Rsf, Italia al 49simo posto nella classifica per la libertà di stampa

L’Italia perde ancora posizioni nella classifica della libertà di stampa. Secondo la graduatoria del 2009 stilata da “Reporters sans frontieres”, il Belpaese scende dal 44simo post del 2008 al 49simo di quest’anno. Una vera e propria caduta libera visto che nel 2007 l’Italia era in 35sima posizione.

Le motivazioni di questa diminuzione di libertà nella nostra informazione, secondo Rsf, sono da ricercarsi nelle “pressioni del Cavaliere sui media, e le crescenti ingerenze”, ma anche nelle “violenze di mafia contro i giornalisti che rivelano le attività di quest’ultima e un disegno di legge che ridurrebbe drasticamente la possibilità per i media di pubblicare i testi di intercettazioni telefoniche”.

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Nomine Rai, il 28 maggio manifestazione in difesa del pluralismo e del servizio pubblico

Una giornata in difesa dell’autonomia dell’informazione in Italia e nel servizio pubblico. L’hanno organizzata il sindacato dei giornalisti, l’FNSI, e l’USIGRAI per il 28 maggio prossimo. Anche la Cgil ha comuincato la sua adesione alla manifestazione.

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana e l’Usigrai spiegano in un comunicato le motivazioni di questa scelta: “Il conflitto di interessi del Presidente del Consiglio - si legge nel documento congiunto – rende più grave di sempre la tradizionale e pesante subordinazione della Rai ai voleri della politica. Il primo pacchetto di nomine, varato l’altro giorno, porta il segno offensivo di una decisione maturata fuori da viale Mazzini, con l’aggiunta del consueto scarso rispetto per le professionalità interne e con moltiplicazioni degli incarichi incompatibili con un’organizzazione razionale.”

“E’ rimasto inascoltato – continua la nota – l’appello del Presidente della Vigilanza, che evidentemente per alcuni va apprezzato ed elogiato solo finché le sue parole non toccano gli interessi concreti di qualche parte politica. Queste prime decisioni degli amministratori Rai contribuiscono a rendere ancora più scuro il quadro dell’autonomia dell’informazione in Italia, già esposto ai rischi di una limitazione del diritto di cronaca con il ddl Alfano o alle reazioni minacciose nelle quali incorre il giornalismo che ancora si ostini a fare domande. Anche per questo gli organismi internazionali continuano a guardare con preoccupazione all’anomalia italiana”.

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