Omicidio Tobagi, confermata condanna per giornalisti di Gente

walter tobagiAvevano denunciato un presunto avvertimento ricevuto dai carabinieri che preannunciava l’omicidio del giornalista Walter Tobagi, ucciso dalla Brigata XXVII marzo il 28 maggio dell’80. Aver avanzato l’ipotesi che Tobagi potesse essere salvato era costata all’appuntato dei carabinieri, Dario Covolo, e a Renzo Magosso ed Umberto Brindani, rispettivamente caporedattore ed ex direttore del settimanale “Gente” la condanna in primo grado per diffamazione.

Ora la corte d’appello di Milano ha confermato la sentenza. Sotto accusa l’intervista pubblicata il 17 giugno 2004 in cui Covolo aveva parlato del presunto avvertimento. Nell’articolo intitolato “Tobagi poteva essere salvato”, Covolo, allora chiamato con il nome in codice “Ciondolo”, affermava di aver saputo da un informatore di un progetto di attentato a Tobagi, circa sei mesi prima che si verificasse l’esecuzione. “Ne ho parlato al capitano Ruffino – aveva affermato – e, quando tornò da una trasferta a Roma, al capitano Bonaventura. Mi venne ordinato di scrivere un rapporto anonimo… mi aspettavo di entrare in azione da un momento all’altro. Invece venni trasferito a Palazzo di Giustizia a fare intercettazioni telefoniche. Non ero d’accordo, ho dovuto ubbidire”. Ora la notizia della conferma della condanna simbolica per l’ex appuntato e per il giornalista a pagare una multa di 1000 euro ciascuno e di 300 euro per l’ex responsabile del settimanale.

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Aveva indossato i pantaloni. Giornalista sudanese scampa alle frustate ma finisce in carcere

Era riuscita ad evitare la frusta Lubna Ahmed al Hussein, la giornalista sudanese arrestata a Khartum il 3 luglio scorso per aver indossato i pantaloni in un luogo pubblico, ma non contenta ha rifiutato di pagare anche la multa di 200 dollari stabilita dai giudici.

“Sono innocente – ha dichiarato la giornalista alla Afp – Non pagherò. Piuttosto vado in prigione”. E così è andata. Lubna è stata trasferita in cella dove, se non si deciderà a pagare, dovrà scontare un mese.

Dalla padella nella brace, verrebbe da dire. Ma quello di Lubna è un gesto di grande coraggio nella battaglia per la conquista dei diritti civili delle donne islamiche. È una sfida alle istituzioni e alle tradizioni più radicate di questa cultura.

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Twitter sotto accusa in Germania. “Danneggia la democrazia”

I risultati degli exit poll delle elezioni finiscono su Twitter un’ora e mezzo prima della chiusura delle urne e, in Germania, il network di microblogging finisce sotto accusa. Danneggia la democrazia, questa l’imputazione rivolta a Twitter dai politici tedeschi che già lo scorso giugno avevano messo in guardia l’opinione pubblica contro questa l’insidia.

Il network, avevano infatti spiegato, potrebbe compromettere il risultato delle politiche di Settembre proprio grazie alla facilità con cui permette di pubblicare su Internet i risultati degli exit poll a urne aperte, potenzialmente influenzando così il voto degli indecisi. Il caso di ieri, non ha fatto altro che gettare benzina sul fuoco.

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Agcom, Rete 4 multata di 180mila euro per inosservanza della Par Condicio

Dopo gli avvertimenti l’Agcom è passata ai fatti. L’autorità di garanzia sulle comunicazioni, presieduta da Corrado Calabrò, ha inflitto 180mila euro di sanzione a Rete 4 a causa dell’inosservanza dell’ordine di riequilibrio impartito dall’Agcom il 14 maggio scorso, nell’ambito della par condicio.

La notizia è stata diffusa dallo stesso ufficio del garante in una nota in cui comunica che “alla luce dei dati sul monitoraggio dell’ultimo periodo, perdurando uno squilibrio informativo tra tutte le liste che si sono presentate alle elezioni e una sovraesposizione del Governo, ha adottato un atto di diffida generale nei confronti di tutte le emittenti affinchè procedano all’immediato riequilibrio”.

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