“Non abbassare la guardia”. Con questo monito la Federazione nazionale della stampa e l’Ordine dei giornalisti hanno accolto la notizia dello slittamento a settembre del voto sul ddl intercettazioni. A sancire lo spostamento a dopo la pausa estiva è stata la conferenza dei capigruppo di Montecitorio, che ha deciso che l’aula della Camera, nell’ultimo giorno prima della pausa estiva dei lavori parlamentari, avviasse solo la discussione generale sul ddl intercettazioni ma non votasse il testo.
Un successo per gli oppositori di questa legge definita “bavaglio”, una mezza sconfitta per il governo che fino all’ultimo sperava di poter votare il testo prima dell’estate. Ma questo successo parziale non tranquillizza né l’Ordine dei giornalisti né la Fnsi, che annunciano di non volersi fermare. Il sindacato dei giornalisti ha ribadito che la mobilitazione contro il ddl “non va mai in vacanza”.
<a href='‘ >Il video degli insulti tra D\'Alema e Sallusti
Aveva insultato il giornalista Alessandro Sallusti nella puntata del 4 maggio scorso di Ballarò, dandogli del bugiardo e del mascalzone e mandandolo senza troppi complimenti “a farsi fottere”. Per queste “frasi ingiuriose” Massimo D’Alema, iscritto all’albo dei giornalisti professionisti del 1991,è stato sanzionato con l’avvertimentodall’Ordine dei giornalisti del Lazio. La sanzione, la più lieve di quelle che potevano essere inflitte all’ex presidente del Consiglio, è stata comminata nella riunione dell’8 luglio scorso.
Anche i giornalisti sportivi che vorranno seguire le partite allo stadio dovranno munirsi della tessera del tifoso. La notizia ha dell’incredibile, dal momento che si presuppone che i cronisti sportivi si rechino allo stadio per lavorare e non per tifare. La decisione del ministero dell’Interno di rendere obbligatoria la tessera anche per loro, equipara giornalisti regolarmente accreditati all’ingresso allo stadio ai supporters.
Verrebbe da dire che il pugno duro dello Stato contro la violenza negli stadi non guarda in faccia a nessuno. Ma stavolta forse si è un po’ esagerato. Sulla vicenda si è espresso il vicepresidente dell’Ordine nazionaledei giornalistiEnrico Paissan. “L’Ordine nazionale – scrive Paissan – dei giornalisti esprime il proprio sconcerto rispetto all’orientamento di includere anche i cronisti sportivi regolarmente accreditati nelle procedure previste dalla normativa della cosiddetta tessera del tifoso”.
L’Ordine dei giornalisti non si ferma all’indagine sui compensi ai giornalisti freelance. I “dati della vergogna”, contenuti nel dossier “Smascheriamo gli editori”, sono stati trasmessi a tutte le Procuregenerali della Repubblica perché valutino se nelle situazioni emerse siano configurabili ipotesi di reato.
La decisione è stata presa dal comitato esecutivo dell’Ordine, dopo che il 18 maggio aveva presentato l’inchiesta in un incontro a cui aveva partecipato il ministro Giorgia Meloni e diversi parlamentari. Gli onorevoli, già durante il convegno avevano annunciato una proposta di legge finalizzata a condizionare l’erogazione delle provvidenze concesse dallo Stato agli editori al rispetto del lavoro dei giornalisti. Da parte sua il ministro Meloni aveva confermato il pieno appoggio del governo a questa azione di moralizzazione avviata dall’Ordine dei giornalisti.
Si svolgerà il prossimo 3 maggio la terza Giornata della memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo. Quest’anno la sede della cerimonia sarà Milano, nei locali della regione Lombardia, nell’auditorim “Giorgio Gaber” al Pirellone. Le celebrazioni si svolgeranno in concomitanza con quelle della Giornata della libertà dell’informazione che si celebra dal 1993 per volere dell’Assemblea generale dell’Onu e organizzata dall’Unesco.
La scelta della capoluogo lombardo per la ricorrenza assume un particolare significato per il giornalismo milanese, dal momento che il prossimo 28 maggio ricorrerà il trentesimo anniversario dell’assassinio di Walter Tobagi, il giornalista del Corriere della Sera e dirigente sindacale gambizzato sotto casa da un commando delle Brigate XXVIII Marzo, guidato da Marco Barbone. Tobagi, insieme con gli altri dieci giornalisti italiani uccisi e i molti altri feriti da commando terroristici o della criminalità organizzata, sarà ricordato oltre che dalla figlia Benedetta, dal collega e amico Giuseppe Baiocchi.
