Torna il premio giornalistico Saint Vincent. Le grolle d’oro consegnate al Quirinale

Ci saranno Giulio Andreotti, Toni Capuozzo, Emilio Carelli, tra i vincitori che il prossimo 16 ottobre ritireranno il “Premio Saint-Vincent di giornalismo”, giunto alla 60esima edizione. Gli altri vincitori, che riceveranno la Grolla d`Oro, simbolo della Valle d`Aosta, sono Pietro Ingrao, Paolo Rumiz, Claudio Pagliara, Rosaria Capacchione, Fiorenza Sarzanini, Olivo De Leon e Maurice Le Moine.

Mentre la Grolla d`Oro alla comunicazione è stata assegnata dalla Regione Autonoma Valle d`Aosta a Massimo Gramellini. “Avevo già vinto il premio nel 2003 – a dichiarato il vicediretore de La Stampa – come titolare di una rubrica specializzata, questa è un’altra grolla, continuo così la mia collezione. Essendo un amante della Valle d’Aosta sin dall’infanzia, dato che passavo le mie vacanza a Periasc, ad Ayas, e torno spesso tra le mie montagne, sono doppiamente contento. Sarà ancora una grande emozione ricevere questo importante premio”.

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Caos all’ordine del Piemonte. Il presidente si dimette, poi smentisce

È intorno alla notizia delle di Sergio Miravalle dalla carica di presidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte. La notizia prima diffusa dalle agenzie è stata in un secondo momento smentita dal diretto interessato. Il giornalista cinquantasettenne, dipendente del quotidiano torinese “La Stampa”, sembrava essersi dimesso in conseguenza delle “irrevocabili” del segretario dell’ordine piemontese, Emanuela Banfo, 51 anni, giornalista della sede torinese dell’Ansa, per gravi “dissidi all’interno della cosiddetta maggioranza”.

La notizia sembrava certa tanto che erano già stati diffusi i particolari della vicenda: Miravalle avrebbe rimesso in sede di consiglio il proprio rinviando la ricostituzione degli incarichi ordinistici ad una successiva seduta. Miravalle, a questo punto, con altri due consiglieri della maggioranza, avrebbe anche lasciato il consiglio facendo mancare il numero legale.

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Il Time bacchetta la stampa italiana: “Inaffidabile”

Se c’è qualcosa di sbagliato nella italiana, la colpa è anche della stampa del Belpaese: influenzata da e politici, molto attenta ai potenti e poco ai lettori. L’atto di accusa arriva dal settimanale Usa Time, che lancia l’affondo: “ italiani, fonti inaffidabili”.

In un Paese dove il primo ministro controlla le tv, solo una persona su dieci compra un quotidiano, contro una su cinque negli Stati Uniti e tre su cinque in Giappone, osserva Stephan Faris, citando i dati della World Association of Newspapers. “Agli italiani, a quanto pare, non interessa leggere le notizie”. E se il problema non stesse nell’appetito degli italiani per le notizie, ma in “quello che c’è sul menu?”.

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Divorzio Berlusconi Lario: stampa britannica pubblica anticipazioni di “Tendenza Veronica”

Mentre attende l’uscita della nuova edizione di ‘Tendenza Veronica’ di Maria Latella, la stampa britannica si è sbizzarita anticipando in questi giorni alcuni estratti del libro in cui la Lario svela i motivi che l’hanno spinta a chiedere il divorzio dal marito Silvio Berlusconi.

I quotidiani “The Times” e “The Guardian” riportano le anticipazioni e gli estratti dell’incontro avuto da Latella con la moglie del premier pochi giorni dopo l’uscita sulla stampa della notizia della partecipazione di Berlusconi alla festa per i 18 anni di Letizia, in provincia di Napoli. Veronica Lario confidò alla giornalista: “Mi ha detto: Sai devo partire per Napoli. Ho un vertice importante sulla spazzatura, domattina presto… L’ennesima bugia. Allora meglio cercare un’ultima forma di rispetto per me stessa, meglio divorziare”.

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D’Alema sconfessa De Benedetti:”Il futuro dell’informazione è l’online a pagamento”

Massimo D’Alema è sicuro che il futuro della stampa sarà on-line, e che probabilmente si arriverà presto al pagamento dell’informazione sul web.

L’, esponente di spicco del Partito Democratico, nonché iscritto all’albo dei giornalisti professionisti ha espresso il suo pensiero sul futuro dell’editoria a Perugia, durante un incontro elettorale.

“I giornali online sono il futuro - ha detto D’alema – anche perchè il cartaceo progressivamente scomparirà. Per mantenerli e continuare a pagare i giornalisti ritengo che bisognerà pagare anche l’online”.

Lo spunto da cui sono nate le dichiarazioni dell’ex segretario del Pds, è venuto dalla lettera di Carlo De Benedetti pubblicata dal “Sole 24 ore”, nella quale esprimeva dubbi sui giornali on-line a pagamento.

