Fondi per l’editoria, a rischio i 70 milioni per i giornali di idee e di cooperative

giornali4Cattive notizie per i cosiddetti giornali di idee o gestiti da cooperative. I settanta milioni di euro stanziati in loro favore dal Parlamento per gli anni 2009 e 2010 sono a rischio. Anzi per la verità pare che proprio non ci siano.

Gli stanziamenti in questione erano stati approvati con la legge numero 99 dello scorso luglio, ma ora sembrano essere scomparsi. A riportare a galla il tema spinoso una interrogazione parlamentare bipartisan dello scorso 20 ottobre, presentata dai senatori Vincenzo Vita e Luigi Lusi del Pd insieme ad Alessio Butti del Pdl e Roberto Mura della Lega, oltre all’onorevole Giuseppe Giulietti del gruppo Misto alla Camera.

“La notizia – si legge in una nota della Fnsi – circola da qualche giorno ed è fonte di grande preoccupazione, non solo per le imprese interessate ma anche per i loro dipendenti e quindi anche per i giornalisti. È in gioco la solidità imprenditoriale e talvolta la stessa sopravvivenza di alcune testate come, ad esempio, Avvenire, Il Riformista, Il Manifesto, Europa, La Padania, il Secolo d’Italia, Liberazione, La Voce Repubblicana, alcune delle quali peraltro già vivono più pesantemente di altre le ripercussioni della crisi di settore”.

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Caos all’ordine del Piemonte. Il presidente si dimette, poi smentisce

È giallo intorno alla notizia delle dimissioni di Sergio Miravalle dalla carica di presidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte. La notizia prima diffusa dalle agenzie è stata in un secondo momento smentita dal diretto interessato. Il giornalista cinquantasettenne, dipendente del quotidiano torinese “La Stampa”, sembrava essersi dimesso in conseguenza delle dimissioni “irrevocabili” del segretario dell’ordine piemontese, Emanuela Banfo, 51 anni, giornalista della sede torinese dell’Ansa, per gravi “dissidi all’interno della cosiddetta maggioranza”.

La notizia sembrava certa tanto che erano già stati diffusi i particolari della vicenda: Miravalle avrebbe rimesso in sede di consiglio il proprio mandato rinviando la ricostituzione degli incarichi ordinistici ad una successiva seduta. Miravalle, a questo punto, con altri due consiglieri della maggioranza, avrebbe anche lasciato il consiglio facendo mancare il numero legale.

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Il Fatto Quotidiano subito a ruba: bruciate 100mila copie in poche ore

Sono andate letteralmente a ruba le 100 mila copie in cui è stato stampato il primo numero del “Fatto Quotidiano”, il nuovo giornale diretto da Antonio Padellaro. In poche ore il quotidiano era esaurito in tutte le edicole, tanto che nel pomeriggio è stata diffusa, a Milano, una ristampa di 50 mila copie. Un successo forse inaspettato, ma che segue la valanga di abbonamenti, oltre 28 mila, sottoscritti dai lettori fin da quest’estate ancora prima di vedere il giornale.

In tilt, ieri mattina anche i telefoni della redazione, presi d’assalto da lettori che richiedevano la loro copia del giornale, tanto che in molti si sono presentati direttamente nella sede romana del Fatto, per cercare la copia che non avevano trovato in edicola. E oggi il secondo numero verrà stampato in 250 mila copie per cercare di soddisfare la richiesta.

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Manifestazione per la libertà di stampa, l’Fnsi la rinvia al 3 ottobre

Rinviata. La manifestazione nazionale per la libertà d’informazione che si doveva tenere domani (19 settembre) a Roma, è slittata al prossimo 3 ottobre. La decisione, annunciata dalla Federazione nazionale della stampa, è dovuta ai tragici avvenimenti che sono costati la vita a sei soldati italiani in Afghanistan.

“Con profondo rispetto verso i caduti – si legge in un comunicato diffuso dalla Fnsi – nell’espressione di un’autentica, permanente volontà di pace quale condizione indispensabile di una informazione libera e plurale, capace di rappresentare degnamente i valori della convivenza civile, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, ha deciso, d’intesa con le altre organizzazioni aderenti (Cgil, Acli, Arci, Art. 21, Libertà e Giustizia e numerose associazioni sindacali, sociali e culturali), di rinviare ad altra data la manifestazione per la libertà di stampa programmata a Roma per sabato prossimo”.

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Dopo Repubblica tocca all’Unità. Berlusconi la querela per tre milioni di euro

Nel giorno delle dimissioni del direttore dell’Avvenire, Dino Boffo, c’è un altro direttore in difficoltà. Concita De Gregorio, guida dell’Unità, si è vista citare per diffamazione insieme ad altri quattro colleghi del quotidiano, dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

La richiesta di risarcimento è di quelle che fanno tremare le gambe: 3 milioni di euro. Due milioni al giornale e 200.000 euro ciascuno ai cinque giornalisti chiamati in causa. Ad essere sotto accusa sono, in particolare, due numeri del giornale, quelli del 13 luglio e del 6 agosto 2009. In quelle edizioni la direttrice De Gregorio e le giornaliste Natalia Lombardo, Federica Fantozzi, l’editorialista Maria Novella Oppo e la scrittrice Silvia Ballestra avevano firmato alcuni articoli sugli scandali sessuali che hanno coinvolto il premier quest’estate.

