Usa, una ricerca universitaria propone aiuti di Stato per i giornali

Torna a farsi strada negli Stati Uniti l’ipotesi di aiuti governativi alle imprese editoriali per fronteggiare la crisi del settore. Già qualche tempo fa il presidente Obama si era detto possibilista in materia, nel caso venisse presentata una proposta seria al Congresso. Ora a ribadire il concetto ci ha pensato un rapporto della Columbia University, dal titolo “The Reconstruction of American Journalism”.

Il rapporto di 36 pagine è stato stilato da Michael Shudson, docente della facoltà, e da Leonard Downie Jr., per 17 anni penna di punta e poi manager al Washington Post. Secondo i due studiosi: “la società americana si deve assumere la responsabilità collettiva di sostenere il giornalismo indipendente in un ambiente economico che è profondamente cambiato”, per questo conclude la ricerca per salvare l’informazione su carta saranno necessari sussidi pubblici.

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Crisi, altre tre redazioni in agitazione

Redazioni in agitazione in molte parti d’Italia. Ad alzare la voce anche alcune realtà storiche del panorama dell’informazione, come quelle di Rainews24 e quelle del Piccolo e del Messagero Veneto.

In casa Rai, il Cdr di Rainews24 proclama lo stato di agitazione e chiede chiarezza ai vertici dell’azienda sulle voci di tagli di mezzi e risorse all’unica televisione all-news pubblica italiana. “Dal 1999 – scrive il Cdr in una lettera alle alte sfere di viale Mazzini – Rainews24 ha garantito l’informazione di servizio pubblico in tutti i momenti cruciali italiani e internazionali: dagli attentati alle torri gemelle fino al terremoto in Abruzzo, passando per la copertura dei conflitti e per le grandi inchieste. Ora, dopo 10 anni, è arrivato il momento della chiarezza. E’ arrivato il momento delle risposte”.

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Inpgi, salve le pensioni dei giornalisti. Proficuo l’incontro con Sacconi

Le pensioni dei giornalisti sono al sicuro. Almeno per il momento. È questa la certezza maturata dal presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese, durante l’incontro con il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, sulle difficoltà degli enti previdenziali privatizzati. “Un incontro proficuo e chiarificatore – ha commentato Camporese – che sgombra il campo definitivamente da qualsiasi ipotesi di commissariamento per alcuni Enti previdenziali, ipotesi che non ha mai trovato conferma in sede istituzionale”.

Per il presidente la situazione dell’Istituto di previdenza dei giornalisti non desta preoccupazioni: “L’Inpgi, in base alle proiezioni attuariali vagliate dal Ministero può contare su un patrimonio accantonato che non si esaurisce mai, garantendo una sostanziale continuità delle prestazioni previdenziali per i prossimi 50 anni”.

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Direzione RaiTre. I dirigenti difendono Paolo Ruffini

Dopo giorni di polemica politica, dentro e fuori la Rai sul rinnovo del vertice di Raitre, i dirigenti della rete, escono allo scoperto e in una lettera spiegano che “trovano doveroso esprimere tutto il loro stupore ed il loro sconcerto per il persistere di notizie relative alla sostituzione del direttore della rete, Paolo Ruffini”.

“Questa ipotesi – a loro avviso – non solo non è legata ad una scadenza del mandato ma è priva di qualsiasi motivazione editoriale o professionale e avrebbe effetti fortemente negativi sull’immagine e la credibilità del servizio pubblico mettendo di fatto in discussione la continuità di una linea editoriale vincente in termini di qualità, ascolti, immagine, innovazione e rispetto delle compatibilità economiche”.

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Crisi, due giorni di sciopero all’Ansa contro i tagli

La redazione dell’Ansa è in agitazione. Da ieri i giornalisti dell’agenzia di stampa più importante dello stivale sono in sciopero. I due giorni di sciopero proclamati dal Cdr sono iniziati dalle ore 7 di ieri (6 agosto) e termainerano solo alle ore 7 domani, sabato 8 agosto.

L’organismo sindacale dell’Ansa spiega in un comunicato le ragioni della protesta. “Il Cdr dell’Ansa respinge l’ipotesi avanzata dall’azienda di ricorrere a una riorganizzazione in presenza di crisi, in base alla legge 416, come prospettato dall’ad, Giuseppe Cerbone, nell’incontro con il sindacato”.

Si tratterebbe – continua la nota – di un nuovo e pesante taglio all’organico redazionale già messo a dura prova dal precedente piano di prepensionamenti seppure volontari e incentivati. Un ulteriore ricorso a tagli al personale giornalistico non aiuterà a fronteggiare la crisi dell’editoria in atto e metterebbe a serio rischio il ruolo, il pluralismo e la qualità dell’informazione dell’agenzia”.

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Contratto giornalisti, c’è l’ok del Governo. Ora via al tavolo per gli ammortizzatori

E’ stata ratificata stamattina, alla presidenza del Consiglio dei ministri, l’ipotesi di accordo di rinnovo del contratto collettivo di lavoro giornalistico, siglata lo scorso 26 marzo dalla Federazione Italiana degli Editori di Giornali e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

Presenti alla ratifica il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Sen. Maurizio Sacconi e il Sottosegretario con delega all’Editoria, On. Paolo Bonaiuti.

Il Governo ha preso atto con soddisfazione – si legge in una nota – della conclusione positiva delle trattative tra Fnsi e Fieg che hanno consentito il rinnovo del contratto di lavoro giornalistico. Il Governo si è impegnato anche ad avviare immediatamente un tavolo di confronto con le parti sociali, sulla base delle richieste avanzate sia da Fieg sia da Fnsi.

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Contratto giornalisti, referendum confermativo entro il 15 giugno

FNSIIl Consiglio nazionale della Federazione nazionale della stampa ha dato mandato “alla giunta esecutiva di redigere il regolamento per il referendum” che chiamerà tutti i giornalisti a esprimersi sull’ipotesi di accordo siglata la scorsa settimana con la Federazione italiana editori giornali. Il regolamento dovrà essere “redatto entro aprile” e il referendum “dovrà essere celebrato quanto prima, e comunque non oltre il 15 giugno“.

“Pur non costituendo un obbligo statutario di valore giuridico – spiega il documento approvato ieri dal Consiglio con 38 voti a favore, tre contrari e due astenuti – il referendum sull’ipotesi di contratto rappresenta un impegno politico vincolante per l’insieme del gruppo dirigente federale, che dovrà valutarne gli esiti”.

Il referendum, spiega ancora la Fnsi, “dovrà svolgersi con voto in urne distinte per tipologia di votanti, con modalità omogenee in tutta Italia, con apertura delle urne per almeno 12 ore nell’arco di 36, con scrutinio centralizzato. Stanti le caratteristiche del referendum, lo spoglio delle schede verrà effettuato a prescindere dalla percentuale dei votanti, essendo questa una delle variabili su cui il gruppo dirigente dovrà esprimere la valutazione politica finale”.

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