La rete insorge contro l’”assoluzione” di Mills del Tg1

Il direttore del Tg1 Minzolini

Il direttore del Tg1 Minzolini

Il popolo della rete si mobilita contro Augusto Minzolini e il Tg1. Sono già più di 15 mila le persone che in poche ore hanno sottoscritto l’appello indirizzato al presidente dell’Ordine dei giornalisti, Lorenzo Del Boca e a quello della Rai, Paolo Garimberti, per segnalare “una grave violazione della deontologia professionale” e per sollecitare provvedimenti.

Il riferimento è all’edizione delle 13.30 del 26 febbraio scorso del telegiornale diretto da Minzolini, in cui si è data la notizia della assoluzione dell’avvocato Mills da parte della corte di Cassazione. Notizia falsa, perché Mills non è stato assolto dall’accusa di corruzione ma il suo reato è caduto in prescrizione.

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Polemica sull’accesso alla professione. Del Boca risponde all’Fnsi

lorenzo_del_bocaSovrabbondanza di giornalisti e accesso “universitario” alla professione. Infiamma la polemica tra sindacato e ordine. Qualche giorno fa l’Fnsi aveva lanciato l’accusa dalla Sicilia, durante il primo convegno dei free lance dell’isola. Troppi giornalisti ad intasare un settore già saturo che portano allo sfruttamento dei lavoratori presi per il collo da una concorrenza sfrenata.

A finire nell’occhio del ciclone, ancora una volta, erano stati i meccanismi di accesso alla profesione, in particolare la via universitaria e quelle delle scuole di giornalismo gestite dall’Ordine nazionale.

La risposta dell’Odg è arrivata puntuale, attraverso le parole del suo presidente, Lorenzo Del Boca. “Non bastano infondate
accuse all’Odg per scaricarsi la coscienza – ha scritto Del Boca in un comunicato apparso sul sito dell’Ordine – “Eliminare il percorso universitario significa, invece, contraddire il dibattito che la categoria ha sviluppato negli ultimi venti anni. Una scuola che preceda l’ingresso nella professione e una solida preparazione scientifica sono stati considerati la condizione indispensabile per poter praticare il mondo dell’informazione, in costante e, qualche volta, caotica evoluzione, dominato da questioni anche lessicalmente complicate”.

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Fnsi ascoltata in commissione cultura sul dl internet e tv

siddi e nataleContrari ad ogni provvedimento “che appesantisca il già gravissimo squilibrio di risorse pubblicitarie tra tv e carta stampata”. E’ la posizione ribadita dai vertici della Fnsi, ascoltati dalle Commissioni Cultura e Trasporti della Camera, in merito allo schema di decreto legislativo su tv e internet approvato dal governo a dicembre.

Secondo la Fnsi, lo scenario prospettato dal segretario del sindacato dei giornalisti Franco Siddi e dal presidente Roberto Natale, si avvererà con grosse probabilità se il testo governativo sarà approvato: la nuova legge renderebbe più flessibili i limiti sulle interruzioni e modificherebbe la normativa sulle autopromozioni nelle tv commerciali nazionali.

Perciò la Fnsi ha chiesto che venga chiamata in audizione anche la Fieg, ad esprimere il punto di vista del comparto più penalizzato dell’informazione italiana.

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D’Alema querela “Il Giornale” dopo aver partecipato alla manifestazione sulla libertà di stampa

Sconcerto e solidarietà ai giornalisti del Giornale. Sono questi i concetti espressi dal sindacato unitario dei giornalisti e dall’Ordine nazionale in relazione alla querela sporta dall’onorevole Massimo D’Alema contro il quotidiano diretto da Vittorio Feltri.

Il contrasto alle “querele intimidatorie” non conosce colore politico e così, dopo aver censurato quelle del premier contro “La Repubblica”, le due associazioni più importanti della categoria esprimono tutto il loro dissenso contro l’ultima presentata dal dirigente del Partito democratico contro “Il Giornale”. La denuncia per diffamazione a mezzo stampa è stata presentata per un articolo apparso sul quotidiano della famiglia Berlusconi lo scorso giugno, intitolato “Tutte le escort del clan D’Alema”. Il pezzo in questione riguardava la vicenda della malasanità in Puglia e il presunto giro di prostitute di alto borgo che gravitava intorno al gruppo dirigente del Pd pugliese, su cui sta indagando la procura di Bari.

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Si assegna il premio Corso Bovio alle migliori tesi di laurea sul giornalismo

Si terrà giovedì 15 ottobre alle ore 15.00, a Positano, in occasione del Consiglio nazionale che si svolge presso l’Hotel Le Agavi, la cerimonia di premiazione del Concorso giornalistico internazionale “Corso Bovio” promosso e organizzato dall’Ordine nazionale dei giornalisti, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

La cerimonia è prevista a conclusione del dibattito sul tema “Libertà di stampa, informazione e formazione dei giornalisti” che avrà luogo alle ore 10.00 con la partecipazione dei Presidenti Marcello Pera e Luciano Violante.

La consegna dei premi ai vincitori (sei premi del valore di 5.000,00 euro ciascuno più un premio di 5.000,00 euro per la sezione internazionale “Anna Politkovskaya”) si svolgerà alla presenza del Consiglio nazionale, della giuria del premio e di rappresentanti delle istituzioni e della società politica e civile.

