Editoria, incontro col governo per la riforma

Il sottosegretario Paolo Bonaiuti

Il sottosegretario Paolo Bonaiuti

Lo stato di salute dell’editoria e le linee guida su cui impostare la prossima riforma del settore. Sono questi gli argomenti al centro degli incontri di ieri a palazzo Chigi tra Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per il settore, insieme con il capo del Dipartimento informazione ed editoria Elisa Grande, e le categorie interessate. Convocati i vertici della Federazione nazionale della stampa, dei sindacati dei lavoratori della comunicazione di Cgil, Cisl e Uil, della Federazione italiana degli editori, ma anche le associazioni di stampatori, distributori e giornalai.

Il primo round sulla riforma si è concluso con il riconoscimento, da entrambe le parti, della assoluta urgenza dell’intervento del governo in questo settore “vitale per il sistema culturale, economico e produttivo del Paese”. Un’urgenza che il Segretario e il Presidente della Fnsi, Franco Siddi e Roberto Natale hanno definito “drammatica”, e per cui si sono dichiarati “disponibili a concorrere ulteriormente, alla luce di una realistica valutazione del quadro economico e occupazionale, con idee e proposte metodologiche e di contenuto, all’elaborazione di un disegno di riforma condiviso, trasparente, utile e innovativo”.

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Giornata dell’informazione, Napolitano: “pluralismo indice di democrazia”

“Già più di tre anni fa, in occasioni analoghe a quella odierna, espressi il mio profondo convincimento circa il carattere discriminante che l’esistenza di una stampa e di una informazione pluralistiche e libere assume per distinguere la democrazia dal dispotismo”. È un vero e proprio monito in favore del pluralismo dell’informazione quello rivolto dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante il suo intervento alla terza “giornata dell’informazione” celebrata al Quirinale.

Alla cerimonia erano presenti i circa 160 cronisti vincitori, nel 2009, dei 22 premi giornalistici che hanno ottenuto l’adesione della Presidenza della Repubblica. A loro il presidente si è rivolto così: “Voi siete il grande specchio della ricchezza di talenti e percorsi su cui si fonda prestigio giornalismo italiano. Ed è nella qualità dell’impegno e del lavoro di ogni giornalista, nella professionalità, nel rigore, nell’equilibrio e nel tranquillo coraggio di chi si dedica a questo quotidiano lavoro il maggior presidio della libertà, del ruolo della stampa e dell’informazione”.

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Contratto giornalisti, c’è l’ok del Governo. Ora via al tavolo per gli ammortizzatori

E’ stata ratificata stamattina, alla presidenza del Consiglio dei ministri, l’ipotesi di accordo di rinnovo del contratto collettivo di lavoro giornalistico, siglata lo scorso 26 marzo dalla Federazione Italiana degli Editori di Giornali e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

Presenti alla ratifica il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Sen. Maurizio Sacconi e il Sottosegretario con delega all’Editoria, On. Paolo Bonaiuti.

Il Governo ha preso atto con soddisfazione – si legge in una nota – della conclusione positiva delle trattative tra Fnsi e Fieg che hanno consentito il rinnovo del contratto di lavoro giornalistico. Il Governo si è impegnato anche ad avviare immediatamente un tavolo di confronto con le parti sociali, sulla base delle richieste avanzate sia da Fieg sia da Fnsi.

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Ad Arianna Huffigton il premio Ischia 2009. E da quest’anno un premio speciale per i blog

Arianna Huffington, fondatrice del sito di opinione The Huffington Post, è la vincitrice della 30/a edizione del premio Ischia internazionale di giornalismo. Il premio per i diritti umani è andato ad Armando Valladares, intellettuale cubano imprigionato per 22 anni nelle carceri di Fidel Castro. Per il giornalismo italiano il riconoscimento è andato a Mario Calabresi, direttore della Stampa. Un riconoscimento speciale è stato assegnato inoltre ad Augusto Minzolini.

Lo ha stabilito la giuria internazionale del premio composta da Valentina Alazaraki, Joaquin Navarro Valls, Gianni Riotta, Giovanni Floris, Emilio Carelli, Franzo Grande Stevens, Lucia Annunziata, Emma Bonino, David Grossman , Peter Sthotard, Giovanni Di Lorenzo, Jean Daniel, Derrick De Kerchove, Timothy Garton Ash, Paolo Bonaiuti e Gaetano Coscia.

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Fnsi, incontro sul futuro delle emittenti locali: “A rischio un settore fondamente per il pluralismo”

“E’ a rischio un aspetto importante del debole pluralismo italiano. E’ a rischio un settore industriale che garantisce molte migliaia di posti di lavoro e che dà occupazione, con un contratto a tempo indeterminato, ad oltre duemila giornalisti in tutta Italia”. Lo sostiene in una nota la Federazione nazionale della stampa italiana che per domani, mercoledì 22 aprile, ha organizzato un incontro-dibattito sulla situazione delle televisioni e delle radio locali alla sala Capranichetta (piazza Montecitorio) a partire dalle ore 10.

Hanno assicurato la loro presenza: il sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani, il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, l’onorevole Paolo Gentiloni, il senatore Fabrizio Morri, il senatore Vincenzo Vita, il senatore Roberto Mura e il portavoce di Articolo 21 onorevole Giuseppe Giulietti. E’ stato invitato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. Saranno presenti per Aeranti-Corallo Marco Rossignoli e Luigi Bardelli e per la Fnsi il Segretario generale ed il Presidente, Franco Siddi e Roberto Natale.

