Sindacato contro Ordine dei giornalisti. E’ guerra aperta sull’accesso alla professione

Sindacato contro Ordine dei giornalisti. È guerra aperta tra i due organi istituzionali sul problema dell’accesso alla professione. Nelle ultime ore il faccia a faccia si è fatto sempre più duro e i comunicati sempre più velenosi. La Fnsi accusa l’ordine di attuare una politica “incomprensibile”, l’Ordine risponde parlando di “delirio del sindacato”.

Ma la polemica ha radici profonde. Le prime scaramuccie si erano avute il 16 gennaio scorso quando i vicesegretari della Fnsi, Daniela Stigliano e Luigi Ronsisvalle, intervenendo in due assemblee di giornalisti free lance a Catania e Palermo, affermano: “No a nuove fabbriche di disoccupati, questa gestione dell’accesso da parte dell’Ordine nazionale dei giornalisti sta portando la professione al collasso”.

Alle accuse aveva replicato prontamente il presidente dell’ordine nazionale, Lorenzo del Boca: “Non bastano infondate accuse all’Odg per scaricarsi la coscienza”.

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Free lance, l’allarme arriva dalla Sicilia

FnsiI giornalisti free lance siciliani dicono basta. Denunciano una situazione insostenibile e chiedono con forza all’Ordine nazionale di rivedere le regole di accesso alla professione. Il grido di allarme dei giornalisti autonomi arriva dalla prima assemblea regionale di free-lance, co.co.co, collaboratori, precari e indipendenti della Sicilia orientale, organizzata dalla Federazione nazionale della stampa e dall’Associazione siciliana della stampa.

All’assemblea, che si è tenuta a Palermo, hanno partecipato i vice-segretari nazionali della Fnsi, Daniela Stigliano e Luigi Ronsisvalle, e il segretario regionale dell’Assostampa, Alberto Cicero. Secondo i dati forniti dalla gestione separata dell’Inpgi, l’istituto di previdenza dei giornalisti, in Sicilia i giornalisti che svolgono la professione in modo autonomo sono 1.256; di questi 474 hanno un rapporto di collaborazione coordinata e continuativa.

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Battaglia Mediaset-Sky sugli spot. Pari il primo round

skypremium
Tutti contenti… a metà. Il tribunale civile di Milano è riuscito nella difficile impresa di accontentare sia Sky che Mediaset nel braccio di ferro sugli spot televisivi, non accontentando in realtà nessuno dei due. La diatriba tra le due piattaforme televisive riguardava il rifiuto di trasmettere gli spot promozionali di Sky da parte dell’azienda della famiglia Berlusconi. Rifiuto contro il quale l’azienda di Murdoch aveva sporto ricorso.

Ebbene la sentenza emessa il 26 ottobre ha sancito che Publitalia ’80, la concessionaria di pubblicità del biscione, non potrà proseguire nel “pregiudiziale rifiuto” ad accogliere le campagne pubblicitarie di Sky Italia “al solo fine di avvantaggiare l’offerta Mediaset Premium”, ma allo stesso tempo ha deliberato di non accogliere la richiesta di Sky di riattivare immediatamente i suoi spot sulle reti del concorrente.

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Internet, i grandi della rete uniti per l’uguaglianza degli utenti

I grandi nomi del web uniti per la neutralità della rete. L’insolita alleanza è dovuta alla prossima riunione della Commissione federale delle comunicazioni degli Stati Uniti, che avrà all’ordine del giorno la riscrittura delle regole di Internet. Così Google, Skype, Twitter, YouTube, Facebook, Mozilla, Linkedin (per citare solo i più conosciuti) hanno deciso di firmare una lettera, inviata al presidente della Commissione, Julius Genachowski, per ribadire la propria posizione. La richiesta è che non venga messo in pericolo il principio che fino a oggi ha garantito eguaglianza a tutti gli utenti del web, ovvero l’impossibilità, per i provider, di stabilire chi deve navigare più veloce e chi più lento, magari in base a quanto è costosa la sua connessione.

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TivùSat, Agcom apre un’istruttoria sulla nuova piattaforma satellitare

Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò, ha esaminato il dossier relativo alla piattaforma TivùSat, decidendo all’unanimità di aprire un’istruttoria per verificare il rispetto, da parte della RAI, degli obblighi di servizio pubblico e del contratto di servizio e in particolare per accertare le modalità di distribuzione delle smart card (incluse quelle per gli italiani all’estero), i criteri per la distribuzione dei programmi televisivi privi di diritti per l’estero e la possibilità per tutti gli utenti di ricevere la programmazione di servizio pubblico gratuitamente su tutte le piattaforme distributive, anche in linea con quanto avviene in altri paesi europei.

