Minacciato e costretto alla clandestinità un giornalista russo collega della Politkovskaia

Minacciato ripetutamente e costretto a vivere in clandestinità. A subire tutto ciò è il giornalista russo
Alexadr Podrabinek (nella foto), collaboratore da Mosca di “Radio France Internationale” nonché reporter della “Novaia Gazeta”, il giornale per cui scriveva Anna Politkovskaia.

Le prime minacce sono arrivate in seguito alla pubblicazione, lo scorso 21 settembre, di un servizio sui crimini del regime sovietico, sul sito di informazione www.ej.ru. L’articolo ha provocato ha provocato la durissima reazione da parte dei movimenti patriottici russi e una campagna di odio contro il giornalista. Il suo numero di telefono è stato pubblicato su molti siti che incoraggiavano i “patrioti” a minacciare Podrabinek. Diverse persone si sono presentate al giornale, altri si sono fatti passare per postini o corrieri con l’intento di penetrare nella sua abitazione. Temendo per la vita sua e della sua famiglia il giornalista è stato costretto a trovare rifugio in un luogo segreto.

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Berlusconi chiude la bocca alla stampa catastrofista. Dura risposta dell’Fnsi

Franco Siddi e Roberto Natale rispondono al presidente del Consiglio Berlusconi. Dopo le critiche del premier alla stampa “catastrofista” che, parlando di crisi, seminerebbe panico e sfiducia ingiustificate, arriva la replica dei vertici della Federazione nazionale della stampa.

“Il Presidente del Consiglio dimostra una volta di più il suo disprezzo per il ruolo che l’informazione svolge in una società democratica – sono state le dure parole del presidente del sindacato dei giornalisti Roberto Natale - Invita spudoratamente gli imprenditori a togliere pubblicità ai media catastrofisti, parla di minacciare e di chiudere la bocca. Il padrone di casa del prossimo G8 non conosce i più elementari valori liberali. Il suo governo parla di riforma dell’editoria, ma la prima riforma da fare è impedire che un premier possa incitare allo strangolamento di alcuni giornali”.

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Sicilia, giornalista minacciato per aver raccontato una storia d’usura

Minacciato di morte per aver raccontato la storia disperata di un artigiano rimasto solo per aver denunciato gli usurai e che, senza un più un soldo, vuole vendere un rene per curare il figlio malato. È l’incredibile storia di Michele Guccione, cronista del quotidiano “La Sicilia” e addetto stampa della Confindustria isolana. Una vicenda impensabile in qualsiasi parte del mondo, all’ordine del giorno nel nostro meridione.

“Il caso Raimondi”, questo il nome dell’artigiano vittima degli usurai, è stato portato agli onori della cronaca a marzo, sul settimanale gratuito “Nell’attesa…” di cui Guccione è direttore. Come se non bastasse, oltre a minacciare di morte il giornalista autore dell’inchiesta, la malavita locale ha pensato bene di minacciare lo stesso Raimondi, reo di aver “cantato”.

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