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Caso Minzolini, mercoledì 14 ottobre l’audizione in Commissione di vigilanza

Augusto Minzolini sarà ascolto mercoledì 14 ottobre dalla Commisione di parlamentare per l’indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. La conferma è arrivata ieri in un comunicato dell’organo parlamentare in cui si annuncia che la Commissione “si riunirà, sotto la presidenza del senatore Sergio Zavoli, mercoledi’ 14 ottobre alle ore 14,00″.

“All’ordine del giorno -prosegue la nota – come stabilito dall’Ufficio di presidenza nella seduta di mercoledì 7 ottobre, l’audizione del direttore del Tg1 e del Tg2, con eventuale proseguimento alle ore 21,00″.

Nella seduta successiva, giovedi’ 15 ottobre alle ore 9,30, sempre secondo il calendario approvato dall’Ufficio di presidenza, si svolgeranno le audizioni dei direttori del Tg3 e del GR con eventuale proseguimento alle ore 18,00. Seguiranno le audizioni degli altri direttori di Testata, dei conduttori dei programmi di approfondimento, dei direttori di Rete e delle trasmissioni di servizio.

Torna il premio giornalistico Saint Vincent. Le grolle d’oro consegnate al Quirinale

Ci saranno Giulio Andreotti, Toni Capuozzo, Emilio Carelli, tra i vincitori che il prossimo 16 ottobre ritireranno il “Premio Saint-Vincent di giornalismo”, giunto alla 60esima edizione. Gli altri vincitori, che riceveranno la Grolla d`Oro, simbolo della Valle d`Aosta, sono Pietro Ingrao, Paolo Rumiz, Claudio Pagliara, Rosaria Capacchione, Fiorenza Sarzanini, Olivo De Leon e Maurice Le Moine.

Mentre la Grolla d`Oro alla comunicazione è stata assegnata dalla Regione Autonoma Valle d`Aosta a Massimo Gramellini. “Avevo già vinto il premio nel 2003 – a dichiarato il vicediretore de La Stampa – come titolare di una rubrica specializzata, questa è un’altra grolla, continuo così la mia collezione. Essendo un amante della Valle d’Aosta sin dall’infanzia, dato che passavo le mie vacanza a Periasc, ad Ayas, e torno spesso tra le mie montagne, sono doppiamente contento. Sarà ancora una grande emozione ricevere questo importante premio”.

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Caos all’ordine del Piemonte. Il presidente si dimette, poi smentisce

È giallo intorno alla notizia delle dimissioni di Sergio Miravalle dalla carica di presidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte. La notizia prima diffusa dalle agenzie è stata in un secondo momento smentita dal diretto interessato. Il giornalista cinquantasettenne, dipendente del quotidiano torinese “La Stampa”, sembrava essersi dimesso in conseguenza delle dimissioni “irrevocabili” del segretario dell’ordine piemontese, Emanuela Banfo, 51 anni, giornalista della sede torinese dell’Ansa, per gravi “dissidi all’interno della cosiddetta maggioranza”.

La notizia sembrava certa tanto che erano già stati diffusi i particolari della vicenda: Miravalle avrebbe rimesso in sede di consiglio il proprio mandato rinviando la ricostituzione degli incarichi ordinistici ad una successiva seduta. Miravalle, a questo punto, con altri due consiglieri della maggioranza, avrebbe anche lasciato il consiglio facendo mancare il numero legale.

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Trecentomila per la libertà di stampa a piazza del Popolo. Cronaca di una giornata intensa

Trecentomila persone secondo gli organizzatori, circa sessantamila secondo la questura. Sono questi i numeri della manifestazione in difesa della libertà di stampa che si è svolta a Roma in piazza del Popolo. Una grande folla, a prescindere dalla solita guerra di cifre, colorata e variegata che ha riempito ogni centimetro quadrato della piazza ma anche delle vie limitrofe. Gente di ogni età ed estrazione sociale, giunta da tutta Italia con ogni mezzo per esprimere il proprio dissenso contro le restrizioni imposte dalla politica all’informazione.

In mezzo alla folla tanti i cartelli, gli striscioni e le magliette con gli slogan più diversi e fantasiosi, tantissimi i palloncini e le bandiere a colorare la piazza e ad indicare le appartenenze, da quelle dei partiti dell’opposizione a quelle dei sindacati che hanno aderito alla protesta.

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Querela di Berlusconi a Repubblica. Le reazioni di Ordine e Fnsi

“Apprensione e allarme”. Sono questi i sentimenti generati dalla querela di Silvio Berlusconi contro Repubblica, secondo il vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti Enrico Paissan.

La vicenda ha scatenato le dure repiche delle organizzazioni della stampa. Il presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, Roberto Natale, parla di un “attacco frontale al ruolo stesso del giornalismo” e dice che è tempo di “una grande iniziativa comune”. Il punto di partenza potrebbe essere un appello dei tre giuristi Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky, pubblicato oggi da Repubblica.it. In poche ore, migliaia le firme raccolte contro il tentativo di “ridurre al silenzio la libera stampa” e “anestetizzare l’opinione pubblica”.

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