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Sky fa causa a Mediaset: “concorrenza sleale e violazione norme Antitrust”

Sky Italia accusa le societa’ del gruppo Mediaset Rti e Publitalia di violazione delle regole Antitrust e concorrenza sleale. News Corporation annuncia in una nota l’avvio di un’azione legale presso il tribunale di Milano. La tivu’ di Murdoch sostiene che con il rifiuto a Sky di acquistare pubblicita’ sulle principali emittenti commerciali italiane (Canale 5, Italia 1 e Rete 4) sono stata violate le norme della concorrenza europea e le regole sulle comunicazioni in Italia.

Pronta la replica dell’azienda di Cologno Monzese: “Mediaset reputa sconcertante l’annuncio di Sky di voler ricorrere in giudizio per la presunta violazione delle regole sulla concorrenza”.

“Stupisce infatti – si legge in una nota – che un operatore che nel mercato della pay tv satellitare è monopolista assoluto avvii un’azione legale contro un’altra azienda tv per le norme antitrust”

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Google studia come far pagare le news online

Rupert Murdoch ha un nuovo alleato nella sua battaglia per le news online a pagamento: Google. Il motore di ricerca americano, che proprio in questi giorni sta avendo non pochi problemi con gli editori di tutto il mondo, ha ideato un metodo di pagamento con cui far pagare l’informazione sulla rete.

A diffondere la notizia il Nieman Journalism Lab, il centro di ricerca sui media dell’Università di Harvard. Secondo il centro, il colosso di Mountain View avrebbe già sottoposto il progetto all’Associazione dei giornali americani (Naa). La proposta di Google si baserebbe sul modello dei “micropagamenti” pensato appositamente per l’industria dell’informazione. Il punto di riferimento in questo senso è il sistema analogo usato da Apple per la musica (iTunes) e le applicazioni dei cellulari (AppStore).

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Il settimanale “Grazia” sbarca in Francia

Nasce una nuova edizione internazionale di Grazia: da oggi il settimanale femminile edito da Mondadori arriva anche in Francia, (come anticipato da giornalismoblog.it) pubblicato da Mondadori France, uno dei principali editori di magazine nel mercato piu’ importante d’Europa in termini diffusionali e pubblicitari.

“Il lancio di Grazia in Francia rappresenta un’operazione di grande rilievo per il Gruppo Mondadori, che corona così la propria strategia iniziata tre anni or sono con l’acquisizione di Emap France e proseguita con un forte processo di integrazione e collaborazione sia sul piano gestionale che su quello editoriale” ha dichiarato Maurizio Costa, vice presidente e Ad del Gruppo Mondadori.

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Antitrust, aperta istruttoria contro Google News: “impatto negativo sui giornali on line”

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 26 agosto 2009, ha deciso di avviare un’istruttoria nei confronti di Google Italy per verificare se i comportamenti della società, in considerazione della sua indiscussa predominanza nella fornitura di servizi di ricerca on line, siano idonei ad incidere indebitamente sulla concorrenza nel mercato della raccolta pubblicitaria on line e a consolidare la sua posizione nella intermediazione di spazi pubblicitari.

Il procedimento, notificato oggi alla società nel corso di un’ispezione condotta in collaborazione con le Unita’ Speciali della Guardia di Finanza, è stato avviato alla luce di una segnalazione della Fieg, Federazione Italiana Editori Giornali, relativa al servizio Google News Italia, con il quale Google aggrega, indicizza e visualizza parzialmente notizie pubblicate da molti editori italiani attivi online.

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Arriva “Il fatto”: il nuovo giornale di Padellaro e Travaglio da settembre in edicola

“Ci siamo. Il conto alla rovescia è cominciato. A settembre, finalmente, avremo un giornale nuovo, libero, tutto nostro”: con queste parole – dal sito di Marco Travaglio - parte la campagna abbonamenti del Fatto, il nuovo quotidiano diretto da Antonio Padellaro e che ha fra i suoi protagonisti lo stesso Travaglio.

Molte le novità che la testata porta con sé: intanto non avrà finanziamento pubblico ma cercherà di stare sul mercato con le sue forze soltanto. “Un giornale eccentrico, rispetto agli altri”, si legge nella presentazione on line: “Un fatto nuovo. Perché? 1) Racconterà i fatti, fin dalla sua testata. Darà le notizie, le analisi e i commenti che gli altri non danno, o nascondono. Parlerà dei temi che gli altri ignorano. 2) Non avrà padroni: la società editoriale è composta da alcuni piccoli soci, compresi noi giornalisti, che partecipano con quote equivalenti a un progetto comune: un quotidiano fatto solo per i suoi lettori. Senza vincoli né sudditanze ai poteri forti, politici, finanziari e industriali, che usano i giornali per i loro interessi. 3) Non chiederà né avrà finanziamenti pubblici concessi da questo o quel partito”. “E nascerà – viene precisato – solo se avrà dei lettori interessati ad acquistarlo, e a leggerlo. Per questo vi chiediamo di abbonarvi subito”.

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