Arriva la norma antiblogger nel Ddl sicurezza

Un logo di un blog

Un logo di un blog

Blogger e internauti sono avvertiti. Se il cosiddetto pacchetto sicurezza, appena approvato in Senato, diventerà legge dovranno fare molta attenzione a ciò che scriveranno sulle loro pagine web. Nel Ddl 733 è contenuto, infatti, un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis, che riguarda la “repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”.

In base a questo emendamento, se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog o un sito internet a disobbedire o criticare una legge che ritiene ingiusta, i providers, ovvero i fornitori degli spazi sulla rete, dovranno bloccare le pagine incriminate. L’azione del provvedimento non sarà limitata dai confini nazionali: l’autorità potrà far oscurare un sito ovunque si trovi, anche all’estero.

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Nuovi venti di censura da Venezuela e Estonia

Una pagina del blog satirico venezuelano

Una pagina del blog satirico venezuelano

Tutto il mondo è paese. Dall’Europa dell’est al Sudamerica sono in tanti a dover fare i conti con governi autoritari che impongo la censura. Succede così che in Venezuela il presidente Chavez si è dovuto affrettare a smentire le voci di imminenti provvedimenti per limitare internet, dopo che un blog satirico, curato da tre giovani venezuelani, aveva suscitato le ire del presidente colonnello e le conseguenti minacce di restrizioni.

Nel frattempo dall’altra parte del mondo, in Estonia, i sei principali quotidiani nazionali uscivano nelle edicole con una pagina completamente bianca per protesta contro un progetto di legge che vorrebbe imporre ai giornalisti di rivelare le loro fonti di informazione quando richiesto dall’autorità giudiziaria.

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Financial Times introduce l’abbonamento giornaliero alle news online

financial-timesDopo il clamoroso annuncio del New York Times di far pagare le notizie online, ecco l’ultima trovata in tema di contenuti in rete. Il Financial Times ha intenzione di introdurre un abbonamento giornaliero per la lettura degli articoli del suo sito intenet.

La trovata dell’“abbonamento 24 ore” è una novità assoluta in questo ambito, cui nessuno aveva ancora pensato. La testata finanziaria anglosassone, in relazione a questa formula, sta studiando un metodo di micro-pagamenti che dovrebbe agevolare l’utenza nella fruizione dei contenuti non-free.

La dirigenza del quotidiano crede fermamente nel nuovo progetto: “È ragionevole pensare che ci siano molte persone felici di pagare per un singolo giorno, ma che non sono disposte a firmare una sottoscrizione per un anno” ha detto Robert Grimshaw, managing director di Ft.com, presentando la novità.

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Crisi, nuovi media in controtenza: ricavi in aumento del 13%

newmediaI nuovi media vanno in controtendenza e, mentre i media tradizionali soffrono la crisi, fanno segnare una crescita di ricavi del 13%. A sancire il successo dei media digitali è l’Osservatorio su new tv & media della School of management del Politecnico di Milano. Lo studio, coordinato dal professor Andrea Rangone, si è basato sull’analisi di 550 canali relativi a tutte le principali piattaforme televisive digitali e su oltre 50 casi di studio realizzati mediante interviste dirette alle più significative imprese operanti nei diversi stadi di questa filiera, compresi i media fruiti tramite il telefono cellulare. I risultati, presentati nel capoluogo lombardo, ribadiscono la flessione generale del mercato dei media nel 2009, che fa registrare una contrazione compresa tra l’8 e il 10%, passando da 18,5 miliardi di euro nel 2008 a meno di 17 miliardi di euro nel 2009. Il dato però non è univoco, perché se da una parte calano fortemente gli introiti dei media tradizionali quelli generati dai new media fanno registrare un incremento di quasi 600 milioni di euro.

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Google apre alle news a pagamento… ma solo in America

google-newsGli editori italiani bocciano l’iniziativa di Google di far pagare, almeno in parte, le notizie dei giornali lette attraverso il motore di ricerca di Mountain View. O meglio li lascia indifferenti.

La novità, infatti, non li riguarda, avendo valore solo negli USA e non trovando, dunque, applicazione oltreoceano dove gli internauti potranno continuare a leggere gratuitamente le notizie tramite Google.

A confermarlo in un’intervista rilasciata a “MF -Milano” finanza, è il presidente della Federazione italiana editori giornali (Fieg), Carlo Malinconico. “Da un lato l’annuncio americano è una cosa positiva – ha spiegato Malinconico – perché in un certo modo viene riconosciuto il fatto che il contenuto editoriale costa, ha un lavoro e investimenti alle spalle; dall’altra parte siamo ancora lontani da quello che gli editori desiderano che è esattamente la compartecipazione agli utili pubblicitari”.