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Annozero, la puntata “riparatrice” fa il boom di ascolti. Nuove polemiche

Pieno di ascolti per la trasmissione di Michele Santoro, Annozero in onda ieri in prima serata su Raidue. Dopo le polemiche sulla puntata precedente che hanno portato alla sospensione di Vauro Senesi per una vignetta sul sisma in Abruzzo che era stata ritenuta dalla Rai gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti”, ieri il programma è stato seguito da 5,277 milioni di spettatori e ha registrato il 20,84% di share. Vale a dire ben un milione di spettatori e il 3 per cento di share in più rispetto allo scorso giovedì quando AnnoZero fu seguito da 4,204 milioni di spettatori con uno share del 17,48.

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Assmblea Fieg, Malinconico presenta la ricetta per uscire dalla crisi. Bonaiuti lo rassicura

malinconico fiegPer permettere all’editoria di affrontare le sfide future, “occorrono interventi di sistema, tanto più che di una legge di riforma dell’editoria si parla da tempo ma senza che i governi che si sono susseguiti siano riusciti a portare a termine il disegno riformatore”. E’ questa la ricetta per far uscire il settore dell’editoria dalla crisi, secondo il presidente della Fieg, Carlo Malinconico.

La relazione del presidente del sindacato degli editori sulle linee di rilancio del settore, è stata presentata oggi all’interno dell’assemblea pubblica della Fieg, che si è tenuta nella sede romana dell’organizzazione. Presenti in sala i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e Paolo Bonaiuti e il nuovo capo del Dipartimento editoria Elisa Grande.

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Annozero, Masi ci va pesante: “Vauro sospeso e puntata riparatrice”

vignette vauroVauro sospeso dalla Rai e prossima puntata di Annozero dedicata a “riequilibrare” le posizioni prese durante la trasmissione sul terremoto in Abruzzo. Sono queste le sorprendenti decisioni prese dal direttore generale della Rai, Mauro Masi, in merito alle polemiche scatenate dalla trasmissione di giovedì scorso.

Il verdetto degli “approfondimenti”, annunciati dai vertici Rai subito dopo la puntata, sono stati resi noti in una lettera inviata dallo stesso Masi a Michele Santoro e ai direttori del Tg3, Antonio Di Bella e di Raidue, Antonio Marano. Nella missiva il direttore generale della tv di Stato ha chiesto al popolare conduttore che “sin dalla prossima puntata” di Annozero “siano attivati i necessari e doverosi riequilibri informativi specificatamente in ordine ai servizi andati in onda dall’Abruzzo” ma non al dibattito in studio di giovedì scorso.

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Crisi editoria, Bonaiuti: “servono soluzioni alternative ai tagli”

BonaiutiIl governo ha stanziato 20 milioni di euro per far fronte ai prepensionamenti nell’editoria quotidiana e periodica, ma sono allo studio “nuovi strumenti, per affrontare la crisi del settore, alternativi ai tagli secchi all’occupazione”. E’ l’impegno preso dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, davanti alla commissione Cultura alla Camera.

“Nei giorni scorsi – ha ricordato Bonaiuti – con il ministro del Welfare Maurizio Sacconi abbiamo incontrato a Palazzo Chigi prima la Federazione degli editori, poi la Federazione della stampa: è emerso che l’editoria vive una situazione di grave crisi, come dimostrano il calo della pubblicità e la diminuzione delle vendite. Con Sacconi abbiamo auspicato una rapida conclusione dell’accordo tra le parti per il rinnovo del contratto dei giornalisti, per partire poi con nuovi strumenti, diversi dai prepensionamenti”. Anche perché, ha detto Bonaiuti, “un prepensionamento costa circa 60 mila euro all’anno: se verrà applicato a 500 giornalisti, siamo già di 10 milioni oltre quel montante di 20 milioni messi a disposizione dal governo”. Per questo, ha sottolineato il sottosegretario, “siamo d’accordo con Sacconi sull’opportunità di trovare forme innovative, per esempio lavorare meno, per ripartire l’aggravio tra i lavoratori, gli editori e il governo, mantenendo il più possibile i posti di lavoro per consentire alle aziende editoriali di essere pronte, con tutti i loro organici o comunque con riduzioni di organico inferiori a quelle di cui si parla, a cavalcare la ripresa quando inizierà”.

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Contributi editoria, tolto il tetto massimo di 4 milioni dal nuovo regolamento

giornaliIl tetto massimo di 4 milioni di euro per i contributi erogabili alle testate giornalistiche è stato tolto dal nuovo regolamento per l’editoria che mira a stabilire nuovi criteri per l’assegnazione dei contributi alla stampa periodica. Lo ha confermato il sottosegretario all’Editoria Paolo Bonaiuti, durante l’audizione alla commissione Cultura della Camera cui ha consegnato la stesura definitiva del testo.

Il limite massimo, ha ricordato, “è stato abolito in base a un impegno preciso assunto in commissione”. In linea generale, comunque, “restano validi i quattro punti fondamentali” del regolamento. Primo, ha sottolineato, “una forte, robusta e solida semplificazione procedurale per l’accesso ai contributi diretti e al credito agevolato”. Secondo: “La parametrazione dei contributi non più sulla base della diffusione, ma sulla base delle vendite”. Terzo, “la trasformazione delle cooperative in cooperative editoriali” e infine “il sostegno all’occupazione”.

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