Intercettazioni, che differenza con tra noi e l’Islanda

Operatore durante un'intercettazione

Operatore durante un'intercettazione

Paese che vai cultura che trovi. Ben diverse devono essere quelle di Islanda ed Italia in materia di libertà di informazione. Mentre nel nostro stivale impazzano polemiche e proteste per un disegno di legge, quello sulle intercettazioni telefoniche, che privilegia la privacy alla diffusione delle notizie, nell’isola islandese si approva una legge che toglie ogni bavaglio all’informazione e addirittura si propone come base per chiunque voglia far trapelare notizie senza rischiare denunce.

La legge, proposta dalla deputata anarchica Birgitta Jonsdottir e approvata lunedì notte all’unanimità, prevede che i server islandesi ospitino documenti di interesse pubblico senza che la giustizia locale possa impedirne la divulgazione, tentare di scoprire chi li abbia rivelati o dare seguito a condanne comminate da tribunali esteri in base a leggi contrarie alle norme islandesi. Inoltre, chiunque abbia divulgato del materiale online, o il proprietario del server che abbia ospitato tali notizie, non solo sarà protetto dalla legge, ma avrà il diritto di contro-citare in un’aula di tribunale chiunque gli abbia rivolto minacce o denunce a riguardo, con l’accusa di violazione della libertà d’espressione. E ancora, aspetto che potrebbe diventare di prepotente attualità in Italia, se i documenti rivelati dovessero interessare anche altri paesi la legge darà modo ai giornalisti dei paesi interessati di riprendere la notizia senza temere ripercussioni da parte dei propri governi.

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Giornata mondiale della libertà di stampa. Il Welt esce con la prima bianca

La prima pagina bianca del Welt

La prima pagina bianca del Welt

Il Die Welt è uscito in edicola con la prima pagina completamente bianca in nome della libertà di stampa nel mondo. L’iniziativa del quotidiano tedesco è stata senza dubbio quella di maggior impatto tra le tante che ieri hanno celebrato la giornata mondiale della libertà di stampa. La ricorrenza, che va in scena ogni anno dal 1983 per volere dell’Assemblea generale dell’Onu che la organizza, è stata interpretata così dal Welt, che ha voluto dimostrare, attraverso la prima pagina bianca, che senza libertà di stampa non ci sarebbero neanche le notizie.

Così la “prima “ classica è finita a pagina tre mentre al suo posto, sul primo foglio del quotidiano campeggiava solitaria la scritta “così sarebbe il vostro giornale senza la libertà di stampa”.

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Eurispes. Rapporto Italia 2010: gli italiani si spaccano sulla libertà d’informazione

eurispesInformazione libera si, informazione libera no. Gli italiani si spaccano sulla situazione dei media italiani. Lo rileva il rapporto Eurispes sul nostro Paese per il 2010. L’abituale fotografia del Belpaese diffusa dal centro di ricerca, tra i tanti problemi dello stivale, definito “immobile e privo di idee e progetti”, c’è anche quello dell’informazione.

Per il 53,1% dei nostri concittadini la stampa e l’informazione in genere non sono del tutto indipendenti, mentre il restante 39% valuta i mezzi di comunicazione italiani lontani da forti condizionamenti.

A ritenere libera l’informazione sono prevalentemente coloro che si identificano negli schieramenti politici di centro-destra (51,9%) e di destra (49,2%). Al contrario, sono più pessimisti sulla situazione dell’informazione italiana chi dichiara vicino alle idee della sinistra (63,6%) o del centro-sinistra (56%).

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Google apre alle news a pagamento… ma solo in America

google-newsGli editori italiani bocciano l’iniziativa di Google di far pagare, almeno in parte, le notizie dei giornali lette attraverso il motore di ricerca di Mountain View. O meglio li lascia indifferenti.

La novità, infatti, non li riguarda, avendo valore solo negli USA e non trovando, dunque, applicazione oltreoceano dove gli internauti potranno continuare a leggere gratuitamente le notizie tramite Google.

A confermarlo in un’intervista rilasciata a “MF -Milano” finanza, è il presidente della Federazione italiana editori giornali (Fieg), Carlo Malinconico. “Da un lato l’annuncio americano è una cosa positiva – ha spiegato Malinconico – perché in un certo modo viene riconosciuto il fatto che il contenuto editoriale costa, ha un lavoro e investimenti alle spalle; dall’altra parte siamo ancora lontani da quello che gli editori desiderano che è esattamente la compartecipazione agli utili pubblicitari”.

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Rsf, Italia al 49simo posto nella classifica per la libertà di stampa

L’Italia perde ancora posizioni nella classifica della libertà di stampa. Secondo la graduatoria del 2009 stilata da “Reporters sans frontieres”, il Belpaese scende dal 44simo post del 2008 al 49simo di quest’anno. Una vera e propria caduta libera visto che nel 2007 l’Italia era in 35sima posizione.

Le motivazioni di questa diminuzione di libertà nella nostra informazione, secondo Rsf, sono da ricercarsi nelle “pressioni del Cavaliere sui media, e le crescenti ingerenze”, ma anche nelle “violenze di mafia contro i giornalisti che rivelano le attività di quest’ultima e un disegno di legge che ridurrebbe drasticamente la possibilità per i media di pubblicare i testi di intercettazioni telefoniche”.