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Obama in Cina. Censurato il suo discorso sulla libertà di stampa

obama discorsoLa Cina censura Obama. Il presidente americano, per la prima volta in visita nel Paese di Mao, è stato oscurato in tutta la nazione per le sue affermazioni sulla libertà di stampa e contro la censura. Il suo discorso, tenuto davanti a 520 selezionatissimi studenti, al museo delle scienze e della tecnologia di Shangai, non è stato mandato in onda né dalla televisione ufficiale di Pechino né dai siti web cinesi.

L’unico ad essere riuscito a diffondere le parole di Obama è stato un blogger locale che, quasi in tempo reale, era riuscito a pubblicare il discorso sul suo sito. Ma in meno di mezz’ora, ventisette minuti per l’esattezza, le efficientissime autorità cinesi preposte al controllo della rete, hanno cancellato il post.

“Io sono un grande sostenitore della non censura” sono state le parole di Obama che hanno fatto scattare la censura – per noi negli Stati Uniti il fatto di avere un Internet libero, senza limiti di accesso, è un punto di forza. Per questo penso che la fruizione libera di Internet sia una cosa da incoraggiare”. E ancora: “Esistono diverse tradizioni, ma l’uso senza restrizioni di internet rafforza il sistema: maggiore è il flusso di informazioni, più forte diventa la società”.

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Informazione, i manager preferiscono il giornale. Ma Internet è in crescita

managerLa carta stampata è più affidabile di Internet. È questa la percezione che i manager di tutto il mondo hanno dell’informazione. La ricerca curata dal Financial Times si chiama “Be Europe 2009”, e mira a svelare le tendenze e le idee che il pubblico “alto” ha sul mondo dell’informazione nell’era digitale.

Lo studio presentato a Milano nella sede dell’Università Cattolica del sacro cuore, ha interpellato un campione di 465 mila top manager provenienti da 61mila aziende di 17 diversi paesi europei. Dall’indagine è emersa la tendenza dei dirigenti di assolvere al loro bisogno di news attraverso la carta stampata, considerata più affidabile della rete.

Internet, però, è in forte crescita e diventa ogni giorno più più popolare: i siti dei più importanti quotidiani fanno registrare il più alto incremento di utenti tra i media analizzati. Ogni giorno, 71.056 business-men nel mondo leggono almeno una copia cartacea di un giornale (+4% nell’ultimo anno), mentre la fruizione via web ha visto un incremento del 17% rispetto al 2008.

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Internet, i grandi della rete uniti per l’uguaglianza degli utenti

I grandi nomi del web uniti per la neutralità della rete. L’insolita alleanza è dovuta alla prossima riunione della Commissione federale delle comunicazioni degli Stati Uniti, che avrà all’ordine del giorno la riscrittura delle regole di Internet. Così Google, Skype, Twitter, YouTube, Facebook, Mozilla, Linkedin (per citare solo i più conosciuti) hanno deciso di firmare una lettera, inviata al presidente della Commissione, Julius Genachowski, per ribadire la propria posizione. La richiesta è che non venga messo in pericolo il principio che fino a oggi ha garantito eguaglianza a tutti gli utenti del web, ovvero l’impossibilità, per i provider, di stabilire chi deve navigare più veloce e chi più lento, magari in base a quanto è costosa la sua connessione.

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Inaugurato nuovo sito internet e web tv della Camera. Per delle istituzioni più vicine ai cittadini

La Camera dei deputati si apre ai cittadini, con una comunicazione più semplice, più diretta, più interattiva, in una parola più trasparente. Il tutto sarà reso possibile dalla nuova web tv e al restyling del sito internet, che proveranno a rendere la popolazione più partecipe alle decisioni dei nostri politici. A presentare le novità alla stampa i vicepresidenti della Camera, Rosy Bindi e Maurizio Lupi, in una conferenza a Montecitorio.

“È fondamentale – ha detto Lupi – che le nuove tecnologie possano permettere un accesso migliore alla vita parlamentare e quindi alla vita democratica del Paese. Il nuovo sito internet punta, in particolare, alla facilità di accesso e alla semplicità nell’uso perché si possa vedere quello che accade e accedere alle numerose informazioni presenti”.

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Crisi Usa, Obama pronto a misure salva giornali. Ma gli americani non si fidano più dei media

Barack Obama è pronto a correre in soccorso all’editoria americana in crisi. Proprio mentre una ricerca stabilisce che l’80 per cento degli statunitensi è scettico sulla credibilità dell’informazione, il presidente USA tende la mano ai media.

Intervistato nello studio ovale dalla “Pittsburgh Post-Gazette” e dal “Toledo Blade”, Obama si è detto “pronto a studiare” proposte di legge in Congresso che aprano la strada al salvataggio dei giornali, a patto che questi accettino di ristrutturarsi come entità no profit. Finora la casa Bianca aveva sempre escluso la possibilità di aiuti federali per i media in crisi. Ora la prima apertura, dettata dalla convinzione che il buon giornalismo sia “assolutamente fondamentale per la salute della democrazia”.

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