Claudio Brachino mandò in onda immagini “non essenziali e prive di interesse pubblico” riguardanti il magistrato Raimondo Mesiano. Per questo motivo l’Ordine dei giornalisti della Lombardia ha sospeso per due mesi il direttore responsabile di Videonews. Stessa sorte per la redattrice Annalisa Spinoso autrice del servizio incriminato, sanzionata dall’Ordine siciliano, cui la giornalista è iscritta.
L’ormai famoso “scoop” sul magistrato milanese, che pochi giorni prima aveva condannato la Fininvest a risarcire la Cir di Carlo De Benedetti con 750 milioni di euro, era andato in onda il 15 ottobre scorso durante “Mattino 5”, la trasmissione di informazione e approfondimenti di Canale 5.
Scritto Mercoledì 17 Febbraio 2010 da Andrea Tirone
L’Ordine dei giornalisti della Sicilia ha una nuova sede: è la villa dove trascorse gli ultimi tempi della sua latitanza il capo dei capi della mafia, il boss Totò Riina. Ad inaugurarla, ieri mattina a Palermo, era presente il ministro dell’Interno, Roberto Maroni.
“La sottrazione dei beni alla mafia – ha detto il ministro durante il taglio del nastro – ha un duplice valore: simbolico, perché dà ai cittadini il segnale che lo Stato va fino in fondo e concreto perché sottrae risorse economiche ai clan che hanno bisogno di denaro per governare l’Antistato”.
Sindacato contro Ordine dei giornalisti. È guerra aperta tra i due organi istituzionali sul problema dell’accesso alla professione. Nelle ultime ore il faccia a faccia si è fatto sempre più duro e i comunicati sempre più velenosi. La Fnsi accusa l’ordine di attuare una politica “incomprensibile”, l’Ordine risponde parlando di “delirio del sindacato”.
Ma la polemica ha radici profonde. Le prime scaramuccie si erano avute il 16 gennaio scorso quando i vicesegretari della Fnsi, Daniela Stigliano e Luigi Ronsisvalle, intervenendo in due assemblee di giornalisti free lance a Catania e Palermo, affermano: “No a nuove fabbriche di disoccupati, questa gestione dell’accesso da parte dell’Ordine nazionale dei giornalisti sta portando la professione al collasso”.
Alle accuse aveva replicato prontamente il presidente dell’ordine nazionale, Lorenzo del Boca: “Non bastano infondate accuse all’Odg per scaricarsi la coscienza”.
Prende il via la XVI edizione del premio giornalistico Ilaria Alpi. Il bando di partecipazione al premio dedicato alla giornalista uccisa in Somalia il 20 marzo 1994, è ufficialmente aperto.
Per l’occasione è stato inaugurato anche il nuovo sito dedicato alla manifestazione realizzato grazie alla collaborazione di Hi-net e visitabile all’indirizzo: www.premioilariaalpi.it. Informazioni, bando e regolamento del concorso sono già scaricabili dal sito.oltre Navigando nelle nuove pagine si possono vedere i video finalisti dell’edizione 2009 (da aprile anche i finalisti del 2010) e i video promozionali prodotti dal Premio stesso.
La cerimonia di premiazione quest’anno si terrà a Riccione dal 17 al 19 giugno 2010. Chiunque voglia partecipare dovrà inviare i propri lavori entro le ore 12 dell’10 aprile 2010.
Il Premio, promosso da Regione Emilia-Romagna, Provincia di Rimini, Comune di Riccione e Associazione Ilaria Alpi Comunità Aperta, è riservato a servizi ed inchieste giornalistiche televisive che trattino temi di impegno civile e sociale (solidarietà, non violenza, giustizia, diritti umani, lavoro).
Gli addetti stampa non sono soli. Ad assumersi l’impegno non abbandonare al proprio destino una categoria che impegna sempre più professionisti, sono stati l’Ordine dei giornalisti e la Federazione Nazionale della stampa.
In quelli che sono stati ribattezzati come gli stati generali degli uffici stampa, si è parlato della “solitudine” di questa categoria, un universo sempre più ampio ma ancora privo di tutele contrattuali condivise e in cuivige una grossa confusione a livello normativo. In particolar modo nel settore degli uffici stampa del settore privato.
Svoltosi stamani, a Palazzo Valentini sede della Provincia di Roma, il convegno, è stato organizzato dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa.
Il presidente dell’Oridine, Lorenzo Del Boca e il segretario della Fnsi Franco Siddi nei loro interventi hanno sottineato di comune accordo come oggi come oggi la questione uffici stampa è una questione di democrazia, di partecipazione e controllo dei cittadini amministrati alle scelte degli amministratori. Ma esiste anche un versante, hanno sottolineato altri intervenuti, molto importante e ancora largamente sconosciuto: quello rappresentato dagli uffici stampa nel settore privato, dove spesso si registrano fenomeni di confusione deontologica.