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UE, bocciate le risoluzioni sulla libertà di stampa

L’Unione Europea sceglie di non scegliere. Il parlamento europeo ha bocciato entrambe le risoluzioni sulla libertà di stampa in Italia e nei paesi dell’Unione. Le due mozioni erano opposte, ma comunque nessuna delle due è stata approvata.

Prima è stata bocciata quella presentata dal centro destra che sosteneva l’assenza di una situazione di minaccia della libertà di informazione in Italia. Successivamente è mancata l’approvazione anche per la risoluzione proposta dai gruppi di centro sinistra, in cui si denunciavano anomalie nel bel paese e pressioni governative su media nazionali e stranieri.

La prima ha raccolto 297 voti favorevoli e 322 contrari, con 25 astensioni; la seconda, invece, 335 pro e 338 contro, con 13 astenuti. La risoluzione del centro sinistra, quindi, ha perso per soli 3 voti e infuria la polemica. Tre irlandesi avrebbero evitato di esprimersi a causa di pressioni “ad alto livello”, come riporta Repubblica online. L’eurodeputato Vincenzo Iovine, dell’Italia dei Valori, invece, sostiene di avere erroneamente premuto il pulsante sbagliato e dichiara di avere già fatto domanda di rettifica del proprio voto.

Giornata dell’informazione, Napolitano: “pluralismo indice di democrazia”

“Già più di tre anni fa, in occasioni analoghe a quella odierna, espressi il mio profondo convincimento circa il carattere discriminante che l’esistenza di una stampa e di una informazione pluralistiche e libere assume per distinguere la democrazia dal dispotismo”. È un vero e proprio monito in favore del pluralismo dell’informazione quello rivolto dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante il suo intervento alla terza “giornata dell’informazione” celebrata al Quirinale.

Alla cerimonia erano presenti i circa 160 cronisti vincitori, nel 2009, dei 22 premi giornalistici che hanno ottenuto l’adesione della Presidenza della Repubblica. A loro il presidente si è rivolto così: “Voi siete il grande specchio della ricchezza di talenti e percorsi su cui si fonda prestigio giornalismo italiano. Ed è nella qualità dell’impegno e del lavoro di ogni giornalista, nella professionalità, nel rigore, nell’equilibrio e nel tranquillo coraggio di chi si dedica a questo quotidiano lavoro il maggior presidio della libertà, del ruolo della stampa e dell’informazione”.

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Si assegna il premio Corso Bovio alle migliori tesi di laurea sul giornalismo

Si terrà giovedì 15 ottobre alle ore 15.00, a Positano, in occasione del Consiglio nazionale che si svolge presso l’Hotel Le Agavi, la cerimonia di premiazione del Concorso giornalistico internazionale “Corso Bovio” promosso e organizzato dall’Ordine nazionale dei giornalisti, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

La cerimonia è prevista a conclusione del dibattito sul tema “Libertà di stampa, informazione e formazione dei giornalisti” che avrà luogo alle ore 10.00 con la partecipazione dei Presidenti Marcello Pera e Luciano Violante.

La consegna dei premi ai vincitori (sei premi del valore di 5.000,00 euro ciascuno più un premio di 5.000,00 euro per la sezione internazionale “Anna Politkovskaya”) si svolgerà alla presenza del Consiglio nazionale, della giuria del premio e di rappresentanti delle istituzioni e della società politica e civile.

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Chiude il Corriere di Livorno, fallisce il tentativo dell’editore-calciatore Lucarelli

Sembra giunta al capolinea l’esperienza del calciatore del Livorno, Cristiano Lucarelli, come editore di un quotidiano. “Il Corriere di Livorno”, giornale da lui fondato il 9 settembre del 2007, ha annunciato la possibile chiusura dell’attività. La crisi dell’editoria non ha risparmiato nemmeno l’esperimento dell’editore-calciatore.

Ad annunciare la fine delle pubblicazioni è stato lo stesso Lucarelli, in un editoriale (il primo scritto da lui in due anni) comparso sulla prima pagina del quotidiano livornese. “Attualmente – scrive il giocatore – complice la crisi, le copie vendute al di sotto delle aspettative e lo scarso interesse (per paura di ritorsioni) di imprenditori contattati per affiancarmi in questa avventura, mi hanno fatto riflettere sull’eventualità di cessare le pubblicazioni del Corriere di Livorno entro la fine del 2009”.

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Pensioni, Inpgi e Inps trovano l’accordo per il trasferimento dei fondi

La si attendeva da anni, ora finalmente è stata firmata. Si tratta della convenzione tra l’Inpgi, l’ente previdenziale dei giornalisti italiani, e l’Inps, l’istituto nazionale di previdenza sociale. Grazie a questo accordo sarà possibile il trasferimento diretto tra i due enti, dei fondi indebitamente versati dalle aziende ad uno dei due istituti.

Così le aziende che dal 2001 ad oggi hanno versato erroneamente contributi Inpgi all’Inps e viceversa, potranno tirare un sospiro di sollievo. Il legislatore, infatti, fin dal 2001, aveva esteso l’obbligo di assicurazione previdenziale all’Inpgi per tutti i giornalisti che svolgono attività giornalistica anche senza l’applicazione del Contratto nazionale di lavoro giornalistico e a prescindere dall’inquadramento aziendale.

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