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La scheda di Augusto Minzolini, nuovo direttore del Tg1

Il nuovo diretore del Tg1, Augusto Minzolini è nato a Roma il 3 agosto 1958.

Durante gli ‘70 partecipò a due film di Nanni Moretti, “Io sono un autarchico” del 1976 e “Ecce Bombo” del 1978. Dopo aver ottenuto la maturità classica, cominciò nel 1977, subito a lavorare come giornalista all’agenzia di stampa Asca.

Dal 1980 giornalista professionista, nel 1983 diventa collaboratore della rivista Panorama che lo assume solamente due più tardi. Diviene nel 1990 giornalista de La Stampa di Ezio Mauro, e due dopo Paolo Mieli lo destina al ruolo di . Carlo Rossella lo promuove editorialista nel 1997.

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La Stampa, il saluto del nuovo direttore Calabresi ai lettori: “La sfida è essere credibili, corretti, curiosi”

La Stampa continuerà ad essere un giornale con le sue radici in Piemonte, in Liguria e in Valle d’Aosta, ma che non rinuncia a parlare al resto dell’Italia e a raccontare cosa accadrà a Napoli e a New York, a Parigi e a Pechino”. Mario Calabresi, nuovo direttore de La Stampa, saluta così i lettori, oggi, nel suo primo editoriale sul quotidiano torinese.

La sfida per i giornali è oggi quella di riuscire – secondo Calabresi – a decifrare la complessità offrendo chiavi di lettura. E’ di essere credibili, corretti e curiosi“. “Il segreto di questo giornale è di non essersi mai chiuso nel suo territorio ma di aver raccolto gli stimoli migliori che venivano da tutto il Paese e dall’altra parte delle Alpi” continua il direttore che rivolge un particolare ringraziamento all’ex direttore Giulio Anselmi, diventato presidente dell’ANSA.

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Mario Calabresi nuovo direttore de “La Stampa”

Dopo che Giulio Anselmi ha scelto di lasciare la “Stampa”, per approdare alla guida dell’Ansa, l’editore del torinese John Elkann ha deciso di affidare la direzione a Mario , attuale corrispondente di “Repubblica” da New York. Secondo quanto riferisce il sito primaonline, sarebbe già a Torino a discutere i dettagli del suo contratto.

Figlio del commissario Luigi , assassinato dal terrorismo nel 1972, quando Mario aveva solo due anni, frequentò il corso di laurea in Storia e poi la scuola di giornalismo di Milano, lavorando all’Ansa, a la Repubblica e a La Stampa come cronista parlamentare. Per il torinese seguì dagli Stati Uniti gli attentati dell’11 settembre 2001, prima di tornare, nel 2002, al fondato da Scalfari.

“Il Pais” accusa: “Berlusconi manovra per controllare stampa italiana”

el-paisBerlusconi, la crisi finanziaria e le manovre del governo per il controllo della stampa. E’ uno scenario allarmante quello presentato da un articolo pubblicato sul più importante quotidiano spagnolo “El Pais”, a firma di Miguel Mora. Secondo il giornalista spagnolo starebbe per avvenire uno sconvolgimento ai vertici di alcuni tra i più importanti quotidiani italiani. Cambiamenti che sarebbero provocati dal governo per ottenere il controllo della stampa. Le dure accuse del giornalista spagnolo sono state portate alla luce dei riflettori dal giornalista Carlo Vulpio, che si presenterà alle prossime elezioni europee, come indipendente, nelle liste dell’Italia dei Valori.

La situazione presentata dal giornalista spagnolo e riportata da Vulpio, disegna un quadro in cui il Governo, con il premier in testa, starebbe sfruttando la crisi generalizzata dell’editoria per piazzare i propri uomini di fiducia al comando dei due più importanti giornali italiani, il “Corriere della Sera” e il “”, andando ad aggravare la situazione di monopolio e controllo dell’informazione già evidente in ambito televisivo, con il primo ministro che praticamente controlla entrambe le aziende ( e Mediaset) del duopolio su cui si basa il sistema televisivo italiano.

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Presidenza Rai, trovato l’accordo: incarico a Paolo Garimberti

garimbertiAlla fine l’accordo è arrivato. Dario Francescini, segretario del Pd, e Gianni Letta, sottosegretario al governo, si sono stretti la mano sul nome di Paolo Garimberti come nuovo presidente della Rai.

L’intesa su Garimberti è arrivata dopo un lungo braccio di ferro tra opposizione e maggioranza, in cui diversi nomi proposti dal Partito Democratico erano stati bocciati dal Premier Silvio Berlusconi. L’opposizione, come previsto dalla legge Gasparri, ha indicato diversi nomi da sottoporre al governo: dalla rielezione di Claudio Petruccioli (presidente uscente), a Ferruccio De Bortoli, che ha preferito rimanere alla direzione del Sole 24 Ore, fino a Angelo Guglielmi. Ma l’ok di Berlusconi è arrivato solo sul nome di Garimberti. Si è sbloccata così una situazione di stallo che durava da troppo tempo e che iniziava a creare imbarazzi e proteste dall’azienda.

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