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Il settimanale “Grazia” sbarca in Francia

Nasce una nuova edizione internazionale di Grazia: da oggi il settimanale femminile edito da Mondadori arriva anche in Francia, (come anticipato da giornalismoblog.it) pubblicato da Mondadori France, uno dei principali editori di magazine nel mercato piu’ importante d’Europa in termini diffusionali e pubblicitari.

“Il lancio di Grazia in Francia rappresenta un’operazione di grande rilievo per il Gruppo Mondadori, che corona così la propria strategia iniziata tre anni or sono con l’acquisizione di Emap France e proseguita con un forte processo di integrazione e collaborazione sia sul piano gestionale che su quello editoriale” ha dichiarato Maurizio Costa, vice presidente e Ad del Gruppo Mondadori.

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Esce “StrumentiRes”, rivista economica on-line sul mezzogiorno

E’ in rete il primo numero di StrumentiRes, rivista online della Fondazione RES, l’Istituto di Ricerca su Economia e Società in Sicilia promosso da Unicredit Group-Banco di Sicilia e dalla Fondazione Banco di Sicilia e presieduto da Carlo Trigilia.

StrumentiRes, spiega una nota, “nasce in un momento in cui i temi dello sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno non trovano più attenzione nei grandi media nazionali e nell’agenda politica.
StrumentiRes intende riaccendere – per la sua parte – le luci su questi temi importanti per tutto il Paese, ma nella convinzione che per farlo occorra cambiare i riflettori. Infatti, il nodo cruciale dello sviluppo economico e sociale è oggi meno costituito da fattori di natura economica e dalla carenza di aiuti e sostegni da parte del Governo centrale. Occorre invece superare il rivendicazionismo meridionalista e sicilianista tradizionale e investire nella formazione di una società civile più forte e consapevole, capace di stimolare una classe politica piu’ responsabile e orientata verso la tutela di interessi collettivi”. Non ci sono aiuti che funzionano senza consapevolezza e responsabilità. Anzi, essi possono produrre effetti perversi che riproducono arretratezza economica e disagio sociale”.

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Premio Luchetta, quattro incontri per avvicinarsi alla premiazione

Professionisti dell’informazione a confronto. Si svolgerà così, con una manifestazione intitolata “Antepremio”, la marcia di avvicinamento alla consegna del premio giornalistico “Marco Luchetta”. Quattro distinti incontri con personaggi del mondo della comunicazione, dedicati ai linguaggi dell’informazione.

Antepremio, giunto ormai alla quarta edizione, si svolge “in itinere” con un convegno in ciascuno dei quattro capoluoghi friulani. Le serate di Trieste, Pordenone, Gorizia e Udine scandiscono il conto alla rovescia verso le fasi finali del premio Luchetta, che culminerà sabato 18 luglio nella serata finale dal titolo “I Nostri Angeli”, ripresa e trasmessa da Raiuno. Ieri, la seconda delle quattro serate in programma, ha visto confrontarsi a Pordenone, tre protagonisti dell’informazione del nostro tempo: il nuovo direttore di Raiuno Mauro Mazza, per anni direttore del Tg2 e membro della giuria del premio, il direttore del quotidiano “Il Gazzettino” Roberto Papetti, e Riccardo Bocca, caporedattore inchieste e servizi speciali del settimanale “L’Espresso”.

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Referendum sul contratto dei giornalisti: hanno votato solo in 3mila

L’atteso referendum sul nuovo contratto collettivo dei giornalisti si è tenuto. Il risultato è stato un flop: hanno votato in pochissimi, tra il disinteresse generale per il quesito su un contratto effettettivamente già in atto e che pochi avranno l’onore di poter firmare.

I seggi si sono chiusi in tutta Italia alle 19 del 30 maggio. La consultazione referendaria chiamava i giornalisti a esprimersi sull’intesa contrattuale siglata dalla Federazione Nazionale della Stampa e dalla Federazione degli editori il 24 marzo scorso. Il referendum ha solo valore consultivo e non ha quorum, quindi il risultato (si o no al contratto), sarà comunque valido qualunque sia il numero dei votanti.

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“Le Monde” festeggia il numero 20000.

Le Monde brinda al suo numero 20.000. Un traguardo storico per il quotidiano transalpino, che uscì per la prima volta il 19 dicembre 1944 e oggi, per festeggiare l’anniversario, pubblica un inserto speciale con 20 copertine scelte, dal 1945 ad oggi, dalla morte di Hitler all’elezione del presidente americano Barack Obama.

E’ stato, così, possibile rispolverare storiche prime pagine, come quella del 3 maggio ’45 in cui il giornale proponeva un grande “Hitler è morto” e, in basso, più piccolo “La fine del duce”. Oppure quella dell’edizione del 24-25 novembre ’63 in cui, dopo la morte di JFK, il giornale usciva con “L’omicidio di John Kennedy solleva costernazione e preoccupazione”, mentre il 22 luglio del ’69 annunciava: “Due uomini hanno calcato il suolo della Luna”.

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