi giorni infatti – aggiunge – che il principale concorrente, il Tg5, supera in ascolti il telegiornale della rete ammiraglia del servizio pubblico. Senza nulla togliere alle qualità del telegiornale di Canale 5, è però un giudizio che non può essere rimosso e la dice lunga sulla situazione in cui versa il Tg1”.

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Bufera sul Tg1. Il Pd: “Minzolini ha oscurato inchista di Bari su Berlusconi”

E’ appena arrivato alla direzione del Tg1 ed è già al centro di una bufera politica. Augusto Minzolini starebbe “oscurando” l’inchiesta di Bari sul giro di escort e modelle che avrebbe partecipato, dietro compenso, a diverse feste nelle ville del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

L’accusa arriva dagli esponenti del Partito Democratico, che hanno sollecitato un intervento in merito da parte del presidente Rai, Paolo Garimberti, ma anche della Commissione di vigilanza e della Corte dei conti. “Dopo giorni di ripetuti oscuramenti da parte del Tg1, principale telegiornale del servizio pubblico – si legge in una nota di Michele Meta, capogruppo del centro-sinistra in commissione trasporti e telecomunicazioni della Camera – sul filone dell’inchiesta di Bari che vedrebbe coinvolto il presidente del Consiglio, chiediamo che il Presidente di garanzia della Rai, Paolo Garimberti, convochi il Consiglio di amministrazione per audire il Direttore del Tg1 e per affrontare in maniera approfondita il tema dell’informazione e del pluralismo nei telegiornali Rai, i cui principi di obiettività, trasparenza e imparzialità sono chiaramente indicati nel Codice Etico dell’azienda”.

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