Crisi Usa, Obama pronto a misure salva giornali. Ma gli americani non si fidano più dei media

Barack è pronto a correre in soccorso all’editoria americana in crisi. Proprio mentre una ricerca stabilisce che l’80 per cento degli statunitensi è scettico sulla credibilità dell’informazione, il presidente USA tende la mano ai media.

Intervistato nello studio ovale dalla “Pittsburgh Post-Gazette” e dal “Toledo Blade”, si è detto “pronto a studiare” proposte di legge in che aprano la strada al salvataggio dei giornali, a patto che questi accettino di ristrutturarsi come entità no profit. Finora la casa Bianca aveva sempre escluso la possibilità di aiuti federali per i media in crisi. Ora la prima , dettata dalla convinzione che il buon giornalismo sia “assolutamente fondamentale per la salute della democrazia”.

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Nomine Rai, il 28 maggio manifestazione in difesa del pluralismo e del servizio pubblico

Una in difesa dell’autonomia dell’informazione in Italia e nel . L’hanno organizzata il sindacato dei giornalisti, l’FNSI, e l’USIGRAI per il 28 maggio prossimo. Anche la Cgil ha comuincato la sua adesione alla manifestazione.

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana e l’Usigrai spiegano in un comunicato le motivazioni di questa scelta: “Il conflitto di del Presidente del Consiglio - si legge nel documento congiunto – rende più grave di sempre la tradizionale e pesante subordinazione della Rai ai voleri della politica. Il primo pacchetto di nomine, varato l’altro giorno, porta il segno offensivo di una decisione maturata fuori da viale Mazzini, con l’aggiunta del consueto scarso rispetto per le professionalità interne e con moltiplicazioni degli incarichi incompatibili con un’organizzazione razionale.”

“E’ rimasto inascoltato – continua la nota – l’appello del Presidente della Vigilanza, che evidentemente per alcuni va apprezzato ed elogiato solo finché le sue parole non toccano gli concreti di qualche parte politica. Queste prime decisioni degli amministratori Rai contribuiscono a rendere ancora più scuro il quadro dell’autonomia dell’informazione in Italia, già esposto ai rischi di una limitazione del diritto di cronaca con il ddl Alfano o alle reazioni minacciose nelle quali incorre il che ancora si ostini a fare domande. Anche per questo gli organismi internazionali continuano a guardare con preoccupazione all’anomalia italiana”.

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“Le Monde” festeggia il numero 20000.

Le Monde brinda al suo numero 20.000. Un storico per il quotidiano transalpino, che uscì per la prima volta il 19 dicembre 1944 e oggi, per festeggiare l’anniversario, pubblica un inserto speciale con 20 copertine scelte, dal 1945 ad oggi, dalla morte di Hitler all’elezione del presidente americano Barack Obama.

E’ stato, così, possibile rispolverare storiche prime pagine, come quella del 3 maggio ‘45 in cui il giornale proponeva un grande “Hitler è morto” e, in basso, più piccolo “La fine del duce”. Oppure quella dell’edizione del 24-25 novembre ‘63 in cui, dopo la morte di JFK, il giornale usciva con “L’omicidio di John Kennedy solleva costernazione e preoccupazione”, mentre il 22 luglio del ‘69 annunciava: “Due uomini hanno calcato il suolo della Luna”.

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Fnsi, incontro sul futuro delle emittenti locali: “A rischio un settore fondamente per il pluralismo”

“E’ a rischio un aspetto importante del debole pluralismo italiano. E’ a rischio un settore industriale che garantisce molte migliaia di posti di lavoro e che dà occupazione, con un contratto a tempo indeterminato, ad oltre duemila giornalisti in tutta Italia”. Lo sostiene in una nota la Federazione nazionale della stampa italiana che per domani, mercoledì 22 aprile, ha organizzato un incontro-dibattito sulla situazione delle televisioni e delle radio locali alla sala Capranichetta (piazza Montecitorio) a partire dalle ore 10.

Hanno assicurato la loro presenza: il sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani, il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, l’onorevole Paolo Gentiloni, il senatore Fabrizio Morri, il senatore Vincenzo Vita, il senatore Roberto Mura e il portavoce di Articolo 21 onorevole Giuseppe Giulietti. E’ stato invitato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. Saranno presenti per Aeranti-Corallo e Luigi Bardelli e per la Fnsi il generale ed il Presidente, Franco Siddi e Roberto Natale.

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